Scommesse sul padel: chi ha la concessione e quanto ti costa la quota
Chi cerca le scommesse sul padel arriva quasi sempre con la stessa idea in testa: esiste un campionato, esiste un circuito mondiale, quindi esiste un mercato da giocare. Il primo dato che rompe questa attesa non riguarda il padel ma l’Italia. Nessun operatore può accettare una giocata senza una concessione rilasciata da ADM (ex AAMS), e quella concessione non dice nulla sugli sport che l’operatore può trattare: è un permesso per categoria di gioco, per sito, per nove anni. Il padel entra o non entra nel palinsesto approvato, evento per evento, e ADM li aggiunge uno alla volta.
*Dati verificati al 31 Ottobre 2026; le concessioni e i numeri di conto sono stati confrontati con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.*

Il padel, del resto, è uno sport in piena espansione: la Federazione Internazionale di Padel indica che nel 2025 i giocatori attivi sono più di 35 milioni in più di 150 paesi. Il mercato delle scommesse, però, non cresce alla stessa velocità della popolarità, e la distanza tra i due è esattamente dove nascono le aspettative sbagliate di chi cerca padel tra i mercati disponibili.
La concessione prima di tutto: chi può accettare una giocata in Italia
Il quadro parte da un decreto, non da una pagina promozionale. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, riscrive le regole del gioco a distanza e all’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire da remoto con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo.

La parola chiave è «concessione», non «licenza». In Italia non si compra un’autorizzazione sul mercato: si partecipa a una gara pubblica. L’art. 6, comma 3 fissa la durata in un massimo di nove anni senza rinnovo automatico, e chi vince la gara si impegna su un piano di investimenti e sui limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3): non è un dettaglio burocratico, è la ragione per cui un concessionario non può alzare il costo del prodotto quando vuole.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Nell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, ci sono 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce i marchi Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda.
Cosa non dice l’elenco di ADM
Qui sta il punto che quasi nessuna pagina di confronto chiarisce. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo. Una riga sull’elenco, da sola, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore. E soprattutto, la presenza in una classifica non è una concessione: la classifica la scrive chi la pubblica, la concessione la rilascia ADM.

Il corollario è scomodo ma va detto: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non sono tra le 52 righe consultate il 25 ottobre 2026. Questo non è un giudizio sulla qualità dei loro prodotti. È un dato sull’Italia.
La verifica che un lettore può fare da solo è breve. Ogni operatore dichiara numero di concessione e società nei propri termini e condizioni, e quei dati si incrociano con l’elenco di ADM. Un nome che non compare nell’elenco, o un dominio che non finisce in .it, merita una domanda in più prima di versare qualunque somma.
Siti inibiti: cosa rischia chi gioca fuori
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 costruisce il meccanismo: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. Il fornitore di accesso a internet o di pagamento che disattende un ordine di ADM è sanzionato da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.
Il blocco lavora a livello DNS, e qualche fornitore resta indietro. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da qualche decina a qualche centinaio per volta; i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola che riassume il risultato è «oscurati».
La parte che riguarda il lettore è un’altra, e ADM la scrive senza giri di parole. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM la cita il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e — questa è la parte che pochi leggono — «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda non è noto, e non risulta alcun procedimento contro un giocatore. Resta la norma.
Sul piano pratico un marchio offshore non porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori né un foro italiano. È zona non protetta, e chi ci gioca lo fa sapendo che nessuno dei presidi descritti in questa pagina si applica.
Il costo che non si vede: margine, quota e quello che resta al banco
Prima di guardare qualunque offerta conviene capire come è fatta una quota, perché è lì che si decide quanto costa giocare.
Un mercato a due esiti con quota 1,90 da entrambe le parti è l’esempio più pulito. Il payout del mercato si calcola come 1 diviso la somma di 1/1,90 e 1/1,90. Con due esiti a 1,90 la quota di ritorno è 1 ÷ (0,5263 + 0,5263) = 0,95, cioè il 95 % del giocato torna indietro sotto forma di vincite. Il margine è il resto: 5 %, o poco meno se le due quote non sono identiche. È una banda, non un numero unico, perché il margine si muove con il mercato e con l’evento: su una partita di cartello le due quote si allargano, su un mercato sottile si stringono, e il costo per il giocatore segue la stessa curva. In pratica, su un mercato così costruito, ogni 100 € giocati ne restano al banco circa 5 €, indipendentemente da chi vince.
Vale la pena fermarsi un secondo su questo punto, perché è il costo che non compare su nessuna pagina promozionale. Un bonus di benvenuto da 100 € sembra denaro regalato; su quel mercato al 5 % ogni 1.000 € di giocate necessarie per liberarlo costano in media circa 50 € di margine, e il bonus va confrontato con quella cifra, non con lo zero.
Come si calcola la vincita. Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota; il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Dieci euro a quota 1,90 restituiscono 19 €, con 9 € di guadagno. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano tra loro in un’unica quota: due eventi a 1,90 diventano 3,61, e dieci euro ne restituiscono 36,10 se entrambi passano. Il margine del bookmaker si compone allo stesso modo, e una multipla di tre o quattro eventi lo moltiplica invece di sommarlo. È il motivo per cui le multiple pagano tanto e riescono di rado — e il costo, per chi le gioca molto, cresce proprio nella parte del prodotto che sembra più generosa.
Nulla di tutto questo è un pronostico. Un margine descrive il prezzo del mercato, non la probabilità che un evento accada, e nessuna quota al mondo può dire chi vince una partita.
Il palinsesto è il vero catalogo
Un concessionario non può accettare una giocata su qualunque cosa gli venga in mente. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una giocata si accetta solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato, e ADM li aggiunge uno per uno: a settembre 2026, secondo quanto riporta la stampa di settore, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner.
Da questa definizione discende tutto quello che il lettore cerca e spesso non trova. Il padel non è una categoria permanente del palinsesto: è un evento che entra quando un concessionario lo propone e ADM lo approva. Se una settimana il torneo non c’è e la settimana dopo sì, non è un’omissione del bookmaker: è il funzionamento del sistema.
Il padel, dal canto suo, ha una struttura sua che conviene conoscere prima di cercarne le quote. Si gioca di solito in doppio su un campo di 10 m per 20 m, chiuso da pareti e reti metalliche, con una rete alta 88 cm al centro. Il punteggio è quello del tennis, e nei tornei maggiori sul 40-40 può comparire il punto d’oro al posto del vantaggio: un dettaglio che cambia il calcolo di una giocata sui game, perché elimina la fase di vantaggio in cui il punteggio può dilatarsi. Chi scommette su un mercato «numero di game» o su un esito set per set lo incontra subito.
Il circuito professionistico mondiale è unificato sotto Premier Padel, nato dopo l’acquisizione del World Padel Tour da parte di Qatar Sports Investments nel 2023 ed entrato in vigore nella stagione 2024. La storia dello sport è più corta di quanto si immagini: il padel fu inventato ad Acapulco, in Messico, da Enrique Corcuera nel 1968 o nel 1969 — la fonte riporta entrambi gli anni — e ha impiegato mezzo secolo a diventare un fenomeno da decine di milioni di giocatori.
Che cosa questo significhi per chi cerca un mercato in Italia è presto detto: la profondità dell’offerta non dipende dalla popolarità dello sport ma da quante volte quel torneo entra nel palinsesto e da quanto volume il mercato regge. Su un evento con poco giocato il margine tende ad allargarsi, perché il concessionario si copre su un’esposizione che non riesce a distribuire. È lo stesso meccanismo del mercato a quota 1,90 / 1,90, spostato verso l’alto.
Protezione e limiti: gli strumenti che il lettore paga senza vederli
Un operatore con concessione ADM non vende soltanto un prodotto. È tenuto a mettere in piedi una serie di presidi, e quei presidi sono l’unica parte dell’offerta che il giocatore non paga direttamente. Vale la pena sapere cosa sono, perché sono anche la parte che un sito senza concessione semplicemente non ha.
L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli obblighi: limiti di tempo, spesa e perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
L’età minima è 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) indica la «tutela dei minori di età» come principio, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.
Il conto di gioco e i 30 giorni
Un conto di gioco richiede identificazione completa. Un operatore può aprire la registrazione con il modulo classico più copia di un documento, oppure tramite SPID; BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e Goldbet arriva al CIE passando da un fornitore SPID. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
C’è una scadenza che coglie di sorpresa chi si ferma a metà. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti finché non si prova a fare una ricarica il trentunesimo.
Limiti di deposito: chi li muove e in che tempi
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. La asimmetria tra ridurre e alzare è la parte da ricordare: un limite abbassato ha effetto immediato, uno aumentato richiede sette giorni. Admiralbet, che scrive questa regola nei propri termini, chiede già in fase di registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.
Quei sette giorni sono un raffreddamento deliberato, e funzionano: chi vuole alzare il tetto dopo una serata storta deve aspettare una settimana intera. Il rovescio della medaglia è che il giocatore organizzato, quello che vuole alzare il limite perché ha pianificato la spesa del mese, paga lo stesso ritardo. La norma protegge il primo e intralcia il secondo, ed è una scelta, non un difetto.
Quanto sia il limite di deposito che ADM fissa nel bando non è noto; quello che il giocatore decide in registrazione è documentato nelle pagine degli operatori.
L’autoesclusione e il RUA
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è il meccanismo più potente e meno compreso del sistema italiano: blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. Un giocatore che si autoesclude chiude tutte le porte insieme, non una alla volta.
I periodi cambiano da operatore a operatore, e Admiralbet li scrive nei propri termini: autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Il punto che conta è il perimetro. Un sito senza concessione non è collegato al RUA: il giocatore autoescluso che apre un conto su un .com non è protetto da nulla, e nessuno gli impedirà di depositare. È la differenza più concreta tra i due mondi, e non ha bisogno di essere spiegata due volte.
Chi cerca aiuto trova un numero unico, e vale la pena scriverlo per intero: il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, indicato per i residenti in Italia anche nelle schede degli operatori — bet365, per esempio, lo riporta accanto ai propri strumenti di gioco responsabile, che comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.
C’è infine un obbligo che si traduce in denaro. L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che il giocatore non vede mai e che esiste comunque.
Dove si gioca: tornei, mercati e cosa entra davvero nel palinsesto
Il lettore che arriva cercando padel trova in realtà due domande distinte, e conviene separarle. La prima è quali tornei esistono e come sono fatti. La seconda è quali di quei tornei un concessionario italiano può mettere in palinsesto, e quando.
Sulla prima, il quadro è quello di uno sport con un circuito unificato: Premier Padel è il circuito professionistico mondiale nato dall’acquisizione del World Padel Tour da parte di Qatar Sports Investments nel 2023, in vigore dalla stagione 2024. Prima di quella data il calendario era spezzato tra organizzatori concorrenti, e la riunificazione è la ragione per cui oggi un torneo ha un peso riconoscibile anche per chi guarda dall’esterno.
Sulla seconda, la risposta sta nel palinsesto approvato da ADM, non nella popolarità del torneo. Un evento entra quando il concessionario lo propone e ADM lo approva, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Questo spiega un’anomalia che molti lettori scambiano per disinteresse: un bookmaker può coprire in modo capillare il calcio di Serie A e mostrare un’offerta sottile sul padel, senza che ci sia nulla di strano. La copertura riflette un catalogo autorizzato, non un entusiasmo.
Il padel e gli altri mercati: cosa cambia sul listino
Vale la pena distinguere tra tre cose che il lettore trova vicine e che hanno costi diversi.
Il pre-match su un singolo incontro vive del margine descritto sopra: su un due esiti a quota 1,90 è un costo vicino al 5 %, e su un evento con poco volume la forbice si allarga. Il live ha una struttura diversa, perché la quota si muove mentre si gioca e il concessionario deve coprirsi su un’esposizione che cambia di secondo in secondo; ADM non pubblica una lista dei mercati live né regole su ritardi ed eventi, quindi il confronto tra operatori su questo terreno resta affidato a quello che ciascuno mostra nel proprio programma. La multipla, infine, è la forma in cui il margine pesa di più, perché il costo si moltiplica con le gambe invece di sommarsi.
Chi cerca padel e non lo trova può guardare altrove dentro lo stesso catalogo, e le opzioni sono documentate. SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte. Gli eventi simulati hanno una definizione precisa nel D.Lgs. 41/2024 — l’art. 2, lett. v) parla di «scommesse su eventi simulati», cioè eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati con animazione o come evento reale preregistrato — e stanno dentro la concessione per le scommesse sportive. Non sono padel, ma occupano la stessa fascia oraria, e chi gioca tardi lo sa.
Ippica: due cose diverse con lo stesso nome
La confusione maggiore, in Italia, riguarda le corse dei cavalli. Il D.Lgs. 41/2024 le tratta in due punti distinti: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), insieme alle scommesse sportive; i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili, definiti all’art. 2, lett. h) — stanno nella lett. c) e richiedono una concessione propria. Se un operatore offre l’ippica a quota fissa non sta offrendo i giochi di ippica nazionale, e viceversa. Se un brand prenda totalizzatori di ippica nazionale online non è dato sapere con chiarezza.
Per il lettore che cerca padel, la lezione è di metodo: la parola «ippica» su un sito non dice quale dei due prodotti sia disponibile, e la stessa cautela vale per «Virtuali».
Il betting exchange, per chi vuole prezzare da sé
Esiste in Italia una forma di gioco diversa da tutte le altre, ed è ammessa come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definita all’art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Il margine, qui, non è quello del concessionario: è lo scarto tra le quotazioni che i partecipanti stessi propongono.
Sul piano del costo la differenza è sostanziale, ma va maneggiata con attenzione. La documentazione di Betfair è indicata come fonte di regole proprie per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 sostiene che il giocatore non debba nulla sulle vincite perché il prelievo ricade sul concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere; Betfair è descritto come il primo, con concessione numero 16028.
La classifica: dieci concessionari a confronto
Le pagine di confronto scrivono di «migliori siti» come se esistesse una graduatoria oggettiva. Non esiste. Esiste una concessione, che è oggettiva, e poi esistono offerte che si confrontano solo sulle cose documentabili: il numero di concessione, la società che lo detiene, quello che i termini dell’operatore scrivono, e i mercati che l’app o il sito mostrano.
Questa lista non è una classifica e non è una raccomandazione. È un insieme di dieci brand presenti nell’elenco di ADM con un codice di concessione, ognuno con dati sul proprio prodotto sportivo. Il mercato è più grande di così: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di concessione.
| Brand | Numero di concessione e società titolare | Cosa scrivono i termini dell’operatore sulla materia della chiave |
|---|---|---|
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate; mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Extra Bet Club: freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 € |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con streaming per il live |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 € |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf, tennis |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | Mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori; funzione Cash Out |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco in registrazione; autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o indeterminata |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports; 1X2, combo bet, marcatori, live score |
Due cose saltano all’occhio leggendo le colonne una accanto all’altra. La prima è che la concessione non si legge dal nome. Goldbet Better Organization Italy detiene due concessioni distinte, la 16009 per Goldbet e la 16010 per Lottomatica, e Azzurri Limited tiene la 16026 di StarCasinò: chi verifica deve cercare la società, non il marchio. La seconda è che la colonna dei termini raccoglie cose di natura diversa — mercati, tornei, un bonus, un limite di gioco — perché i termini degli operatori parlano di cose diverse, e non esiste una fonte che li normalizzi. Mettere un tetto di spesa accanto a un elenco di sport non è un errore di costruzione della tabella: è la fotografia di quanto poco uniforme sia l’informazione che gli operatori pubblicano.
Il confronto onesto si ferma qui. Nessuna di queste righe dice quale operatore paghi meglio una giocata, perché nessun input lo dice, e inventarlo sarebbe il modo più rapido per rendere inutile tutto il resto della pagina.
I dieci operatori, uno per uno
Betfair: l’exchange che si nasconde dietro un’app sportiva
La concessione è la numero 16028, in capo a Betfair Italia S.r.l., su un sito .it proprio. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Per un lettore attento al costo, la parola «maggiorate» merita una spiegazione. Una quota maggiorata rispetto a cosa? Rispetto alla quota standard dello stesso mercato, e il confronto va fatto lì, sul singolo evento, non sulla comunicazione. La sezione Supercombo riunisce più mercati in un unico biglietto, cioè costruisce una multipla: il margine si compone, e una quota «maggiorata» su una combo resta una quota con dentro il costo di tutte le sue gambe.
Betfair è anche descritta come il primo operatore ad aver portato in Italia il betting exchange, il che la distingue strutturalmente dagli altri nove: dove l’exchange è attivo, il prezzo lo fanno i partecipanti e non il banco. Quali brand lo gestiscano oggi e con quali commissioni non è dato sapere, e il lettore che ci tiene alla sostanza farà bene a verificare nell’area dedicata del sito prima di aprire un conto.
Il verdetto: l’unico dei dieci la cui architettura di prezzo è diversa per costruzione, e per questo il più interessante per chi ha già un’idea chiara e vuole prezzare da sé. Per chi cerca padel, però, la sostanza è la stessa degli altri: quello che entra nel palinsesto approvato, e niente di più.
StarCasinò: concessione solida, casinò per primo
Numero 16026, Azzurri Limited. Il profilo è dichiarato: l’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il posizionamento conta più di quanto sembri, e ha un effetto diretto sul costo per il lettore. Un brand che costruisce l’esperienza attorno al casinò tende a usare il bookmaker come porta d’ingresso, e il giocatore che entra per una giocata sportiva si trova in un ambiente progettato per un’altra attività. Non è una questione morale: è una questione di attenzione, e la sera in cui la partita è noiosa il casinò è a un tocco di distanza.
La concessione è ineccepibile e il marchio è tra i 52 dell’elenco. La domanda utile non è se sia affidabile, ma che cosa il lettore stia cercando.
Il verdetto: adatto a chi vuole un conto unico e non si disturba se il prodotto sportivo è la parte accessoria dell’offerta; meno adatto a chi confronta le quote di un mercato padel e vuole un bookmaker che viva di quello.
Goldbet: catalogo largo, stessa società di Lottomatica
Concessione 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e con il download e la registrazione si può ricevere il bonus di benvenuto.
L’elenco dei formati è più interessante della promozione. Singole, multiple e sistemi coprono tre profili di costo molto diversi: la singola paga il margine una volta, la multipla lo moltiplica, il sistema lo distribuisce su più combinazioni e alza il costo totale mantenendo in gioco più esiti. Chi non ha mai giocato un sistema spesso non si accorge che sta comprando diverse multiple contemporaneamente, e che il margine si applica a ciascuna.
Il bonus di benvenuto è citato dall’app come cosa che si riceve scaricando e registrandosi. La sua configurazione sta nei termini, e i termini vanno letti dove stanno i requisiti di puntata, non dove sta l’importo.
Il verdetto: la scelta più ampia tra i formati classici per chi vuole giocare sistemi senza cambiare piattaforma, ed è lo stesso gruppo che gestisce Lottomatica. Chi cerca padel troverà quello che il palinsesto autorizza in quel momento.
William Hill: la freebet che chiede venti euro e cinque eventi
Concessione 16044, William Hill Malta Plc. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno cinque eventi e quota totale minima 10.0.
Leggiamo le condizioni come le leggerebbe chi paga. Per ottenere 5 € di freebet serve una multipla da 20 €, con cinque gambe e una quota complessiva di almeno 10.0. Cinque eventi a quota complessiva 10 significano una probabilità di riuscita bassa per costruzione: non è una regola casuale, è un filtro che tiene il costo del programma sotto controllo. E la freebet, come tutte le freebet, ha una caratteristica che va detta: la sua puntata di solito non viene restituita in caso di vincita, quindi il valore reale non è 5 € ma il profitto che quella puntata produce.
Il tetto di 100 € racconta il resto: il programma è pensato per durare tutta la stagione, non per essere svuotato in un pomeriggio. Chi gioca una multipla di quelle caratteristiche ogni settimana per venti settimane arriva al massimo; chi ci prova una volta prende 5 € e ha pagato 20 € di giocate con il margine di cinque eventi dentro.
Il verdetto: un programma che premia la costanza e la quota alta, e che ha senso solo per chi gioca già multiple di quella taglia. Per chi gioca singole è un incentivo a cambiare abitudine, e cambiarla costa.
Lottomatica: streaming gratuito e un catalogo che non guarda il padel
Concessione 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita.
Lo streaming gratuito è la parte da valutare con attenzione, perché ha un effetto di secondo livello sul costo. Il live è il terreno su cui il margine tende ad allargarsi, e la diretta abbassa la soglia per entrare in quel mercato: si guarda la partita, si vede un’occasione, si gioca in-play. Non c’è nulla di male, ma chi passa al live perché la diretta è lì paga un prezzo più alto di chi prepara la giocata prima del fischio d’inizio.
Il catalogo elencato è tutto calcio, motori e grandi eventi internazionali. Il padel non compare.
Il verdetto: il posto giusto per chi vive di calcio e motori e vuole il live con la partita davanti agli occhi. Un lettore che cerca specificamente padel non troverà qui una vocazione diversa da quella degli altri, ma troverà la copertura più fitta sullo sport più giocato d’Italia.
BetFlag: il 100 % del deposito e un tetto che vale la pena leggere
Concessione 16008, Betflag S.p.a. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Sul fronte dell’identificazione, il sito rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Un bonus del 100 % fino a 5.000 € suona come il più generoso della lista, e in un certo senso lo è. Ma la cifra grande è il tetto, non il valore. Un accreditamento su saldo significa denaro reale nel conto, ed è una tipologia più favorevole di una freebet: qui la puntata fa parte del saldo. Quanto costi liberarlo, però, dipende dai requisiti di puntata, che stanno nei termini e non nella pagina della promozione.
Vale la pena fare il conto della struttura con il margine già visto. Su un mercato a due esiti costruiti intorno a 1,90 il ritorno è del 95 % circa, cioè il costo medio è intorno al 5 % del giocato. Se per liberare il bonus fossero necessari diversi giri di puntata sull’importo accreditato, il costo medio del gioco necessario crescerebbe in proporzione, e il confronto va fatto su quel numero — non sui 5.000 €, che sono un massimo raggiungibile solo con un deposito di pari entità. Il tetto premia chi deposita molto; chi deposita 50 € riceve 50 €, e quel 100 % resta vero ma piccolo.
Il verdetto: il più adatto a chi vuole credito reale sul saldo invece di una freebet, a patto di leggere i requisiti di puntata prima di versare. Il tetto alto è una promessa rivolta ai depositi alti, e conviene saperlo in anticipo.
bet365: partner UEFA e un catalogo che va oltre il calcio
Concessione 16030, Hillside (New Media Malta) Plc. L’operatore si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Nella scheda dell’app, per i residenti in Italia, compare il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, accanto a strumenti come periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.
La partnership con la UEFA è la cosa che si nota per prima e la meno utile per decidere. Quello che conta è l’ampiezza per disciplina. Un catalogo che tiene insieme calcio, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis ha una logica: sono gli sport con volume sufficiente a sostenere un mercato profondo, dove il margine resta più stretto. È anche la ragione per cui il padel fatica a entrare in un listino costruito così — non per snobismo, ma perché il volume non c’è.
Un dettaglio operativo che vale più della partnership: la Setka Cup è stata autorizzata da ADM a settembre 2026 con bet365 primo partner, secondo la stampa di settore. Il fatto dice qualcosa sul modo in cui questa piattaforma lavora con ADM sull’estensione del palinsesto — prima gli altri, o almeno prima di molti.
Il verdetto: il catalogo più largo tra i dieci per numero di discipline con volume reale, e il più solido se il lettore vuole un unico conto che copra tutto l’anno. Sul padel non c’è nulla in più da aspettarsi che altrove.
SNAI: mercati di dettaglio e la My Combo che moltiplica il costo
Concessione 16032, Snaitech Spa. L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.
I mercati di dettaglio sono la parte più interessante. Un mercato sui cartellini o sui tiri in porta ha normalmente un margine più largo di un 1X2, perché è più difficile da coprire e il concessionario non sa distribuire il rischio. Chi cerca valore lo trova raramente nelle nicchie.
La My Combo va letta per quello che è: una multipla costruita sulla stessa partita, con la possibilità di impilarne diverse su sport diversi. La quota unica è il prezzo di una catena di gambe correlate, e la correlazione non è un vantaggio per il giocatore: due pronostici sulla stessa partita dipendono in parte dalle stesse cose, e il prodotto delle quote non riflette quella dipendenza. Il Cash Out, dal canto suo, è uno strumento utile e non gratuito — il prezzo di chiusura lo fissa il concessionario, e comprende il suo margine. Chiudere in anticipo è una scelta, non un risparmio.
Il verdetto: il più ricco sui mercati di dettaglio, che è anche il motivo per cui conviene giocarlo preparato e non di impulso. La funzione che chiude le schedine è comoda e va usata sapendo che qualcuno la prezza.
AdmiralBet: la casa dei limiti, con un calendario che si muove
Concessione 16048, Admiral Bet S.r.l. Nei propri termini l’operatore chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Prevede inoltre l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Nessun altro operatore della lista documenta i propri limiti con questa precisione, e la differenza si sente nel momento in cui servono. Impostare tre tetti distinti già alla registrazione è un attrito voluto: costa cinque minuti e restituisce un conto che non può scappare di mano per distrazione. La finestra dei sette giorni per alzare un limite è la parte che il giocatore frettoloso scoprirà con fastidio, ed è esattamente il suo scopo.
Il calendario delle autoesclusioni è la voce più mobile della pagina. Le condizioni scritte dicono 30, 60 o 90 giorni o tempo indeterminato; la disciplina in vigore dal 1° febbraio 2026 allarga il campo da 7 a 270 giorni e fissa a nove mesi il momento in cui si può chiedere la revoca. Chi ha letto le vecchie condizioni ha in mano un’informazione scaduta.
Questo è l’unico dei dieci a portare materiale specifico sul tema di questa pagina, e lo fa dal lato dei limiti, non delle quote. È anche il posto giusto per ricordare che l’ADM fissa nel bando un limite di deposito il cui valore non è pubblico, mentre il tetto che il giocatore sceglie in registrazione è quello che vede.
Il verdetto: il conto più strutturato della lista per chi vuole governare la spesa invece di sperarci, e l’unico che scrive per intero il meccanismo dell’autoesclusione. A chi cerca padel offre gli strumenti per non giocarne troppo, che è un modo diverso ma non minore di essere utile.
NetWin: molti sport, mercati virtuali e un palinsesto che corre
Concessione 16035, Netwin Italia S.p.a. L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.
Undici discipline e una partenza ogni due minuti sono due cose diverse. La prima è ampiezza, la seconda è frequenza, e la frequenza è la variabile che pesa sul costo di una sessione. Un evento che parte ogni 120 secondi elimina la pausa tra una giocata e l’altra: non c’è il tempo di ripensarci, e il margine si applica a ogni tornata. Chi cerca padel qui troverà undici sport e un flusso continuo, non necessariamente il torneo che aveva in mente.
NetWin non si presenta come un brand di nicchia su uno sport: si presenta come una piattaforma ad alta rotazione. È un modello legittimo e ha estimatori precisi.
Il verdetto: la scelta per chi vuole trovare sempre qualcosa da giocare e non sopporta l’attesa, con la consapevolezza che la frequenza è un moltiplicatore del costo complessivo di una serata. Chi cerca il padel come disciplina specifica deve rassegnarsi a controllare il programma, come su ogni altro sito.
Bonus e costi accessori: cosa chiedere prima di depositare
La domanda non è se il bonus esista. Esiste, è legittimo, e il divieto pubblicitario del Decreto Dignità — art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018 — riguarda la pubblicità, non l’esistenza della promozione. Il divieto è in vigore, ADM lo cita testualmente il 28 febbraio 2024 parlando di «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro», su qualunque mezzo, internet compreso, e AGCOM lo applica con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 €. Il quadro sanzionatorio è in movimento: nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, il TAR Lazio con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta di modifica al bilancio 2026 per riaprire alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, è stata presentata e non è legge.
Il punto per chi legge è più stretto: nessun tetto statutario ai bonus è noto, e nessun tetto ai requisiti di puntata è noto. Importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore. Non c’è un’autorità che li uniformi, e non c’è un confronto che li normalizzi.
Dentro i termini, le voci che decidono il costo sono sempre le stesse: il tipo di bonus (freebet o accreditamento su saldo, che sono cose diverse per il valore della puntata), il requisito di puntata, la quota minima ammessa, la finestra di validità, il tetto massimo di vincita e il tetto temporale del programma. L’Extra Bet Club di William Hill le mostra tutte in una riga: 20 € di multipla, cinque eventi, quota totale minima 10.0, 5 € a settimana fino a 100 €.
Depositi, ricariche e il tetto dei 100 €
Il denaro entra e esce secondo binari che conviene conoscere prima, perché una parte delle lamentele sui prelievi nasce da qui.
I «punti vendita ricariche» previsti dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 funzionano così: ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — e questi possono ricaricare il conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Quel tetto dei 100 € è la parte da ricordare: la ricarica in contanti ha un limite settimanale, e non è pensata per movimentare importi.
Tra i binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti presso tabaccai (SisalPay, Mooney). L’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso concessionari ADM la situazione non è definita, e non è nota una norma che elenchi i binari approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.
C’è un dettaglio operativo che vale più di molti altri: gli strumenti di ricarica. Chi deposita con una carta che non corrisponde al proprio nome di conto rischia un blocco in fase di prelievo, e la verifica antiriciclaggio colpisce proprio le operazioni che sembrano più innocenti.
La tassa: chi la paga davvero
Sulle scommesse sportive a quota fissa l’operatore versa l’imposta unica prevista dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero non è confermato): il 20,5 % se incassata sulla rete fisica e il 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sulle corse dei cavalli pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % precedenti. Le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Sul lato del giocatore la regola sostanziale è che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo ricade sul concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, lo riassume con «tassate alla fonte», cioè il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi la conclusione sensata è consultare un commercialista se la situazione è particolare.
Il quadro cambia per le vincite ottenute da siti non concessionari o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, con l’aliquota IRPEF applicata che non è nota. La formula con cui va detto è questa: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Vale la pena mettere le due cose vicine. Un sito senza concessione non applica la ritenuta alla fonte e non versa nulla per il giocatore; il vantaggio apparente di un prelievo che non si vede è in realtà una partita di dichiarazione che si apre in capo al lettore, con l’intero importo lordo da assoggettare. La differenza tra «su cui non pago niente» e «su cui pago qualcosa che nessuno mi trattiene» è tutto quello che c’è da capire sulla fiscalità del gioco non autorizzato.
Una nota su cosa questa pagina non dice
Il padel ha un calendario, dei tornei e dei giocatori, e nessuna di queste cose entra qui come previsione. Un margine descrive il prezzo di un mercato; non dice chi vince una partita, e nessuno può saperlo. Chi legge questa pagina per trovare un risultato da giocare ha sbagliato pagina, e il consiglio che riceve è di diffidare di chiunque gliene offra uno.
Domande frequenti sulle scommesse sul padel
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo sugli eventi inseriti nel palinsesto approvato: l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, che aggiunge gli eventi uno per uno. Il padel entra quando un operatore lo propone e l’autorizzazione arriva.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si incrociano due elementi: l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, con codici da 16000 a 16051, e il numero di concessione che ogni operatore dichiara nei propri termini. Attenzione alla società, non al marchio: la concessione è per sito e una società può tenerne diverse.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota. Dieci euro a quota 1,90 restituiscono 19 €, con 9 € di guadagno, perché il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Nelle multiple le quote delle gambe si moltiplicano in un’unica quota.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato, si divide uno per quella somma e si ottiene il payout. Su un mercato a due esiti a 1,90 il payout è 1 diviso 1,0526, cioè il 95 % circa, e il margine è il resto: una banda intorno al 5 %, che si allarga sugli eventi con poco volume.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate: il prelievo ricade sull’operatore. Le vincite da siti non concessionari o esteri, secondo la risoluzione n. 141/E del 2010, andrebbero dichiarate come redditi diversi; non è consulenza fiscale e conviene consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e alcuni operatori chiedono subito tetti di ricarica, spesa e tempo di gioco in base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni; il valore che ADM fissa nel bando non è pubblico.
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