Quali bookmaker sono davvero affidabili in Italia: la concessione, non lo spot
Un bookmaker che accetta scommesse in Italia senza concessione dell’ADM non è «meno affidabile»: è illegale, e chi ci gioca rischia un’ammenda e l’arresto fino a tre mesi. La differenza tra un sito che puoi usare e uno che non dovresti aprire non sta nella grafica, nel numero di mercati o nella quota di benvenuto. Sta in una riga che quasi nessuno legge: quella dove l’operatore dichiara il proprio titolo.

Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, con licenze e riferimenti verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Prima di scendere nei dettagli conviene dire dove porta questa strada, perché di strade ce ne sono due. Da una parte ci sono i concessionari: un numero di concessione, un sito .it, il Registro Unico degli Autoesclusi che ti copre anche se domani cambi idea, un’autorità che risponde di quello che succede sul conto. Dall’altra ci sono i marchi offshore, spesso più generosi sulla carta e del tutto privi di quelle tutele. Questa pagina non ti dice cosa fare. Ti mostra cosa costa ciascuna delle due.
Che cosa rende affidabile un bookmaker in Italia
Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia soltanto da chi ha una concessione dell’ADM: è l’Agenzia stessa a scriverlo nelle sue risposte ai giocatori, e non è una formalità. La concessione non si compra al banco. Si vince a gara pubblica.

Il quadro normativo è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con concessione: alle lettere a) e b) ci sono le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli, più i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lettera e) c’è il betting exchange, cioè le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori; attorno ci sono giochi di abilità, carte, bingo e l’ippica nazionale.
Due dettagli di quella lista contano più di tutti gli altri per chi legge questa pagina. Il primo: le concessioni durano al massimo nove anni, senza rinnovo automatico (art. 6, comma 3), e i requisiti per ottenerle comprendono una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Il secondo: termini della concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3), il che significa che chi ha vinto la gara sapeva già quanto gli sarebbe costato giocare, e per quanto.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it.
Qui arriva il punto che quasi tutte le pagine di confronto sbagliano. La concessione è per sito, non per azienda. La stessa società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. E l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere, in qualunque combinazione, il diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità, al casinò, all’exchange e al bingo.
Stare in elenco non dimostra che quel sito accetti scommesse sportive. Lo dimostra il sito stesso, con il suo palinsesto. Chi ti presenta una posizione nell’elenco come se fosse una qualifica sportiva ti sta vendendo una riga di registro per una caratteristica che quella riga non contiene.
Il numero di concessione, e dove leggerlo
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco. Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il sito AdmiralBet. È la forma standard, e vale come esercizio: apri la pagina dei termini, cerca la parola «concessione», confronta il numero con l’elenco dell’Agenzia.

Il nome della società che compare nella riga è spesso diverso dal marchio. La concessione n. 16027 di Betsson fa capo ad Azzurri Limited, quella di StarCasinò alla stessa Azzurri Limited, la n. 16009 di Goldbet a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), la n. 16030 di bet365 a Hillside (New Media Malta) Plc, la n. 16044 di William Hill a William Hill Malta Plc, la n. 16012 di Eurobet a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la n. 16035 di NetWin a Netwin Italia S.p.a., la n. 16032 di SNAI a Snaitech Spa, la n. 16028 di Betfair a Betfair Italia S.r.l.
Che il concessionario sia una società maltese non è una crepa. È la conseguenza del requisito di sede europea previsto dalla gara. La vigilanza resta italiana, ed è quella che conta.
Due operatori nominati spesso nelle ricerche non compaiono tra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano nell’elenco dei concessionari autorizzati. Non serve aggiungere altro.
Come si verifica una concessione, passo per passo
Il metodo è noioso e funziona. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ed è quello il posto dove si guarda. Non un comparatore, non una classifica, non un articolo come questo.
Poi c’è la seconda lista, quella dei siti inibiti. L’articolo 22, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, rediga sia la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari sia quella dei siti inibiti, e le renda pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Chi fornisce accesso o servizi di pagamento violando un ordine dell’ADM viene sanzionato da 30.000 € a 180.000 € per violazione.
Il dominio racconta già metà della storia. Un concessionario italiano gira su un sito .it dedicato, come AdmiralBet, SNAI o Betfair. Il secondo pezzo lo racconta la piattaforma: se il registro non ha un numero da confrontare, la domanda non è più «quanto è affidabile», ma «chi risponde se qualcosa va storto».
Chi vuole la scorciatoia può usare SPID. Il conto di gioco richiede un’identificazione piena, e diversi operatori offrono la registrazione con SPID di livello 2, che importa i dati anagrafici in automatico; BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e Goldbet passa dalla CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID l’account va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come indicano le pagine degli operatori stessi. La registrazione con SPID, tra l’altro, non fa differenza sul tipo di bonus: William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale prevede un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
La differenza tra un concessionario e un sito .com senza titolo
Il confronto onesto non è tra un sito «sicuro» e uno «truffaldino». È tra due contratti diversi, e ognuno ha il suo prezzo.
Un operatore con concessione ADM porta con sé quattro cose che non si comprano altrove. La prima è il RUA: l’autoesclusione registrata dal concessionario vale su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Se domani decidi che hai giocato troppo, non devi chiudere dieci conti a mano. La seconda è la vigilanza dell’Agenzia, con poteri ispettivi e sanzionatori reali sul concessionario. La terza sono gli strumenti di limite obbligatori per legge, che l’articolo 15, comma 1 impone: autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati in un periodo definito, messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione anche per singola categoria di prodotto e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. La quarta è un foro competente italiano: se c’è una controversia, non devi inseguire una società in un ordinamento che non ti conosce.
Dall’altra parte, un marchio .com senza concessione non ha nessuna delle quattro. Non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì è semplicemente un giocatore non protetto. Non ha un’autorità italiana che risponde. Non ha l’obbligo di offrirti gli strumenti di autolimite. Ed è esposto al blocco DNS.
Quanto al blocco, funziona e non funziona. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta è «oscurati»: il sito sparisce all’indirizzo che conoscevi e riappare a un altro. Se ti stavi chiedendo perché certi marchi cambiano dominio con questa frequenza, ora hai la risposta.
Poi c’è la parte che nessun comparatore scrive in grande. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM stessa ricorda in un comunicato del 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. E aggiunge, testualmente, che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Non è una clausola anti-italiana di comodo: è la regola che l’autorità mette per iscritto. L’importo in euro dell’ammenda non è noto, e non risulta qui alcun procedimento contro un singolo giocatore: la norma esiste, la sua applicazione concreta è un’altra domanda.
Un sito offshore mostra una licenza straniera. Quella licenza non ha alcuno standing in Italia, e il giocatore che ci deposita resta fuori dalla giurisdizione che avrebbe potuto tutelarlo. È una zona senza rete, e va descritta così.
RUA e autoesclusione: l’unico interruttore che funziona davvero
Il Registro Unico degli Autoesclusi è stato istituito nel 2018 e copre ogni piattaforma online con concessione ADM, oltre alle sale fisiche. È l’unico strumento del sistema che agisce contro la tua volontà futura, ed è per questo che vale la pena capirlo prima di averne bisogno.
L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale — tutti i concessionari, con blocco dell’apertura di nuovi conti — oppure limitata a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Puoi fermare tutto o solo il tavolo che ti sta creando problemi.
La durata la scegli tu: fino a 270 giorni, oppure a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi. Quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Non c’è una scappatoia, e non è un difetto: un’interruzione revocabile con un clic non interrompe niente.
La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. I soldi che hai già sul conto restano tuoi.
Le condizioni di Admiralbet riportano l’autoesclusione a 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le due formule convivono nei documenti dell’operatore, e la seconda è quella allineata alle regole dell’Agenzia.
Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco. bet365 indica ai residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 tra i propri strumenti di gioco responsabile, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. È un numero che vale la pena salvare prima che serva.
Limiti di deposito: quanto pesa la cifra che scegli tu
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione. La regola che conta è l’asimmetria: una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni. Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria.
È l’unico freno costruito per resistere all’impulso, e non è un caso che l’articolo 15, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 41/2024 affidi i limiti sugli importi depositati in un periodo definito al concessionario, che li calibra secondo l’età e il comportamento del giocatore su protocolli approvati dall’ADM.
Un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto. Gli strumenti che vincolano davvero sono l’autolimite che ti dai e il limite di deposito che scegli in registrazione. Chi cerca un numero di legge da usare come alibi — «tanto non posso puntare più di tot» — sta cercando una cosa che non c’è.
Il punto vendita ricariche merita una riga, perché è il canale che molti italiani usano senza sapere come funziona. L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche: tabaccai e ricevitorie tenuti in un registro ADM, che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. Una ricarica da tabaccaio è comoda e ha un tetto: 100 € a settimana in contanti. Se il tuo modo di giocare prevede tre passaggi al giorno dal tabaccaio, quel tetto è la prima cosa che ti riguarda.
Quanto costa davvero il margine: il conto su una settimana di gioco
La pubblicità parla di quote. Il margine è la stessa cosa vista dall’altro lato del banco, e su un mercato a due esiti si calcola in un modo che chiunque può rifare: si prende 1 diviso ciascuna quota, si sommano i due risultati e si toglie il totale da 1. Con due quote decimali identiche a 1,90 per l’esito 1 e per l’esito 2 — un esempio aritmetico, non un prezzo quotato da nessun operatore — la somma di 1/1,90 e 1/1,90 fa 1,0526, la quota di payout è 0,95 e il margine del bookmaker è 0,05, cioè il 5 % di ogni unità puntata su quel mercato.
Quel 5 % è la ragione per cui le scommesse non sono un investimento, e conviene vederlo applicato a una settimana reale.
Prendi un giocatore che si è dato un limite di deposito di 100 € settimanali, la cifra che sceglie da sé in registrazione, e che punta quei 100 € una volta sola su quel mercato a due esiti. Il costo atteso è il volume di gioco per il margine del mercato: 100 € per 0,05, cioè circa 5 € di costo medio atteso a settimana. Su un mese sono una ventina di euro, su un anno circa 260 €, sempre che il volume resti quello, il mercato resti quello con quel margine e le puntate rispettino il limite che ti sei dato.
Sono stime, non destini. Il 5 € settimanali è una media su molte giocate: in una settimana singola puoi incassare il doppio della puntata e in quella dopo perdere tutto, e in entrambi i casi il margine c’era. Ma su una stagione il margine è la variabile che non si aggira, e il limite di deposito è il moltiplicatore che decidi tu. Chi deposita 500 € a settimana invece di 100 moltiplica per cinque una cifra che non dipende dalla sua bravura. Il payout del 95 % non è una promessa di ritorno: è la quota di tutto il giocato su quel mercato che torna indietro ai giocatori presi insieme, e il 5 % che manca è quello che sostiene il banco.
Il margine cambia da mercato a mercato e da operatore a operatore, e su un mercato a tre esiti come l’1X2 il conto si fa sommando tre termini invece di due. Le quote offerte su singoli eventi non sono un dato che questa pagina possa riportare in modo utile: cambiano di ora in ora, e una quota letta ieri dice poco su quella di stasera. Quello che resta fermo è il meccanismo, ed è il motivo per cui un bonus va pesato sempre in euro di margine e non in euro di bonus.
Bonus, rigioco e pubblicità: le tre regole che il marketing non mette in cima
Il bonus di benvenuto è il terreno dove l’affidabilità si vede meglio, perché è lì che le promesse incontrano i requisiti.
Il quadro legale è il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la Legge n. 96/2018, in vigore. L’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. L’AGCOM è l’autorità che lo fa rispettare, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il decreto, però, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m e art. 15, comma 3). Quindi vedrai il marchio sui cartelloni accanto a un messaggio sul gioco responsabile, e mai accanto a una quota. È una linea sottile e assolutamente voluta.
Sul fronte sanzionatorio, la stampa di settore del 2025-2026 riporta che l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e risultano pendenti due rinvii alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proposto per togliere il divieto sull’advertising indiretto, per esempio le sponsorizzazioni, non è legge: alla data di verifica il divieto è in vigore, e l’esito di quella proposta non risulta.
Poi ci sono i bonus veri, quelli che l’operatore scrive nei propri termini. L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. William Hill precisa che per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM.
Quella frase — «non sono subito prelevabili» — è la più onesta di tutto il panorama promozionale italiano, e dovrebbe stare in cima a ogni pagina di benvenuto. Un tetto statutario sui bonus e un tetto sul rigioco non sono noti: importi, requisiti di puntata e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore, uno per uno. Chi ti dice il contrario ti sta vendendo una regola che non esiste.
La tassa sulle vincite, e chi la paga
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Il gettito è del concessionario, non tuo.
Per il giocatore il meccanismo è semplice: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non vanno dichiarate, perché l’imposta è applicata a monte. La ricostruzione è quella riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 — le vincite arrivano «tassate alla fonte», il giocatore riceve il netto e non dichiara nulla — ed è una lettura giornalistica, non una pagina dell’amministrazione fiscale: chi ha una posizione concreta da sistemare fa bene a consultare un commercialista.
Il discorso cambia del tutto su un sito estero. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica significa nessuna ritenuta alla fonte e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va letta come interpretazione dell’Agenzia delle Entrate e non è consulenza fiscale.
Il che aggiunge un secondo costo al sito senza concessione, oltre al RUA mancante e al rischio sanzionatorio: la vincita che arriva è lorda, e la dichiari tu.
Come si è arrivati a questa selezione
I dieci marchi che seguono sono concessionari presenti nell’elenco dei siti autorizzati, ognuno su un proprio dominio .it, ognuno con un codice di concessione verificabile. Non è una classifica e non è una raccomandazione: la concessione è per sito, e il fatto che un marchio sia in elenco non dice nulla sui giochi che offre.
Il codice di concessione è il primo filtro e non l’ultimo. Il secondo è il palinsesto: quali sport, quali mercati, quali tipi di scommessa. Il terzo è il conto — come si apre, con quali strumenti di tutela, con quali limiti. Un marchio che vince il primo filtro e perde il terzo è un marchio legale che non fa per te.
| Brand | Numero di concessione e concessionario | Che cosa dicono i termini sulla chiave della pagina |
|---|---|---|
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Termini non consultati su questo punto |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Termini non consultati su questo punto |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Termini non consultati su questo punto |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Termini non consultati su questo punto |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048, servizio su AdmiralBet |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Bonus non subito prelevabili, da giocare secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Termini non consultati su questo punto |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | Termini non consultati su questo punto |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Termini non consultati su questo punto |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Termini non consultati su questo punto |
La colonna di destra è la sola differenza reale tra una riga e l’altra di questa tabella, ed è anche quella che riempie meno celle. Sette marchi su dieci non hanno una dichiarazione sui termini raccolta su questo punto: significa che il titolo della concessione e il contenuto dei termini saranno due cose da confrontare personalmente, quando apri il conto. La terza colonna non è un voto. È la risposta alla domanda che conta, quella che nessun comparatore mette in tabella: che cosa l’operatore scrive di sé. Admiralbet e William Hill hanno qualcosa da mostrare; per gli altri il posto è vuoto e resta vuoto.
I dieci concessionari, uno per uno
Ogni scheda parte dalla concessione, perché è il solo dato che accomuna i dieci e il solo che non cambia con la promozione del mese. Poi guarda il palinsesto, poi i termini del conto, poi quello che resta.
Betsson: il palinsesto più largo del gruppo Azzurri
Betsson opera con la concessione n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, sul proprio sito Betsson. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Migliaia di eventi su pre-match e live è una promessa che si misura sul palinsesto della settimana e non su un comunicato, e chi arriva da un operatore con un’offerta più stretta se ne accorge presto: le coperture su campionati minori e su sport diversi dal calcio sono la differenza tra un bookmaker e un bookmaker generalista.
Sul conto, i termini non offrono una dichiarazione specifica sul titolo della concessione. Il codice sta nella riga della licenza e va confrontato con l’elenco dell’Agenzia: è un’operazione da due minuti che vale più di qualunque sigillo grafico. La combinazione tra ampiezza dell’offerta e gestione societaria condivisa con un altro marchio del listino è ciò che distingue questo operatore: chi cerca il massimo numero di eventi disponibili trova qui la prima risposta del gruppo, con il limite che qualsiasi cosa fuori dal palinsesto approvato dall’ADM semplicemente non esiste.
Eurobet: il gruppo con tre concessioni e un palinsesto che scavalca lo sport
Eurobet è concessionaria con il numero 16012, attraverso Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito Eurobet. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni.
La coda di quella lista è la cosa interessante, e non è una trovata pubblicitaria: il palinsesto è il programma di eventi e tipi di gioco preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e un evento fuori dal palinsesto non può essere accettato. L’ADM li aggiunge uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, secondo la stampa di settore. Aggiungere scacchi o un reality show al programma è un lavoro amministrativo, non un’aggiunta di menu.
Il gruppo Eurobet Italia detiene più concessioni e gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Un lettore che trova lo stesso nome societario su tre siti ha capito una cosa utile: la concessione è per sito, e la solidità dell’azienda non si trasferisce automaticamente al singolo dominio. Per chi vuole la partita di calcio e anche la scommessa sull’esito elettorale, la gamma coperta è la più ampia del gruppo; per chi vuole soltanto il mercato principale, quella coda non vale nessun vantaggio.
StarCasinò: il casinò che ha aggiunto il pallone
StarCasinò opera con la concessione n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, sul sito StarCasinò. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il nome dice già dove sta il baricentro, e chi arriva qui cercando un bookmaker puro legge una scheda che parla di slot nella stessa frase delle scommesse. Non è un difetto di legittimità: la concessione può coprire in qualunque combinazione scommesse sportive, poker, giochi di abilità, casinò, exchange e bingo, e il marchio che mette il casinò davanti allo sport è una scelta editoriale, non un vuoto normativo.
La conseguenza pratica riguarda il profilo del giocatore, non la sicurezza del sito. Chi apre il conto per il casinò e poi ci aggiunge qualche scommessa sportiva trova un ambiente coerente, con gli strumenti di autolimite obbligatori che valgono su tutto il conto. Chi invece vuole prima di tutto un palinsesto sportivo profondo, con mercati secondari e copertura ampia, si accorge che il pallone qui è il secondo mestiere, non il primo, e il vantaggio di avere un unico conto per slot e schedine si paga con un’offerta sportiva meno specialistica.
NetWin: un bonus sport dalla forma più lineare della lista
NetWin è concessionaria con il numero 16035, attraverso Netwin Italia S.p.a., sul sito NetWin. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
Vale la pena notare la forma, prima dell’importo. È un bonus reale, cioè un credito di denaro, non una freebet il cui importo non torna indietro con la vincita; è riservato ai conti verificati, il che significa che l’identificazione va completata prima che il bonus arrivi; e il deposito minimo di 20 € è la soglia che decide se il conto verrà attivato. Chi deposita 20 € e non ha completato la verifica non ha un bonus più piccolo: non ha bonus.
Il tetto di 50 € fa di questa offerta la più contenuta del gruppo in valore assoluto, e non necessariamente la meno interessante: un bonus piccolo con requisiti lineari è spesso più utilizzabile di un bonus grande con condizioni composte. Per chi vuole provare il sito con una cifra bassa e non ha intenzione di rincorrere il massimo promozionale, la combinazione deposito minimo 20 € e tetto 50 € è coerente; il marchio resta un operatore nuovo nel panorama italiano, e chi ci mette più di qualche decina di euro sta scommettendo anche sulla capacità della piattaforma di reggere.
AdmiralBet: il marchio che scrive la propria concessione nei termini
AdmiralBet ha la concessione n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l., sul sito AdmiralBet, e la dichiara esplicitamente: scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il sito AdmiralBet. Il conto di gioco si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente.
Il dettaglio operativo che nessuno mette in evidenza è la verifica. La registrazione classica richiede un documento caricato in un formato specifico — tre formati, non «qualsiasi immagine» — e questo è il punto in cui le pratiche si bloccano più spesso, perché una foto sfocata o un PDF protetto non passano e l’account resta non validato. La via SPID salta il passaggio e importa i dati; l’OTP è una frizione in più in cambio di un controllo in meno.
Sui limiti, AdmiralBet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con una riduzione che ha effetto immediato e un aumento che richiede sette giorni. È la configurazione più articolata dei dieci, perché un limite di ricarica, uno di spesa e uno di tempo misurano tre cose diverse: quanto entri, quanto spendi e quanto tempo ci stai. Chi imposta solo il deposito si è dato un freno sull’ingresso, non sul gioco.
Sull’autoesclusione le condizioni riportano 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. La prima formulazione convive con la seconda nei documenti, e conviene chiedere quale si applica al proprio conto prima di premere il pulsante, perché la differenza tra tre mesi e sette giorni è la differenza tra un’interruzione e un’avvertenza. La combinazione di dichiarazione esplicita della concessione, registrazione verificabile in tre formati e limiti su tre assi rende questo marchio il più trasparente dei dieci rispetto a ciò che un lettore può controllare da solo.
William Hill: il bonus legato a come apri il conto
William Hill opera con la concessione n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, sul sito William Hill. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
La differenza tra le due strade è piccola in euro e grande in comportamento: 10 € immediati con SPID contro 5 € legati a un invio documentale entro quattro giorni. Il marchio paga la velocità di identificazione, il che è una scelta razionale per lui e un’informazione utile per te. Chi ha SPID e vuole il bonus subito sceglie la prima via; chi apre dal telefono senza SPID ha una scadenza di 96 ore da rispettare.
Sul rigioco, William Hill precisa che per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Il tetto di 100 € per singola giocata è un limite tecnico che chiarisce il funzionamento del credito: il bonus è denaro da giocare, non saldo da incassare, e questa distinzione è fondamentale per comprendere le condizioni di ogni offerta di benvenuto.
bet365: il partner globale con la licenza italiana
bet365 ha la concessione n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito bet365. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
La sproporzione tra il nome globale e il dominio italiano è il punto. Il partner della Champions League è una società con sede a Malta che opera in Italia con una concessione rilasciata per il sito bet365 e con tutte le regole italiane che ne derivano: palinsesto approvato dall’ADM, strumenti di autolimite obbligatori, RUA. Nei suoi strumenti di gioco responsabile ci sono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
A settembre 2026 l’ADM ha autorizzato la Setka Cup indicando bet365 come primo partner, secondo la stampa di settore: è un esempio di come gli eventi entrano nel palinsesto uno alla volta, su approvazione dell’Agenzia. Il marchio è anche quello che regge l’etichetta internazionale più pesante della lista, e chi lo sceglie compra quella copertura sportiva; chi cerca invece attenzione locale, con mercati su campionati italiani di serie inferiore e prezzi di nicchia, trova altrove una maggiore specializzazione.
SNAI: la rete fisica che diventa un vantaggio sul conto
SNAI opera con la concessione n. 16032, intestata a Snaitech Spa, sul sito SNAI. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Singole, multiple e sistemi sono i tre tipi base delle scommesse a quota fissa, e la differenza pratica è nel rischio che compongono: la singola è una quota, la multipla moltiplica le quote e le probabilità di sbagliare, il sistema distribuisce la puntata su più combinazioni. I mercati secondari elencati — tiri in porta, cartellini, rigori — sono quelli che un bookmaker specialistico costruisce con dati propri, e non esistono su ogni piattaforma.
Il Cash Out è la funzione che cambia di più l’esperienza, e vale la pena dirlo con precisione: chiude la schedina prima della fine dell’evento, a una quota che il concessionario propone quando vuole, non a una che decidi tu. È uno strumento utile e non un diritto, e chi lo usa come assicurazione contro ogni partita storta sta pagando un prezzo che non vede. La rete di punti vendita sul territorio è il tratto che distingue il marchio da un operatore puramente digitale, e chi vuole risolvere un problema di persona invece che in chat ci trova il vantaggio principale.
Betfair: la concessione n. 16028 e i mercati fuori dal coro
Betfair opera con la concessione n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., sul sito Betfair. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Il marchio è storicamente il primo a portare in Italia il betting exchange, permesso dall’articolo 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 come gioco separato, e definito dall’articolo 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere i due in contatto anonimo. La documentazione dello stesso marchio riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e una stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscono oggi un exchange e come funzionano le commissioni non è noto.
Quella puntata minima non è un dettaglio fiscale, è una soglia di ingresso: chi pensa di usare l’exchange con due euro alla volta si scontra subito con un pavimento dieci volte più alto, e questo basta a decidere per chi lo strumento è costruito. Per quanto riguarda l’offerta sportiva corrente, la sezione Supercombo con quote maggiorate è un prodotto che va confrontato sul prezzo reale del momento, non sulla parola «maggiorate»: nessuna quota promozionale vive fuori dal margine. Il valore del marchio sta nella struttura — meccanismo tra pari, regole proprie, commissione diversa dal margine — e chi non ha mai provato un exchange farebbe meglio a leggersi le regole del conto prima di versare.
Goldbet: il conto che si apre anche con CIE e il bonus che arriva dall’app
Goldbet ha la concessione n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito Goldbet. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
Sul fronte dell’identificazione, Goldbet passa anche dalla CIE tramite un fornitore SPID, accanto alla registrazione classica con documento. È la terza via possibile dopo il form con copia del documento e lo SPID, e per chi non ha SPID ma ha la Carta d’Identità Elettronica è la strada che evita il caricamento dei file e i trenta giorni di validazione: senza SPID o CIE l’account va validato entro quel termine, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano.
La concessione n. 16009 è la più bassa della lista, e questo dice solo che la società era in elenco quando sono stati assegnati i codici: la numerazione non è una graduatoria di qualità e non lo è mai stata. Chi apre qui trova un operatore con una rete di agenzie sul territorio e un’app che copre i palinsesti sportivi principali; chi cerca mercati esotici o prodotti specialistici come l’exchange guarda altrove, perché il profilo del marchio è generalista e la copertura dei campionati è la sua forza dichiarata.
Quale dei dieci percorsi scegliere
La lista non ha un primo posto, e chi ne cerca uno sta guardando la cosa sbagliata. Ha tre gruppi.
Il primo è quello dei marchi che aprono i propri termini e ci scrivono dentro qualcosa che puoi controllare: AdmiralBet dichiara la concessione n. 16048 e il dominio su cui eroga il servizio, imposta limiti su ricarica, spesa e tempo, e scrive nero su bianco le durate dell’autoesclusione; William Hill pubblica il tetto di 100 € di bonus per singola scommessa e mette per iscritto che i bonus non sono subito prelevabili. Sono i due marchi sui quali un lettore può verificare da solo, oggi, la maggior parte delle affermazioni di questa pagina.
Il secondo è quello dei marchi che coprono molto terreno: Betsson sui volumi pre-match e live, Eurobet sulla coda del palinsesto che arriva fino a scacchi, spettacolo e politica, SNAI sulla gamma di mercati secondari e sulla rete fisica, Goldbet sui campionati e sull’app. Qui la scelta dipende da che cosa vuoi giocare, non da quanto è solido il banco.
Il terzo è quello dei marchi che hanno un mestiere diverso dal calcio e lo dicono: StarCasinò con il casinò davanti, NetWin con un’offerta d’ingresso contenuta e lineare, bet365 con un’etichetta internazionale che pesa più dell’offerta locale, Betfair con la struttura dell’exchange e una soglia minima che filtra il pubblico.
Quello che i dieci hanno in comune è la parte che conta per la domanda da cui è partita questa pagina: sono tutti su un dominio .it, tutti con un numero di concessione verificabile, tutti collegati al RUA, tutti soggetti alla vigilanza dell’Agenzia. Nessuno dei dieci ti protegge meglio di un altro dal margine del 5 %, e nessuno dei dieci ti restituisce i 100 € che hai deciso di non puntare.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e si confronta il numero con quello che l’operatore dichiara nei termini del conto di gioco. Per alcuni marchi, come AdmiralBet, la dichiarazione è esplicita e porta il codice insieme al dominio su cui il servizio viene erogato.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
Perché la concessione è rilasciata per singolo sito, non per azienda o per marchio: ogni concessionario gestisce uno o più domini italiani dedicati, come AdmiralBet o SNAI. La stessa società può tenerne più di uno, come Eurobet Italia con Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Il dominio italiano è quindi la traccia visibile del titolo.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche. La richiesta si fa dal portale ADM con SPID o a un concessionario presso cui hai un conto. Dura fino a 270 giorni o è indeterminata, con revoca possibile dopo almeno nove mesi.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e alcuni operatori chiedono anche un limite su ricarica, spesa e tempo di gioco. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni. Il limite sugli importi depositati in un periodo è fissato dal concessionario su protocolli approvati dall’ADM, secondo età e comportamento.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non ha la vigilanza dell’ADM e non ha l’obbligo degli strumenti di autolimite. È esposto al blocco DNS e i mirror ricompaiono altrove. La Legge 401/1989, art. 4, come l’ADM stessa ricorda, sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Sui concessionari ADM l’imposta unica è a carico dell’operatore — 20,5 % sulla rete fisica e 24,5 % a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite — e le vincite pagate arrivano già nette, senza obbligo di dichiarazione. Su un sito estero l’Agenzia delle Entrate le tratta come «redditi diversi» da dichiarare. Non è consulenza fiscale.
Licenza ADM e sicurezza – sitiscommlicenza.com
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