Siti di scommesse con PayPal, confrontati sul costo reale di ogni condizione

Updated Ottobre 2026
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Verificato al 31 Ottobre 2026, con le concessioni riscontrate sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e le condizioni di gioco lette sui termini degli operatori.

Uno smartphone e una carta di pagamento affiancati su un tavolo di legno, con alcune banconote da euro accanto
PayPal nasce come Confinity, fondata a dicembre 1998 da Max Levchin, Peter Thiel e Luke Nosek.

PayPal entra nella lista dei metodi di pagamento di un bookmaker italiano con la stessa nonchalance con cui entra in quella di un negozio di scarpe. Nessuna legge lo impone, nessun regolamento lo vieta. Chi cerca un sito di scommesse che accetti PayPal sta cercando comodità: un conto già aperto, una carta già collegata, un movimento che si legge subito sull’estratto conto. La comodità esiste, ma non è gratis, e non è gratis nello stesso modo in ogni bookmaker. Il prezzo non è quasi mai una commissione dichiarata: è il deposito minimo, la quota minima che rende giocabile un bonus, la copia del documento che sblocca il prelievo, il numero di giorni che passa fra la richiesta e l’accredito.

Questo è il punto della pagina. Metto sei operatori con concessione ADM uno accanto all’altro e guardo cosa costa usarli, non cosa promettono. I sei sono bet365, Lottomatica, Goldbet, AdmiralBet, William Hill e BetFlag, tutti su sito .it e tutti con un numero di concessione nei loro termini. Di questi sei, tre dichiarano PayPal in modo esplicito e diretto; sugli altri tre la strada passa da un’altra parte, e quella parte ha un prezzo anche quando non sembra.

La regola che decide tutto: una concessione ADM, un sito, un conto

L’agenzia che conta in Italia si chiama ADM (ex AAMS) — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — e il mercato continua imperterrito a dire AAMS, come se il cambio di nome del 2012 non fosse mai avvenuto. Chi vuole offrire scommesse a un giocatore italiano deve avere una concessione per il gioco a distanza, cioè un titolo rilasciato per asta pubblica e non un’autorizzazione qualsiasi. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024; l’art. 6, comma 1 elenca i giochi concedibili a distanza, e alla lett. a) mette le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
eBay ha acquisito PayPal il 3 ottobre 2002 per 1,5 miliardi di dollari, poi ha scorporato PayPal come società indipendente quotata il 18 luglio 2015.

Il dettaglio che cambia la lettura di qualsiasi classifica: la concessione è per sito, non per azienda. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un solo sito .it. Una società può averne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale sotto lo stesso tetto societario. La conseguenza pratica è che «questo marchio ha la concessione» non è una frase completa — la domanda giusta è quale sito ce l’ha.

E c’è un secondo dettaglio, più insidioso del primo: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Una riga sull’elenco dice che quel concessionario è autorizzato al gioco a distanza, non che offra scommesse sportive. Lo stesso titolare può avere diritto a scommesse, poker e skill games, casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione. Chi vuole sapere se un bookmaker accetta davvero scommesse deve aprire il suo sito o la sua app e guardare il palinsesto.

Il resto della cornice vale la pena di averlo chiaro una volta sola. I vincitori dell’asta possono gestire uno o più giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo (art. 6, comma 3); fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5), mentre condizioni di concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). L’asta di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Chi gestisce un conto di gioco oggi sta dentro queste regole, che gli piacciano o no.

Cosa significa per chi cerca solo un pagamento comodo

Un searcher che digita «bookmaker con PayPal non AAMS» sta cercando qualcosa di molto specifico: un operatore che accetti il suo portafoglio elettronico senza passare dalla trafila della concessione italiana. Quella categoria esiste, ed è la parte più costosa dell’intera faccenda — non per l’operatore, per il giocatore.

ADM tiene due elenchi pubblici, sui propri siti e su quelli della Guardia di Finanza: quello dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibita l’accesso. Nell’ordine del 24 settembre 2025, come riportato dalla stampa di settore, il totale dei domini bloccati è arrivato a 11.481; gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il risultato lo si legge nella parola che circola in Italia: siti oscurati. Chi punta su un brand .com senza concessione scopre che l’indirizzo cambia, che il conto non si trasferisce, e che il giorno in cui vuole prelevare non c’è nessun elenco pubblico in cui verificare chi gli deve dei soldi.

La parte seria arriva prima. Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la cita il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Non è una clausola contrattuale, è la regola lato giocatore scritta dal regolatore. L’importo dell’ammenda in euro e l’esistenza di un procedimento contro un singolo scommettitore non risultano da nessuna parte; la regola, nella forma in cui la scrive ADM, sì.

Un conto offshore promette di evitare una trafila. Quello che evita davvero è la rete di protezione: nessun collegamento al RUA, nessuna vigilanza ADM, nessuno strumento di limite obbligatorio, nessun foro italiano se qualcosa va storto. PayPal, in tutto questo, non è il problema. Il problema è a chi si sta pagando.

Concessione o no: come si verifica, e cosa non dice il nome sull’elenco

Il test pratico è più semplice di quanto sembri, e vale la pena farlo prima di aprire un conto invece che dopo aver depositato. Tre controlli, in ordine di forza.

Il primo è l’elenco ADM. La riga del concessionario riporta il codice e l’unico sito .it che gli corrisponde. Se il marchio che stai guardando non compare fra le 52 righe consultate il 25 ottobre 2026, il nome non ha una concessione italiana con quel nome. Nomi come Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non stanno in quell’elenco a quella data. Non è un giudizio sul loro prodotto, è una fotografia dell’elenco.

Il secondo è la dichiarazione dell’operatore stesso. I concessionari indicano numero di concessione e ragione sociale nei propri termini. Ed è qui che il nome del marchio inganna: il concessionario quasi mai si chiama come il sito. Bwin fa capo a Eurobet Italia; Lottomatica e Goldbet stanno entrambi in capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., abbreviata GBO Italy; Betsson e Starcasino sono Azzurri Limited. Chi cerca «Lottomatica» in un elenco di aziende non lo trova, perché l’azienda ha un altro nome.

Il terzo è il sito o l’app, perché è l’unico posto che dice davvero cosa si può giocare. L’elenco ADM non lo dice, e una presenza in una classifica ancora meno.

Questo terzo controllo non è un dettaglio formale. Fra i sei operatori di questa pagina, Lottomatica e Goldbet sono marchi con un’anima da casinò e un bookmaker dentro; bet365 e William Hill sono nati sul calcio e sulle corse; AdmiralBet porta nel nome l’eredità di una rete tedesca; BetFlag è un bookmaker italiano con una dose di casinò. Sono sei case diverse con la stessa riga di concessione nel mezzo, e ridurle a «sei siti con PayPal» è esattamente il tipo di scorciatoia che fa scegliere male.

Il marchio nato prima del portafoglio elettronico

Vale la pena ricordare da dove arriva PayPal, perché spiega un paio di cose sul modo in cui è trattato oggi. PayPal nasce come Confinity, fondata a dicembre 1998 da Max Levchin, Peter Thiel e Luke Nosek. Confinity si è fusa con X.com di Elon Musk a marzo 2000, e la società risultante è stata ribattezzata PayPal a giugno 2001. La sede è a San Jose, in California, con un centro operativo a La Vista, nel Nebraska. eBay l’ha acquisita il 3 ottobre 2002 per 1,5 miliardi di dollari, poi l’ha scorporata come società indipendente quotata il 18 luglio 2015.

I numeri danno la misura di cosa sta dietro a un pulsante di pagamento: nel 2022 PayPal operava in 202 mercati con 426 milioni di conti registrati attivi, e ha dichiarato 29,771 miliardi di dollari di ricavi per il 2023. Non è un portafoglio di nicchia per appassionati di scommesse. È un’infrastruttura di pagamento di dimensioni industriali, ed è il motivo per cui la sua presenza o assenza su un bookmaker la nota anche chi non guarda mai i termini.

Prevenzione e tutela: il costo che non si vede sul deposito

Se l’angolo di questa pagina è il costo, la parte sui limiti è quella dove il costo diventa strutturale. Un limite di deposito non è una tassa: è denaro che il conto non può assorbire, e per chi gioca d’abitudine la differenza fra un limite settimanale scelto in fretta in fase di registrazione e un limite scelto con calma è la differenza fra un conto che regge e un conto che scappa.

L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che un concessionario deve mettere a disposizione: limiti autoimposti su tempo, spesa e perdita (lett. a); limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM (lett. b); messaggi automatici su durata e spesa (lett. c); strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto (lett. e); un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno (lett. f). Sono obblighi, non gentilezze, e valgono per chi ha la concessione. Per un sito senza concessione non valgono affatto.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione. La meccanica ha una asimmetria che vale la pena leggere due volte: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Nel caso di AdmiralBet la richiesta in registrazione copre il limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Il differimento di sette giorni non è una scortesia burocratica, è il dispositivo che rende il limite utile: senza attesa, «alzo il limite e ricarico» è un’unica operazione, e il limite non ha mai morso nessuno.

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche. Chi si autoesclude non si sta escludendo da un bookmaker: si sta escludendo da tutti quelli italiani contemporaneamente. È l’unico strumento del sistema che non si aggira aprendo un secondo conto, ed è anche l’unico che un sito senza concessione semplicemente ignora, perché non vi è collegato. Lì l’autoesclusione vale quanto una promessa al telefono.

Autoesclusione: quando inizia, quanto dura, chi la applica

Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Due regimi nello stesso documento, e il lettore deve capire quale gli si applica nel giorno in cui lo sottoscrive.

Un errore frequente è leggere l’autoesclusione come una pausa reversibile a piacere. Non lo è, e il conto lo presenta sotto forma di tempo: una settimana minima è una settimana in cui un giocatore che ha capito di avere un problema deve trovare un modo diverso di occupare le serate. La revoca a nove mesi sulla forma indeterminata è l’unica valvola di uscita prevista, e sta scritta nel termine, non in una procedura d’urgenza.

Sugli altri fronti, gli strumenti sono più leggeri ma non per questo decorativi. bet365 indica fra i propri strumenti di gioco responsabile periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia l’app rimanda al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero di telefono non è un limite di deposito, ed è bene non confondere le due cose: il primo serve quando il problema c’è già, il secondo serve a non arrivarci.

A monte di tutto, l’età. L’art. 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» fra i principi; le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco; la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Un conto di gioco richiede identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia del documento e quella con SPID; BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati — una scadenza che nei fatti costa un mese di attesa a chi apre il conto e poi si dimentica della mail.

Il costo di un limite basso, il costo di un limite alto

Guardo i limiti con l’occhio di chi li ha visti cambiare molte volte, e la conclusione è che quasi nessuno li dimensiona bene al primo tentativo. Chi apre il conto in un momento di entusiasmo sceglie un limite alto «tanto lo gestisco io», e il limite diventa un numero decorativo che non protegge da nulla. Chi sceglie un limite basso per prudenza si trova a dover attendere una settimana per alzarlo nel momento esatto in cui vorrebbe piazzare una multipla più ricca, e quella settimana di attesa è una lezione che si paga in occasioni mancate.

La via di mezzo esiste ed è poco glamour: si parte con un limite pari a quello che si spende in un mese normale, non in un mese di festa, e lo si lascia lì per qualche settimana. Se non morde mai, si è scelto un numero troppo alto. Se morde sempre, si è scelto un numero troppo basso e si è scoperto qualcosa di utile sulla propria frequenza. In entrambi i casi si sta usando lo strumento come si deve, cioè come una misura, non come una dichiarazione d’intenti.

L’obbligo informativo chiude il cerchio, e anche quello ha un prezzo che non si vede. L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Sono soldi che escono dal margine dell’operatore prima di arrivare a qualsiasi altra voce. Non è un argomento decisivo per la scelta di un conto, ma è la prova che il sistema italiano tratta la tutela come un costo obbligatorio e non come un reparto marketing.

Liquidazione: quanto tempo passa davvero fra la richiesta e l’accredito

PayPal è un metodo di pagamento, non una promessa di velocità. Su questo punto la pubblicità dei bookmaker è più generosa della realtà, e la parte che nessuno mette in evidenza è che il tempo di un prelievo non lo decide il portafoglio elettronico: lo decide la procedura dell’operatore, che quasi sempre include una verifica documentale. Il pagamento, in altre parole, è l’ultimo anello di una catena che comincia altrove.

Il caso di BetFlag è il più istruttivo dei sei perché mette tutto in chiaro. BetFlag elenca per i depositi Visa, Mastercard, PostePay, bonifico, Skrill, PayPal, Neteller, Ricarica, Paysafecard, OnShop e MuchBetter; la Ricarica BetFlag si compra in tagli da 10, 25, 50 e 100 € presso i punti Epay o MrPay e si usa dopo la validazione del documento. Sui prelievi la regola è più stretta di quanto ci si aspetti: si possono prelevare solo le vincite nette, dopo aver inviato copia fronte e retro del documento usato in registrazione, con una sola richiesta di prelievo in sospeso alla volta. Chi non ha mai caricato il documento sul profilo scopre il problema nel momento peggiore, cioè quando ha vinto e vuole incassare. La riga sul prelievo singolo in sospeso fa il resto: due richieste non procedono in parallelo, la seconda aspetta.

AdmiralBet tratta i metodi come una lista unica e senza sorprese: per le ricariche online indica carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente. La clausola degli strumenti intestati è quella che vale: nessun pagamento fatto con un conto altrui, il che è la stessa regola che sta dietro al divieto di strumenti intestati a terzi che si legge nei termini di qualunque concessionario.

Sul lato ricariche in contanti il quadro è fissato dalla legge, e questo è l’unico punto in cui il costo è scritto in un articolo. I punti vendita ricariche dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024 — tabacchi e ricevitorie — ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno al punto vendita. Chi pensa di usare il tabaccaio come sportello di prelievo sta leggendo male la norma: il tabaccaio carica, non scarica.

Il metodo che non serve, e il documento che serve

PayPal non risolve nessuno dei due passaggi che un prelievo attraversa davvero: la verifica dell’identità e la richiesta pendente. Nessun portafoglio elettronico al mondo accorcia il tempo che un operatore impiega a controllare la copia del documento. È un punto che vale la pena dire chiaramente, perché la ricerca del «sito di scommesse con PayPal» nasce spesso dal desiderio di muovere i soldi senza attriti, e l’attrito, in Italia, è nel controllo, non nel binario.

La sequenza che funziona è banale e quasi nessuno la segue in ordine. Si carica il documento subito dopo la registrazione, non dopo la prima vincita, così la verifica si esaurisce mentre il conto è ancora vuoto. Si controlla che il portafoglio sia intestato a chi ha aperto il conto, perché un pagamento da un conto terzo viene respinto o congelato. Si tiene una sola richiesta di prelievo aperta, e si evita di depositarne una seconda il giorno dopo «tanto per fare prima». Infine si tiene presente che la finitura di un prelievo può richiedere la stessa copia del documento già inviata in un’altra fase, e che rifarla costa un giorno in più ogni volta che manca.

I termini degli operatori non indicano commissioni di prelievo specifiche; i dettagli su metodi, limiti e costi di transazione sono definiti contrattualmente in ciascun sito. Per verificare eventuali commissioni bancarie o del portafoglio, è opportuno consultare direttamente il proprio estratto conto.

Fondamenti: come funziona un deposito con PayPal, e dove finisce la comodità

Un deposito con PayPal su un conto di gioco con concessione non ha nulla di speciale rispetto a un deposito con carta, ed è proprio questo che lo rende comodo. Si sceglie il metodo, si indica l’importo, si autorizza nel portafoglio, il saldo compare. Le differenze fra un bookmaker e l’altro stanno a monte e a valle di questo momento.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Confinity si è fusa con X.com di Elon Musk a marzo 2000, e la società risultante è stata ribattezzata PayPal a giugno 2001.

A monte c’è la lista dei metodi accettati. bet365 indica tra i metodi di pagamento carta di debito, PayPal e Apple Pay, e il conto si usa dal sito o tramite l’app. Il conto gioco Lottomatica accetta tra i metodi per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password. Il conto gioco Goldbet si può ricaricare e prelevare con PostePay, PayPal e altri metodi, e l’accesso all’app avviene con le credenziali di Goldbet. In tutti e tre i casi PayPal è dichiarato per deposito e prelievo insieme, che è la condizione migliore: non serve un binario d’ingresso e uno diverso per uscire.

A valle c’è la gestione del conto. Dall’app Eurobet si possono consultare le informazioni sul conto di gioco e effettuare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. Il conto di gioco SNAI si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità, e SNAI indica un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7. Con l’app Sisal si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Questi tre marchi non sono fra i sei che recensisco qui, e li nomino solo perché mostrano la varietà di approcci al conto: c’è chi spinge tutto sull’app, chi tiene aperta la rete di negozi, chi mette l’assistenza in vetrina.

Poi c’è il terzo pezzo, che è quello che nessun pulsante di pagamento mostra: quello che sta dentro il conto una volta che i soldi sono arrivati. Un conto con ottimi metodi di pagamento e un palinsesto povero è un conto che si chiude. È qui che il confronto diventa scommesse e non pagamenti, e i sei operatori hanno cose molto diverse da dire.

Classifica: i bookmaker con concessione ADM a confronto sui costi

I panorami qui sotto sono due e fanno mestieri diversi. Il primo righello serve a verificare che la riga che sto guardando sia quella giusta — numero di concessione, concessionario, sito .it — e non a misurare il prodotto. Il secondo righello è quello che conta per il portafoglio di chi legge: cosa dicono i termini dell’operatore su deposito, prelievo e metodi, perché è lì che vive ogni condizione che poi si paga. Non c’è una terza colonna sulle quote, e non per pigrizia: le condizioni su deposito e prelievo sono materia contrattuale e si leggono nei termini, mentre una quota è un prezzo di mercato che cambia di ora in ora e che nessun confronto fisso può dichiarare in modo onesto.

Marchio Numero di concessione e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore sul tema del portafoglio
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc carta di debito, PayPal e Apple Pay fra i metodi; conto da sito o app
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) PostePay e PayPal fra i metodi per depositi e prelievi; accesso con username e password
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) PostePay, PayPal e altri metodi per ricarica e prelievo; credenziali Goldbet
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. carta, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico, senza costi aggiuntivi, strumenti intestati al cliente
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni per il bonus di benvenuto
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Visa, Mastercard, PostePay, bonifico, Skrill, PayPal, Neteller, Ricarica, Paysafecard, OnShop e MuchBetter per i depositi; prelievi solo di vincite nette dopo invio del documento

La colonna della concessione è quella che ha meno sorprese e più lavoro da fare. Due marchi su sei hanno lo stesso concessionario: Lottomatica, codice 16010, e Goldbet, codice 16009, stanno entrambi in capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Sono concorrenti in vetrina e parenti in scrivania. Per il giocatore cambia poco in termini di tutele — la concessione è italiana per entrambi — ma cambia in termini di prodotti e di app, che sono distinti, e di assistenza, che risponde a due organizzazioni commerciali diverse. Non è un caso isolato nel mercato: Eurobet Italia ne gestisce tre con lo stesso assetto.

La colonna del portafoglio racconta invece tre situazioni diverse che il lettore deve saper distinguere. La prima è PayPal dichiarato per deposito e prelievo insieme, ed è la condizione di bet365, Lottomatica, Goldbet, AdmiralBet e BetFlag: cinque su sei. La seconda è PayPal citato solo dentro il perimetro di un’offerta, ed è il caso di William Hill, dove il portafoglio compare nella condizione del bonus di benvenuto e non in un elenco di metodi. La terza è la ricarica in contanti, che BetFlag porta come metodo ulteriore attraverso tagli acquistabili presso punti Epay o MrPay.

Su questa base si ordinano due letture opposte. Chi vuole il minor numero possibile di passaggi sceglie un operatore che dichiari PayPal all’ingresso e all’uscita, e fra questi il più pulito sulla commissione è AdmiralBet, che scrive «senza costi aggiuntivi» nero su bianco nei propri termini e aggiunge il vincolo degli strumenti intestati al cliente. Chi invece ha una carta di debito collegata e non vuole passare dal portafoglio trova in bet365 una lista dove PayPal e carta convivono, e può decidere di volta in volta.

Il punto che nessuna colonna cattura è che la parola «PayPal» in un elenco di metodi non è una dichiarazione di velocità. Un operatore può accettare il portafoglio in deposito e prelievo e mettere comunque in mezzo una verifica documentale — è esattamente ciò che fa BetFlag — e il tempo che passa fra richiesta e accredito dipende da quella verifica, non dal metodo. Il confronto onesto sui tempi non è fra PayPal e carta, è fra operatori che chiedono il documento prima e operatori che lo chiedono dopo.

Un’ultima nota di metodo che vale come avvertenza. Nessuno dei sei è «il migliore con PayPal», e chi scrive una classifica così sta vendendo qualcosa. La concessione ADM è la condizione minima per entrare in questa lista, non un premio. Quello che distingue i sei è il dettaglio contrattuale: un deposito minimo, un requisito di quota, una copia del documento. Sono le stesse cose che dirò fra un momento, operatore per operatore, e sono le uniche su cui si può decidere.

I sei operatori, uno per uno

La concessione è sui siti .it e i numeri vengono dai termini degli operatori; il resto è cosa ci si trova dentro.

bet365 — il portafoglio dichiarato per deposito e prelievo

Sulla carta è il profilo più lineare del gruppo: ADM n. 16030, concessionario Hillside (New Media Malta) Plc, sito .it proprio. Nei metodi di pagamento figurano carta di debito, PayPal e Apple Pay, e il conto si usa dal sito o tramite l’app — quindi il portafoglio non è un ripiego per il deposito, è una via dichiarata accanto alle altre.

Sul gioco responsabile bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. La combinazione è quella che mi aspetto da un operatore grande: strumenti completi, nessuno dei quali esce dal perimetro di legge.

Il costo da guardare qui è il rovescio della medaglia della comodità. Un operatore che accetta tre metodi diversi e ti lascia scegliere è anche un operatore su cui si tende a depositare più spesso, perché ogni volta la strada è già aperta. È un’osservazione che vale per tutti i sei, ma su un conto con carta e portafoglio entrambi attivi vale di più.

Il verdetto: la lista dei metodi è la più comoda del gruppo, e chi vuole un conto dove il deposito non richiede nessuna deviazione sta nel posto giusto. Il contrappeso è che tanta apertura non ha senso su un conto che si usa due volte al mese; lì la comodità diventa solo un modo più rapido di ricaricare.

Lottomatica — il doppio binario PostePay e PayPal

ADM n. 16010, concessionario Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sito .it proprio. Il conto gioco accetta tra i metodi per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password.

La doppia presenza di PostePay e PayPal è la cosa più interessante di questa scheda. PostePay è il metodo prepagato più diffuso in Italia, PayPal è il portafoglio più diffuso in assoluto: insieme coprono due pubblici che raramente coincidono, quello che passa dall’ufficio postale e quello che ha la carta collegata al telefono. Per un conto che vuole essere usato da un’utenza larga, è una scelta sensata.

Il dettaglio che sfugge è che PostePay non è un conto bancario, ed è il motivo per cui funziona bene su un conto di gioco: si carica di quanto serve, non espone lo stipendio, e limita il danno di una giornata storta. Il prezzo di quella comodità è una ricarica in più da fare, e per chi trova la trafila noiosa la tentazione è tenere la carta sempre carica. Lì il limite di deposito è l’unico argine vero.

Il verdetto: una coppia di metodi costruita per il pubblico italiano, e per chi alterna depositi piccoli e frequenti la barriera d’ingresso è la più bassa fra i sei profili qui descritti.

Goldbet — il conto che si gestisce dalle credenziali proprie

ADM n. 16009, stesso concessionario del marchio precedente, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sito .it proprio. Il conto si può ricaricare e prelevare con PostePay, PayPal e altri metodi, e l’accesso all’app avviene con le credenziali di Goldbet.

Il punto operativo è che deposito e prelievo stanno dalla stessa parte: chi entra con il portafoglio non deve cambiare strada per uscire, ed è la configurazione che evita il classico inconveniente del prelievo che finisce su un canale diverso da quello di ingresso. Sul fronte dell’apertura del conto, Goldbet compare fra gli operatori che offrono anche l’identificazione con SPID e con CIE tramite un fornitore SPID.

Il costo nascosto qui è di natura diversa dagli altri. Un conto che accetta più metodi tende ad accumulare saldo, e il saldo è la cosa che si perde di vista per prima: non è una cifra sul conto corrente, non compare nell’app della banca, non ha un promemoria. Chi tiene cinquanta euro fermi su un conto di gioco per mesi sta prestando denaro a un margine che non vede.

Il verdetto: la coerenza fra ingresso e uscita è il pregio tecnico della scheda, e su un conto dove si entra e si esce spesso vale più di qualsiasi elenco lungo. Chi invece vuol vedere tutto in un’unica vista d’insieme deve ricordarsi di aprire il saldo anche quando non ha intenzione di giocare.

AdmiralBet — nessun costo aggiuntivo scritto nei termini

ADM n. 16048, concessionario Admiral Bet S.r.l., sito .it proprio. Per le ricariche online i termini indicano carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente.

È l’unico dei sei a scrivere la parola «costi» nei propri termini, e la scrive in negativo. Vale la pena non esagerare l’importanza della cosa: «senza costi aggiuntivi» significa che l’operatore non aggiunge una commissione propria, non che il deposito costi zero, perché eventuali spese del portafoglio o della banca restano fuori dal suo controllo e fuori dal suo testo. Detta così, è una clausola onesta e limitata, e chi legge deve tenerla dentro quei confini.

Sul gioco responsabile AdmiralBet è il più dettagliato del gruppo, e non di poco. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e sette giorni di attesa per uno aumentato. L’autoesclusione va da 30, 60 o 90 giorni fino alla forma a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Il costo del pacchetto è che i limiti vanno compilati subito e in tre dimensioni, e compilarli con leggerezza significa portarsi dietro un tetto sbagliato per settimane, visto che alzarlo richiede sette giorni. È l’operatore che più di tutti ti obbliga a decidere prima di sapere come giochi.

Il verdetto: la scheda più trasparente del gruppo sul costo di ricarica e la più esigente sugli strumenti di controllo. Chi apre un conto senza un’idea chiara di quanto spenderà al mese finirà per abitare dentro un limite scelto a caso, e la colpa non sarà del limite.

William Hill — il portafoglio dentro la condizione del bonus

ADM n. 16044, concessionario William Hill Malta Plc, sito .it proprio. Il portafoglio PayPal è citato nelle condizioni del Benvenuto Sport: un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00.

Leggiamo la condizione come la leggerebbe chi paga. Il deposito deve stare entro sette giorni, quindi c’è una scadenza. Il bonus arriva in dieci tranche, quindi c’è un frazionamento. Ogni tranche richiede una multipla da almeno cinque selezioni con quota complessiva minima 5.00, giocata con denaro reale, e qui c’è il punto che vale più di tutti: una multipla a cinque selezioni è una scommessa in cui ogni esito deve andare bene, e una quota complessiva di 5.00 su cinque eventi si costruisce con cinque favoriti o con un mix di pronostici meno scontati. La combinazione fra numero di selezioni e quota minima è la condizione più selettiva che un bonus possa portare, perché riduce il numero di scommesse che rispettano i requisiti.

Il verdetto: i 50 € di bonus sono reali, ma la strada per arrivarci passa da una tipologia di scommessa che molti giocatori abituali non usano. Chi gioca multiple ampie è nel pubblico giusto; chi gioca singole o doppie troverà i requisiti fuori dal proprio modo di scommettere, e per lui il bonus resta nominale.

BetFlag — il prelievo che comincia dal documento

ADM n. 16008, concessionario Betflag S.p.a., sito .it proprio. I depositi coprono Visa, Mastercard, PostePay, bonifico, Skrill, PayPal, Neteller, Ricarica, Paysafecard, OnShop e MuchBetter, e la Ricarica BetFlag si compra in tagli da 10, 25, 50 e 100 € presso i punti Epay o MrPay e si usa dopo la validazione del documento. Sul fronte delle promozioni, il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €; il bonus scommesse senza deposito vale invece 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto, con i 10 € da giocare in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione.

Il tetto di 5.000 € sul bonus di benvenuto è il più alto fra i sei, e vale la pena dirlo senza girarci intorno: è un numero che premia chi deposita molto. Chi versa 100 € ne riceve 100, chi versa 5.000 € ne riceve 5.000. Il bonus è percentuale, quindi la sua utilità cresce con la disponibilità, non con la bravura.

Sui prelievi la regola è la più rigida del gruppo: si possono prelevare solo le vincite nette, dopo aver inviato copia fronte e retro del documento usato in registrazione, con una sola richiesta di prelievo in sospeso alla volta. Il costo non è in denaro, è in passaggi. Un conto BetFlag richiede che il documento sia già nel sistema prima della prima richiesta, e richiede pazienza per la seconda richiesta di prelievo. Chi apre il conto, carica il documento e aspetta la convalida prima di depositare non se ne accorge nemmeno; chi salta quel passaggio lo scopre nel momento in cui vuole i soldi, ed è il momento in cui si è meno disposti a tollerare attese.

Il verdetto: la copertura dei metodi è la più ampia dei sei e il tetto del bonus il più generoso, ma il prelievo passa da una procedura che conviene affrontare in anticipo. Chi ha pazienza e legge i termini prima di aprire il conto trova una delle schede più complete; chi apre il conto e pensa ai dettagli dopo pagherà quella scorciatoia in giorni di attesa.

Il confronto fra i sei, in una riga ciascuno

Sul deposito comodo, bet365 e Lottomatica hanno la combinazione più semplice; sul costo dichiarato, AdmiralBet è l’unico che parli di costi e li neghi; sulla condizione del bonus, William Hill è il più selettivo; sul prelievo, BetFlag è il più esigente in documenti e il più generoso in tetto; sulla coerenza fra ingresso e uscita con lo stesso portafoglio, Goldbet e AdmiralBet non chiedono di cambiare binario. Nessuno dei sei è il migliore in assoluto, e chi cerca quel titolo sta cercando la cosa sbagliata.

Tassazione: dove va la parte che non arriva sul conto

Un conto di gioco italiano ha una voce che non compare nel saldo e che pesa su tutto: l’imposta. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa ai sensi del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero non risulta confermato): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite, secondo la stampa di settore; le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, e prima pagavano il 43 % e il 47 %; le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.

Il lato che riguarda il giocatore è più consolante, con una riserva da tenere in piedi. Le vincite pagate da un concessionario ADM non vengono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, parla di somme «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la pena trattarla per quello che è e, per il proprio caso, consultare un commercialista.

Sulle vincite da siti non autorizzati o esteri il quadro cambia completamente, e questo è il costo più salato del farsi tentare da un .com comodo. L’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non risulta. In parole povere: vincere su un sito senza concessione non è fiscalmente neutro, e la posizione va letta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».

Questo è il punto in cui l’angolo del costo tocca il fondo. Un sito offshore che accetta PayPal sembra più semplice su tutta la linea, e lo è finché non si vince. Poi arrivano la dichiarazione, il rischio del blocco DNS, la mancanza del RUA e, come scrive ADM citando la Legge 401, la sanzione a carico del partecipante. Il risparmio di una trafila si paga con la scomparsa di ogni rete che avrebbe dovuto reggere il giocatore quando le cose vanno male.

Pubblicità, bonus e la parola «gratis»

Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024 con queste parole: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3); ADM aggiunge che la pubblicità a operatori senza licenza può attirare provvedimenti AGCOM sui media.

Lo stato dell’arte nel 2025-2026 è meno lineare della norma. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta, e non una legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, il cui esito non risulta, con il divieto in vigore alla data della verifica.

Il lettore che cerca «bonus scommesse PayPal» deve sapere due cose che non trova nella pubblicità. La prima: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus, quindi un’offerta di benvenuto è perfettamente legittima e il fatto che non la si veda in televisione non significa che non ci sia. La seconda: non risulta un tetto di legge ai bonus né ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore e non da un regolamento comune. È lì che va guardato il costo, e sono i termini gli unici a scriverlo.

Domande frequenti

Quali metodi di pagamento accettano i bookmaker con concessione ADM?

Non esiste una lista di legge: quali metodi prende un operatore si legge solo nei suoi termini. Fra i sei di questa pagina, carta di debito, PayPal e PostePay ricorrono più spesso, accanto a Skrill, Neteller, bonifico, Paysafecard e ai tagli acquistabili nei punti vendita. In contanti, i punti vendita ricariche caricano al massimo 100 € a settimana.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato richiede sette giorni. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 impone anche limiti su tempo, spesa e perdita, messaggi automatici su durata e spesa e strumenti di autoesclusione per categoria di prodotto.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, dove ogni riga riporta un codice e un solo sito .it. L’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi la presenza dice che quel sito è autorizzato al gioco a distanza, non che offra scommesse sportive: per quello si guarda il palinsesto dell’operatore. La concessione è per sito, non per azienda.

Da che età si può scommettere e che cosa si controlla all’apertura del conto?

L’età è 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024 mette la tutela dei minori fra i principi della disciplina. Un conto di gioco richiede identificazione completa: registrazione con documento oppure SPID, e in alcuni casi CIE. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi restano bloccati.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore, perché l’imposta unica cade sull’operatore: la stampa di settore parla di somme tassate alla fonte. Sulle vincite da siti non autorizzati o esteri l’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi da dichiarare; non è consulenza fiscale.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Si moltiplica la puntata per la quota: una puntata di 10 € a quota 1,85 restituisce 18,50 €, con un profitto netto di 8,50 €. In una multipla le quote delle singole selezioni si moltiplicano fra loro in un unico prezzo, e la quota complessiva richiesta da un bonus si costruisce così. Va tenuto presente che il margine dell’operatore è dentro ogni quota.

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