Lista dei siti di scommesse in Italia 2026: chi ha la concessione ADM e cosa comporta
Verificato al 31 Ottobre 2026 contro l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e contro i termini e le condizioni dei singoli operatori.

C’è una scena che si ripete ogni volta che esce un nuovo elenco di siti di scommesse: il lettore apre tre o quattro pagine, trova dieci nomi, e resta con la sensazione di aver capito qualcosa. Non ha capito niente, perché nessuna di quelle pagine dice la cosa che conta. Un sito di scommesse legale in Italia non è un sito che «funziona»: è un sito che compare in un elenco pubblico tenuto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con un numero di concessione accanto. Il resto — la grafica curata, le quote esposte, il bonus di benvenuto in vetrina — è marketing, e il marketing è identico su un concessionario e su un dominio che verrà oscurato la settimana prossima.
La conseguenza di questa distinzione arriva in tre punti precisi, e sono i tre punti che questo articolo segue fino in fondo. Primo: la concessione è rilasciata per sito, non per azienda. Una società può gestirne diversi — Eurobet Italia S.r.l. compare con eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it — e ogni indirizzo ha la sua riga, il suo numero, la sua autorizzazione. Secondo: l’elenco di ADM non ha una colonna che dica quali giochi quel concessionario può offrire. La legge consente di tenere insieme diritti diversi — scommesse sportive a quota fissa, poker e giochi di abilità, giochi di casinò, betting exchange, bingo — nelle combinazioni che la concessione prevede, e un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito accetti scommesse sportive. Terzo: essere in un confronto non è una concessione. È una posizione in una lista redazionale, e vale quanto vale.
Il numero che riassume la situazione è 52. Tanto è lungo l’elenco letto il 25 ottobre 2026, codici da 16000 a 16051, una riga per sito. La gara bandita a settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Chi resta fuori da quelle 52 righe non è «meno pubblicizzato»: è fuori dal perimetro legale italiano, e per il giocatore la differenza è concreta, come si vede più avanti nella parte sulla normativa.
Il calendario decide più del pronostico: cosa si può giocare e quando
Un palinsesto non è un catalogo pubblicitario. È il programma di eventi e di tipi di giocata che il concessionario prepara e che ADM approva, evento per evento. La definizione sta all’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024, e ha una conseguenza immediata per chi scommette: una giocata può essere accettata solo su un evento che è dentro quel palinsesto approvato. Non è il bookmaker che aggiunge una partita di sabbia il sabato mattina; passa dalla richiesta, e ADM autorizza.

Quanto questo morda, si vede dai casi. A settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Una competizione che esisteva già, seguita da una fetta di appassionati, e che fino a quel momento non si poteva giocare legalmente in Italia sul canale a distanza. Ecco cosa significa la parola palinsesto: non un limite tecnico del software, ma una decisione amministrativa che apre e chiude interi tornei.
Il calendario dei grandi appuntamenti si comporta allo stesso modo, solo con più rumore intorno. Il mercato sportivo italiano ruota intorno al calcio — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, e poi Premier League, Bundesliga, La Liga — affiancato da Champions League, Europa League e Conference League. Le app dei concessionari fotografano bene la scala di questa copertura: Planetwin365 dichiara i principali campionati nazionali ed europei più oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta; Lottomatica elenca Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP con quote e risultati in tempo reale; Eurobet arriva a baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e da lì perfino a eventi di spettacolo e di politica, elezioni comprese. Non è generosità: è la logica del palinsesto spinta fino al limite, perché ogni categoria in più è un’occasione in più di raccogliere puntate senza alzare il margine.
Il punto che sfugge è un altro, e riguarda il tennis, il basket e la pallavolo più della Serie A. La profondità di mercato — quanti tipi di giocata si aprono su una partita — non è uguale per tutti gli sport, e non lo è nemmeno per tutti i concessionari. Sisal dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live; SNAI mette accanto al pre-match e al live oltre 3.000 eventi virtuali al giorno. Numeri che dicono una cosa semplice: la copertura dell’evento è diventata una commodity, ed è sulla profondità dei mercati — risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini, rigori — che si gioca la differenza tra un palinsesto che serve e uno che riempie una schermata.
Eventi simulati: la partita che non esiste, con regole che esistono
I Virtuali meritano una riga a parte, perché il nome inganna. L’art. 2, lett. v) del D.Lgs. 41/2024 definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati tramite animazione oppure tramite un evento reale pre-registrato. Sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive, e le sezioni «Virtuali» dei siti lo confermano: SNAI propone calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo; Eurobet ha il calcio simulato con Campionato, Big Match e Derby, il galoppo, i Levrieri Reali e Palline 2.0; Lottomatica copre calcio, trotto, galoppo e levrieri con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio.

Fisco e virtuale non vanno d’accordo come si potrebbe pensare, e questa è una conseguenza da mettere in conto con onestà: sulle scommesse su eventi simulati l’imposta unica si applica al 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite, cioè su una base diversa da quella delle scommesse a quota fissa. Chi immagina che «virtuale» significhi margini più leggeri si sbaglia di grosso.
Ippica e exchange: le due caselle che quasi nessuno apre
Il diritto italiano tiene separata l’ippica dalle scommesse sportive, e lo fa in un modo che vale la pena conoscere. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024, insieme alle scommesse sportive. I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris e le giocate di tipo quarté e quinté, definite all’art. 2, lett. h) — stanno invece alla lett. c) e richiedono una concessione propria. Tradotto: un concessionario può accettare scommesse sulle corse senza poter gestire il totalizzatore dell’ippica nazionale, o viceversa. Se il vostro interesse è il trotto di domenica, la concessione va verificata sul punto specifico, non sulla riga generica.
Il betting exchange è l’altra casella. L’art. 6, comma 1, lett. e), con la definizione dell’art. 2, lett. u), lo ammette come gioco separato: il giocatore può fare la parte del puntatore o quella del banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Non è un mercato che tutti i concessionari presidiano, e le condizioni cambiano molto da piattaforma a piattaforma: la documentazione di Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50. Chi arriva dal mondo delle scommesse tradizionali trova qui un prodotto concettualmente diverso, e la commissione — non la quota — è la voce da leggere prima.
Dieci concessionari a confronto: i numeri di concessione e quello che i loro termini dicono
| Brand | Concessione ADM | Cosa dichiarano i termini |
|---|---|---|
| NetWin | 16035 | Bonus sport «reale» con deposito minimo |
| AdmiralBet | 16048 | Autoesclusione personalizzabile 7-270 giorni |
| bet365 | 16030 | Partnership Champions League e strumenti pausa |
| Goldbet | 16009 | Integrazione completa con app mobile |
| Planetwin365 | 16007 | Copertura estesa campionati minori |
| Sisal | 16020 | Integrazione rete fisica e digitale |
| Lottomatica | 16010 | Pagamenti integrati e Bet Scanner |
| SNAI | 16032 | My Combo e verifica ticket in negozio |
| William Hill | 16044 | Bonus differenziato per metodo registrazione |
| StarCasinò | 16026 | Offerta sportiva complementare al casinò |
Una tabella di concessioni si legge male se ci si aspetta che dica chi è meglio. Non lo fa e non può farlo. La prima colonna identifica il concessionario e la sua riga nell’elenco ADM; la seconda riporta quello che i termini o le schede applicative di quel brand dichiarano sul tema di questa pagina. Dove una casella resta vuota, il motivo è quasi sempre lo stesso: quel concessionario pubblica la propria offerta sportiva senza toccare l’argomento, oppure lo tocca in forme che non si possono citare come sue condizioni. Preferisco lasciare il segno vuoto che riempirlo con un’inferenza mia.
Vale la pena notare un dettaglio che la tabella rende visibile e che le pagine di confronto di solito nascondono: due righe portano lo stesso concessionario. Goldbet e Lottomatica hanno entrambe come società titolare Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), con numeri di concessione distinti, 16009 e 16010, perché la concessione è legata al sito e non all’azienda. Chi pensa che due brand sotto lo stesso tetto significhi due offerte davvero concorrenti si prepara a una piccola delusione: la sovrapposizione di prodotti è la normalità, e la differenza la fanno i mercati e i limiti che ciascun marchio sceglie di esporre.
Quanto trattiene il bookmaker, e perché 1,90 non è un numero innocente
Il margine è la voce di costo più silenziosa dell’intero mercato. Nessun concessionario lo scrive in vetrina, nessun bonus lo annulla, e ogni singola giocata lo paga. Il modo per vederlo è aritmetico e non richiede strumenti: si prende un mercato, si somma l’inverso di tutte le quote di tutti gli esiti, e si guarda quanto supera l’unità.
Prendiamo un mercato a due esiti, del tipo che si apre su un esito binario, con entrambe le quote a 1,90. È un esempio illustrativo, non una quotazione rilevata su un evento reale. La quota di ritorno del mercato è 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90, cioè 1 diviso 1,0526: viene circa 0,95. Il margine è il complemento, quindi intorno al 5 %. Tradotto in soldi: su 100 € puntati complessivamente dagli scommettitori su quel mercato, il concessionario ne restituisce in media circa 95 e ne trattiene circa 5, prima di qualunque altra voce.
Il risultato va letto come una banda con la sua condizione, non come una cifra esatta. Quella forbice del 5 % vale per un mercato a due esiti con le due quote allineate a 1,90; se le quote salgono a 1,95 per lato il margine scende verso il 2,5 %, e se scendono a 1,80 risale oltre l’11 %. Due o tre punti di differenza sulla quota di un mercato a due esiti non sono un dettaglio da appassionati: sono la stessa partita vista con un costo del 2,5 % invece che dell’11 %.
Come si legge la quota di un mercato a tre esiti
Sul calcio il caso si complica, perché l’esito non è binario. Un mercato 1X2 ha tre possibili risultati e tre quote, e la formula resta la stessa: si sommano gli inversi di tutte e tre, poi si fa 1 diviso quella somma per ottenere la quota di ritorno, e si sottrae da 1 per ottenere il margine. Con tre esiti il totale degli inversi supera l’unità più facilmente, e per questo il margine su un 1X2 tende a essere più alto di quello di un mercato a due esiti dello stesso evento: c’è più incertezza da prezzare e un esito in più da coprire.
C’è poi una questione di timing che nessuna tabella mostra. Il margine non è costante durante la vita di un evento: si allarga quando il bookmaker ha meno informazione — l’apertura di un mercato su una partita di cui si sa poco, una competizione minore, un evento con formazioni non ancora ufficiali — e si stringe quando l’informazione si accumula e il volume permette di compensare il rischio tra i due lati. Chi punta abitualmente all’apertura dei mercati paga questa differenza senza accorgersene, ed è il tipo di costo che un bonus di benvenuto non tocca nemmeno di striscio.
E qui va detto quello che il marketing non dice: il confronto tra concessionari che si legge più spesso — «quota più alta su questa partita» — è un confronto a una variabile su un mercato che ne ha molte. La quota migliore su un singolo esito non dice nulla sul margine medio di quel bookmaker sui mercati che effettivamente giocate. Serve guardare il listino, non la vetrina.
Puntata e quota: come si calcola quello che torna indietro
Il calcolo base è elementare e conviene averlo chiaro, perché è l’unico che serve davvero per giudicare un’offerta. Il ritorno di una giocata è la puntata moltiplicata per la quota. Con 10 € puntati a quota 1,85, il ritorno in caso di esito favorevole è 18,50 €, dei quali 8,50 € sono profitto netto e 10 € la puntata restituita. Su una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano tra loro e formano un’unica quota: tre esiti a 1,85 danno 6,33 circa, e la stessa puntata da 10 € arriverebbe a 63,30 € — con la precisazione che la probabilità di azzeccare tre esiti è molto più bassa di quella di azzeccarne uno, e che il margine del bookmaker si applica a ogni passaggio.
Le varianti italiane hanno nomi propri che è utile riconoscere. La singola è una giocata su un esito; la multipla combina più eventi in un biglietto unico; il sistema combina più giocate su un numero maggiore di eventi, in modo che alcune combinazioni restino vincenti anche se una parte dei pronostici salta. Il DNB, draw no bet, in italiano «rimborso in caso di pareggio», restituisce la puntata se l’incontro finisce in parità. Sono modi diversi di distribuire lo stesso rischio, e ognuno ha un costo in quota.
Cosa succede davvero quando il sito non ha la concessione
La domanda non è se un sito senza concessione funzioni. Funziona, quasi sempre meglio di quanto si vorrebbe: è raggiungibile, prende depositi, mostra quote. La domanda è cosa rimane al giocatore quando qualcosa va storto, e la risposta è una lista di cose che non ci sono.
Il quadro parte dal regolatore. In Italia il gioco a distanza è presidiato da ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS con il vecchio acronimo. Il riordino del settore è nel D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni non sono licenze aperte: si assegnano per gara pubblica, durano al massimo nove anni senza rinnovo, e richiedono una società di capitale con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara stessa. Termini della concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata — art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3 — ed è una garanzia non banale, perché significa che le regole con cui aprite il conto non cambiano sotto i piedi.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande. Il regime nuovo è partito il 13 novembre 2025. Da quel momento esiste un elenco pubblico, l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», letto il 25 ottobre 2026: 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra quelle righe a quella data.
«Oscurati»: come funziona il blocco e perché non è istantaneo
Offrire gioco a chi è in Italia senza concessione è illegale, e l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 costruisce la macchina per reagire. ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene due liste pubbliche: quella dei siti legali, legati ai concessionari, e quella dei siti di cui è inibito l’accesso. Le due liste stanno sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.
Il blocco lavora a livello DNS, e qui sta la parte che nessuno spiega. Un ordine del 24 settembre 2025, come riportato dalla stampa di settore, ha portato il totale a 11.481 domini; gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia ciascuno. Ma il blocco dipende dai singoli provider, e alcuni sono più lenti di altri. I mirror ricompaiono nel giro di ore. Il risultato è quello che il gergo chiama «oscurati»: il sito non è scomparso, è stato reso difficilmente raggiungibile — e la difficoltà non è una protezione per chi lo cerca, è solo un ostacolo.
C’è un secondo livello, di natura commerciale, che vale la pena mettere in fila perché è quello che tocca davvero il portafoglio. L’art. 22, comma 1, prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. La data di entrata in vigore non risulta confermata. Se e quando arriva, la conseguenza è diretta: le ricariche iniziano a fallire, i prelievi pure, e il conto resta con dentro quello che c’era.
La norma che nessuna pagina di bonus vi spiegherà
Sul lato del giocatore la legge italiana è più severa di quanto ci si aspetti. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa riassume il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero; e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro singoli giocatori non risultano noti, ma la norma enunciata è questa, e riguarda il giocatore, non solo l’operatore. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Messo tutto in fila, il confronto è questo. Una concessione ADM porta con sé il collegamento al RUA, la vigilanza del regolatore, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro legale italiano davanti al quale discutere una controversia. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo: è soggetto al blocco DNS e, secondo quanto afferma ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Chi sceglie un sito non autorizzato sta scegliendo, in sostanza, un ricorso di cui non conosce il giudice.
Autoesclusione e limiti: gli strumenti che proteggono solo su un sito con concessione
La protezione del giocatore in Italia non è un insieme di buone intenzioni: è una serie di obblighi in capo al concessionario. L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che devono esistere: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Età e identificazione vengono prima di tutto il resto. L’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il conto di gioco richiede identificazione piena: registrazione con modulo e copia di un documento, oppure con SPID — e BetFlag rimanda anche alla CIE accanto alla registrazione classica. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.
Il limite di deposito scelto alla registrazione, e la trappola del rialzo
Qui si arriva al punto in cui la protezione mostra un lato meno comodo. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione. La regola che conta è asimmetrica: abbassare il limite ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa. C’è una ragione precisa dietro questa asimmetria — l’unico momento in cui un limite serve davvero è quello in cui non avete voglia di rispettarlo — ed è anche la ragione per cui il limite va scelto prima, non dopo la prima serata storta.
Admiralbet richiede all’iscrizione i limiti di spesa e tempo, come previsto dalle norme sul gioco responsabile. bet365 mette accanto ai limiti di versamento i periodi di pausa, gli avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Sono strumenti diversi per problemi diversi: il limite di versamento agisce sul denaro che entra, la pausa agisce sulla continuità del gioco, l’avviso sull’attività agisce sulla consapevolezza con un messaggio che arriva a prescindere dalla volontà di leggerlo.
Il RUA, e i tempi che stanno cambiando
L’autoesclusione in Italia passa dal RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. L’iscrizione blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e anche le sale fisiche, ed è esattamente questo il punto: non è un blocco che il giocatore gestisce sito per sito, è un blocco di sistema. Chi si autoesclude su un concessionario si autoesclude su tutti.
I termini stanno cambiando, e la data va tenuta a mente. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il ventaglio si allarga da entrambi i lati: si può entrare e uscire più rapidamente, ma anche restare fuori molto più a lungo, un anno e mezzo se serve. Le forme parziali di esclusione, quelle che riguardano una sola categoria di prodotto, risultano partire dal 1° febbraio 2026 secondo la stampa di settore.
La conseguenza più dura sta in una riga sola, ed è quella che lega la protezione alla legalità del sito. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un dominio non autorizzato non è protetto da nessuno: la sua iscrizione al registro esiste, ma quel sito non la vede e non ha obbligo di vederla. È il caso in cui la distinzione tra un concessionario e un .com smette di essere una questione formale.
C’è infine un obbligo informativo in capo ai concessionari che vale la pena conoscere: l’art. 15, comma 2, impone a ciascuno di spendere lo 0,2 % del proprio ricavato netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Il legislatore ha deciso di far pagare al settore il messaggio che il settore non ha interesse a mandare. Non è una trovata di marketing.
Il bonus di benvenuto: cosa c’è dietro la vetrina
Arriviamo alla parola che vende più di tutte. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e va detto subito che il Decreto Dignità non lo vieta: vieta la pubblicità, non l’esistenza dell’offerta. In Italia non esiste un tetto statutario né al bonus né ai requisiti di puntata, quindi importo, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore e da nessun’altra parte. Ogni riga che segue è la condizione di quel brand e di quel brand soltanto.
Un bonus «reale» e cosa lo distingue
NetWin chiama la sua offerta Sport-50 un bonus reale: 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e l’inserimento di un codice al primo versamento. Il deposito minimo di 20 € per accedere a un bonus da 50 € dice già molto su a chi si rivolge: è un’offerta da primo conto, calibrata su chi vuole provare la piattaforma senza impegnare capitale, non su chi cerca di massimizzare il valore atteso. Chi deposita 20 € e si vede accreditare un bonus pari al 100 % non deve però confondere l’accredito con la disponibilità: il bonus NetWin è reale, e su due piedi questo lo distingue da tutta la generazione di bonus «virtuali» che il mercato ha sdoganato. Per incassarne il valore bisogna giocarlo, e il modo in cui si gioca decide quanto resta.
Il bonus che dipende da come vi registrate
William Hill costruisce il Benvenuto Sport su una differenza che pochi notano al momento della scelta. Chi si registra con SPID riceve subito un Bonus Sport da 10 €. Chi sceglie la registrazione manuale ha invece un bonus di verifica da 5 €, accreditato dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. La differenza non è solo di importo: è di tempi e di dipendenza da una verifica documentale che sta in mano a terzi. La registrazione con SPID salta il passaggio e dimezza l’attesa; quella manuale aggiunge un controllo sui documenti e una finestra di 96 ore perché il credito arrivi. Chi ha fretta di giocare la partita del sabato dovrebbe tenerne conto prima, non dopo.
Sui bonus di benvenuto degli altri concessionari la documentazione pubblica è più vaga. Sisal indica che per ricevere il bonus bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e che il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto; l’app Goldbet segnala che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto; SNAI prevede per i nuovi utenti dell’app un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche; Lottomatica parla di bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una registrazione descritta come più facile e veloce. Sono descrizioni di esistenza, non di condizioni. Chi vuole sapere quanto valgono davvero deve leggere i termini sul sito dell’operatore, e la voce da cercare è quella dei requisiti di puntata.
Quello che un bonus senza deposito promette e quello che costa
Il «bonus senza deposito» è la formula che promette valore senza rischio di capitale, e va letta con attenzione perché è quella che più spesso confonde due cose diverse. Un bonus senza deposito accredita un importo spendibile senza versamento iniziale, ma quasi sempre con un tetto ai prelievi collegati e con requisiti di puntata da soddisfare prima che qualcosa diventi prelevabile. La parola «gratis» descrive il punto di partenza, non il percorso: il valore si realizza solo giocando le puntate richieste, e il margine del bookmaker si applica a ognuna di quelle puntate. Un bonus che sembra regalato finisce quindi per costare, in termini di valore atteso, una frazione del suo importo nominale — ed è esattamente quello che le condizioni scritte sul sito dicono, se si ha la pazienza di leggerle.
Le dieci piattaforme, una per una
NetWin: la concessione 16035 e un bonus sport che si chiama reale
NetWin Italia S.p.a. opera su Netwin.it con concessione ADM n. 16035, e l’offerta sportiva su cui costruisce l’ingresso è la Sport-50: 100 % del primo deposito fino a 50 €, nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo di 20 €. Il dato interessante è nella struttura, non nell’importo. Un tetto a 50 € con soglia a 20 € è un’offerta che chiude la porta a chi cerca di costruirsi un bankroll grosso con il denaro del bookmaker — e non è un difetto, è una scelta di posizionamento. La verifica del conto è condizione esplicita, quindi il credito non arriva in un percorso senza documenti.
Il punto che decide è un altro. Un bonus che si definisce «reale» si assume un impegno che i bonus virtuali non assumono, ma resta un credito che va giocato per diventare denaro, e quanto di quel credito arriva davvero al prelievo dipende dai requisiti che NetWin fissa nei suoi termini. Per un primo conto con budget contenuto la costruzione è ragionevole; per chi punta a un’esposizione seria, il tetto a 50 € esaurisce l’offerta ancor prima di iniziare.
AdmiralBet: la concessione 16048 e il limite di deposito scelto al buio
Admiral Bet S.r.l. opera su Admiralbet.it con concessione ADM n. 16048, e sui temi di questa pagina è il brand che documenta di più. In registrazione il brand richiede l’impostazione dei limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
La parte da guardare con attenzione è l’ultima. Il passaggio a un ventaglio da 7 a 270 giorni non è solo un allargamento della scelta: è un cambio di filosofia, perché consente un blocco molto più lungo di tre mesi e contemporaneamente una pausa breve che prima non esisteva. Chi ha un problema con il gioco trova nel blocco indeterminato la forma più solida, con la revoca possibile solo dopo nove mesi; chi vuole solo un mese di distanza ha finalmente una via di mezzo. Il dettaglio che nessuna pagina di confronto mette in evidenza è che il limite giornaliero di ricarica, di spesa e di tempo viene richiesto alla registrazione, cioè nel momento in cui sapete meno di tutto su come giocherete. L’asimmetria dei 7 giorni per il rialzo esiste per costringervi a pensarci due volte, e funziona.
bet365: la concessione 16030 e gli strumenti che arrivano prima del problema
Hillside (New Media Malta) Plc opera su Bet365.it con concessione ADM n. 16030. Sul piano della copertura l’app si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre evento sia live. È una partnership che evidenzia le priorità strategiche dell’operatore: un brand che affianca il proprio nome a una competizione europea sta indicando i mercati e i segmenti che vuole presidiare.
Sul gioco responsabile bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. La combinazione è più interessante della somma delle voci. I limiti di versamento agiscono sul denaro, i periodi di pausa sulla continuità, gli avvisi sull’attività sulla consapevolezza: tre leve diverse che coprono tre modi diversi di perdere il controllo. Un operatore può avere il vincolo di legge e nient’altro; qui le leve sono quattro e il numero verde è in chiaro. Nel confronto con gli altri brand di questa lista, bet365 resta quello che pone più attenzione sulla fase che precede il problema, non su quella che lo gestisce.
Goldbet: la concessione 16009 e il prodotto che vive sull’app
Goldbet Better Organization Italy S.p.a. opera su Goldbet.it con concessione ADM n. 16009. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La scheda applicativa dice tre cose utili insieme: il prodotto è pensato per il mobile, la gamma di tipi di giocata copre l’intero spettro classico italiano, e l’acquisizione passa dal download.
Sull’identificazione c’è un elemento che riguarda direttamente i tempi di apertura del conto, e la fonte è la descrizione dei metodi disponibili presso un altro concessionario dello stesso tipo: la registrazione via SPID evita la copia del documento e il rischio della sospensione a 30 giorni. Chi apre un conto Goldbet ha interesse a verificare quali metodi di identificazione il brand accetta e quanto la validazione richieda, perché è il passaggio che determina quando il conto diventa pienamente operativo per i prelievi. Il bonus di benvenuto legato al download dell’app è un incentivo all’installazione, non una leva sul valore dell’offerta: la sua entità non cambia la qualità del palinsesto, che è la variabile da valutare davvero.
Planetwin365: la concessione 16007 e un palinsesto che non lesina sul calcio
Pwo S.p.a. opera su Planetwin365.it con concessione ADM n. 16007. L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È, tra quelle documentate qui, la lista di campionati più esplicita: c’è anche la Serie C, che raramente compare nelle vetrine dei bookmaker.
Quella voce fa la differenza per una fascia precisa di lettori. Chi segue la propria squadra di Serie C trova su molti concessionari un palinsesto che si ferma prima, e un mercato che non esiste non si sostituisce con nessun bonus. Sulla profondità dei mercati e sul margine applicato a queste competizioni la documentazione non dice nulla, e non lo invento: il modo di verificarlo è l’unico che funziona, cioè aprire il palinsesto e confrontare le quote della stessa partita su due concessionari prima di puntare. Un brand che dichiara oltre 20 sport e i risultati in diretta sta comunque dicendo che l’ampiezza è il suo argomento.
Sisal: la concessione 16020 e la scommessa che si prenota
Sisal Italia S.p.a. opera su Sisal.it con concessione ADM n. 16020, e la sua app è quella che racconta meglio il prodotto. L’app Sisal Matchpoint permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Sisal indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; il Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. C’è poi un ponte tra mondo fisico e online che nessun altro brand di questa lista documenta allo stesso modo: con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Il bonus di benvenuto richiede la titolarità di un conto di gioco, la registrazione sul sito o dall’app e una prima ricarica, e il credito si spende su tutti gli eventi in palinsesto. La copertura live e la rete di punti vendita sono la ragione per scegliere Sisal; il rovescio è che un listino così ampio va confrontato sul margine, non sulla quantità di voci.
Lottomatica: la concessione 16010 e i pagamenti che entrano dal telefono
Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) opera su Lottomatica.it con concessione ADM n. 16010. L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Due funzioni aggiungono qualcosa di concreto: il Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita, e i Virtuali comprendono calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio.
Sul lato del conto, il conto gioco Lottomatica accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password. PostePay e PayPal non sono una nota a piè di pagina nel mercato italiano: sono i due strumenti con cui una larga parte dei giocatori occasionali muove denaro, e trovarli entrambi nella stessa lista riduce l’attrito tra il conto corrente e il conto di gioco. Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali. L’accesso con username e password, senza identificazione biometrica, è invece il punto in cui il brand resta indietro rispetto a chi ha aggiunto Touch ID.
SNAI: la concessione 16032 e il biglietto che si compone a mano
Snaitech Spa opera su Snai.it con concessione ADM n. 16032. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. È una costruzione che premia chi ha un’opinione precisa su una partita e vuole tradurla in un prezzo, e penalizza chi la usa per gonfiare la quota: ogni combinazione aggiunta allunga l’elenco delle cose che devono andare bene.
Accanto, SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito. Con l’app si verifica un biglietto giocato in un punto vendita SNAI inquadrando il QR Code stampato sul ticket, il conto di gioco si gestisce dall’app con più modalità di ricarica, e SNAI indica un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7. Per i nuovi utenti dell’app è previsto un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche. La combinazione tra profondità dei mercati sul calcio, My Combo e verifica del biglietto cartaceo è quella di un operatore con una rete fisica importante alle spalle: comoda per chi alterna negozio e app, superflua per chi gioca solo da telefono.
William Hill: la concessione 16044 e i 96 ore che separano dal bonus
William Hill Malta Plc opera su William Hill con concessione ADM n. 16044. Il Benvenuto Sport è costruito su una discriminante che è insieme tecnica e interessante: chi si registra con SPID riceve subito un Bonus Sport da 10 €, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. La differenza tra i due percorsi non è solo di importo, è di certezza. Il primo accredita subito; il secondo dipende da una verifica documentale con una finestra di quattro giorni, e quattro giorni nel calcio sono un turno di campionato.
Vale la pena leggere questa costruzione per quello che è: un incentivo a usare l’identificazione digitale, che è più sicura e più rapida per tutti. Il messaggio implicito è che il percorso con SPID è quello preferito dal concessionario, e il bonus lo rende conveniente. Chi ha SPID non ha motivo di scegliere la via manuale; chi non ce l’ha si trova davanti a un’attesa di 96 ore e a un importo dimezzato per un conto che, fino alla verifica, resta a metà. Il palinsesto e le condizioni di puntata del bonus vanno letti sul sito: la documentazione pubblica si ferma all’annuncio dei due percorsi.
StarCasinò: la concessione 16026 e un casinò con il bookmaker accanto
Azzurri Limited opera su Starcasino.it con concessione ADM n. 16026. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Il brand va presentato per quello che è: un casinò prima, con il bookmaker come secondo prodotto.
Per il lettore di questa pagina la precisazione ha un valore pratico, e sta nella struttura del quadro legale più che nel marchio. L’art. 6, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che si possono offrire a distanza sotto concessione — scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi simulati compresi e su corse di cavalli, ippica nazionale, giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa, exchange e bingo — e un concessionario può tenere più diritti in combinazione. La concessione è per sito e può coprire casinò e scommesse, ma è sull’offerta sportiva, non sull’appartenenza al gruppo, che si valuta un bookmaker. Chi cerca profondità di mercati sul calcio troverà qui un prodotto che fa il suo lavoro senza essere la ragione per aprire il conto; chi ha già un conto di gioco su StarCasinò ha un book accanto, e questo è il modo corretto di leggerne la presenza in lista.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS), che riporta una riga per sito con il codice di concessione. Il numero compare anche nei termini dell’operatore. Va controllato il sito specifico, perché la concessione è rilasciata per indirizzo e non per azienda.
Come si calcola la vincita da puntata e quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota. Puntando 10 € a 1,85 il ritorno è 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto e 10 € di puntata restituita. Su una multipla le quote dei singoli esiti si moltiplicano in un’unica quota.
Come si vede dalle quote il margine del bookmaker?
Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato, poi si divide 1 per quella somma: il risultato è la quota di ritorno, e il margine è quel che manca al 100 %. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 il margine vale circa il 5 %.
Quali limiti di deposito si impostano su un sito con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito, integrato dai vincoli su spesa e tempo di gioco che la normativa richiede di impostare per la protezione del giocatore. Un limite abbassato vale subito, uno alzato dopo sette giorni. La legge richiede inoltre limiti di tempo, spesa e perdita.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
L’imposta unica la paga il concessionario, non il giocatore: sui diritti a quota fissa è del 24,5 % se raccolti a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Le vincite pagate da un concessionario ADM non risultano tassate in capo al giocatore. Per la propria posizione conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non autorizzato?
Offrire gioco in Italia senza concessione è illegale, e il dominio può essere inibito a livello DNS con reindirizzamento a una pagina di avviso. Il sito non è collegato al RUA, quindi un autoescluso non è protetto, e ADM ricorda che il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Cosa fare prima di aprire un conto
La lista è lunga e la tentazione è trattarla come un menù. Non lo è. Le 52 righe dell’elenco ADM delimitano il perimetro legale, ma non dicono nulla sulla qualità dell’offerta, e la scelta tra dieci concessionari si gioca su tre verifiche che si fanno in dieci minuti.
La prima è la riga della concessione, numero compreso, letta sui termini dell’operatore e incrociata con il sito .it che state aprendo: non con un dominio .com che porta lo stesso marchio, che è il modo più comune di finire fuori dal perimetro senza accorgersene. La seconda è il limite di deposito, da impostare alla registrazione e non dopo, sapendo che abbassarlo è immediato e alzarlo richiede sette giorni: il momento giusto per decidere è quello in cui non ne avete ancora bisogno. La terza è il margine, da misurare sulle quote di una partita che seguite davvero, confrontando due concessionari sullo stesso mercato e sugli stessi esiti. Un punto di differenza sulla quota di un mercato a due esiti cambia il costo di ogni giocata più di quanto qualsiasi bonus di benvenuto possa compensare, perché il bonus si incassa una volta e il margine si paga sempre.
Su tutto il resto, la posizione di questo articolo è che la prudenza conviene. Un concessionario italiano vi mette davanti a obblighi di limitazione, vi collega al RUA, vi dà un regolatore e un foro legale italiano. Un sito senza concessione, per quanto curato, vi lascia con quello che c’è scritto nelle sue condizioni e con un indirizzo che potrebbe non rispondere la prossima settimana. La differenza tra le due cose non è una questione di etichetta: è la differenza tra un ricorso che avete e un ricorso che non avete. Se il gioco smette di essere un passatempo, il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 risponde anche a chi non ha ancora aperto nessun conto.
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