Quale strada scegliere tra i siti di scommesse con concessione ADM: la verifica, i limiti e dieci operatori a confronto
Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, con le concessioni confrontate con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Chi cerca un bookmaker legale in Italia cerca, in realtà, due cose diverse. La prima è una garanzia: che il denaro versato stia dentro un perimetro sorvegliato. La seconda è una scelta: il posto giusto per il modo in cui gioca. Le due domande hanno risposte separate, e quasi tutte le pagine che le affrontano le mescolano.
Il fatto centrale è più stretto di quanto sembri. Un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM (ex AAMS) per il gioco a distanza, e quella concessione è rilasciata per sito, non per azienda. L’elenco pubblicato dall’Agenzia è la prova dell’esistenza di un titolo, non della sua ampiezza. Non ha una colonna per i giochi: un nome su quell’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive. Lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, cioè il palinsesto che il concessionario ha preparato e che l’ADM ha approvato. E la presenza in una classifica — inclusa questa — non è mai una concessione.
C’è poi ciò che l’elenco non dice e che conviene sapere subito: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell’elenco lette il 25 ottobre 2026. Non è un dettaglio da addetti ai lavori. Sono quattro dei nomi che il mercato italiano incontra più spesso in pubblicità, in articoli e nelle ricerche, e nessuno dei quattro ha, a quella data, un titolo per raccogliere scommesse in Italia.
Come si legge un elenco di concessioni e cosa non ci sta dentro
L’articolo 6, comma 1, del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 — il decreto di riordino del settore dei giochi pubblici, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024 — elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli, alla lettera a); totalizzatori sportivi e ippici alla b); i giochi di ippica nazionale alla c); giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa alla d); scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange, alla e); bingo alla f).

Quell’elenco di lettere è la ragione per cui «sito con licenza» e «sito con scommesse sportive» non sono sinonimi. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto sulle scommesse sportive, sul poker e sui giochi di abilità, sui giochi di casinò, sul betting exchange e sul bingo. Il titolo è un contenitore; il contenuto lo decide l’operatore, e in alcuni casi lo decide in modo diverso da quello che il nome del marchio lascia immaginare.
Le concessioni arrivano da una gara pubblica, non da una licenza aperta a chi la chiede. La gara del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’articolo 6, comma 3 fissa la durata massima a nove anni senza rinnovo; il comma 5 mette tra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM stabilisce nella gara. Termini della concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3), il che toglie di mezzo un tipo di sorpresa: le regole con cui firmi oggi sono quelle con cui giochi tra cinque anni.
Una società può tenere più siti. Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale sotto titoli distinti, ed è esattamente il caso che smonta l’idea di «licenza per azienda». Attenzione anche al nome del concessionario, che spesso non assomiglia al marchio: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasino ad Azzurri Limited. Il numero di concessione e la ragione sociale stanno nei termini del conto di gioco, ed è lì che vanno letti. Admiralbet, per esempio, dichiara di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it.
Il marchio .it, il codice e la verifica che si fa in due minuti
Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia soltanto da chi ha una concessione dell’ADM, e la verifica passa da un unico documento: l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia. Lo stesso decreto di riordino, all’articolo 22, prevede che l’ADM rediga — d’intesa con la Guardia di Finanza — due liste: quella dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza.

Il dominio .it non è una decorazione. La concessione è legata a un sito preciso e italiano, e l’elenco letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna associata a un sito .it. Un bookmaker con titolo regolare che vuole servire l’Italia opera da lì. Chi ti accoglie su un dominio estero, qualunque licenza mostri in fondo alla pagina, non ha un posto in quell’elenco.
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La sequenza concreta è breve, e vale la pena farla prima di versare, non dopo. Si apre l’elenco dell’Agenzia, si cerca il marchio o la ragione sociale; si legge il numero di concessione accanto al nome; poi si torna sui termini del conto di gioco dell’operatore e si confronta quel numero con quello dichiarato. Se i due numeri coincidono, il titolo esiste e appartiene a quel sito. Se il nome non compare affatto, non serve altro: nessuna pagina di comparazione cambia quel dato.
C’è un limite che conviene dire ad alta voce, perché taglia l’entusiasmo verso qualunque classifica: un nome sull’elenco non dice quali giochi quel concessionario offra davvero. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere il diritto sulle scommesse sportive e non aver mai aperto un palinsesto di calcio, o concentrarsi su altro. La prova pratica — la sezione sportiva, le quote, le tipologie di giocata — sta sul sito e nell’app dell’operatore. La verifica della concessione risponde a «posso fidarmi di questo posto?»; la lettura del palinsesto risponde a «è il posto che fa per me?». Nessuna delle due sostituisce l’altra.
Vale lo stesso per chi arriva qui con l’etichetta vecchia in testa: il mercato dice ancora «AAMS», l’autorità oggi si chiama ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La sostanza non cambia, e nemmeno il documento da controllare.
Cosa entra e cosa resta fuori dal palinsesto approvato
Il palinsesto è definito dall’articolo 2, lett. s) come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e delle tipologie di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato, e l’Agenzia aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026, come riporta la stampa di settore, ha autorizzato la Setka Cup con bet365 primo partner.
Da questa regola derivano alcune cose che i giocatori notano senza sapere da dove vengano. Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale del comparto, e la legge prevede anche il totalizzatore: se poi un marchio online offra davvero i totalizzatori sportivi è un’altra questione, e non ha una risposta unica. Gli eventi simulati hanno un nome tecnico preciso, «scommesse su eventi simulati» (art. 2, lett. v)), cioè competizioni generate al computer e mostrate con animazioni o con la registrazione di un evento reale, e stanno dentro la concessione per le scommesse sportive: sui siti degli operatori si trovano sotto la voce Virtuali. L’ippica è due cose distinte nella legge, le scommesse sulle corse dentro la lettera a) dell’articolo 6 e i giochi di ippica nazionale alla lettera c), che richiedono una concessione propria.
Il live è un altro capitolo. Ogni grande operatore lo offre; le regole ADM su mercati live, ritardi e singoli eventi non sono pubbliche nella stessa misura, e non esiste un elenco dei mercati live consultabile come si consulta l’elenco dei concessionari. Un limite di questa materia, non una scusa: chi promette di sapere esattamente cosa l’ADM consenta in-play sta inventando.
Il betting exchange merita una riga a sé, perché è la forma di gioco che più spesso si descrive male. La lettera e) dell’articolo 6, comma 1 e la lettera u) dell’articolo 2 lo ammettono come gioco separato: il giocatore può essere chi punta o chi banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Sulla documentazione di Betfair si legge che per i conti sull’exchange italiano valgono regole aggiuntive, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50; un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è però materia aperta.
ADM (ex AAMS): chi vigila, chi sanziona, chi blocca
La sorveglianza è il vero prodotto della concessione, più delle quote. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 affida all’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, la tenuta delle due liste pubbliche — siti legali e siti inibiti — e prevede sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per ogni violazione a carico di fornitori di accesso a internet e prestatori di servizi di pagamento che disattendano un ordine dell’Agenzia. I domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso.
Il blocco lavora a livello DNS, e qui la realtà è meno ordinata della norma. Un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo una ricostruzione di stampa di settore riferita all’ordinanza del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini per volta. I mirror ricompaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», non «eliminati», e qualche provider arriva in ritardo. Chi cerca un sito non autorizzato lo trova; il punto è che non dovrebbe trovarlo per caso.
Sul fronte dei pagamenti, l’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. L’entrata in vigore di quel regolamento non è confermata, il che lascia la materia in una posizione intermedia: la regola esiste, la sua applicazione pratica no.
La pubblicità è l’altro terreno su cui il perimetro si difende, e qui la norma italiana è più severa di quella di quasi ogni altro mercato europeo. L’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, il cosiddetto Decreto Dignità, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, comprese manifestazioni sportive, trasmissioni televisive e internet. L’ADM lo ha ricordato il 28 febbraio 2024, aggiungendo che pubblicizzare siti di gioco illegale è reato e che anche il media che ospita quella pubblicità può incorrere in provvedimenti AGCOM. L’AGCOM vigila sul divieto con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il quadro non è fermo. L’AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali pendono davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità della piattaforma e C-194/25 sulla necessità di notifica della norma. Una proposta di modifica — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni incluse — è rimasta tale: al momento della verifica il divieto è in vigore. Cambia poco per chi scommette, ma spiega perché in Italia il bonus di benvenuto si trova dentro l’area riservata e non in televisione.
Una precisazione che vale più di un paragrafo: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste, nella legge italiana, un tetto agli importi dei bonus né un tetto ai requisiti di rigioco. Importi, requisiti di puntata e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore, ed è lì che vanno cercati.
Due strade davanti al giocatore italiano
Da questa parte del confine ci sono tre cose che nessun sito estero replica: il RUA, la vigilanza dell’ADM e gli strumenti di limite, più un foro legale italiano se qualcosa va storto. Dall’altra parte non ce n’è nessuna.
La strada senza concessione non è soltanto rischiosa in astratto. L’ADM ha dichiarato il 28 febbraio 2024 che la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro un giocatore non sono noti; quello che è noto è che la regola esiste ed è scritta dall’autorità stessa in questi termini. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Sul piano pratico, i siti offshore che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nelle ricerche con licenze straniere e non hanno alcun titolo in Italia. Chi ci gioca non è collegato al RUA, quindi un’autoesclusione disposta qui non lo ferma là; non ha la vigilanza dell’Agenzia; non ha gli strumenti di limite previsti dall’articolo 15, comma 1; ed è esposto al blocco DNS, che arriva quando arriva e trasforma il prelievo in una questione di fortuna. Nessun marchio in particolare, nessun metodo di deposito, nessun dettaglio sui bonus: la zona è semplicemente scoperta.
Il confronto onesto non è tra quote migliori e quote peggiori. È tra un posto dove qualcuno risponde di quello che succede e un posto dove non risponde nessuno.
Il limite di deposito lo scegli tu: la prima decisione che conta
La tutela più efficace del sistema italiano non è un divieto, è una casella da riempire. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e gli strumenti previsti dall’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 sono più ampi: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Il punto che quasi nessuno legge al momento giusto è l’asimmetria tra ridurre e alzare. Un limite ridotto ha effetto immediato; per aumentarlo si aspetta. Admiralbet, per esempio, chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato del limite ridotto e sette giorni di attesa per quello aumentato. Non è una bizzarria dell’operatore: è il disegno che rende il limite uno strumento e non un pulsante da premere nella serata sbagliata. Il limite che puoi alzare in trenta secondi non è un limite.
Un tetto statale in euro alle puntate sulle scommesse sportive non risulta esistere. Gli strumenti vincolanti sono l’autolimite del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione. La cifra di quel limite che l’ADM fissa nella gara non è pubblica. Chi cerca «quanto posso giocare» trova una risposta scomoda: dipende da quanto hai scritto tu, in una casella, prima di sapere come sarebbe andata la serata.
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Una nota sul conto, perché è la seconda decisione che conta e arriva prima delle scommesse. Il conto di gioco richiede identificazione piena. La registrazione classica prevede l’invio di una copia di un documento — Admiralbet accetta fronte e retro in formato .pdf, .jpg o .png — oppure il passaggio con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Il divieto di gioco per i minori di 18 anni è un principio di legge, all’articolo 3, comma 1, lett. a), ed è richiamato dalle condizioni di concessione. Chi apre il conto BetFlag trova le procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Se il conto non viene validato con SPID, deve esserlo entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi vengono bloccati: un dettaglio che sembra burocratico finché non coincide con la prima vincita.
Autoesclusione e RUA: un interruttore che spegne tutta la piazza
Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e copre ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia, oltre alle sale fisiche. È il pezzo di sistema che rende l’autoesclusione qualcosa di diverso da un’opzione di comfort, e vale la pena essere precisi su cosa comporta: durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi né giocate e non si possono aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, mentre il saldo prelevabile si può ritirare. Il denaro non è sequestrato; è il gioco a essere chiuso.
L’articolo 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. La scelta ha tre forme ammesse: l’autoesclusione trasversale, che vale su tutti i concessionari e blocca l’apertura di nuovi conti; quella limitata a un singolo concessionario; quella riferita a una singola categoria di gioco, per esempio le scommesse a quota fissa. È una terza opzione poco raccontata e molto utile: chi vuole chiudere il casinò online tenendosi il calcio ce l’ha, e non deve smontare tutto.
Le durate sono cambiate da poco, ed è bene dirlo con le date. Le condizioni di Admiralbet prevedevano l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. La regola ADM è coerente: fino a 270 giorni a scelta del giocatore o indeterminata, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi, e quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza.
Quell’ultima clausola è la più importante delle tre e la meno gradita. Un’autoesclusione a tempo determinato non si revoca prima della scadenza. Non c’è numero verde, non c’è chat, non c’è escalation che sciolga un blocco a metà strada. Si sceglie un numero di giorni e quei giorni passano.
La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, ed è il canale da usare se il problema è il gioco e non la registrazione. Nella lettura superficiale, l’autoesclusione somiglia a un divieto che l’operatore ti impone: è il contrario, è l’unica leva che il giocatore tiene saldamente in mano.
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Perché un titolo ADM non è una raccomandazione
Su dieci operatori, uno solo presenta una sovrapposizione stretta tra marchio e ragione sociale: AdmiralBet, cioè Admiral Bet S.r.l. per la concessione n. 16048. Negli altri casi il titolo è intestato altrove, e il caso più evidente è la coppia Goldbet e Lottomatica, che fanno capo entrambe a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. — codice 16009 per Goldbet, codice 16010 per Lottomatica.
Sulla verifica della concessione, invece, il quadro è uniforme: tutti e dieci i marchi compaiono nell’elenco ADM con un codice proprio e un sito .it. Non è uniforme il resto. Metà di questi operatori è nata come casa di casinò e ha aggiunto il bookmaker dopo; la concessione, come detto, non distingue i due mestieri, e un titolo che copre le scommesse sportive non garantisce che quel palinsesto sia la parte curata dell’offerta. Chi arriva da una ricerca sul calcio e trova un sito costruito attorno alle slot ha motivo di leggere il palinsesto prima di scegliere.
L’elenco letto il 25 ottobre 2026 non è esaustivo del mercato. Esistono altri concessionari oltre a questi dieci, e un marchio che non compare in questa tabella non è per questo privo di licenza — semplicemente non è tra quelli su cui questa pagina ha elementi per una valutazione. Nessuno dei dieci ha un’esclusiva di qualunque tipo: le concessioni sono 52, e questa è una selezione, non una lista chiusa.
Dieci concessionari a confronto
Le colonne seguono tre domande: chi è il titolare del titolo, cosa copre il palinsesto, cosa dicono i termini sul soggetto di questa pagina. Dove una cella mostra un trattino, la materia non ha un contenuto che valga la pena scrivere: nessun requisito di puntata da citare, nessun limite specifico da confrontare. Le cifre sono quelle dichiarate dagli operatori e dalle loro schede, lette il 25 ottobre 2026, e i codici vengono dall’elenco dell’Agenzia.
| Brand | Numero di concessione e concessionario | Palinsesto e strumenti | Cosa dicono i termini sulla materia di questa pagina |
|---|---|---|---|
| Goldbet | 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport | — |
| Betfair | 16028 — Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol, mercati combo e sezione Supercombo con mercati unici a quote maggiorate | — |
| Lottomatica | 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live | — |
| AdmiralBet | 16048 — Admiral Bet S.r.l. | Registrazione classica con documento in .pdf, .jpg o .png oppure SPID di livello 2 con OTP | Autoesclusione 30, 60 o 90 giorni o indeterminata sui siti autorizzati in Italia; dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni o indeterminata revocabile dopo nove mesi |
| BetFlag | 16008 — Betflag S.p.a. | Apertura del conto con procedure SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni | — |
| SNAI | 16032 — Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più Cash Out | — |
| Eurobet | 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto da calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica | — |
| Sisal | 16020 — Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket | — |
| NetWin | 16035 — Netwin Italia S.p.a. | Bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 € per nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo di 20 € | — |
| William Hill | 16044 — William Hill Malta Plc | Benvenuto con Bonus Sport da 10 € registrandosi con SPID, o bonus di verifica da 5 € dopo invio documenti entro 96 ore | Importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa: 100 €; i bonus non sono subito prelevabili e vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM |
Due righe della tabella meritano una lettura ravvicinata, perché dicono cose che il formato non riesce a dire.
La prima è Goldbet e Lottomatica. Due marchi che il pubblico percepisce come concorrenti hanno lo stesso concessionario e due concessioni distinte. Per il giocatore cambia poco in termini di tutele — il RUA li copre entrambi allo stesso modo — ma cambia qualcosa nel modo di leggerli come offerta: sotto il profilo societario sono la stessa casa, e questo riduce la differenza reale tra le due opzioni molto più di quanto la grafica dei due siti suggerisca.
La seconda è la tabella come esercizio di esclusione. Nessuna colonna di questa griglia contiene un requisito di puntata, perché quegli elementi stanno nei termini di ciascun operatore e non nelle presentazioni. Vale la pena andarli a leggere prima, non dopo, e la sezione che segue mostra quanto possono pesare.
Quanto costa davvero giocare: un conto con il margine dentro
Un esempio aiuta più di un’avvertenza. Prendiamo un giocatore che sceglie in registrazione un limite di deposito di 100 € e lo gioca una volta sola, su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90 — un esempio illustrativo, non un prezzo rilevato su un bookmaker.
Quel mercato ha un payout share di 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa 95 %, e quindi un margine del bookmaker intorno al 5 %. Il margine è la quota che il bookmaker trattiene su ogni unità puntata su quel mercato, e non è una tassa: è il prezzo incorporato nella quota, e c’è anche quando vinci.
Su 100 € di turnover, il costo atteso del margine è di circa 5 €. Non è mai esattamente 5 €: è la media su molte giocate ripetute nelle stesse condizioni, e su una singola giocata il risultato è uno dei due — la giocata passa e incassi 190 €, oppure non passa e i 100 € se ne vanno. La banda dell’esempio illustrativo è questa: qualche euro di costo incorporato su una giocata settimanale da 100 €, e qualche centinaio di euro in un anno se lo stesso giocatore ripete l’operazione ogni settimana e resta dentro il limite che ha scelto, perché il costo cresce con il numero di giocate, non con l’esito di ciascuna. La condizione è tutta lì: l’assunzione è che si giochi sempre quel turnover al margine di quel mercato, e un mercato più stretto — una multipla, un’esotica, un derivato — sposta il costo più in alto, perché il margine sale.
Detto in modo più diretto: il margine è l’unico costo certo della serata. La puntata non è mai un costo finché non perde; il margine lo è sempre, in ogni caso. Un tetto di spesa scritto in registrazione è il modo più semplice per fissarlo prima, invece di ricostruirlo dopo.
Un esempio di rendimento separa le due cose. Una puntata singola da 10 € a quota 1,90 restituisce 19 € e lascia 9 € di profitto netto se vince; nel caso sfortunato restituisce zero. Se due esiti si combinano in una multipla alle stesse quote, la quota finale non è la somma ma il prodotto, cioè 1,90 × 1,90 = 3,61, quindi 10 € diventano 36,10 € se entrambi passano. La sensazione è che il premio sia cresciuto in modo generoso; il margine, intanto, si è sommato lungo tutta la catena, e la probabilità che entrambi gli esiti arrivino è scesa di conseguenza. Un conto veloce: la probabilità di indovinare due esiti al 50 % è del 25 %, e il payout di quella multipla vale 1 ÷ 3,61, cioè circa il 27,7 % — meno della probabilità implicita di riuscita, ed è esattamente il punto in cui la catena smette di convenire. Quella differenza è il prezzo della comodità, e la paga chi la usa.
Il numero da confrontare con ogni «bonus» non è quindi l’importo del bonus, ma il requisito di giocata che lo accompagna. Meglio un bonus da 10 € con condizioni leggere che un bonus da 100 € con un rigioco che, al margine del mercato su cui lo giochi, costa più di quanto il bonus valga. È il criterio con cui vanno lette le prossime dieci schede.
La classifica: Goldbet, Betfair, Lottomatica, AdmiralBet, BetFlag, SNAI, Eurobet, Sisal, NetWin, William Hill
L’ordine non è una graduatoria di qualità e non è un consiglio. È l’ordine in cui le schede vengono presentate, e i dieci marchi hanno in comune una sola cosa davvero importante: un codice nell’elenco ADM e un sito .it. Tutto il resto — palinsesto, strumenti, punti forti e punti deboli — è diverso, e conviene leggerlo come una serie di ritratti piuttosto che come una fila di posizioni.
Goldbet: schede e sistemi su tutti i campionati, sotto un titolo che non porta il suo nome
La concessione n. 16009 è intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., che è la stessa società dietro Lottomatica. Chi cerca il concessionario legge un nome che non assomiglia al marchio: capita, ed è il motivo per cui la verifica va fatta sui numeri e non sulle insegne.
L’app Goldbet copre schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. È un palinsesto pensato per chi gioca il campionato italiano con regolarità e vuole le forme classiche della giocata — la singola, la multipla, il sistema — senza doverle cercare in mezzo a prodotti derivati. Il sistema, in particolare, è la forma che molti bookmaker trattano come secondaria: chi lo usa sa cosa costa in termini di rigidità.
Sui termini relativi al soggetto di questa pagina non c’è nulla che valga la pena scrivere: nessun requisito di puntata citato, nessun limite specifico da confrontare. Resta la parte sportiva, che è la ragione per cui uno sceglierebbe questo marchio.
Il verdetto: Goldbet è la via per chi vuole il gesto tecnico della schedina costruita a mano, e il fatto che condivida la società con Lottomatica non è un difetto — è la ragione per cui conviene non considerare le due opzioni alternative tra loro come sembrano.
Betfair: esiti, Under/Over, Multigol e i mercati combo dello storico dell’exchange
Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l. L’app Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e i mercati combo, con una sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. È una struttura di offerta che tradisce l’origine del marchio, costruito sul confronto tra giocatori più che sul listino delle quote.
L’exchange è la parte del titolo che quasi nessun altro ha, ed è anche quella in cui le regole sono meno leggibili: sulla documentazione del marchio si legge che per i conti sull’exchange italiano valgono condizioni aggiuntive, come la puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50. Quanto al resto — quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni — la materia è aperta.
Sul terreno dei requisiti di puntata e dei limiti specifici, i termini di questo marchio non offrono elementi da citare.
Il verdetto: il marchio ha senso per chi vuole scambiarsi quote invece di comprarle, e per chi legge «quote maggiorate» come un posizionamento di nicchia e non come un vantaggio medio.
Lottomatica: Serie A, Premier e streaming live, con un conteggio degli eventi che nessuno pubblica
Concessione n. 16010, ancora Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Il palinsesto per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita.
La copertura dei grandi campionati è il punto forte dichiarato, e la parte live è quella che un giocatore di calcio usa davvero: seguire la partita e decidere dentro la partita è un modo di giocare diverso da quello della schedina anticipata, e chiede uno streaming che regga. Lottomatica lo indica come funzione, non come contorno.
Quanto ai requisiti di puntata o ai limiti propri del marchio, non c’è materia da riportare. E c’è una coincidenza di società da tenere presente: le due schede condividono il concessionario, quindi la differenza tra Goldbet e Lottomatica si gioca quasi tutta sul prodotto.
Il verdetto: qui conviene a chi gioca dentro l’evento e vuole il campionato grande con la partita sullo schermo; per il gioco tranquillo e anticipato Goldbet offre la stessa casa con un’altra confezione.
AdmiralBet: concessione n. 16048 e un limite che non si alza in fretta
ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. — uno dei pochi casi in cui il marchio e il concessionario quasi coincidono. Il conto si apre con registrazione classica caricando fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente.
Sulla materia centrale di questa pagina AdmiralBet è l’operatore che parla più chiaramente, e le sue condizioni normative valgono la pena di essere lette con attenzione. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato del limite ridotto e sette giorni di attesa per quello aumentato. Non è un modulo da compilare per formalità: è la casella in cui si decide quanto si è disposti a perdere, e la finestra di sette giorni è ciò che le dà valore. Nei termini, AdmiralBet dichiara di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it.
Le condizioni coprono anche l’autoesclusione: 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia — e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi.
Il verdetto: la finestra di sette giorni sull’aumento dei limiti è la cosa più interessante di questa scheda, ed è anche la più scomoda — l’operatore che ti rallenta è quello che ti protegge meglio, e vale la pena preferirlo se sai di giocare più di quanto vorresti.
BetFlag: SPID e CIE accanto al modulo, per chi odia le attese
Concessione n. 16008, Betflag S.p.a. Il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
La doppia strada — modulo con documento oppure identità digitale — è il tipo di dettaglio che sembra amministrativo e invece decide l’esperienza. Chi ha SPID o CIE salta la scansione del documento e la verifica che nel caso peggiore sospende il conto e blocca i prelievi per trenta giorni. Chi non li ha segue la via tradizionale e aspetta. È una scelta che si fa una volta sola e che pesa per tutto il rapporto.
Sui requisiti di puntata e sui limiti, i termini di BetFlag non offrono nulla da citare.
Il verdetto: primo accesso più rapido per chi ha l’identità digitale, e nessuna ragione di preferirlo a un concorrente se il criterio è la profondità del palinsesto.
SNAI: mercati di dettaglio e Cash Out per chi chiude prima della fine
Concessione n. 16032, Snaitech Spa. L’app Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Il palinsesto è orientato al dettaglio: rigori, cartellini, tiri in porta sono mercati da chi guarda la partita e vuole scommettere su quello che vede, non solo sul risultato finale. Il Cash Out si colloca sulla stessa linea, perché serve a chi cambia idea a partita in corso — e va detto che chiuderla prima significa accettare il prezzo che il bookmaker propone in quel momento, che quasi mai è quello della quota iniziale. Il margine non sparisce a partita iniziata: cambia forma.
Di requisiti di puntata o limiti propri del marchio i termini non parlano.
Il verdetto: SNAI vale per chi scommette su ciò che accade dentro la partita; il Cash Out è uno strumento utile soprattutto per chi sa riconoscere quando sta pagando per uscire.
Eurobet: dal calcio al volley fino a politica e spettacolo
Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale — la stessa società che gestisce Bwin.it e giocodigitale.it con titoli propri, il caso più chiaro di un concessionario con più siti. L’app Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).
Il palinsesto è il più ampio del gruppo quanto a generi: include cose che con lo sport hanno poco a che fare, e il fatto che la legge definisca il palinsesto come programma di eventi sportivi e non sportivi spiega perché quelle voci ci stanno senza forzature. Per il giocatore che segue il volley, il ciclismo o gli scacchi questa è la differenza tra trovare un mercato e non trovarlo. Per chi gioca solo calcio è un’ampiezza che non usa.
Nessun elemento sui requisiti di puntata o sui limiti viene dai termini di questo marchio.
Il verdetto: Eurobet è la strada per chi ha interessi fuori dal grande calcio, e il confronto più onesto è con se stessi — quanti di quegli eventi si guardano davvero in un anno.
Sisal: oltre mille eventi al giorno e streaming gratuito
Concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a. L’app Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Sui numeri del palinsesto il marchio dichiara oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
Tra le giocate proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Sono molti prodotti su una sola scheda, ed è il tipo di abbondanza che richiede un po’ di disciplina: la combinazione nasce dalla sovrapposizione di due o tre mercati, e il margine si somma con lei.
Su requisiti di puntata e limiti specifici, i termini di Sisal non danno appigli.
Il verdetto: il volume di eventi live e lo streaming gratuito sono argomenti concreti per chi gioca molto e vuole vedere ciò su cui scommette; la varietà di combo è un invito a controllare quanti mercati si stanno impilando in una sola giocata.
NetWin: un bonus reale, un deposito minimo e una scadenza
Concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
Due cose contano qui, e nessuna riguarda l’importo. La prima è il tipo di offerta: «bonus reale» significa denaro, non una free bet il cui valore non include la puntata restituita — è una distinzione che cambia il calcolo di quanto l’offerta valga. La seconda è la condizione di accesso: il conto deve essere verificato, il deposito minimo è di 20 €, e senza quei due elementi l’offerta non parte. I giocatori che saltano la verifica per pigrizia scoprono tardi che il bonus non era per loro.
Sul requisito di rigioco collegato a questo bonus non ci sono elementi da riportare, e conviene leggerlo nei termini dell’operatore prima di versare.
Il verdetto: l’offerta ha un importo piccolo e una struttura onesta, quindi il criterio per valutarla è semplice — se il rigioco scritto nei termini si concilia con il modo in cui giochi, il bonus è quello che dice di essere.
William Hill: 10 € con SPID, 5 € con documento, e un tetto sui bonus
Concessione n. 16044, William Hill Malta Plc. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
La differenza tra le due strade è il modo in cui questo operatore spinge verso l’identità digitale: la registrazione manuale non è esclusa, è semplicemente più lenta e vale meno, con un termine di 96 ore per l’invio dei documenti. Poi c’è il limite che vale per il gioco, non per il benvenuto, e che conviene conoscere prima di costruire una schedina con il bonus: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Un tetto per singola scommessa è un vincolo diverso da un requisito di rigioco, e va letto come tale: non dice quanto devi giocare, dice quanto puoi mettere in una volta.
Il verdetto: chi ha SPID prende il doppio e subito, e il limite di 100 € per scommessa è il numero che conta per chi pensa di usare i bonus su una multipla grossa — meglio saperlo prima di comporla.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’ADM e si cerca il marchio o la ragione sociale. Il nome sull’elenco prova il titolo, ma non dice quali giochi copra: per quello si guardano il sito e l’app dell’operatore e il numero dichiarato nei termini del conto di gioco.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
La concessione è legata a un sito preciso e italiano, non a un’azienda in generale: l’elenco ADM letto il 25 ottobre 2026 associa ciascuna delle 52 righe, codici da 16000 a 16051, a un sito .it. Un marchio che serve l’Italia con un titolo regolare opera quindi da lì, mentre un dominio estero non ha posto in quell’elenco.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia. Durante l’autoesclusione non si possono fare depositi né giocate e non si possono aprire conti presso alcun concessionario ADM, ma il saldo prelevabile si ritira.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore sceglie alla registrazione un limite di deposito settimanale o mensile, e può impostare anche limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per aumentarlo si aspetta: Admiralbet, per esempio, applica il limite ridotto subito e sette giorni dopo l’aumento.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non ha la vigilanza dell’ADM né gli strumenti di limite previsti dalla legge, ed è esposto al blocco DNS. L’ADM ha dichiarato il 28 febbraio 2024 che anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Sui siti con concessione ADM il prelievo cade sul concessionario: l’imposta unica è del 24,5 % per la raccolta a distanza sulle scommesse a quota fissa, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite, e il giocatore riceve la somma netta senza dichiarare nulla. È un’impostazione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il proprio caso conviene consultare un commercialista. Diverso il discorso per le vincite incassate su siti esteri o non autorizzati, che l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili per l’intero importo ricevuto senza deduzioni secondo l’articolo 69 del TUIR: la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, e non è consulenza fiscale.
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