Scommesse legali in Italia: la concessione ADM è il lasciapassare, non un dettaglio burocratico
31 Ottobre 2026 — verificato contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e contro i termini e le condizioni di conto di gioco degli operatori citati.

C’è una scena che si ripete ogni volta che esce un’offerta nuova: qualcuno apre la pagina promozionale di un sito con un dominio elegante, legge «bonus di benvenuto», e dà per scontato che dietro ci sia qualcuno che risponde a un’autorità italiana. Quella certezza non esiste da nessuna parte, e nessun banner la fornisce. In Italia il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto soltanto da chi ha una concessione dell’ADM, e l’unico documento che lo dimostra è l’elenco dei concessionari autorizzati pubblicato dall’Agenzia. Non la pubblicità, non la posizione nei risultati di ricerca, non il fatto che il sito parli italiano e mostri il simbolo dell’euro.
Il punto è che quell’elenco ha un limite preciso, e chi lo confonde con una patente di idoneità generale sbaglia due volte. Le righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026 sono 52, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un singolo sito .it. Nessuna colonna dice quali giochi il concessionario possa offrire. Un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione, e la concessione è per sito, non per azienda: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, e sono tre righe. Quindi un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito accetti scommesse sportive. Lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, con il palinsesto che l’ADM ha approvato.
Un secondo equivoco merita di essere smontato subito, perché riguarda il nome dello sport che state leggendo. La sigla AAMS continua a circolare — la usa il mercato, la usano i giocatori, la usano molte pagine di comparazione — ma l’autorità che rilascia le concessioni oggi si chiama ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Sui documenti ufficiali leggerete «ADM (ex AAMS)». Non è un vezzo: quando un sito si presenta come «AAMS» e nessuno può mostrare l’elenco che lo conferma, la parola è decorativa.
C’è poi una verità comoda che va respinta in anticipo, perché è la trappola in cui cadono i lettori più informati. Una concessione ADM non è una medaglia al merito. È un requisito di legalità, uguale per tutti, e il mercato delle scommesse è pieno di differenze — quote, margine, mercati, tempi di prelievo, strumenti di tutela — che la concessione non uniforma e non garantisce. Alcuni marchi molto conosciuti in Europa non compaiono tra le 52 righe viste il 25 ottobre 2026, tra cui Unibet, Betway, 1xBet e 22bet. Chi li cerca per giocare in Italia sta guardando altrove, e conviene saperlo prima di versare.
L’elenco non esaurisce il mercato. Altri concessionari esistono oltre ai dieci descritti in questo confronto, e un marchio che non trovate nella nostra selezione non è per questo privo di concessione. La selezione risponde a un’altra domanda, più stretta: quali di questi percorsi hanno una descrizione verificabile della propria offerta, e a chi conviene ciascuno.
Un foglio di carta con un timbro rosso non è una formalità
Immaginate la scena dell’immagine: un foglio di concessione appoggiato su una scrivania di legno, accanto a una penna. Ha l’aria di un atto noioso. È invece la cosa più concreta che possiate verificare prima di aprire un conto di gioco, perché una concessione non è una licenza aperta che chiunque soddisfi i requisiti può comprare: è assegnata con gara pubblica.

Il quadro legislativo è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza dietro concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i totalizzatori sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Sotto l’articolo 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti richiesti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara; le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
Due conseguenze pratiche scendono da questi numeri. La prima riguarda la scadenza: nove anni senza rinnovo automatico significa che ogni operatore oggi attivo sta lavorando dentro un orizzonte che qualcuno, prima o poi, dovrà riaprire con una nuova gara. La seconda riguarda il peso dell’ingresso: 93 richieste per 52 posti, con un esborso a sette cifre, spiega perché il numero delle righe nell’elenco sia quello e non un altro. Un elenco con 52 righe non è una lista aperta a chiunque abbia un server e un processore di pagamenti.
Le condizioni delle concessioni non sono pubbliche nel dettaglio, e chi vi promette di conoscerle vi sta vendendo qualcosa. Ma il meccanismo è verificabile, ed è quello che conta: una gara, un numero di concessione, un titolare identificato con ragione sociale, un sito.
Normativa, vigilanza, giurisdizione: chi controlla cosa
Tre parole che circolano molto e che conviene separare.

La normativa è la cornice appena descritta: D.Lgs. 41/2024, con le sue regole su chi può offrire, per quanto tempo e a quali condizioni. La vigilanza è il lavoro quotidiano dell’ADM e della Guardia di Finanza: la redazione delle due liste, quella dei siti di offerta legale riferita ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza, come prevede l’articolo 22 del decreto. La giurisdizione è la parte che si dimentica sempre: un operatore con concessione italiana risponde in Italia, e questo determina dove si litiga se qualcosa va storto.
Il palinsesto è il tassello che tiene insieme tutto. L’articolo 2, lettera s) del decreto definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. L’ADM aggiunge eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa stiano dentro il palinsesto di ciascun operatore non è scritto da nessuna parte in modo esaustivo, e chi ve lo dicesse di saperlo starebbe improvvisando.
Su un punto conviene essere netti, perché è la domanda che più spesso resta senza risposta: un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non esiste, per quanto se ne sappia. Gli strumenti che limitano davvero sono due, entrambi nelle mani del giocatore e non dello Stato — i limiti di gioco che ciascuno si impone e il limite di deposito che si sceglie in registrazione. Il paradosso è che questa libertà spaventa più di un divieto: nessuno ti fermerà, e proprio per questo la scelta al momento dell’apertura del conto pesa più di quanto sembri.
Verificare che un bookmaker abbia la concessione ADM
Esistono due verifiche, e funzionano solo insieme.
La prima è sull’elenco ufficiale. Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia, si cerca il nome del sito, e si controlla che ci sia. Non il nome del gruppo, non il nome del marchio internazionale: il sito. La concessione è per sito, e questa è la ragione per cui la stessa azienda può comparire più volte con righe diverse.
La seconda è nei termini del conto di gioco. Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo, e la dichiarazione è dettagliata. AdmiralBet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il sito AdmiralBet. È il modello da cercare: un numero di concessione e una ragione sociale, entrambi verificabili contro l’elenco. Se in fondo alla pagina leggete soltanto il nome di una società estera senza numero di concessione, avete trovato la risposta, anche se non è quella che cercavate.
La terza via — quella che quasi tutti usano — non è una verifica. Andare in fondo alla pagina, vedere un logo vecchio con la sigla AAMS e considerare chiusa la questione significa fidarsi di un’immagine che nessuno aggiorna e che nessuno controlla. Un logo non è un numero di concessione, e il numero è l’unica parte della faccenda che potete confrontare con una fonte pubblica.
Un dettaglio che sfugge a molti: il nome sull’elenco è quello del concessionario, non del marchio. Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Chi cerca «bwin» nell’elenco con l’idea di trovare il marchio scritto per esteso può concludere erroneamente che non ci sia. La riga da guardare è quella della concessione, e il collegamento tra marchio e società sta nei termini del sito.
Perché la concessione è per sito, e cosa resta fuori
Il caso di Eurobet è la spiegazione più chiara: un’unica società, tre siti, tre righe. La concessione segue il sito perché è il sito che l’ADM monitora, ed è il sito che può essere oscurato se le cose vanno male. Questa granularità ha un effetto pratico che sorprende: il saldo, i limiti e il registro dell’autoesclusione non seguono il marchio, seguono il conto. Chi apre un conto su un sito di un gruppo, poi si sposta su un altro sito dello stesso gruppo, si trova a fare i conti con un’altra riga di elenco.
Restano fuori dall’elenco alcune assenze pesanti. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. Non è un giudizio sul loro prodotto: è la constatazione che chi gioca da quei siti non sta giocando dentro il sistema delle concessioni italiane, con le conseguenze descritte nella parte sulla tutela.
Il sito di un operatore con concessione ha una firma immediata: il dominio .it. Non è una moda grafica, ed è il tema della prossima sezione.
Perché il dominio .it accompagna la concessione
La corrispondenza tra una riga dell’elenco e un sito italiano non è una coincidenza: sull’elenco ogni concessione risulta legata a un sito .it. Il dominio funziona quindi come un primo filtro rapido, utile quando si scorre una pagina di risultati e non si ha voglia di aprire trenta schede.
Il filtro però non è una prova. Un sito .it senza numero di concessione nei termini resta un sito senza dimostrazione; un concessionario che per qualche ragione operasse su un dominio diverso non diventerebbe illegale per questo. Il dominio anticipa la verifica, non la sostituisce. E c’è un rovescio della medaglia che vale la pena dire: il .it è anche la ragione per cui molte pagine si assomigliano, con gli stessi marchi che tornano, perché il numero delle righe autorizzate è quello che è. La varietà che trovate in Italia è la varietà dentro 52 caselle, non quella di un mercato senza confini.
Il RUA e l’autoesclusione: l’unico blocco che attraversa tutti i siti
Qui il sistema italiano fa una cosa che pochi mercati fanno, e la fa bene: l’autoesclusione non è un interruttore del singolo operatore, è un registro.
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e le sale sul territorio. La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha già un conto aperto. Il modulo non è unico: l’autoesclusione può essere trasversale, cioè verso tutti i concessionari con blocco dell’apertura di nuovi conti, su un singolo concessionario, oppure su una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. È una distinzione che vale la pena leggere due volte, perché scegliere la forma sbagliata significa ritrovarsi esclusi da cose che non si volevano escludere, o al contrario convivere con il problema.
Le durate sono la parte che è cambiata di recente e che molte pagine riportano ancora vecchia. L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. La revoca, quando arriva, non è automatica: va chiesta. Questa è la regola che trovate sulla pagina dell’ADM, ed è la stessa che gli operatori hanno recepito nei propri termini — AdmiralBet riporta l’effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, con le nuove durate in vigore dall’1 febbraio 2026.
Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Il prelievo resta possibile perché bloccare l’uscita del denaro di chi ha un problema di gioco sarebbe l’ultima cosa sensata da fare. Nessun automatismo, però: il saldo va richiesto.
A questo aggiungete un secondo canale, che è gratuito e anonimo: il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno a chi ha problemi con il gioco. Il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 compare anche tra gli strumenti di gioco responsabile indicati per i residenti in Italia da bet365, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. È il tipo di informazione che un operatore serio mette in evidenza, e che un operatore distratto seppellisce.
Cosa manca quando manca il RUA
Il valore del RUA si capisce solo guardando dove non arriva. I siti senza concessione non sono collegati al registro. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un sito non autorizzato non è protetto da nulla: ha tutto l’apparato formale dell’autoesclusione e nessuno degli effetti.
E qui va detto con precisione, perché è il fulcro della scelta: il RUA copre ogni piattaforma online con concessione ADM, non il mercato nel suo complesso. La differenza tra un operatore con concessione e uno senza non è una graduatoria di qualità. È la differenza tra un sistema che ti ferma quando chiedi di essere fermato e un sito che non sa nemmeno chi sei.
Limiti di deposito e strumenti di tutela: quanto decidi tu il giorno in cui apri il conto
Il momento decisivo di tutta la faccenda è la registrazione, e quasi nessuno lo vive come tale.
In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. La meccanica dei due sensi è quella che conta: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Vale a dire che abbassare la barriera funziona subito mentre alzarla richiede una settimana di attesa, ed è la sola asimmetria pensata in funzione del giocatore e non dell’incasso.
L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 mette per iscritto un pacchetto: limiti di autolimitazione su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il legislatore ha scritto anche il dovere di informazione: l’articolo 15, comma 2 impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa.
Un numero che manca, e che vale la pena segnalare perché è il tipo di cifra che circola senza fonte: l’importo del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara non è pubblico. Chi scrive «limite ADM di X euro» sta riempiendo un vuoto con un’ipotesi.
Identificazione: SPID, CIE e il conto di gioco
L’identificazione è la seconda metà della tutela, ed è la parte che gli operatori spiegano peggio perché costa loro conversioni. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa del titolare.
Le strade sono due. La registrazione classica con l’invio di un documento, come fa AdmiralBet caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png. Oppure l’identificazione con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Alcuni concessionari offrono anche la CIE attraverso un fornitore SPID.
C’è un dettaglio operativo che vale più di tutte le descrizioni: senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Trenta giorni sono tanti quando si aspetta di vedere una partita, e pochi quando si perde il documento. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e la soglia è fissa in legge; l’articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto nomina la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione escludono i minori dal gioco, e l’età è quella.
Ricariche, prelievi e la geografia dei pagamenti
I pagamenti hanno una regola italiana che vale la pena conoscere, perché riguarda il modo in cui molte persone ricaricano davvero: i punti vendita ricariche, disciplinati dall’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024. L’ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che accreditano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario oppure con contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né consentire prelievi del saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Chi ricarica in tabaccheria con i contanti deve avere chiaro il confine: quel canale serve a entrare, non a uscire.
I binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM comprendono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria tramite SisalPay e Mooney. L’elenco proprio di ogni operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non esiste una norma che nomini binari approvati.
C’è un’ultima misura in arrivo, di cui non è confermata l’entrata in vigore: l’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione. Se e quando diventerà operativo, cambierà il conto della trasparenza più della severità.
Tassazione: chi paga, e cosa deve fare il giocatore
Questa è la parte in cui si legge di tutto, e in cui la differenza tra due situazioni simili si gioca su una riga.
Il prelievo principale è l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, e prima pagavano il 43 % e il 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile è questione aperta.
Per il giocatore la situazione è più semplice, e la comodità ha una fonte che conviene dichiarare per quello che è. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: è la lettura «tassate alla fonte» riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, secondo cui il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. Non è una pagina di un’autorità fiscale a dirlo, quindi la formula onesta è: per la propria posizione, consultare un commercialista.
Cambia tutto, e di molto, se il sito è senza concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta alla fonte e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. Il modo corretto di scriverlo resta quello dell’Agenzia: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo la sua interpretazione, e non è consulenza fiscale.
Il contrasto tra le due situazioni è tutto qui, e non ha bisogno di aggettivi. Da una parte un importo netto che arriva e non si dichiara perché qualcun altro ha già pagato. Dall’altra una somma che entra lorda, senza ritenuta, e che va portata in dichiarazione — con una partita che il giocatore medio non ha mai aperto in vita sua. Un sito senza concessione non è soltanto un sito senza RUA. È anche un sito che ti trasferisce un lavoro.
Quanto costa davvero giocare: un conto che quasi nessuno fa
Prendiamo il caso di un budget piccolo, perché è quello in cui il margine si sente di più. L’esempio è illustrativo e serve a mostrare la meccanica, non a indicare una quota reale né un operatore.
Immaginate una spesa settimanale di 100 € giocata una volta sola, che è anche il tipo di limite di deposito che un giocatore sceglie in registrazione, e un mercato a due esiti con quota decimale 1,90 su entrambi i lati. Sulla quota di 1,90 la somma dei reciproci, 1/1,90 più 1/1,90, dà 1,0526: la quota di ritorno del mercato è quindi circa il 95 %, e il margine del bookmaker circa il 5 %. È la parte del prezzo che non appare sulla schedina e che decide l’esito nel lungo periodo.
Se tutto il giro di giocate avviene su quel mercato, il costo atteso è il prodotto tra il volume giocato e quel margine. Con 100 € di turnover settimanale siamo nell’ordine di 5 € di costo atteso a settimana, con l’assunzione che l’intero importo sia giocato su mercati con quel margine; su un arco di un anno, restando dentro lo stesso esempio, la banda sta tra i 240 € e i 260 €, a seconda di quante settimane si gioca davvero. Non è una previsione di perdita per la singola settimana, e non è un risultato garantito: è una media su molte giocate ripetute, sotto l’ipotesi dichiarata. Chi punta una volta 100 € e vince incassa 190 €, con un profitto netto di 90 €; il margine non si vede in quella serata, si vede nella serie.
Il valore di questo conto è tutto nel cambio di prospettiva. Cercare il bonus più ricco su un mercato con margine alto è come comprare al supermercato più caro per usare un buono sconto. Il margine si paga a ogni giocata, il bonus una volta sola.
Come si scelgono gli operatori con concessione ADM
La concessione è il punto di partenza, non il criterio di scelta. Dopo la verifica, restano le domande che contano davvero, e sono le stesse che un lettore si fa leggendo le recensioni di un elettrodomestico: quanto costa, cosa comprende, cosa succede quando qualcosa va storto.
Il costo invisibile è il margine del mercato principale, quello che state per usare ogni settimana. Un operatore con margine più basso sul 1X2 vi restituisce più quote, e questa differenza si accumula in modo silenzioso: è la voce che nessun banner pubblicizza e che nessun comparatore mette in prima pagina, perché non si vede. Se giocate poco e raramente, il margine conta meno di tutto il resto; se giocate ogni settimana con lo stesso importo, è la prima voce del conto.
La seconda domanda riguarda i mercati e i tipi di scommessa che usate davvero. Chi gioca solo 1X2 e qualche multipla non ha bisogno di un palinsesto enorme; chi cerca un tipo di scommessa specifico, come i mercati sui cartellini, sui tiri in porta o sui rigori, deve prima controllare che quel mercato esista sul sito che sta valutando, perché il palinsesto approvato è specifico di ciascun operatore e non uniforme.
La terza riguarda il prelievo: quali strumenti, quanto tempo, con quali verifiche. È la parte su cui le pagine promozionali tacciono più volentieri, e la parte che genera le telefonate.
La quarta riguarda gli strumenti di tutela, e non è una formalità: se un sito non ti lascia impostare un limite settimanale, o ti fa aspettare per abbassarlo, ha già risposto a una domanda che non avevi fatto.
Un’ultima nota di metodo, che vale più di ogni classifica. Una posizione in un confronto non è una concessione, e una concessione non è una raccomandazione. Le due cose si verificano in posti diversi: la prima nei termini del conto di gioco e nell’elenco dell’ADM, la seconda soltanto nella vostra testa, con il foglio di calcolo del margine accanto.
I dieci operatori con concessione ADM a confronto
Quello che segue non è una graduatoria e non è un consiglio. Sono dieci marchi che compaiono nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza con un codice di concessione e un sito .it, descritti così come li raccontano i loro stessi termini e le loro schede applicative. Altri concessionari esistono oltre a questi, e un marchio che non trovate qui non è per questo privo di concessione.
| Marchio | Concessione e concessionario | Cosa dicono i termini e le descrizioni sul punto della chiave |
|---|---|---|
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Il conto gioco è accessibile anche con Touch ID nell’app Sisal Matchpoint, che consente di piazzare le scommesse da mobile |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | Nell’app SNAI Sport convivono singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Registrazione classica con documento in .pdf, .jpg o .png oppure SPID di livello 2 con codice temporaneo; in registrazione si impostano limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato se ridotti e dopo 7 giorni se aumentati |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Palinsesto che copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita mentre si gioca live |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Offerta Sport-50 riservata ai nuovi giocatori con conto verificato: bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Scommesse pre evento e live su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis; strumenti di gioco responsabile con periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni) |
Una riga della tabella merita di essere letta con attenzione perché dice una cosa che le altre non dicono: StarCasinò è un marchio con una forte anima da casinò che porta anche un’offerta sportiva nell’app, configurandosi come piattaforma ibrida. È una distinzione utile, non un demerito: per chi passa indifferentemente tra slot e schedina avere tutto in un conto è comodo, per chi vuole soltanto scommettere su calcio e tennis è spazio in più che non serve.
Sui bonus la tabella non entra, e la ragione è che le condizioni cambiano e il valore si misura altrove. Se ne parla più sotto, con i numeri di chi li pubblica.
Sisal: il conto che si apre con un dito
Sisal è uno dei marchi più radicati in Italia, e la sua scheda applicativa insiste su un tipo di comodità che non è quella dei mercati: l’app Sisal Matchpoint consente di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Detto in modo meno gentile, il punto di forza dichiarato è la riduzione dell’attrito tra «mi va di giocare» e «ho giocato». Chi apprezza un accesso rapido lo trova; chi ha bisogno di qualche secondo di distanza tra lo stimolo e la puntata, sul piano dell’esperienza non trova nulla che gliela regali, e il limite di deposito che ha impostato in registrazione resta l’unico freno.
La concessione è la ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., su Sisal. Da quella riga scendono la copertura del RUA e la possibilità di usare gli strumenti di autolimitazione previsti per tutti i concessionari. Nella fascia di prezzo dei grandi marchi nazionali, questo è l’operatore che sceglierei per la solidità della rete e la semplicità d’uso, non per i numeri del listino: chi cambia operatore per guadagnare qualche punto di quota sul calcio guarda altrove.
SNAI: il palinsesto costruito per chi vuole il dettaglio
SNAI porta un catalogo che parla da sé: l’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Cartellini e rigori non sono mercati da biglietto da un euro preso al volo: sono mercati da chi guarda la partita con curiosità tatticale e vuole giocare un dettaglio.
Il Cash Out, per come lo descrive la scheda applicativa, consente di chiudere prima della fine dell’evento. Quello che paga è però sempre un prezzo proposto dall’operatore, non il valore matematico del momento, e conviene sapere che in tutti i casi noti si chiude accettando una cifra non negoziabile. Su questa base il marchio funziona per chi costruisce la giocata, non per chi punta la singola sulla squadra di casa.
Concessione ADM n. 16032, Snaitech Spa, sito SNAI. Chi invece intende puntare soltanto il segno 1 in una partita di Serie A paga qui la profondità di un catalogo che non userà, e la scelta ragionevole sta altrove.
AdmiralBet: il limite lo scegli tu, e alzarlo costa una settimana
AdmiralBet è il marchio della selezione su cui le condizioni interne sono le più esplicite, e conviene partire da lì perché è l’unico caso in cui si vede come è fatto il meccanismo dei limiti. In registrazione si impostano un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Questi termini sono materia ADM, non buone intenzioni: la concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM, intestata ad Admiral Bet S.r.l., è dichiarata nei termini del conto di gioco, insieme al fatto che il servizio passa da Admiralbet.it.
Sull’apertura del conto ci sono due strade dichiarate: la registrazione classica con fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure lo SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente. La seconda è più rapida e meno soggetta a errori di battitura; la prima richiede un documento leggibile e la validazione entro i termini. Per un conto pensato per chi non ha mai impostato un limite in vita sua, questa è la pagina giusta da cui partire. Chi ha già cambiato tre operatori e sa esattamente cosa vuole, la troverà forse troppo pedagogica.
StarCasinò: la scommessa dentro un catalogo da casinò
StarCasinò è il caso più chiaro del marchio casino-first con un’anima sportiva: l’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è la n. 16026, Azzurri Limited, su Starcasino.it, e va notato che lo stesso gruppo detiene la n. 16027 legata a Betsson.it: due siti, due righe, quattro codici? No, due codici distinti per due siti distinti, ed è il promemoria che l’unità di misura della verifica resta il sito.
Per il lettore che cerca solo una partita da giocare, l’app è la strada più corta, e il palinsesto limitato ai principali eventi è il compromesso che paga. Chi invece entra per caso nei casinò e staziona anche sullo sport gioca in un ambiente dove i due prodotti convivono nello stesso conto — comodo, e per qualcuno proprio il motivo per cui i limiti che ha impostato su una parte valgono comunque sull’altra.
Betsson: catalogo ampio, e il suo stesso nome lo dice
Betsson si presenta con la descrizione più ampia del gruppo: scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il nome della scheda applicativa dice la struttura dell’offerta, «Sportsbook & Casinò», ed è la stessa architettura di StarCasinò su un catalogo sportivo più fitto.
La concessione è la n. 16027, Azzurri Limited, su Betsson.it. Chi cerca un solo tipo di mercato non ha motivo di pagare l’ampiezza del catalogo; chi invece ama i mercati accessori — il marcatore, la combo, l’Under/Over costruito — trova qui spazio per lavorare, e per il giocatore puramente pre-match e 1X2 il marchio resta nella media senza diventare un problema.
Lottomatica: il palinsesto più «italiano» del gruppo
Lottomatica è il marchio con il catalogo più riconoscibile per chi guarda il calcio italiano: l’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita. Lo streaming dentro l’app è la funzione che sposta davvero l’esperienza, perché permette di giocare live senza alternare due schermi.
La concessione è la n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., su Lottomatica.it. Lo scotto è l’affollamento: un palinsesto così composto spinge verso il live, dove il margine è tipicamente meno generoso di quello del pre-match e la tentazione di giocare di più è concreta. Per chi guarda le partite e vuole la quota che si muove, è la scelta naturale; per chi punta una volta a settimana, tutta quella macchina è rumore.
Betfair: qui i mercati non sono quelli del bookmaker
Betfair è il caso anomalo della lista, e la ragione è nel quadro legale: le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra i giocatori, cioè il betting exchange, sono un gioco a sé autorizzato dall’articolo 6, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 41/2024, in cui il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a metterlo in contatto anonimo con l’altra parte. La sua documentazione è riportata indicare regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi con incrementi di 50, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.
Sul lato sportivo la scheda applicativa descrive mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l., su Betfair. È una scheda da leggere per intero prima di aprire il conto, perché un exchange non si usa come un bookmaker e mostrare una sezione combo accanto al mercato tra pari rischia di confondere chi cerca una semplice scommessa. Per chi vuole fare il bookmaker dalla propria parte, invece, poche alternative regolate esistono in Italia.
NetWin: il bonus che si vede, con le sue condizioni
NetWin è il marchio della selezione che pubblica l’offerta di benvenuto più leggibile, e vale la pena leggerla per intero: l’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e con un codice promozionale da inserire al primo versamento. Tre condizioni in una riga: chi è nuovo, quanto versa, quanto riceve.
La concessione è la n. 16035, Netwin Italia S.p.a., su NetWin. Il bonus reale è la tipologia più pulita tra quelle in circolazione, perché è denaro che entra nel conto e non un gettone con scadenza; resta però subordinato alla verifica del conto, cioè alla solita identificazione, e il codice promozionale va inserito al primo versamento, non dopo. Chi apre il conto e versa prima di aver letto i termini si trova fuori dall’offerta per una formalità. È l’operatore che sceglierei per una prima esperienza con un budget piccolo, a condizione di fare le cose nell’ordine giusto.
bet365: catalogo internazionale e strumenti di tutela in evidenza
bet365 è il marchio con la copertura più internazionale della lista e con un titolo che le altre schede non riportano: si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Nella sua scheda gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, su bet365, ed è anche il primo partner dell’evento Setka Cup autorizzato dall’ADM a settembre 2026 secondo la stampa di settore: un dettaglio che dice qualcosa su come il marchio occupa il palinsesto prima degli altri. Chi cerca ippica, sport americani o mercati rari trova qui il catalogo più largo; chi gioca solo Serie A paga la larghezza per quello che usa.
Eurobet: dal calcio alle elezioni nello stesso palinsesto
Eurobet chiude la lista con una scheda che sembra un catalogo della curiosità: il palinsesto va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Scommettere sulle elezioni è legale solo se quel mercato sta nel palinsesto approvato dall’ADM, e la presenza nella scheda applicativa è la prova che per questo operatore ci sta.
Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.p.a. Unipersonale, su Eurobet. La stessa società gestisce anche Bwin e Gioco Digitale, ma la concessione è per sito e i conti non si trasferiscono: chi apre su uno dei tre e poi si sposta sull’altro ricomincia da capo con registrazione, limiti e benvenuto. È l’operatore più adatto a chi si annoia del solito calcio e vuole un mercato che nessun altro pubblica, e il meno adatto a chi cerca solo il prezzo più basso sul 1X2.
Bonus di benvenuto: quanto vale davvero la parola «gratis»
Il bonus è il campo in cui il linguaggio si allontana di più dai fatti, e le condizioni pubblicate da un marchio della lista servono bene a mostrare come.
La regola generale è che nessun tetto statutario al bonus e nessun tetto statutario ai requisiti di puntata esiste, per quanto se ne sappia: importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Il divieto del Decreto Dignità — l’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018 — riguarda la pubblicità e non l’esistenza del bonus, ed è un divieto che l’ADM ha riassunto nel 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è l’AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo.
Sul piano pratico: AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, uno sulla responsabilità delle piattaforme e uno sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta, non legge, è un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio per il 2026 che rimuoverebbe il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non è noto e il divieto è in vigore alla data della verifica.
Torniamo ai numeri, perché è lì che il marketing incontra la realtà.
Bonus reale, gratuito e «rischio zero» non sono la stessa cosa
Tre etichette che vengono usate come sinonimi e non lo sono.
Un bonus reale, come l’offerta Sport-50 di NetWin — 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo di 20 € — è denaro che entra nel conto, con la condizione del conto verificato e di un codice promozionale inserito al primo versamento. Un bonus di benvenuto come quello di William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore, e lo stesso operatore precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM, con un importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa di 100 €.
Leggete la differenza con attenzione, perché è tutta lì. Il primo è denaro; il secondo è denaro che diventa prelevabile solo dopo che avete giocato abbastanza. La parola «gratis», in entrambi i casi, descrive il momento in cui il credito appare nel conto, non il momento in cui potete portarlo a casa. La differenza tra un bonus da 10 € e uno da 5 € si gioca su una procedura di identificazione e su 96 ore di orologio; il tetto di 100 € per singola scommessa, dal canto suo, non è un limite di prelievo ma un limite di impiego, e chi pensa di usare tutto il saldo su una sola partita deve saperlo prima di impostare la giocata.
Un terzo caso ridimensiona la parola «rischio zero» senza inventare niente: una puntata «rischiosa zero» perché rimborsata in gettoni non è un rimborso in denaro. Il gettone torna, la giocata no. Chi ha versato 20 € per un bonus da 20 € e si è visto accreditare un gettone da giocare non ha riavuto i suoi 20 €; ha ricevuto un altro biglietto.
Qui si inserisce una condizione che vale per l’intero settore: durante l’autoesclusione non si possono fare depositi né giocate presso alcun operatore con concessione ADM. Qualsiasi bonus già accreditato dentro un conto, in quella fase, non è utilizzabile. È una conseguenza ovvia e quasi mai scritta, ed è una buona ragione per non attivare un’offerta con scadenza nel momento in cui si sta già pensando di fermarsi.
Quanto costa far girare un bonus, in parole povere
La verifica più semplice da fare sui termini di un bonus non richiede calcoli complicati: leggete il requisito di giocata e immaginate il lavoro che comporta.
Se il bonus è di 50 € e il requisito è di giocarlo, poniamo, cinque volte prima del prelievo, il volume richiesto è di 250 €, e con puntate da 1 € sono 250 scommesse. Tenete conto che solo le giocate pari o sopra la quota minima prevista contano, e che la quota minima è uno dei parametri che gli operatori cambiano più spesso e che quasi nessuno mette in prima pagina. Un requisito di giocata non è quindi un dettaglio contrattuale: è una quantità di partite da guardare, ed è il vero prezzo del bonus.
Il costo medio di quel giro si legge con il margine già calcolato: su un mercato attorno al 5 % di margine, un volume richiesto di 250 € corrisponde a un costo atteso nell’ordine di 12-13 €, sempre come media su molte giocate e sotto l’ipotesi che tutto il volume passi da quel mercato. Il conto si fa in un minuto e dice più di qualunque slogan: un bonus da 50 € con requisiti pesanti vale, in media, meno di quello che il numero suggerisce, mentre un bonus piccolo senza rigioco può valere di più.
La conclusione utile non è che i bonus siano inutili. È che la parola «gratis» va letta come «condizionato», e che l’unico numero da guardare è quello che sta nelle condizioni, non quello che sta nel titolo.
Siti senza concessione: cosa si perde davvero
La domanda giusta non è se un sito senza concessione sia pericoloso in astratto. È cosa resta scoperto quando il sito non ha una riga nell’elenco dell’ADM.
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e il meccanismo di contrasto è scritto nell’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024: l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali riferita ai concessionari e quella dei siti con accesso inibito, entrambe pubbliche sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello di DNS e alcuni fornitori restano indietro; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini a volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola esatta per il risultato è «oscurati».
C’è poi il lato penale, ed è la parte che sorprende i giocatori. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, nella lettura che ne dà l’ADM nel 2024: la legge 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un caso concreto contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.
Il conto finale è quello che conta. Un operatore con concessione porta con sé il RUA, la vigilanza dell’ADM, gli strumenti obbligatori di limitazione e una sede legale italiana per le controversie. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo, è esposto all’oscuramento e, come dice l’ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nelle ricerche con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore: quella zona è descritta come non protetta, senza marchi da nominare e senza dettagli su metodi di deposito o bonus.
C’è una via d’uscita elegante che alcune pagine suggeriscono: verificare la licenza estera del sito. Non funziona, e non per sfortuna. Una licenza di un’altra giurisdizione non ha alcun effetto in Italia, e un sito senza concessione non è collegato al RUA; quindi la verifica che fate non protegge da nessuna delle cose che vi interessano. La scelta reale non è tra due livelli di sicurezza. È tra un sistema che vi vede e un sistema che non vi vede.
Quello che il mercato italiano insegna, e a chi serve
La sigla AAMS sopravvive nel linguaggio comune, ma il sistema che rappresenta è cambiato nome e forma: le concessioni sono assegnate con gara pubblica dall’ADM per un massimo di nove anni, la gara di settembre 2025 ha distribuito 52 concessioni a 46 società a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Chi cerca un bookmaker per giocare in Italia parte da lì, da un elenco di 52 righe con codici da 16000 a 16051, e non da un logo.
La scelta che questo quadro lascia aperta è la cosa più interessante, ed è anche quella che nessuna pagina di confronto racconta volentieri: dentro un perimetro uniforme, la differenza la fanno margine, mercati, tempi di prelievo e strumenti di tutela, e sono tutte cose che state pagando voi.
Per orientarsi: chi vuole solo il segno sulla partita della domenica sta bene con un marchio nazional-popolare e non ha nulla da guadagnare dall’offerta più complicata; chi gioca live ogni settimana trova la sua scelta migliore in un’app che porta lo streaming e il palinsesto più denso; chi vuole un mercato che gli altri non pubblicano si orienta su un catalogo laterale; chi ha un budget piccolo e vuole provare con un bonus reale guarda le condizioni di NetWin; chi ha un problema con il gioco non sceglie tra operatori, ma tra uno strumento che funziona e nessuno strumento, e il RUA è quello che funziona. Un ultimo criterio, il più trascurato: la concessione indica quale riga dell’elenco corrisponde a quale sito, e la riga non si trasferisce. Chi cambia sito ricomincia dall’inizio con registrazione, limiti e benvenuto, e non porta con sé né lo storico né il registro.
Il margine resta la misura più utile per il giocatore abituale, e non si vede da nessuna parte: la quota di ritorno di un mercato, cioè la parte di tutte le puntate che quel mercato restituisce, con il margine che è la differenza fino a cento. Su un mercato attorno al 95 % di ritorno, come nell’esempio del conto settimanale illustrativo, la parte che resta al bookmaker è circa il 5 %. Cercare il bonus più ricco su un mercato caro è il modo più elegante di pagare il bonus con le proprie giocate.
E poi c’è una considerazione che va fatta una volta sola, ma va fatta: nessun operatore con concessione ADM è automaticamente adatto a voi. La concessione dice che quel sito è controllato, che il RUA vi copre e che i limiti esistono. Non dice nulla su quanto costa la vostra giocata tipica, e questo lo sapete solo voi.
Domande frequenti su concessione ADM e scommesse in Italia
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Da due fonti insieme. Si cerca il sito nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, e si controlla poi nei termini del conto di gioco il numero di concessione e la ragione sociale dichiarati dall’operatore, come fa AdmiralBet con la concessione n. 16048. Un logo con la sigla AAMS non è una prova.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
Perché sull’elenco dell’ADM ogni concessione risulta legata a un sito italiano, ed è quel sito che l’autorità monitora e può oscurare. Il dominio è quindi un primo filtro utile quando si scorre una pagina di risultati. Non sostituisce la verifica: un .it senza numero di concessione nei termini resta un sito senza dimostrazione.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
È il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, che blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. La richiesta si fa dal portale ADM con SPID o presso un concessionario, e può essere trasversale, su un singolo concessionario o su una categoria di gioco. Dura fino a 270 giorni o è indeterminata.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Sono quelli che si scelgono in registrazione. AdmiralBet chiede di fissare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; ridurlo ha effetto immediato, aumentarlo richiede 7 giorni di attesa. L’ADM fissa nella gara i limiti che i concessionari devono rispettare.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuna copertura del RUA, nessuna vigilanza ADM e nessuna sede italiana per le controversie. L’accesso può essere oscurato a livello DNS e i mirror ricompaiono in poche ore. Come scrive l’ADM, anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Presso un concessionario ADM la lettura riportata dalla stampa di settore è «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla, e per la propria posizione conviene consultare un commercialista. Su un sito senza concessione l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le considera redditi diversi da dichiarare.
Licenza ADM e sicurezza – sitiscommlicenza.com
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