Algoritmi per le scommesse sportive: quello che il modello non può sapere
Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, con le concessioni verificate sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS).

Chi cerca un algoritmo per le scommesse sportive cerca quasi sempre una cosa sola: un modo per sapere prima come finisce la partita. Nessun modello lo sa. Quello che un modello può fare è stimare una probabilità meglio di quanto la stimi l’istinto, e poi mettere quel numero accanto alla quota che il bookmaker offre. Se la stima è più alta della probabilità implicita nella quota, hai trovato qualcosa. Se è più bassa, hai trovato un modo elegante di perdere denaro con ordine.
C’è un numero che rende la faccenda più complicata di come la raccontano le pubblicità, ed è il margine. Su un mercato a due esiti proposto a quota 1,90 e 1,90 — un esempio illustrativo, non un prezzo reale di nessun operatore — la probabilità implicita di ciascun esito è 1 diviso 1,90, cioè circa il 52,6 %. Sommando i due lati si arriva a circa il 105,3 %, il che significa che il mercato restituisce intorno al 95 % di quanto raccoglie e che il bookmaker trattiene all’incirca il 5 %. La banda cambia con il mercato e con l’operatore: quel 5 % circa è la cifra di un mercato principale, mentre su un numero di goal esotico o su un mercato di nicchia la forbice si allarga, e in certi casi supera abbondantemente il 10 %. È questa la prima cosa da mettere in chiaro, perché ogni ragionamento sulle strategie parte da lì: il modello non gioca contro il bookmaker, gioca contro il bookmaker più un prelievo che c’è già prima che tu scelga la partita.
Dalla forma alla quota: come si costruisce un pronostico che regge
Un pronostico serio comincia da una dozzina di cose noiose. Forma recente, ma pesata: le ultime tre partite contano più di quelle di novembre. Rendimento in casa e in trasferta, che nel calcio italiano è ancora una variabile vera e non un residuo statistico. Assenze, e non il numero delle assenze ma la loro distribuzione: perdere il centrale di difesa e il mediano davanti alla difesa nella stessa giornata non è come perdere due riserve. Riposo tra le gare, viaggi, calendario, coppe infrasettimanali, e quel piccolo inferno che sono le partite di ritorno quando una squadra ha già ipotecato il passaggio del turno.
Poi ci sono i dati che quasi nessuno guarda. Il ritmo di gioco, cioè quanti possessi si giocano in novanta minuti: squadre che giocano veloci producono più occasioni e più goal, e due squadre lente insieme producono una partita che finisce 0-0 più spesso di quanto la quota dell’Under/Over lasci intendere. Il modello degli expected goals, che stima la qualità delle occasioni create invece del loro esito, perché una squadra che crea cinque occasioni limpide e ne segna una sta giocando meglio di una che ha segnato su un rimpallo. Gli arbitri, che nel conteggio dei cartellini fanno la differenza fra un 3,5 e un 5,5. Il meteo, i campi pesanti, le tifoserie che spingono.
Tutto questo confluisce in un numero: la probabilità che il modello assegna a ciascun esito. Un modello fatto bene produce una percentuale, non un pronostico secco. «Vince la prima al 47 %» è un’informazione usabile; «vince la prima» non lo è, perché non ti dice se la quota offerta è buona.
E qui arriva il pezzo che i siti di pronostici gratuiti saltano sempre. La probabilità del modello va confrontata con la probabilità implicita della quota, tenendo conto del margine. Una quota di 2,00 non significa il 50 %: significa il 50 % più la fetta che il bookmaker si è già preso. Su un mercato con margine del 5 %, una quota da 2,00 corrisponde a una probabilità reale intorno al 47,5 % per il bookmaker, mentre su un mercato con margine del 10 % la stessa quota nasconde una probabilità intorno al 45 %. Lo stesso prezzo, due significati diversi. Confrontare la stima del modello con 2,00 senza fare questa sottrazione è l’errore che rende la maggior parte dei fogli di calcolo amatoriali inutili, e non è un errore raro: è la norma.
La scommessa di valore è più stretta di quanto sembri
Una scommessa di valore si ha quando la quota offerta è superiore a quella che corrisponderebbe alla probabilità vera dell’esito, una volta tolto il margine. Se il modello dice 50 % e la quota implicita, depurata, è 45 %, c’è valore: nel lungo periodo, scommettendo su quelle situazioni, si guadagna. Se il modello dice 45 % e il mercato ne prezza 47 %, il valore non c’è, per quanto la partita ti sembri letta bene.
Vale la pena dire con precisione perché questo è difficile, perché è qui che si perde. Un modello ha un errore, e l’errore è più grande di quanto si creda. Se la tua stima ha una deviazione di tre punti percentuali e il margine del mercato è del 5 %, stai cercando di individuare un vantaggio che vive dentro il tuo stesso margine di errore. Il che non vuol dire che sia impossibile: vuol dire che il vantaggio vero è raro, piccolo e va cercato in modo sistematico, non a naso.
E vale la pena dirlo con ancora più chiarezza: nessuna scommessa è sicura. Non esiste partita certa, non esiste quota senza rischio, non esiste un sistema che renda sicuro un esito incerto. Le scommesse non sono un reddito e non sono un investimento con rendimento atteso positivo garantito. Chi ti vende la certezza ti sta vendendo la cosa che per definizione non esiste.
Cosa cambia quando la partita è in corso
Il live è il posto dove gli algoritmi sembrano funzionare meglio e dove invece fanno più danni. La ragione è psicologica prima che matematica: il mercato live si muove, e un movimento sembra un’informazione. Non lo è sempre. Una quota che scende significa che qualcuno ha piazzato denaro, e quel qualcuno può essere altrettanto ignorante di te.
Il vantaggio reale del live sta nella velocità dell’informazione, non nella velocità del clic. Il modello può aggiornare la probabilità nel momento in cui vede la formazione ufficiale, il gol, l’infortunio, il rosso; e il bookmaker aggiorna la quota con un ritardo che sui mercati secondari è misurabile. Sui mercati principali il ritardo dura pochi secondi e non ci si fa nulla. Su mercati di nicchia — il prossimo cartellino, il prossimo corner, il minuto del prossimo goal — il ritardo è più lungo, e lì l’aggiornamento automatico ha una possibilità.
Il rovescio è che il live amplifica tutto quello che c’è di sbagliato nel gioco. Le puntate si moltiplicano, il tempo di riflessione si azzera e il cash out è a un tocco di distanza. Un cash out accettato al momento sbagliato cristallizza una perdita che il mercato, lasciato maturare, avrebbe probabilmente compensato: la funzione è comoda, la commissione che porta dentro è meno comoda, e usarla come riflesso che passa la paura è il modo più rapido per trasformare una strategia discreta in un saldo che scende.
Le quote si leggono, le statistiche si verificano
C’è un abitudine che separa chi scommette da chi indovina, ed è controllare i numeri prima di scriverli nel foglio. Le statistiche di una partita vanno prese da una fonte che le tiene aggiornate, e vanno prese con le definizioni giuste: il possesso palla di due siti diversi non è lo stesso numero, i tiri in porta non sono i tiri totali, e una media di goal calcolata su tutte le competizioni non è la media di quella partita.
Il mercato, dal canto suo, ti dice sempre qualcosa che le statistiche non dicono. Se la quota scende in modo netto su un esito senza notizie, può essere il segno che qualcuno sa qualcosa, oppure che il bookmaker sta correggendo il proprio libro per il volume raccolto. Distinguere le due cose è metà del mestiere, e richiede di guardare il movimento nel tempo invece di fotografarlo.
Anche l’operatore è un input del modello
Poi c’è un input che nessun foglio di calcolo mette dentro e che cambia il risultato, ed è dove giochi. La quota che il modello ha approvato esiste solo se la trovi, la puntata passa solo se sotto il limite, e la vincita arriva solo se l’operatore è quello che dice di essere. Da qui comincia la parte pratica, ed è quella che in Italia ha un nome preciso e verificabile.
panorami delle concessioni: chi sono i dieci operatori a confronto
| Brand | ADM concession number e concessionario | Informazioni su app e strumenti di gioco |
|---|---|---|
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Offre Quote Maggiorate e Bet Builder+ per scommesse personalizzate pre-match e live. |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Registrazione tramite SPID e CIE, bonus senza deposito e Fun Flag convertibili. |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Copertura dei principali campionati, streaming live e quote in tempo reale. |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Ampia gamma di mercati tra cui 1X2, marcatori, cartellini e quote speciali. |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Strumenti di gioco responsabile impostabili in fase di registrazione. |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno, diretta streaming gratuita e sezione Virtuali. |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Palinsesto quotidiano con focus su tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Bonus Sport basato su requisiti di rigioco specifici su multiple pre-match. |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | Funzione My Combo per combinare più pronostici sulla stessa partita. |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto eterogeneo che include sport, spettacolo e politica. |
Il numero di concessione è la cosa meno interessante di questa tabella e la più utile. Meno interessante perché non dice niente sul prodotto: ADM tiene per i concessionari un elenco pubblico in cui compare il codice e il sito, non il tipo di gioco, e la concessione è rilasciata per singolo sito e non per azienda. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito accetti scommesse sportive; a dimostrarlo è il palinsesto che l’operatore pubblica. La stessa concessionaria può comparire più volte sotto insegne diverse — Eurobet Italia S.r.l. figura con Eurobet, Bwin e Giocodigitale — ed è per questo che il marchio in sé non è una prova e l’abbinamento fra sito, numero e società va letto riga per riga.
Utile perché è ciò che regge tutto il resto. Sul mercato italiano una concessione comporta la supervisione di ADM, l’aggancio al Registro Unico degli Autoesclusi, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano per qualsiasi contestazione. Un sito .com con licenza estera non porta nessuna di queste cose. E il terzo elemento della tabella, quello che qui resta in gran parte vuoto, è la colonna più onesta del foglio: nessuno di questi operatori dichiara nei propri termini quanto trattiene su un mercato, il che significa che il margine te lo devi calcolare da solo leggendo le quote. Un’indicazione arriva solo dal lato dei requisiti, dove NetWin fissa una quota minima per evento di 2.00 sulle multiple del proprio bonus: è un numero che parla del bonus, non del margine del mercato, e vale la pena non confonderli.
C’è una differenza da notare fra chi apparecchia l’offerta attorno al palinsesto e chi attorno all’incentivo. Sisal e SNAI competono sul numero di eventi; NetWin e BetFlag sul rigioco; William Hill sulla leva delle quote maggiorate. Un lettore che sceglie il bookmaker in base alla vetrina si ritrova a giocare in un ambiente costruito per un altro tipo di giocatore.
Algoritmi e mercati: che cosa offrono le dieci insegne che puoi usare
William Hill: mercati enormi e un bonus che le freebet riducono
L’offerta sportiva di William Hill si regge su due cose: Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, sia prima dell’evento sia durante. Se l’idea è costruire una multipla personalizzata sulla lettura di una partita, lo strumento c’è ed è il tipo di cosa che un modello fatto in casa non può imitare.
Il Benvenuto Sport è un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni. Il denaro è erogato in tranche da 10 €, ciascuna da giocare su una multipla di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 e denaro reale. Il bonus scade dopo 7 giorni, e i primi depositi effettuati con Revolut, bonifico, Skrill, Paysafecard, Entropay, voucher o Neteller non danno diritto all’offerta. L’importo massimo di bonus utilizzabile per ogni scommessa sportiva è di 100 €, il bonus vale solo per le scommesse a quota fissa ed è valido 7 giorni dal rilascio. Le freebet sono erogate come bonus con vincite ridotte: in caso di vincita si incassa solo la vincita netta.
Verdetto: la quota minima di 5.00 sulle tranche spinge verso la multipla a cinque gambe, che è il formato in cui il margine composto pesa di più, e il taglio delle freebet alle sole vincite nette completa il quadro. Chi ragiona in singole lo trova un ambiente poco accogliente; chi ha già una strategia sulle multiple lunghe ha dalla sua una profondità di mercato che pochi offrono.
BetFlag: il bonus senza deposito con la scadenza corta
Aprire il conto su BetFlag ha una particolarità che vale la pena conoscere prima di iniziare: il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e questo accorcia di molto la fase di validazione rispetto all’invio del documento. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, come su tutto il mercato regolato.
Il bonus senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto. I 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, e l’attivazione arriva dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. I 200 Fun Flag arrivano in quattro tranche da 50, una ogni due giorni; ogni tranche richiede 400 Fun Flag di puntate (x8) con quota minima 5.00 su Sport4Fun e si converte in un Bonus Sport da 1 € a 25 €.
Verdetto: il meccanismo dei Fun Flag è un gioco nel gioco, e il conto lo fa il calendario. Chi non apre l’app ogni due giorni perde tranche, e chi le perde non le recupera; il valore vero dell’offerta è quindi legato a una presenza costante, non all’importo sulla vetrina.
Lottomatica: la copertura degli eventi più seguiti
L’app di Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È una gamma costruita sui campionati che le persone guardano davvero, non su un catalogo sterminato e deserto: per il lettore italiano medio, la copertura che serve è praticamente tutta lì.
Verdetto: la profondità sui grandi campionati è il punto di forza e, insieme, il suo limite strategico. Un palinsesto che si concentra sui mercati che tutti conoscono è un palinsesto dove la quota è battuta al millimetro e il margine difficile da attaccare: chi cerca valore trova più spazio dove il mercato è meno affollato.
Goldbet: i mercati di calcio e le quote speciali
Fra i mercati di calcio indicati da Goldbet ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. È un ventaglio che va dalla schedina da bar al mercato da modello: il minuto del primo goal, per esempio, è una variabile che si stima con i tempi medi di segnatura e che il mercato sbaglia spesso.
Verdetto: una gamma così larga è anche la trappola principale, perché i mercati speciali sono quelli su cui il margine è più alto e la liquidità più bassa. Vanno trattati come il posto dove cercare un prezzo fuori scala, non come il posto dove passare la serata a puntare.
AdmiralBet: i limiti che si impostano prima di giocare
AdmiralBet mette il controllo all’inizio e non alla fine: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il disegno è volutamente asimmetrico: stringere è facile, allargare richiede una settimana di riflessione.
Sul fronte dell’autoesclusione, le condizioni prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Verdetto: la finestra di sette giorni sull’aumento del limite è il dettaglio più interessante dell’intero profilo, perché intercetta il momento in cui si è appena perso e si vuole alzare la posta. È un attrito che vale più di qualunque avviso a schermo.
Sisal: il catalogo che conta gli eventi per giorno
Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
Verdetto: il numero di eventi live dice quanto è fitto il calendario, non quanto è largo il margine su ciascuno di essi. La streaming gratuita è il valore aggiunto concreto per chi gioca in play e vuole vedere quello che guarda, mentre l’etichetta Tipster è il tipo di contenuto che va letto come suggerimento editoriale e non come modello.
Planetwin365: la diretta come formato quotidiano
Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. È una scelta di posizionamento precisa: gli sport di racchetta e di squadra minori, che il grande pubblico segue poco, ma che producono un flusso continuo di eventi durante la giornata.
Verdetto: la scommessa dell’operatore è che il lettore tipo voglia qualcosa da guardare a mezzogiorno di martedì. Chi gioca così trova un ambiente costruito bene; chi costruisce un modello sugli sport maggiori non trova qui nessun vantaggio particolare rispetto ai concorrenti.
NetWin: il rigioco spezzato in due tempi
Per sbloccare il bonus Sport-50, NetWin chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. Dopo il giro di 3 volte arriva un ulteriore rigioco 1x in una multipla di almeno 4 eventi con quota minima 1.50 per evento e quota totale di almeno 5.00, solo sul mercato Esito Finale (1X2), entro 3 giorni.
C’è anche la versione SPORT100 dell’offerta, con un bonus pari al 50 % del primo deposito fino a 100 €, giro di 4 volte in 15 giorni su almeno 3 selezioni con quota minima 1.80 e rigioco 1x in 3 giorni.
Verdetto: l’esclusione di antepost, live e scommesse con cash out attivo è la riga che cambia tutto, perché cancella proprio le categorie su cui un modello statistico lavora meglio, e restringe il bonus alle multiple pre-match di tre gambe con quota minima per evento. Chi ha puntato tutto sul live non ha modo di sfruttare questa struttura; chi gioca il pre-match sulle multiple la trova, invece, relativamente rapida.
SNAI: il combo sulla stessa partita
La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica. SNAI propone inoltre oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito.
Verdetto: unire più My Combo in un solo biglietto è la funzione che trasforma un’idea in un prezzo molto lungo, e il prezzo lungo è esattamente dove il margine composto morde più forte. La funzione è potente per chi sa già cosa sta facendo e insidiosa per chi la usa come scorciatoia verso la quota alta.
Eurobet: il palinsesto più largo del gruppo
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). È il catalogo più eterogeneo fra quelli qui considerati, e comprende categorie che con lo sport hanno poco a che fare.
Verdetto: la larghezza è la caratteristica e il rischio insieme. I mercati non sportivi sono quelli in cui il modello statistico ha meno storia da cui imparare e il bookmaker ha più margine da difendere, quindi per il lettore che cerca valore restano una curiosità più che una strategia.
fondamenti del modello: che cos’è davvero un «algoritmo per scommesse»
Il grosso della ricerca su questa parola arriva da app che promettono di calcolare i pronostici al posto tuo. Vale la pena aprire la scatola, perché dentro c’è meno di quanto dica la copertina.

Un modello di previsione sportiva è, nella sua forma più comune, una regressione. Si prendono le variabili — forma, rendimento in casa, assenze, riposo, expected goals, ritmo di gioco — e si stima la probabilità di ciascun esito. Il modello si allena su stagioni passate e si valida su partite che non ha mai visto. Se funziona, produce probabilità leggermente migliori di quelle di un tifoso attento, e questo è tutto quello che serve: non serve sapere chi vince, serve sapere quando il mercato prezza male una probabilità.
Ci sono famiglie diverse di modelli. I modelli di forza della squadra, che stimano un attacco e una difesa per ciascuna squadra e generano le probabilità dei risultati da una distribuzione di Poisson, aggiustata per la correlazione fra i goal delle due squadre. I modelli di rating, che aggiornano il giudizio su una squadra partita per partita e reagiscono in fretta alle novità. I modelli statistici più complessi, che usano centinaia di variabili e hanno il difetto di trovare schemi che esistono solo nel rumore. E poi le reti neurali, che vanno di moda e che su questo tipo di dati — poche migliaia di partite per campionato, risultati rumorosi — raramente battono un modello lineare ben costruito.
La cosa che accomuna tutti è che l’input decisivo non è la partita. È la quota. Un modello che stima una probabilità e non la confronta con il prezzo è un esercizio accademico. Il valore sta nella differenza, e la differenza sta tutta dentro il margine del mercato, che è il numero che l’articolo ha messo sul tavolo in apertura.
Un dettaglio sul lessico, perché ne esistono molti e vengono usati a caso: un «algoritmo scommesse gratis» è, nella grande maggioranza dei casi, un foglio di calcolo con una formula di Kelly e una tabella di quote; un «algoritmo per scommettere» che gira come servizio a pagamento è spesso un modello in cui la parte difficile è la disciplina commerciale, non la matematica; un «algoritmo per vincere alle scommesse» non esiste, perché nessun modello cambia la natura incerta dell’esito. E un «algoritmo scommesse live» è, nella quasi totalità dei casi, un aggiornatore di quote travestito da sistema.
L’altra metà del mestiere è la gestione del denaro, e qui il discorso si fa scomodo. Il bankroll è l’importo che hai deciso di destinare alle scommesse, e la regola di base è che una puntata singola non superi una frazione piccola di quel totale. Il criterio di Kelly, rivisto e ridotto a una frazione, è la formula che lega la puntata al vantaggio stimato: punta di più dove il valore è maggiore, meno dove è sottile. La versione piena è aggressiva e quasi nessuno la usa intera, perché richiede di credere alla propria stima più di quanto sia prudente.
Il punto, però, è un altro, ed è quello che viene prima di ogni formula. Se la tua probabilità è sbagliata, la puntata ottimale calcolata su quella probabilità è sbagliata in modo elegante e ottimale. Un modello senza dati affidabili è un moltiplicatore di errori. E nessuna gestione del bankroll rende sicura una scommessa: la disciplina serve a sopravvivere alla varianza abbastanza a lungo perché un eventuale vantaggio si manifesti, non a eliminare la varianza. Perché una serie di dieci perdite di fila è completamente normale per un modello con un vantaggio dell’1 %, e chi non ha previsto di sopravviverci non lo scoprirà mai.
Puntata e quota: che cosa si incassa quando si vince
Il conto più semplice, quello che sorprende quante persone non abbiano mai fatto, è la vincita. Con una puntata di 10 € a quota 1,85, il ritorno è 10 € moltiplicati per 1,85, cioè 18,50 €, e il profitto netto è 10 € moltiplicati per 0,85, cioè 8,50 €. La quota è il moltiplicatore del ritorno complessivo, non del solo guadagno, e questa confusione fra ritorno e profitto è la radice di molti fraintendimenti sulle «quote alte».
Il conto cambia quando le scommesse si combinano. Le quote delle gambe di una multipla si moltiplicano fra loro in un unico prezzo: tre eventi a 1,80 diventano una quota complessiva di 5,83 circa, e il ritorno di una puntata da 5 € è di poco più di 29 €. Il margine, però, si moltiplica insieme alle quote, ed è esattamente il motivo per cui una multipla a cinque gambe su mercati con margine del 5 % ciascuno porta un prelievo complessivo vicino al 20 %. La quota è attraente, il costo lo è meno, e il foglio di calcolo che somma le probabilità senza sommare i margini è un foglio che mente a chi lo scrive.
normativa: la concessione conta più dell’algoritmo
Qui si arriva al punto che separa un discorso teorico da un discorso che serve a qualcosa. In Italia chi offre gioco a distanza deve avere una concessione, un titolo rilasciato da ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che nel linguaggio comune circola ancora come AAMS — tramite gara pubblica e non per licenza aperta. Il quadro sta nel D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024: l’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza, fra cui le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, quelli simulati compresi, e sulle corse dei cavalli; l’art. 6, comma 3 fissa in nove anni il massimo della durata, senza rinnovo, e chiede una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara; l’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3 congelano per tutta la durata le condizioni di concessione e il regime fiscale.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. L’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» consultato il 25 ottobre 2026 riporta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it, e con la possibilità che una stessa società ne detenga più di uno. Questo è il modo corretto di leggere la tabella dei panorami: la concessione è per sito, e un marchio assente da quell’elenco non è automaticamente un marchio privo di titolo, ma un marchio presente non è automaticamente un bookmaker sportivo.
La parte che riguarda il giocatore è la più concreta. Art. 22 del decreto: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui viene inibito l’accesso, entrambi pubblici. I fornitori di connettività e di pagamento che disattendono un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso; il blocco agisce a livello di DNS e qualche fornitore è più lento nell’applicarlo, un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, quelli del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola tecnica per il risultato è «oscurati».
Sul versante penale, la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM la richiama il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari. È una norma sul giocatore, ed è raro trovarla scritta per intero nei siti che promettono guadagni facili.
Quale sia il quadro pratico lo dicono i due estremi. Un operatore con concessione ADM porta con sé la vigilanza dell’Agenzia, l’aggancio al Registro Unico degli Autoesclusi, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano. Un sito offshore con licenza estera non porta nessuna di queste cose, è esposto all’oscuramento e, come scrive ADM stessa, espone il giocatore a una sanzione penale. Siti del genere accettano giocatori italiani ed esistono nei risultati di ricerca, con licenze che in Italia non hanno alcun valore. È il motivo per cui la domanda giusta non è quale algoritmo, ma su quale sito.
Dal decreto alla schedina: cosa cambia per chi usa un modello
Le regole incidono sul modello in tre punti, e tutti e tre sono pratici. Primo: si può scommettere solo sugli eventi che stanno nel palinsesto, cioè il programma di eventi e tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM; ADM aggiunge gli eventi uno per uno, e nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa contenga il palinsesto di ciascun operatore non è dato sapere dall’elenco.
Secondo: gli eventi simulati hanno una definizione legale propria — l’art. 2, lett. v) li descrive come eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — e rientrano nella concessione per le scommesse sportive. Molti operatori hanno una sezione «Virtuali», e il punto per chi usa un modello è che lì non c’è nulla da prevedere nel senso statistico del termine: la sequenza è generata e i dati storici su cui addestrare un modello non hanno il significato che hanno sul calcio vero.
Terzo: il betting exchange è un gioco separato, previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e), in cui il giocatore può essere chi punta o chi «fa banca» e il concessionario si limita a mettere in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima in banca di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta.
E poi c’è il limite che nessuna norma fissa: in Italia non è noto un tetto statutario in euro alle puntate sportive. Gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà, a partire dal limite di deposito scelto in registrazione.
gioco responsabile: le regole scritte per quando il modello sbaglia
Un sistema che promette di vincere ha un problema di progettazione: la sua narrativa non prevede il caso in cui perdi. Le tutele italiane invece lo prevedono per intero, e vale la pena guardarle con calma perché sono la parte del quadro che ti riguarda quando la varianza ti mette alla prova.
L’età è la prima soglia. L’art. 3, comma 1, lett. a) del decreto del 2024 mette la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il conto di gioco richiede l’identificazione completa: si può aprire con il modulo classico e la copia di un documento, oppure con SPID, e alcuni operatori offrono anche CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.
Poi arrivano i limiti veri, quelli dell’art. 15, comma 1: autolimitazioni di tempo, spesa e perdita; limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale in fase di iscrizione, una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare il limite. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è nota.
L’autoesclusione è il pezzo più forte di tutto il sistema, e vale la pena dire esattamente come funziona perché è il tipo di cosa che si cerca solo quando serve. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e le sale fisiche. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che il giocatore stesso stabilisce; un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e i periodi e le modalità sono quelli che i termini degli operatori e la pagina di ADM indicano. Un dettaglio che vale più di tutti gli altri: i siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì è un giocatore senza protezione. È il modo più diretto in cui la scelta dell’operatore smette di essere una preferenza e diventa una questione di sicurezza.
C’è anche un obbligo informativo che riguarda dall’altro lato l’operatore: l’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. Non è una cifra che ti riguardi direttamente, ma dice come il legislatore ha scelto di far pagare al settore una parte del costo sociale.
Per i residenti in Italia c’è un numero unico da conoscere, e sta nelle informazioni di servizio più che nella pubblicità: il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. William Hill lo indica fra i propri strumenti, che comprendono anche periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione.
Il modo in cui tutto questo si lega a un modello statistico è meno ovvio di quanto sembri. Un modello con un vantaggio dell’1 % produce sequenze di dieci perdite con regolarità, e la reazione umana normale a una sequenza del genere è alzare la puntata per recuperare. I limiti di deposito tolgono di mano il carburante per farlo; l’autoesclusione arriva quando nemmeno quello basta. La disciplina di bankroll che si scrive nel foglio di calcolo e i limiti che si impostano nel conto sono la stessa cosa vista da due lati, e la seconda funziona anche quando la prima salta.
Bonus e free bet: quanto costa davvero l’incentivo gratis
Le offerte di benvenuto sono il posto dove il margine diventa visibile a chi non guarda le quote, perché qui i numeri sono scritti in chiaro nei termini e basta fare il conto. Il linguaggio promozionale le chiama «bonus gratis» o «senza deposito»; la sostanza è che una somma viene accreditata ma resta vincolata a requisiti di puntata, cioè al rigioco, e finché il rigioco non è completato la somma non è tua.
Prendiamo l’offerta di BetFlag, che è quella con la struttura più leggibile. Il bonus senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag. I 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che arriva dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. I 200 Fun Flag arrivano in quattro tranche da 50, una ogni due giorni; ogni tranche richiede 400 Fun Flag di puntate (x8) con quota minima 5.00 su Sport4Fun e si converte in un Bonus Sport da 1 € a 25 €. Il valore nominale è sulla vetrina, il valore reale è il Bonus Sport che si riesce effettivamente a convertire, e la differenza fra i due dipende dalla costanza con cui si apre l’app.
Poi c’è il caso delle freebet, dove la parola nasconde il taglio più importante. Su William Hill l’importo massimo di bonus utilizzabile per ogni scommessa sportiva è di 100 €, il bonus vale solo per le scommesse a quota fissa ed è valido 7 giorni dal rilascio; le freebet sono erogate come bonus con vincite ridotte, quindi in caso di vincita si incassa solo la vincita netta. In parole povere: se la freebet vince, la puntata non torna indietro con la vincita, torna solo il guadagno. Chi immagina di incassare due volte, quota più puntata, sbaglia di una puntata intera.
Su Betsson il meccanismo è ancora diverso e vale la pena seguirlo per capire quanto possano essere stratificati questi requisiti. Il Bonus Registrazione sport è un Fun Bonus Sport da 50 € in totale, 10 € alla validazione del conto e 10 € ogni lunedì per 4 settimane, con documento da inviare entro 30 giorni dalla registrazione; va rigiocato una volta entro 3 giorni su multiple di almeno 8 eventi prematch con quota minima 1,50 e si converte in Real Bonus per al massimo 10 €. Tre passaggi, tre scadenze, e un valore finale che è un quinto di quello annunciato.
NetWin spezza il rigioco in due tempi, come visto: giro di 3 volte il deposito entro 7 giorni su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00, poi un ulteriore rigioco 1x in una multipla di almeno 4 eventi con quota minima 1.50 per evento e quota totale di almeno 5.00, solo sul mercato Esito Finale (1X2), entro 3 giorni, con l’esclusione di sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. La versione SPORT100 prevede il 50 % del primo deposito fino a 100 €, giro di 4 volte in 15 giorni su almeno 3 selezioni con quota minima 1.80 e rigioco 1x in 3 giorni.
C’è poi un requisito che vale la pena isolare perché è il più costoso di tutti e il meno visibile: la quota minima. William Hill chiede 5.00 su ogni tranche e sull’Extra Bet Club, che assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A fino a 100 € a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. NetWin chiede 2.00 per evento sulle multiple del giro. BetFlag chiede 5.00 sul bonus dei 10 €. Non sono numeri arbitrari: sono la leva con cui l’operatore sposta il giocatore verso le multiple lunghe, cioè verso il formato in cui il margine composto è più alto e il vantaggio di un modello statistico più difficile da conservare. Un «bonus gratis» che obbliga a giocare una multipla a cinque selezioni non regala nulla: compra il tuo volume nel mercato che gli conviene.
Sui depositi esclusi vale la stessa logica. Su William Hill i primi depositi effettuati con Revolut, bonifico, Skrill, Paysafecard, Entropay, voucher o Neteller non danno diritto all’offerta, e il bonus scade dopo 7 giorni. La restrizione serve a indirizzare verso strumenti di pagamento tracciati, e ha un effetto collaterale utile: chi ricarica con un metodo escluso scopre di aver rinunciato all’offerta solo dopo aver depositato.
C’è infine un punto normativo che molti lettori si aspettano e che invece non esiste. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, Internet compreso; lo fa applicare AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: non risulta un tetto statutario né agli importi né al rigioco, quindi ammontari, requisiti di puntata e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore e vanno letti lì. Sul fronte applicativo, la stampa di settore riporta che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto e che il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, con due rinvii pregiudiziali pendenti davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta di modifica al bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, è stata presentata e non risulta approvata: alla data della verifica il divieto è in vigore.
Anche il fisco entra nel conto
La domanda che arriva sempre è se le vincite si tassano. La risposta breve è che sul mercato regolato il prelievo cade sull’operatore e non sul giocatore: la stampa di settore del 2024 e del 2026 riporta che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta è trattenuta alla fonte e il giocatore riceve la somma netta. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione prudente resta quella di consultare un commercialista per la propria posizione.
L’imposta che l’operatore versa è l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504 come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se raccolta sulla rete fisica e 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite pagate, secondo la stampa di settore; le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %); le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Il quadro cambia radicalmente fuori dal mercato regolato, ed è il punto che chiude il cerchio aperto dalla normativa. Le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri sono trattate dall’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; nella lettura pratica significa nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa come andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, senza che questo costituisca consulenza fiscale. È il costo che non compare mai nella vetrina di un sito offshore, e che arriva l’anno dopo.
La classifica delle dieci insegne, letta come la leggerebbe un modello
Se si prova a ordinare i dieci operatori con i criteri con cui si ordina un modello — ampiezza dei mercati, strumenti disponibili, trasparenza delle condizioni — il quadro che esce è meno gerarchico di quanto la parola «classifica» lasci intendere, e vale la pena dire perché.
Sulla profondità dei mercati e degli strumenti, bet365 sta in una fascia a parte, con Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno, Bet Builder+ per unire i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa pre-match e live, decine di migliaia di mercati live e la Diretta TV con centinaia di migliaia di eventi all’anno tra calcio, NBA e NFL, oltre a statistiche sportive, notifiche personalizzate e Live Golf Tracker. Sisal e SNAI reggono il confronto sul volume, con oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live per il primo e oltre 3.000 eventi virtuali al giorno per il secondo; Lottomatica copre bene i grandi campionati; Goldbet e Betfair allargano il ventaglio dei tipi di scommessa, il primo con le quote speciali, il secondo con mercati combo e la sezione Supercombo a quote maggiorate. Betfair offre inoltre scommesse live e live streaming dei propri eventi, e la sua app Exchange consente depositi e prelievi delle vincite, il live streaming di eventi di calcio, tennis e basket e grafici per monitorare in tempo reale l’andamento delle quote; una comodità, quella dei grafici, che per chi legge il movimento delle quote è più utile di qualunque previsione.
Sulla chiarezza delle condizioni, il criterio si ribalta. William Hill, BetFlag, NetWin e Betsson scrivono nei termini requisiti dettagliati — quote minime, scadenze, metodi di deposito esclusi — e questo è un merito, perché un requisito scritto in chiaro si può valutare e uno taciuto no. Ma il dettaglio è anche la misura di quanto il bonus sia vincolato: le offerte più semplici da capire sono quasi sempre quelle con i requisiti più leggeri, e le più articolate quelle che chiedono più volume.
Su ciò che riguarda la tutela, il criterio è diverso da tutti gli altri, ed è quello che conta di più. AdmiralBet è l’unico dei dieci a comparire con strumenti di controllo configurati in fase di registrazione — limite di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile — e con un meccanismo di autoesclusione di 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate, aggiornato dal 1° febbraio 2026 a durate da 7 a 270 giorni; bet365 indica periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 per i residenti in Italia. Sono due approcci diversi alla stessa cosa: uno mette l’attrito all’inizio, l’altro lo tiene a portata di mano durante.
Un criterio che invece non distingue quasi niente è quello che le pagine di confronto usano di solito, cioè la presenza nell’elenco ADM. Tutti e dieci hanno una concessione valida, con numeri distinti e concessionari distinti, e questo è il prerequisito, non il merito. La differenza vera la fanno i mercati, i requisiti e gli strumenti; il numero di concessione serve a escludere, non a scegliere.
Se dovessi dire dove sta il valore per tipi diversi di lettore, il taglio sarebbe questo. Chi gioca live e ha bisogno di vedere la partita mentre la segue trova in Lottomatica, Sisal, Planetwin365 e bet365 l’ambiente più naturale. Chi lavora sulle multiple lunghe pre-match trova in William Hill e in SNAI gli strumenti per costruirle. Chi vuole che il conto gli imponga dei paletti prima di iniziare ha in AdmiralBet l’unico caso esplicito fra i dieci. Chi cerca un prelievo comodo e un ambiente da exchange guarda a Betfair. E chi parte da zero e vuole capire come funziona il rigioco trova nelle offerte di BetFlag e Betsson la struttura più didattica, con tutti i passaggi scritti.
Domande frequenti sugli algoritmi per le scommesse sportive
Che cosa distingue una scommessa di valore, e perché nessun pronostico è davvero sicuro?
Una scommessa di valore si ha quando la quota offerta supera quella che corrisponderebbe alla probabilità reale dell’esito, una volta tolto il margine del bookmaker. Nessun pronostico è sicuro perché una probabilità non è una certezza: anche un evento stimato all’80 % si verifica una volta su cinque che non si verifica. Le scommesse non sono un reddito.
Come si riconosce dalle quote il margine che trattiene il bookmaker?
Si convertono le quote di tutti gli esiti dello stesso mercato in probabilità implicite, dividendo 1 per ciascuna quota, e si sommano. La somma supera 100 %, e l’eccedenza è il margine. Su un mercato illustrativo a due esiti quotato 1,90 e 1,90 la somma è di circa il 105,3 %, quindi il margine è di circa il 5 % e la quota restituisce intorno al 95 % delle puntate.
Come si calcola la vincita di una scommessa partendo da puntata e quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota; il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con 10 € a quota 1,85 il ritorno è di 18,50 € e il guadagno di 8,50 €. In una multipla le quote delle singole selezioni si moltiplicano fra loro in un unico prezzo.
In che modo si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, dove ogni riga riporta il codice di concessione e il sito .it corrispondente. Il numero di concessione e la società concessionaria compaiono anche nei termini dell’operatore. Attenzione: l’elenco non distingue i tipi di gioco, quindi la presenza non prova da sola che il sito accetti scommesse sportive.
Le vincite delle scommesse sportive vengono tassate in Italia?
Sul mercato regolato il prelievo cade sull’operatore: la stampa di settore riporta che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore, che riceve la somma netta e non deve dichiararla, poiché l’imposta è trattenuta alla fonte. È una ricostruzione giornalistica, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: conviene consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione. Una riduzione ha effetto immediato, mentre per alzare il limite serve un’attesa di sette giorni. La cifra del limite che ADM stabilisce nella gara di concessione non è nota, quindi i valori concreti sono quelli del singolo operatore.
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