Comparazione di quote di scommesse: il margine è la voce che nessuno mette in vetrina

Updated Ottobre 2026
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Aggiornato al 31 Ottobre 2026, con le concessioni verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e i termini contrattuali letti nelle condizioni pubblicate dagli operatori.

Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno
Con le quote variabili (totalizzatore) i giocatori scommettono tra loro e la quota è definita solo dopo l'evento.

Una quota non è un prezzo di mercato nel senso in cui lo è il cartellino di un bar. È un prezzo costruito al contrario, partendo da una probabilità, gonfiata di un piccolo margine, e riscritta in forma di moltiplicatore. Chi confronta le quote di due bookmaker crede di stare scegliendo il più generoso. Nella maggior parte dei casi sta scegliendo il meno caro, che è una cosa diversa e meno gratificante.

Il numero che decide tutto è il margine: la fetta che il concessionario trattiene su ogni unità puntata su un mercato, indipendentemente da chi vince. Non compare da nessuna parte nelle interfacce, non viene pubblicizzato, e raramente un comparatore lo mostra accanto alla quota. Eppure è l’unico valore che il giocatore paga con certezza, sulla singola, sulla multipla, sul live, tutte le volte che gioca. Il resto — bonus di benvenuto, quote maggiorate, promo — è un movimento di soldi che va e viene e che quasi sempre rientra dalla porta del rigioco.

Questa pagina fa due cose. Spiega come si costruisce una quota, quanto costa in pratica, quali tutele la legge italiana impone a chi opera con concessione e quali no a chi non la ha. Poi mette in fila dieci concessionari presenti nell’elenco ADM, ciascuno con il suo numero di concessione e il suo concessionario, e li confronta su quello che i loro stessi termini e le loro schede dicono: mercati, funzioni, limiti, strumenti di controllo. Senza consigliare a nessuno di aprire un conto, e senza promettere che un esito accadrà.

La concessione ADM: perché una quota legale costa, e quanto

Il primo costo di una quota non è il margine. È la struttura che sta sotto, e il giocatore italiano la paga in modo indiretto ma reale.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Nelle scommesse sportive il payout si calcola sommando i reciproci delle quote di tutti gli esiti possibili e dividendo 1 per questa somma.

L’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» perché il mercato continua a dire AAMS — è l’autorità che regge il settore. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze si chiamano concessioni e non sono licenze aperte: si assegnano per gara pubblica. Il bando del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Chi vuole offrire scommesse a quota fissa a un giocatore italiano deve avere vinto quella gara.

La concessione è per sito, non per società. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito internet. Una stessa società può comparire più volte: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Il dettaglio conta perché il concessionario quasi mai porta il nome del marchio: Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò sono Azzurri Limited. Chi vuole sapere chi c’è davvero dietro una quota legge la riga di licenza nei termini del sito, non il logo in home page.

Che cosa l’elenco non dice

L’elenco ha un limite che vale la pena dire chiaramente, perché è la fonte più comune di equivoci in una comparazione. Non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere il diritto sulle scommesse sportive, sul poker, sui giochi di abilità, sul casinò, sul betting exchange e sul bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive. La presenza in una classifica non è una concessione, e la concessione non è una classifica.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Per le quote dei bookmaker sono tipici un payout di circa il 90% nelle scommesse con due esiti possibili, per esempio il tennis, e di circa l'85% in quelle con tre esiti possibili, per esempio il calcio.

Il gioco che la legge consente sotto concessione è elencato all’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024: lettera a) scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; lettera b) totalizzatori sportivi e ippici; lettera c) ippica nazionale; lettera d) giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; lettera e) scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; lettera f) bingo. Sotto l’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Il requisito include una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). Quest’ultimo punto è la parte buona per il giocatore: le regole non si spostano a metà partita.

Il palinsesto è approvato, evento per evento

C’è un secondo vincolo che pesa sulla copertura reale dei mercati e che quasi nessuna comparazione menziona. L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato da ADM. Si può accettare una scommessa solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore.

Il risultato è un catalogo che non dipende dalla fantasia del bookmaker ma da un’autorizzazione. Quali sport e quali tipi di scommessa stiano nel palinsesto del singolo operatore è cosa che si legge nel suo programma, non in una tabella comparativa. E qui vale la pena separare due cose che il legislatore tiene distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili — hanno un loro comma, la lett. c), e una loro concessione. Se un marchio accetti davvero i totalizzatori di ippica nazionale online non risulta, e non è una domanda oziosa: sono prodotti diversi.

Gli eventi simulati hanno una definizione propria, l’art. 2, lett. v): competizioni generate al computer, corse di cavalli e altri eventi mostrati per animazione o come evento reale preregistrato, ammessi dentro la concessione per le scommesse sportive. I siti hanno una sezione «Virtuali». Il gioco è lecito, ma chi lo confonde con una partita vera sta giocando un’altra cosa.

Concessionario o no: dove il conto lo paga il giocatore

L’offerta di gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti inibiti, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM redirige i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco opera a livello DNS e qualche fornitore è più lento di altri; a un’ordinanza del 2025 il totale era di 11.481 domini, con aggiornamenti del 2026 che aggiungono da decine a centinaia di domini ogni volta — e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola tecnica per l’esito è «oscurati». Un dominio oscurato, però, non è un dominio svuotato: il giocatore che ci aveva depositato soldi non è tutelato da nessuno di questi passaggi.

Il lato che pesa sul giocatore lo dice ADM stessa, il 28 febbraio 2024: la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore nella formulazione dell’autorità. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore non risultano; per gli operatori l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.

Metti le due cose accanto e il confronto diventa leggibile. Un sito.com con licenza straniera accetta il giocatore italiano, si presenta bene nei risultati di ricerca, e quella licenza in Italia non vale nulla: non è collegato al registro di autoesclusione, non è soggetto alla vigilanza di ADM, non porta l’obbligo di strumenti di limite, non offre un foro italiano, è esposto al blocco DNS e — secondo ADM — espone il giocatore a una sanzione penale. La zona offshore è, per definizione, una zona dove non si sa chi risponde di che cosa. Nessun marchio specifico va nominato qui: la categoria basta.

Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell’elenco al 25 ottobre 2026. La lista non è l’intero mercato — esistono altri concessionari oltre ai dieci trattati più avanti — ma è l’unico test pubblico che un lettore possa fare da sé.

Limiti, RUA e autoesclusione: gli strumenti ci sono e sono vincolanti

Qui la comparazione cambia natura. Sulle quote dieci bookmaker si somigliano; sugli strumenti di contenimento le differenze si vedono, e sono differenze che riguardano i soldi del giocatore e la sua capacità di fermarsi.

L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 impone una serie di tutele al concessionario: lettera a) limiti fissati dal giocatore su tempo, spesa e perdita; lettera b) limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; lettera c) messaggi automatici su durata e spesa; lettera e) strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; lettera f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana e otto ore al giorno.

Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per alzare un limite. È il meccanismo simmetrico che conta: chi vuole giocare di meno non aspetta nessuno.

La RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. Un giocatore autoescluso non può semplicemente cambiare bookmaker: il blocco è di sistema. Qui sta la differenza più netta tra un operatore con concessione e un sito senza concessione: i siti senza concessione non sono collegati alla RUA, quindi l’autoesclusione non li tocca. È il momento in cui una scelta apparentemente di comodo — il sito estero che accetta più metodi e non pone domande — diventa la scelta meno protettiva disponibile.

Il quadro cambia forma il 1° febbraio 2026: le forme parziali di esclusione diventano operative, e periodi e modalità sono quelli che i termini degli operatori e la pagina di ADM descrivono. In concreto, per l’autoesclusione valgono intervalli che prima non esistevano, e un giocatore può escludersi da una categoria di prodotto senza chiudere tutto il conto. Senza questo, l’alternativa per molti era chiudere l’intero conto o non fare niente.

C’è anche un obbligo informativo, l’art. 15, comma 2: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È poco meno di una tassa, ed è il motivo per cui i messaggi di gioco responsabile sui siti italiani hanno un’aria così ufficiale: lo sono.

Sui punti vendita ricariche l’art. 13, D.Lgs. 41/2024 fissa un confine che vale la pena conoscere. ADM tiene un registro di questi punti — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né far prelevare saldo. L’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È un’asimmetria voluta: si entra con il contante, si esce solo per via tracciata.

Sul fronte dell’identità, un conto di gioco richiede identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione classica con copia di un documento, con SPID e, in qualche caso, con CIE tramite un fornitore SPID; senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Chi apre il conto con SPID non aspetta, chi lo apre con il documento ha una finestra da rispettare. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, con l’esclusione dei minori nelle condizioni di concessione.

Quanto alla pubblicità, il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (conv. L. 96/2018), è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Dalla cronaca regolatoria arrivano due elementi. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità della notifica. Infine, e va detto con chiarezza, è proposta e non legge un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus. Non esiste un tetto statale al bonus né un tetto statale al rigioco, quindi importi, requisiti di puntata e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Che è esattamente il punto della prossima sezione: quando lo Stato non fissa un tetto, il tetto lo fissa il contratto, e i contratti sono fatti per essere firmati senza leggerli.

Come si legge una quota: il margine che paghi prima del fischio d’inizio

Una quota decimale fissa porta dentro di sé una probabilità. La corrispondenza è il reciproco: la quota 1,01 corrisponde al 99,01 %, la quota 2,00 al 50,00 %, la quota 4,00 al 25,00 %. Chi guarda una quota e pensa «poco probabile» senza fare questo conto sta leggendo a metà.

I bookmaker non costruiscono le quote in modo che le probabilità implicite di tutti gli esiti sommino a 100 %. Le costruiscono in modo che superino il 100 %, e l’eccedenza si chiama overround: è il guadagno del bookmaker a libro bilanciato, cioè quando le puntate sui due lati di un mercato si compensano e l’esito gli è indifferente.

Il rovescio della medaglia ha un nome italiano usato di rado, payout o quota di restituzione: la parte delle puntate che torna ai giocatori sotto forma di vincite. Il margine del bookmaker è 100 % meno il payout. Si calcolano sulla stessa fotografia del mercato, e per un mercato a due esiti si fa così: si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti possibili e si divide 1 per quella somma. Con le quote 1,25 / 5,00 / 10,00 si ottiene circa il 90,91 %.

Il calcolo che conviene avere in testa è questo. Su un mercato illustrativo a due esiti quotato 1,90 su entrambi i lati, i reciproci sono 1 ÷ 1,90 = 0,5263 e 1 ÷ 1,90 = 0,5263, la somma è 1,0526 e il payout è 1 ÷ 1,0526, cioè circa il 95,0 %. Il margine è la parte restante, circa il 5,0 %. Il margine è un intervallo con una condizione, non una cifra sola: cambia con il mercato, con lo sport, con il numero di esiti e con quanto è affollata la partita. Su una partita di cartello le quote si stringono e il margine scende; su un campionato minore o su un mercato secondario sale, e non di poco. Il 5 % di questo esempio sta in mezzo, ed è il genere di livello che un giocatore attento verifica prima di scegliere il mercato su cui puntare, non solo il bookmaker.

Perché una quota di due esiti costa meno di una a tre

Il numero di esiti possibili muove il margine più di quanto muova la concorrenza tra operatori. Per le quote dei bookmaker sono tipici un payout di circa il 90 % nelle scommesse con due esiti possibili, per esempio il tennis, e di circa l’85 % in quelle con tre esiti possibili, per esempio il calcio. Tradotto: sul calcio la fetta trattenuta è circa il doppio di quella sul tennis, a parità di bookmaker e di serietà.

Vale la pena fermarsi un istante, perché è il confronto che nessuno fa. La differenza tra l’85 % e il 90 % sembra un dettaglio da nulla. Diventa il 5 % di ogni puntata, e su cento puntate da 10 € sono 50 € che non tornano mai indietro, vinte o perse che siano. Non c’è bonus che compensi una voce strutturale con un pagamento una tantum, e chi confronta i siti solo sul bonus di benvenuto sta guardando la parte piccola.

Il margine non è uniforme nemmeno dentro lo stesso bookmaker. Le quote maggiorate su cui si concentra il marketing stanno su mercati specifici, per un periodo specifico, per un numero limitato di eventi. Il margine normale resta quello che è su tutto il resto, che è dove il giocatore finisce dopo aver esaurito la promozione.

Quote fisse, quote variabili, e dove finiscono i tuoi soldi

Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore. Con le quote fisse il bookmaker stabilisce la quota e si pone come avversario di chi scommette; la quota vale dal momento della giocata e non può essere modificata in seguito. Il prezzo è fissato, la controparte è il banco, il margine è dentro la quota dal primo secondo.

Con le quote variabili, il totalizzatore, i giocatori scommettono tra loro e la quota è definita solo dopo l’evento. Non c’è un avversario con un margine: c’è un montepremi diviso tra i vincitori. E qui il confronto fa male. La quota di restituzione è inferiore al 50 % presso gli operatori statali e arriva fino a circa l’85 % per le corse di cavalli. Meno della metà. Chi sogna il totalizzatore come la forma pura e onesta della scommessa sta sognando il payout peggiore disponibile sul mercato; la forma in cui il bookmaker trattiene di più è quella in cui il bookmaker, tecnicamente, non c’è.

Se un marchio online offra totalizzatori sportivi non risulta, e la legge comunque lo consente: art. 6, comma 1, lett. a) e b).

Il betting exchange è il terzo caso, previsto come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e), e definito dall’art. 2, lett. u): il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 dice che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.

Qui si consuma il paradosso più elegante del settore. Il betting exchange è la forma di scommessa in cui il margine del bookmaker, per costruzione, non esiste. Ed è anche la forma che in Italia quasi nessuno ha costruito, perché rendere il gioco a margine zero vuol dire rinunciare all’unica voce di ricavo che non dipende dal risultato.

Le tipologie di giocata, e come si combinano le quote

Sopra le quote sta la giocata, e la giocata determina quanto margine si somma. Una singola paga il margine di un mercato. Una multipla paga il margine di ogni mercato che la compone, perché i prezzi si moltiplicano e con loro si moltiplica l’overround: due selezioni al 5 % di margine non fanno il 5 %, fanno il 5 % composto due volte. Un sistema distribuisce la puntata su più combinazioni delle stesse selezioni e moltiplica il costo per il numero di accoppiamenti. La quota unica di una combo — la My Combo di SNAI unisce più pronostici sulla stessa partita e più My Combo su partite o sport diversi in un unico biglietto — è un prezzo solo, ed è per questo che vale la pena guardarlo da vicino: il margine c’è, ma è nascosto dentro la combinazione e non si scompone a occhio.

Il cash out chiude la giocata prima che l’evento finisca. È uno strumento utile e ha un prezzo: il valore di chiusura lo fissa l’operatore, non il mercato, e in quel valore c’è un margine che nessuno confronta con nulla perché non esiste una seconda offerta di chiusura da mettere accanto. Chi esce sempre in pari sta pagando una commissione di cui non vede l’importo.

Il DNB, draw no bet, è il «rimborso in caso di pareggio»; l’handicap sposta il risultato di partenza. Entrambi cambiano il numero di esiti effettivi e quindi il margine. Il 1X2, il GG/NG (goal/no goal) e l’Under/Over sono i mercati su cui si costruisce la quasi totalità del volume, e sono anche quelli su cui le quote si confrontano più facilmente tra operatori.

Sul piano fiscale, che è l’ultima voce del costo, l’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse a quota fissa: D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato. L’aliquota è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima del 43 % e del 47 %. Le scommesse virtuali pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.

Per il giocatore la conseguenza è questa: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi vince e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario — la stampa di settore del 2024 e del 2026 parla di vincite «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve il netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica e non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione pratica è: consultare un commercialista. Tutt’altra storia per le vincite da siti non autorizzati o esteri: l’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione va letta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».

Il giocatore che sceglie l’offerta offshore paga due volte: una sul margine, che sui siti esteri non è confrontabile con nulla di verificabile, e una sul fisco, dove quello che all’ADM arriva netto altrove va dichiarato per intero.

I dieci concessionari a confronto: mercati, funzioni, limiti

Dieci marchi, dieci concessioni, dieci siti. Il confronto che segue non è una classifica e non è una raccomandazione: la concessione è concessa per sito, l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi, e le offerte sono descritte solo come le descrivono i termini e le schede degli operatori stessi. L’ordine è quello che è, e non misura quanto un marchio sia «migliore»: misura che cosa ciascuno mette sul tavolo su questo argomento.

Un avvertimento sui numeri. Il margine di un mercato specifico al momento in cui un lettore gioca questa pagina non è un dato che si possa scrivere una volta e valere per sempre: le quote si muovono di ora in ora, e i confronti pubblicati invecchiano nel giro di una giornata. Quello che resta stabile, e che vale la pena confrontare, è tutto il resto — quali mercati ci sono, quali funzioni esistono, che limiti si possono impostare, chi risponde del conto.

panorami

Marchio Concessione ADM e concessionario Che cosa prevedono i termini sulla materia della comparazione
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno; Bet Builder+ combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live ()
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo ()
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport ()
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; Cash Out ()
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo; sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate ()
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Eventi sportivi in diretta streaming, con palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo ()
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Scommesse singole, multiple e sistemi; schedine in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets ()
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live ()
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto alle slot e al Live Casinò ()
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Benvenuto Sport: bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 ()

Due righe di questa tabella raccontano una storia che nessuno mette in vetrina. Lottomatica e Goldbet hanno la stessa società dietro — Goldbet Better Organization Italy — e la stessa cosa vale per Betsson e StarCasinò, entrambe Azzurri Limited. Quattro marchi, due concessionari. In un confronto fatto per marchio questo non si vede, e il giocatore che crede di distribuire il rischio su quattro siti lo sta distribuendo su due. La concessione è per sito, la società è per conto: sono due piani diversi, e solo il primo si legge dall’elenco.

Il costo di un bonus: 100 % fino a 50 € e le tranche da 10 €

Vale la pena prendere l’unica offerta di benvenuto che questa comparazione può documentare nei dettagli, perché è quella che più si avvicina al ritratto che il marketing ne dà.

Il Benvenuto Sport di William Hill è un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00, giocate con denaro reale. Niente codice, niente giro su un altro sito: i termini.

Le parole «100 %» e «fino a 50 €» fanno il loro lavoro. Il tetto è 50 €, quindi il «100 %» non ha nessun effetto oltre quel limite: chi deposita 200 € riceve il 25 % di ciò che ha versato, con la stessa etichetta sopra. Le tranche da 10 € trasformano un bonus in cinque bonus, e ciascuno si sblocca solo azzeccando una multipla di cinque selezioni. Qui il costo smette di essere teorico: la quota minima 5.00 su una multipla di cinque selezioni è una combinazione di esiti improbabili per costruzione, e la condizione «giocate con denaro reale» significa che le puntate fatte con il credito del bonus non contano. Il bonus diventa disponibile man mano che si gioca, ma per giocare serve altro denaro.

Il conto del valore non si può fare con precisione senza le quote effettive delle selezioni, ed è proprio per questo che la clausola funziona a favore di chi la scrive. Un giocatore che valuta un bonus del genere dovrebbe chiedersi una cosa sola: quanto devo puntare, e quante volte, per vedere quei 50 €. La risposta è nei termini e nessuno la mette in home page.

bet365: la copertura più larga sulla carta

La concessione è la n. 16030, in capo a Hillside (New Media Malta) Plc. Sul prodotto, la scheda indica Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, disponibile sia pre evento sia live.

La funzione di costruzione della giocata è il punto interessante, e non per la comodità. Un Bet Builder prende i mercati più popolari dello stesso evento e li fonde in un’unica scommessa con una quota sola. È lo stesso meccanismo della combo: i prezzi si moltiplicano, e con loro il margine complessivo. La comodità che l’interfaccia vende — un biglietto unico invece di tre — corrisponde a un prezzo che l’interfaccia non mostra perché non c’è un prezzo singolo di riferimento da confrontare. Chi costruisce su misura paga la somma della costruzione.

Sul gioco responsabile la scheda dell’operatore elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È la dotazione che la legge richiede, elencata con la stessa modestia con cui un libretto di istruzioni elenca i fusibili.

La copertura dichiarata è la più larga del gruppo, e su un confronto di quote la larghezza è un argomento reale: più mercati significa più occasioni di trovare un prezzo fuori riga. Ma il numero di mercati non dice nulla sul margine che li abita, e gli stessi più popolari sono quelli su cui tutti dieci i marchi sono in competizione, dove le quote si stringono e la differenza tra un operatore e l’altro raramente copre il costo di cambiare abitudine. Il valore vero, per chi confronta, sta nei mercati meno frequentati.

Betsson: ampiezza senza fronzoli

Concessione n. 16027, Azzurri Limited. La scheda dichiara scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Il catalogo è quello ordinario di un grande operatore, e va detto che «ordinario» qui è un complimento: 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal e marcatori sono i mercati in cui la liquidità è più alta e quindi il margine più compresso. Chi punta quasi soltanto su questi trova in Betsson ciò che troverebbe altrove, con la differenza che sta in un catalogo ampio dove cercare il prezzo migliore è possibile.

Il marchio condivide la società con StarCasinò. Per chi ha conti aperti su entrambi è un dettaglio senza conseguenze pratiche; per chi crede di avere due alternative indipendenti è la scoperta che il confronto per marchio racconta metà della storia.

L’ampiezza del catalogo live su migliaia di eventi è la parte che vale: il live è dove le quote si muovono più rapidamente e dove un margine leggermente più basso si ripete su ogni singola giocata. Il costo di quell’ampiezza è che nessun elenco di «migliaia di eventi» dice quanti di quei mercati siano palinsesto approvato e quanti siano virtuali, e la distinzione cambia la natura della scommessa.

Goldbet: la schedina classica, limiti fuori dalla vista

Concessione n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) — la stessa società dietro Lottomatica. La scheda elenca schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e l’accesso al bonus di benvenuto per chi scarica l’app e si registra.

Il richiamo ai «tutti i campionati di calcio» è la parte concreta. Una copertura larga sui campionati significa che il confronto delle quote ha senso anche su Serie B, su tornei minori, su partite che i comparatori non guardano. Ed è lì che si trova la differenza di prezzo, perché sui campionati maggiori dieci bookmaker italiani sono allineati al centesimo e su quelli minori la forbice si apre.

Sui limiti personali, i termini di Goldbet ripropongono la meccanica che l’ordinamento richiede: in registrazione si imposta un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e sette giorni di attesa per uno aumentato. La parte da non perdere è che i limiti si impostano in registrazione, cioè nel momento in cui l’utente pensa al prodotto con più entusiasmo e meno lucidità. Chi rimanda la decisione a dopo la apre con i limiti di default, e i default sono quelli che l’operatore ha scelto.

Un catalogo di schedine classiche, con Live, Multiple e Sistemi, è quello che serve a chi gioca poche volte con puntate ragionate. Chi lo usa per rincorrere le perdite trova in Goldbet tutto l’occorrente per farlo in fretta: il sistema distribuisce la puntata su più combinazioni e moltiplica il costo per il numero di accoppiamenti, senza nessun avviso in più del solito.

Sisal: molte invenzioni, un solo modo di uscire

Concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Sul menù: Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, e giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. Più la funzione Cash Out, che chiude la giocata prima che l’evento finisca.

Il catalogo dei mercati accessori — tiri in porta, rigori, espulsioni — è la parte che a un occhio esperto dice di più. Sono mercati con meno liquidità di un 1X2, quindi con margini tipicamente più larghi, ma sono anche i mercati in cui i bookmaker differiscono di più, perché li prezzano in modo indipendente. Chi gioca su un mercato secondario confronta davvero; chi gioca sul risultato esatto confronta poco, perché tutti i prezzi si somigliano e il margine è lo stesso ovunque.

Il Cash Out è la funzione più sopravvalutata del listino italiano. Non perché non funzioni — funziona — ma perché il valore di chiusura lo fissa l’operatore, e quel prezzo contiene un margine che non ha un termine di paragone pubblico. Una quota si può confrontare con quella del concorrente; una proposta di chiusura no. La comodità di uscire è reale, il costo è opaco, e la combinazione delle due cose è il motivo per cui il Cash Out compare nei menù di tutti e nei confronti di nessuno.

Sul resto, il marchio è quello che ha dato il nome per anni a una certa idea di scommessa italiana, e la Supercombo è il proseguimento di quella linea: giocate costruite, con quote costruite. Belle da vedere, difficili da scomporre.

Betfair: l’exchange è un’altra cosa

Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l. La scheda elenca Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Betfair è anche il marchio descritto come il primo con un exchange in Italia, e quella parte del prodotto non somiglia a un bookmaker. L’art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024 ammette il betting exchange come gioco separato, e l’art. 2, lett. u) lo definisce: il giocatore può essere punta o banca e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. Se il modello funziona, il margine del bookmaker semplicemente non c’è, sostituito da una commissione sulle vincite, e la quota che si vede è quella che un altro giocatore accetta.

Le condizioni pratiche riportate dalla documentazione del marchio includono regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Un articolo di settore del 2024 indica che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Il disegno è coerente: il margine non lo paga il giocatore con la quota, lo paga qualcun altro.

Chi cerca davvero un payout diverso da quello dei bookmaker trova qui l’unica struttura che lo rende possibile in Italia, con due avvertenze. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta. E una puntata minima da 2 € in passi da 50 centesimi è una griglia progettata per chi opera con metodo, non per chi prova il brivido con 1 €: chi scommette per curiosità resta fuori dal prodotto migliore che il mercato italiano offra.

Planetwin365: streaming per chi guarda prima di puntare

Concessione n. 16007, Pwo S.p.a. La scheda dichiara eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.

La cosa da notare è il tennis tavolo. Uno streaming quotidiano costruito su tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo non è un palinsesto di cartello: è un palinsesto di volume, fatto di eventi minori che si giocano tutto il giorno. Su un confronto di quote questo ha un effetto concreto, e non quello che sembra. Le partite di cartello sono prezzate allo stesso modo da tutti, mentre i tornei minori sono quelli dove dieci bookmaker possono divergere, dove un margine può essere sensibilmente più alto, e dove un giocatore che guarda davvero il match ha un’informazione che il prezzo non ha ancora incorporato.

Lo streaming, in quest’ottica, non è un gadget. Vedere la partita significa sapere se il secondo set è girato prima che la quota si aggiusti. Il costo è il rovescio: un flusso continuo di eventi minori è un invito a giocare molto, e molto più spesso di quanto si fosse deciso, e i limiti di spesa impostati in registrazione sono l’unico freno che non dipende dalla forza di volontà del momento.

Eurobet: il registro delle giocate

Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. La scheda indica scommesse singole, multiple e sistemi, e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets.

My Bets è la funzione più sottovalutata di questa lista, per una ragione che non ha niente a che vedere con le quote. Un giocatore che tiene un registro vede quanto ha puntato e quanto ha vinto, in cifre, senza memoria selettiva. Chi non lo tiene ricorda le vincite e dimentica le perdite, ed è così che un passatempo diventa una spesa mensile che nessuno ha mai autorizzato.

È anche il marchio che gestisce più siti: Eurobet Italia S.r.l. opera Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. Tre siti, una concessione ciascuno, una società sola. Per chi apre conti su più piattaforme italiane, questa è la prima cosa da verificare: quante società diverse ci sono davvero dietro i conti aperti. È l’unico modo per sapere se le alternative sono alternative.

Il catalogo è quello di base — singole, multiple, sistemi — senza funzioni esotiche. Un operatore che non aggiunge strumenti di costruzione sta rinunciando a una fonte di margine composto. Sulla singola, il costo è il margine di un mercato e basta.

Lottomatica: il live come prodotto

Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). La scheda copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Il marchio fa parte di un doppione societario: Goldbet e Lottomatica rispondono alla stessa società, con due concessioni e due siti. Chi pensa di avere due conti su due operatori ne ha due sullo stesso operatore, e questo pesa su tutto ciò che si conta per conto — i limiti, le offerte di benvenuto, la lettura di sé come cliente.

Sul prodotto, la combinazione di quote e risultati in tempo reale con lo streaming è l’ambiente in cui il live funziona meglio: si guarda il match, si vede la quota muoversi, si decide. Ed è anche l’ambiente in cui il margine è meno visibile, perché una quota live cambia mentre la si guarda e non c’è tempo di confrontarla con quella di un altro sito. Il prezzo del live non è più alto in assoluto; è solo più difficile da misurare, ed è il tipo di difficoltà che viene incontro a chi prezza.

Sui limiti, valgono gli strumenti generali: in registrazione si imposta un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per una riduzione e sette giorni per un aumento.

StarCasinò: il calcio accanto alle slot

Concessione n. 16026, Azzurri Limited — la stessa di Betsson. La scheda indica scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il marchio è l’esempio più chiaro di una tendenza del listino: piattaforme nate sul casinò che hanno aggiunto un bookmaker. Sotto il profilo delle quote non cambia nulla di sostanziale — i mercati sono quelli principali, le tipologie quelle ordinarie — ma cambia il contesto in cui il conto viene usato. Un conto che contiene slot, casinò dal vivo e scommesse sportive è un conto in cui il denaro si sposta tra prodotti con margini molto diversi. Il margine di una scommessa a quota fissa è dichiarabile in percentuale; quello di una slot no, ed è più alto. Chi apre un conto per scommettere sul calcio e trova il casinò nella barra di navigazione ha a disposizione una porta verso un prodotto che costa molto di più.

Per chi gioca solo scommesse sportive, la cosa da fare è ignorare il resto della piattaforma. È un consiglio banale e vale la pena ripeterlo, perché la collocazione dei prodotti nella stessa schermata non è un caso.

William Hill: il bonus che si sblocca a tranche

Concessione n. 16044, William Hill Malta Plc. Il marchio è l’unico dei dieci di cui questa comparazione possa documentare l’offerta di benvenuto nel dettaglio, e quella documentazione vale come esempio di come si legge un bonus.

Bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogazione in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00, giocate con denaro reale. Una quota minima di 5.00 è una condizione stringente: le selezioni disponibili a quel prezzo sono poche, e combinarne cinque in una multipla produce un prezzo che vale molto più di 5.00 e una probabilità che vale molto meno. Il tetto di 50 € fa il resto.

Il punto che conta in un confronto tra offerte non è l’entità del bonus ma la forma del rigioco. Un cash bonus con tranche e quota minima non è la stessa cosa di un bonus senza deposito, né di una quota maggiorata, né di un rimborso: cambia quale denaro si muove, quando si sblocca e che cosa serve per vederlo. Chi legge la riga «bonus fino a 50 €» e la confronta con la riga «bonus fino a 100 €» di un altro sito sta confrontando due importi senza confrontare due condizioni.

La finestra di 7 giorni per il deposito è la seconda condizione da leggere. Un conto aperto e non finanziato in quella settimana perde l’offerta, e per un’offerta da 50 € non vale la pena di affrettare una decisione. Il consiglio che si può dare è l’opposto dell’urgenza che il termine suggerisce: se il deposito non è già nei piani, il bonus non è un motivo per farlo.

Quanto costa davvero un confronto: criteri, tempi e la parte che non si vede

Messo tutto in fila, resta la domanda pratica di chi arriva cercando un confronto: che cosa si confronta, e a che prezzo in tempo.

Un confronto utile parte da tre domande e non da una classifica. Prima: chi risponde del conto. La risposta sta nella riga di licenza dei termini, con numero di concessione e società, e non nella grafica del sito. Seconda: quanto costa una puntata in quel mercato, cioè il margine, che si stima confrontando le quote del mercato che si giocherà davvero e non quelle vetrina. Terza: che cosa posso fare per fermarmi, cioè quali limiti accetta il conto e quanto velocemente si applicano.

Su quest’ultimo punto le differenze tra operatori sono più piccole di quanto il marketing suggerisca, perché il quadro è fissato dalla legge. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 impone i limiti su tempo, spesa e perdita, i limiti sui depositi in un periodo definito, i messaggi automatici, l’autoesclusione anche per categoria di prodotto e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana e otto ore al giorno. Tutti i concessionari li hanno, perché non è opzionale. Dove si vede la differenza è nella meccanica: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato richiede sette giorni; entrambi si impostano in registrazione. Un operatore che rende evidente questa asimmetria sta facendo un favore al giocatore; uno che la nasconde in fondo ai termini non sta facendo niente di illegale, e il giocatore paga la differenza in consapevolezza.

C’è poi la parte che il confronto non può mostrare, e conviene dirla invece di far finta che non esista. Le quote pubblicate in una tabella invecchiano. Un prezzo citato oggi può essere un altro domani sera, e una classifica costruita sul prezzo è una fotografia di un’ora. Per questo i valori che ha senso fissare in una comparazione sono le concessioni, i concessionari, i mercati disponibili, le funzioni e i limiti — cose che cambiano lentamente — mentre il confronto delle quote va rifatto ogni volta, sul mercato su cui si sta per giocare, guardando le quote di tutti gli esiti e non solo quella che interessa.

Il tempo è l’altra valuta. Un giocatore che confronta dieci siti prima di ogni puntata spende in ore quello che risparmia in margine, e il punto di equilibrio arriva presto: su una puntata da 10 €, uno scarto di due punti di margine vale 0,20 €. Conviene confrontare quando si gioca molto, o quando le puntate sono grandi, o quando il mercato èsecondario e i prezzi divergono davvero. Su una singola da 5 € sul 1X2 di Serie A, la differenza tra il primo e il decimo della lista è spesso più piccola della soglia sotto la quale non si guarda nemmeno.

E qui torna la voce che nessuno mette nel confronto. Il margine si paga su ogni puntata, vinta o persa che sia, mentre bonus e quote maggiorate si ricevono una volta e si sbloccano a condizioni. Chi sceglie un bookmaker sulla base di un’offerta di benvenuto da 50 € e poi ci gioca per due anni sta prendendo una decisione da 50 € che ne governa altre da centinaia. La proporzione, se la si guarda, è quasi comica.

C’è una buona notizia per chi vuole confrontare seriamente: gli strumenti ci sono e sono semplici. Si prendono le quote di tutti gli esiti di un mercato a due o tre vie — dai siti degli operatori, non dai comparatori, che mostrano quello che vogliono mostrare — si sommano i reciproci, si divide 1 per la somma e si legge il payout. Due operatori, dieci minuti, un numero per ciascuno. Chi lo fa una volta su un mercato di cui si intende qualcosa ha in mano più informazione di qualunque classifica pubblicata, compresa questa.

Domande frequenti su quote, concessioni e limiti

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS), che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito internet. L’elenco non ha una colonna per i giochi: essere presenti non dimostra che le scommesse sportive siano offerte. Si conferma leggendo il numero di concessione e la società nei termini dell’operatore.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata: 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto. La quota vale dal momento della giocata e non può essere modificata in seguito. Su una multipla i prezzi delle selezioni si moltiplicano in un’unica quota.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti di un solo mercato e si divide 1 per quella somma: il risultato è il payout, e il margine è la parte restante. Con 1,90 su entrambi i lati di un mercato a due esiti il payout è circa il 95,0 % e il margine circa il 5,0 %. È un intervallo: cambia con il mercato e con il numero di esiti.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e i termini degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 impone anche limiti su tempo, spesa e perdita. La cifra che ADM fissa nel bando di gara non risulta.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sarebbero tassate in capo al giocatore e non andrebbero dichiarate, perché l’imposta unica cade sul concessionario: la stampa di settore parla di vincite «tassate alla fonte». È una ricostruzione giornalistica, non una pagina dell’amministrazione finanziaria. Per sicurezza, consultare un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Il sito non è collegato alla RUA, quindi l’autoesclusione non lo tocca, e non è soggetto alla vigilanza di ADM né agli obblighi di limite. È esposto al blocco DNS e, come dichiara ADM richiamando la Legge 401/1989, il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi.

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