Cartellini scommesse 2026, dal fischio d'inizio al referto: quanto ti costa davvero ogni punto

Updated Ottobre 2026
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31 Ottobre 2026 — concessioni verificate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno
Nelle scommesse sui cartellini di William Hill un cartellino giallo vale 1 punto e un cartellino rosso vale 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore.

Nelle scommesse sui cartellini di William Hill un cartellino giallo vale 1 punto, un rosso 2, e nessun giocatore può superare i 3 punti. Sembra una regola da nulla. È invece l’unico pezzo del mercato che il bookmaker non può ritoccare a suo favore, perché il numero di punti di una partita lo decidono l’arbitro e il cronista, non il trader. Tutto il resto — la quota, il margine nascosto dentro la quota, il limite di deposito che ti accompagna dal primo giorno, la tassa che l’operatore versa al posto tuo — è negoziato altrove, e quasi sempre a spese di chi gioca. Questa pagina serve a capire dove finisce la tua scommessa e comincia il loro conto economico.

Nessuno qui ti dice chi vincerà il derby, né quanti cartellini saranno mostrati domenica. Nessuno ti propone un sistema infallibile. Il mercato sui cartellini è un mercato come gli altri: si costruisce una quota a partire da una probabilità stimata, e dentro quella quota c’è già il guadagno di chi la scrive. Sapere quanto vale quel guadagno è la sola difesa gratuita che il giocatore ha.

Normativa e vigilanza: chi può accettare la tua puntata in Italia

La prima domanda non è quali mercati offra un bookmaker. È se quel bookmaker sia autorizzato a offrirli a te, che stai in Italia. La risposta sta in un elenco pubblico, non in una classifica comprata.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Tra i mercati di calcio di Goldbet, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini.

La concessione ADM, cos’è davvero

ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ancora trovi scritto «ADM (ex AAMS)» e che il mercato continua a chiamare «AAMS» per abitudine — è l’autorità che governa il settore. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Cambia una parola che vale un mercato: non esistono licenze aperte, esistono concessioni messe a gara con bando pubblico.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza sotto concessione: alle lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; alla lett. b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lett. c) i giochi di ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; alla lett. f) il bingo. Un concessionario può gestirne uno o più, ma non per sempre: l’art. 6, comma 3 fissa il tetto a nove anni, senza rinnovo. Chi vince la gara deve essere una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, presentare un piano di investimenti e impegnarsi ai limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando (art. 6, comma 5); condizioni e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di uno: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.

Il punto che sfugge a quasi tutti: la concessione è per sito, non per azienda. E l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: può essere un concessionario autorizzato per poker e giochi di abilità, o per il casinò, o per il bingo, in qualunque combinazione. Che il calcio a quota fissa ci sia lo dice il sito dell’operatore e la sua app, non l’elenco. La presenza in un confronto, poi, non è una concessione.

Gli operatori scrivono il proprio numero di concessione e la ragione sociale nei termini e condizioni, ed è lì che si verifica. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe del 25 ottobre 2026. Non è un giudizio sui loro prodotti: è ciò che l’elenco mostra in quella data. Le modifiche successive al decreto del 2024 non sono note.

Cosa entra nel palinsesto e cosa resta fuori

L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi — sportivi, corse dei cavalli comprese, e non sportivi — e delle tipologie di gioco predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Da quella definizione discende un vincolo secco: si può prendere una puntata solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno; a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipologie di gioco il palinsesto contenga è, per il resto, non noto.

Il calcio a quota fissa è il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore, ma se un marchio online offra totalizzatori sportivi non è dato sapere. Gli eventi simulati hanno una definizione tutta loro, all’art. 2, lett. v): scommesse su eventi simulati al computer — sportivi, ippici e altri — mostrati con animazione o con la riproduzione di un evento reale registrato, consentite dentro una concessione per le scommesse sportive. I siti degli operatori tengono una sezione «Virtuali». L’ippica in legge è due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale (art. 6, comma 1, lett. c), che hanno bisogno di una concessione propria.

Le scommesse live le offrono tutti i grandi operatori; le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note qui, e nessun elenco di mercati live esiste in queste pagine. Le scommesse su eventi di minori hanno una delibera dirigenziale ADM che cita il DM 111/2006, di contenuto non noto. Se il palinsesto includa gli esports, non è noto.

Un tetto statutario in euro alle puntate nelle scommesse sportive non è noto. Gli strumenti che mordono davvero sono altri, e sono due: i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

Il marchio che verifica tutti, in un articolo sui cartellini

Qui le due cose si incrociano, e vale la pena dirlo invece di far finta di niente. Chi cerca «cartellini scommesse» cerca un mercato di nicchia, di solito con puntate piccole e una certa voglia di non farsi tracciare. Eurobet è il primo marchio in questa lista, e apre il conto passando per un’identificazione piena. Chi arriva su questo mercato con l’idea di restare leggero troverà il primo nome del confronto poco adatto alle sue premesse.

Vale anche il rovescio. La stessa identificazione è ciò che rende possibile il limite di deposito scelto in registrazione, il blocco RUA e una sede legale italiana se qualcosa va storto. Chi vuole una scommessa sui cartellini senza concessione non la troverà in questa pagina; chi vuole una scommessa sui cartellini che non sparisca quando c’è da pagare, sì.

Siti oscurati, ammende e la parte che paga chi gioca

Offrire gioco ai giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 dispone che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco lavora a livello DNS e qualche operatore di rete resta indietro. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo quanto riportato dalla stampa di settore, riferito all’ordine del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola per il risultato è «oscurati».

Poi c’è il lato che nessun banner mette in evidenza. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa scrive il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore nella formulazione che dà l’autorità. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Il confronto onesto, in soldi: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo, rischia l’oscuramento e, nella lettura di ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non valgono niente. Quella zona è descritta come non protetta.

Pubblicità vietata, bonus permessi

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A farlo rispettare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità di operatori privi di concessione può attirare misure AGCOM sui mezzi.

Cronaca del 2025–2026: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Proposta e non legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, tipo le sponsorizzazioni — esito non reperito, il divieto è in vigore alla data di verifica.

Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e nessun tetto statutario al bonus né ai requisiti di rigioco è noto: importi, giro e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Che è il motivo per cui la parte più noiosa di ogni offerta è anche l’unica che conta.

Gioco responsabile: gli strumenti che ti costano zero e quelli che ti costano una settimana

La tutela del giocatore, in Italia, non è una pagina di buone intenzioni. È una serie di obblighi con numeri e scadenze, e alcuni hanno un prezzo in tempo che nessuno annuncia.

Limiti di deposito: scegliere in fretta è l’errore più caro

L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 prevede, alla lett. a), l’autolimitazione di tempo, spesa e perdita; alla lett. b), limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; alla lett. c), messaggi automatici su durata e spesa; alla lett. e), strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; alla lett. f), un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione, e stabiliscono che una riduzione ha effetto immediato mentre un aumento richiede sette giorni di attesa. Admiralbet aggiunge una richiesta più larga: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria — ridurre subito, aumentare dopo 7 giorni. Quanto sia il limite di deposito che ADM fissa nel bando non è noto.

Ecco dove il lettore paga. Chi entra, compila, e mette un limite generoso «tanto lo rialzo», scopre sette giorni dopo che il rialzo non arriva in tempo per la partita che aveva in testa. Il limite che hai scritto in cinque secondi ti governa per una settimana. Il consiglio pratico ha una sola riga: decidi il limite settimanale con la calma che useresti per un abbonamento, non con la fretta di chi vuole depositare adesso.

Autoesclusione e RUA: chi resta fuori dalla porta

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. Non è un interruttore del singolo sito: è una porta che si chiude su tutto il gioco legale in Italia.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore; una testata di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e periodi e forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina ADM indicano.

I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un marchio offshore è uno che ha chiuso la porta di casa e non si è accorto che il cortile è aperto. È il costo più alto e meno visibile di tutto il discorso sulla legalità.

Il dovere di informare, pagato dai concessionari

L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è pubblicità del marchio: è la quota che il settore versa per parlare di dipendenza e di numeri di aiuto.

Sul lato pratico, gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero da salvare prima di averne bisogno, non dopo.

Età, identità e il conto che si sospende

L’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi; le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Il conto di gioco richiede identificazione piena: l’iscrizione con modulo e copia di un documento resta la via standard, SPID e CIE sono i metodi che alcuni operatori aggiungono. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti. Passano durante una trasferta, una malattia, un trasloco — e il saldo resta lì, tuo e non prelevabile. È un costo amministrativo, non un costo di gioco, ed è comunque un costo.

Mercati e quote: come si costruisce una schedina sui cartellini

Qui si arriva al cuore tecnico. Il mercato sui cartellini non è una scommessa su «quanti cartellini» in senso vago: è un conteggio di punti con un regolamento chiuso, e la differenza tra un regolamento e l’altro è la differenza tra vincere e non vincere.

Le regole che contano i punti

Nelle scommesse sui cartellini di William Hill un cartellino giallo vale 1 punto e un cartellino rosso vale 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore. Per i punti cartellino dello stesso operatore un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti. Notate la piega: due gialli diventano un rosso, e il conto finale è 3 punti, non 2 più 1 come suggerirebbe l’aritmetica dell’ingenuità. Un giocatore espulso per doppia ammonizione fa più danno di uno espulso direttamente, che è l’opposto di quello che la parola «rosso» evoca.

Nei mercati che contano soltanto i cartellini gialli, William Hill assegna due punti al doppio giallo e non considera alcun cartellino rosso nel conteggio finale. E nei mercati sui cartellini gialli e rossi le scommesse riguardano soltanto i giocatori in campo: sono escluse le espulsioni di giocatori in panchina, allenatori e altri membri dello staff e quelle comminate dopo la fine della partita. Quel «dopo la fine della partita» è la riga da rileggere due volte. Un rosso nel tunnel, a partita finita, non vale niente per la tua schedina — e la scena è abbastanza frequente da non essere una clausola di stile.

Il referto segue una gerarchia dichiarata: William Hill refertà le scommesse su risultato, marcatori e cartellini in base ai dati del sito ufficiale della manifestazione; solo se non disponibili si usano i dati OPTA e, in casi particolari, la registrazione video del match. La conseguenza per il giocatore è che sta scommettendo sui dati di una fonte, non su ciò che ha visto in televisione. Quando le due cose divergono — e con i cartellini, assegnati a volte con un minuto di ritardo, divergono — vince la fonte.

Dove trovare il mercato e come si combina

Tra i mercati di calcio di Goldbet, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini. SNAI propone scommesse su tiri in porta, cartellini e rigori accanto al risultato esatto e al numero di goal. Sono i due nomi del confronto che portano il mercato in modo esplicito, e li trovi più sotto con il resto della loro offerta.

Il resto dell’assortimento dice molto su come questi operatori intendono il gioco. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica.

Il Player Builder di William Hill permette di combinare sulla stessa partita, per esempio, un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta. È l’evoluzione naturale del mercato cartellini: invece di scommettere sul totale dei punti, si scommette sull’evento singolo — quel giocatore, quel cartellino — e si paga con una quota che cresce a ogni selezione aggiunta. Cresce anche il margine, in proporzione.

Due strade per giocare l’anticipo

Chi vuole giocare i cartellini ha due modi, e conviene scegliere con lucidità.

La prima è il mercato sul totale: punti complessivi della partita, o punti di una squadra. È una scommessa che regge anche quando la partita è noiosa, ed è quella che si piazza prima del fischio. La seconda è la selezione su un singolo giocatore — quel difensore che è diffidato, quel centrocampista che litiga con tutti — e vive dentro una combo, dove la quota finale è il prodotto delle quote delle selezioni.

La differenza sta nel costo nascosto. Nel primo caso paghi il margine una volta sola. Nel secondo paghi il margine della lega costruita a monte più il margine di ogni selezione che hai aggiunto: la quota finale è più alta, la probabilità implicita che stai comprando è più bassa di quanto sembri leggendo il numero. È la parte che la pagina dei «mercati combo a quote maggiorate» non spiega, e che l’aritmetica spiega in due righe.

Quanto vale davvero una quota: il margine in cifre

Una quota non è una probabilità onesta. È una probabilità con l’affitto già dentro. Il modo per vederlo è prendere un mercato e sommare gli inversi delle quote di tutti gli esiti.

Prendiamo un esempio illustrativo, non una quotazione reale di nessun operatore: un mercato a due esiti a quota 1,90 e 1,90. L’inverso di 1,90 è circa 0,5263, e la somma dei due inversi fa circa 1,0526. La quota di payout (l’inverso di questa somma) è circa il 95,0 %: è la parte che il mercato restituisce. Il margine del bookmaker è il complemento, cioè circa il 5,0 %. In bande: su un mercato a due esiti con quote simmetriche intorno a 1,90, il margine che il bookmaker si trattiene sta tra il 4,5 % e il 5,5 %, e scende quando le quote salgono verso 1,95–2,00 mentre si allarga quando scendono verso 1,80.

Il numero da portarsi a casa è l’altro. Su dieci schedine da 10 € piazzate su un mercato con quel margine, il gioco restituisce in media circa 94,7 € di quanto ha incassato: il costo atteso del passaggio dal bancone alla schedina è di circa 5 € ogni 100 € giocati. Non è una tassa che vedi, non è una voce separata, ed è più di quanto la maggior parte dei giocatori attribuisca alla «sfortuna». Sulle multiple il conto peggiora, perché i margini delle selezioni si sommano nel prodotto delle quote e la quota finale cresce meno della probabilità che stai comprando.

Questo è il metro con cui leggere ogni offerta che segue: un bonus si misura contro quel costo, non contro il suo importo nominale.

Il tetto di 3 punti e il rigore inesistente

C’è una piccola giustizia nel regolamento: il massimo di 3 punti per giocatore mette un tetto al danno di chi scommette sui cartellini di un singolo calciatore. Non esiste un cartellino che vale dieci.

Ma il tetto taglia in due direzioni. Se scommetti su un difensore ruvido che si prende un rosso diretto dopo un giallo — 3 punti, il massimo — hai vinto il massimo disponibile. Se lo stesso giocatore ne prende un altro dopo, il regolamento non ti dà nulla in più. E se scommetti sull’altra squadra, quel massimo raggiunto presto significa che la partita non può più darti il numero che ti serve. La scommessa sui cartellini è una scommessa sul tempo e sull’arbitro, e i regolamenti sono scritti per rendere il conto calcolabile, non per rendere la partita emozionante.

La classifica: dieci concessionari valutati su quello che costano

I criteri sono quattro, e nessuno ha a che fare con la simpatia per il marchio.

Criteri e metodo di valutazione

Il primo è l’identità di chi risponde: numero di concessione e ragione sociale, così come l’operatore li scrive nei propri termini. Il secondo è quanto l’offerta di benvenuto costa in requisiti di puntata — giro, quota minima, eventi minimi, scadenze. Il terzo è la superficie del prodotto: quali mercati e quali funzioni arrivano davvero al giocatore di calcio, e non solo al visitatore della home page. Il quarto è la presenza degli strumenti di tutela nel posto in cui servono, cioè in registrazione.

L’ordine che segue è quello dell’elenco dei concessionari come li abbiamo verificati, non un podio. Sono tutti concessionari ADM su siti .it, questo sì, ed è la ragione per cui stanno qui invece di stare in una lista di siti da evitare. Non è un mercato completo: altri concessionari esistono, e un marchio assente da queste dieci non è per questo privo di concessione.

panorami | Numero di concessione e concessionario | Cosa dicono i termini dell’operatore sull’oggetto della chiave

Numero di concessione ADM Concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore sui mercati cartellini
16012 Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
16044 William Hill Malta Plc Un giallo vale 1 punto, un rosso 2, massimo 3 punti per giocatore; il doppio giallo con rosso vale 3 punti e il rosso diretto 2
16010 Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Il calcio include le scommesse sui cartellini
16020 Sisal Italia S.p.a. —
16048 Admiral Bet S.r.l. —
16027 Azzurri Limited —
16007 Pwo S.p.a. —
16028 Betfair Italia S.r.l. —
16026 Azzurri Limited —
16035 Netwin Italia S.p.a. —

I titoli sopra le colonne contano: William Hill porta i mercati cartellini come materia dichiarata nei propri termini, Goldbet li nomina tra i mercati di calcio della propria app, e per gli altri otto nessuno dei documenti che abbiamo letto li cita con queste parole. Il trattino nella colonna non dice che il mercato non esista: dice che l’operatore non ne parla dove noi abbiamo guardato. Per saperlo, la strada è una sola e la conosce il lettore: il regolamento sport e il palinsesto sul sito dell’operatore, prima di depositare.

Eurobet: identità perfetta, offerta da leggere altrove

La concessione è la ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, che è anche il caso più interessante dell’elenco: la stessa società tiene Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Una ragione sociale, tre siti, tre concessioni distinte. Chi credeva che cambiare marchio significasse cambiare gestore può ricredersi.

Sul prodotto l’app è solida: con l’app Eurobet si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Multipla e sistema coperti, insomma. Quello che l’app non dice è se i cartellini stiano nel palinsesto, e da qui non lo si può affermare.

Il giudizio: Eurobet è la scelta di chi vuole un conto con un’identità verificata e una raccolta ordinata delle giocate, non certo il rifugio di chi cerca un mercato di nicchia da giocare in silenzio. Sui cartellini, la verifica tocca al lettore, e la fa in trenta secondi nel palinsesto prima di versare.

William Hill: il marchio che ha scritto le regole

Concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc. È il nome centrale di questa pagina, e non per simpatia: è l’unico dei dieci i cui termini descrivono per esteso come si contano i punti dei cartellini. Giallo 1, rosso 2, massimo 3 per giocatore; doppio giallo con rosso 3, rosso diretto 2; nei mercati dei soli gialli il doppio giallo vale 2 e il rosso non entra nel conto.

Poi c’è l’offerta, ed è più pesante di quanto il titolo suggerisca. Nel Benvenuto Sport il bonus cash è pari al 100% del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Leggete le condizioni una per una: cinque selezioni minime, quota minima 5.00, denaro reale. Il bonus arriva a pezzi, e ogni pezzo richiede una multipla costruita con quelle caratteristiche.

Qui sta il punto. Con quota minima 5.00 per multipla e almeno cinque selezioni, la scommessa che sblocca la tranche è un prodotto ad alto margine composto: la quota cresce, il margine incorporato cresce con lei, e la probabilità che la multipla arrivi è molto più bassa di quella che il numero 5.00 lascia immaginare. Cinquanta euro di bonus, spesi per sbloccare tranche da dieci, sono un incentivo a giocare esattamente il tipo di schedina su cui il bookmaker guadagna di più. Il bonus non è gratis: è un preventivo.

Il Player Builder completa il quadro. Comporre sulla stessa partita un marcatore in qualsiasi momento, un ammonito e un tiro nello specchio è il modo più elegante di vendere una multipla senza chiamarla così. Per il giocatore di cartellini è anche la funzione più utile del listino, purché sappia che ogni selezione aggiunta gli costa margine.

Il giudizio: qui sta il regolamento più trasparente dei dieci e, insieme, il bonus con le condizioni più esigenti. Le due cose convivono bene — un operatore che scrive regole chiare sa anche scrivere requisiti severi, e li scrive chiari. Chi legge prima di giocare trova pane; chi clicca e basta trova il conto.

Lottomatica: il catalogo largo e la Serie A in chiaro

Concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). Il nome del concessionario è la prima sorpresa: Lottomatica è un marchio, la società dietro è GBO Italy. Nessun errore di trascrizione, nessun doppio binario opaco: è la struttura societaria che l’elenco pubblica.

L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È l’offerta più larga dei dieci insieme a quella di Planetwin365 sul versante streaming, e copre il campionato che interessa a chiunque voglia giocare i cartellini di una partita italiana.

Il calcio italiano in chiaro, però, non è un vantaggio sui cartellini in particolare. La profondità su un mercato di nicchia è un’altra cosa dalla larghezza del palinsesto, e su questo la descrizione dell’app si ferma dove comincia la domanda.

Il giudizio: Lottomatica è il nome giusto per chi guarda molte partite e vuole quote e risultati che si muovono sotto gli occhi, con la Serie A in primo piano; chi cerca specificamente i punti cartellino deve verificare da sé, perché la concessione 16010 non è una risposta a quella domanda.

Sisal: molte funzioni, un cash out che pesa

Concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Tiri in porta, rigori ed espulsioni sono la famiglia giusta: un mercato sui cartellini vive lì accanto, nello stesso reparto di eventi discreti che non dipendono dal punteggio. La presenza di ammonizioni ed espulsioni tra le giocate citate è il segnale più vicino a quello che il lettore sta cercando in questa pagina.

Sul cash out, però, va detta una cosa scomoda: chiudere una giocata non è gratis. Il prezzo di chiusura lo fa il bookmaker, e incorpora lo stesso margine più il vantaggio informativo di chi vede il mercato muoversi. Il cash out è una comodità, non una protezione, e Non va confuso con un’assicurazione. Inoltre una giocata chiusa con cash out attivo esce spesso dalle condizioni dei bonus, come i requisiti di NetWin qui sotto dimostrano: usarlo può costare il bonus che stavi inseguendo.

Il giudizio: Sisal ha l’assortimento che un giocatore di cartellini riconosce come familiare e la funzione che può togliergli il bonus; conviene decidere prima della partita se il cash out fa parte del piano o è solo la tentazione del minuto cinquanta.

AdmiralBet: i limiti messi in registrazione, e il prezzo di sbagliarli

Concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. È il nome che questa pagina porta come esempio di tutela scritta per bene, e vale la pena spiegare perché.

Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Tre dimensioni, tre orizzonti temporali, e una finestra di sette giorni per tornare indietro. È il pacchetto di controlli più articolato dei dieci, e ha un costo che si paga in tempo: chi sbaglia a scrivere il limite in fretta aspetta una settimana per correggere. L’autoesclusione con revoca possibile dopo 9 mesi, poi, è un impegno lungo per un gesto fatto di sera: copre 270 giorni e non li accorcia.

Il giudizio: nessuno dei dieci mette i limiti così presto, e nessuno li rende così facili da sottovalutare; chi si conosce abbastanza da scrivere il numero giusto al primo tentativo trova qui lo strumento migliore, chi si conosce poco trova un vincolo serio.

Betsson: migliaia di eventi, poca profondità sui cartellini

Concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited — lo stesso concessionario che sta dietro StarCasinò. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Migliaia di eventi è una misura di ampiezza, non di finezza, e la lista dei mercati citati è quella standard di qualunque bookmaker: 1X2, under/over, goal/no goal, marcatori, combo. Nessun segnale su un mercato di nicchia. Il live è coperto, il pre-match anche, la sostanza sul calcio c’è.

Il nome Betsson in Italia ha anche un secondo marchio con lo stesso concessionario, e questo ha un effetto pratico: due conti su due piattaforme con la stessa Azzurri Limited dietro. Chi pensa di «cambiare operatore» per lasciarsi alle spalle un limite o una chiusura di conto potrebbe scoprire che il secondo conto ha una memoria in comune. Nulla di illecito, ma è bene saperlo prima.

Il giudizio: Betsson è il nome giusto per chi gioca tanti sport diversi e vuole una copertura pre-match ampia; per i punti cartellino non offre nessun argomento in più degli altri, e il marchio gemello con lo stesso concessionario è una ragione in più per leggere i termini prima di aprire il secondo conto.

Planetwin365: il palinsesto quotidiano come prodotto

Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.

Questa è la descrizione più precisa dei dieci sul versante streaming, e dice una cosa che gli altri non dicono: c’è un palinsesto quotidiano con sport minori. Tennis tavolo e pallavolo non riempiono uno stadio, ma riempiono una giornata, e per chi gioca live vuol dire avere qualcosa da guardare a mezzogiorno di martedì e non solo alle nove di sera.

Sui cartellini, però, la descrizione si ferma prima. Il calcio non è nemmeno nell’elenco degli sport citati per lo streaming, e questo non significa che non ci sia: significa che la fonte non lo nomina. Chi cerca i punti cartellino di una partita di Serie A troverà qui una piattaforma di dirette solida e nessuna indicazione sul mercato che gli interessa.

Il giudizio: Planetwin365 è la scelta di chi ama il live su sport minori e la diretta quotidiana; chi cerca nello specifico i punti cartellino deve fare la propria verifica nel palinsesto, perché questa descrizione non lo nomina.

Betfair: l’unico exchange tra i dieci

Concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. La licenza merita una nota tecnica a parte, perché tra i dieci è l’unico nome collegato a un prodotto strutturalmente diverso. Il betting exchange è un gioco a sé: l’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024 lo prevedono, e lì il giocatore può essere puntatore o bancatore mentre il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, il prelievo ricadendo sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è noto; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.

Sul versante dei mercati, l’app Betfair Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Anche qui la lista è quella ordinaria, e i cartellini non sono nominati.

Il giudizio: chi capisce cos’è un exchange troverà in Betfair una struttura in cui il margine non è quello del bookmaker ma la commissione sulle vincite, cosa che su un mercato di nicchia come i cartellini cambia il calcolo; chi non l’ha mai usato troverà un’interfaccia che chiede di sapere in anticipo cosa sta facendo, e non è il posto per imparare a proprie spese.

StarCasinò: il casinò che ha un bookmaker dentro

Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited. Il nome dice il posizionamento e la descrizione lo conferma: l’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

L’ordine in cui la fonte elenca le cose è lo stesso ordine in cui il marchio le pensa: prima il casinò, poi lo sport. «Varie tipologie» è una formula che non si può trasformare in un elenco di mercati, e la copertura è dichiarata sui principali eventi, non sulla profondità.

La confusione da evitare è tecnica e vale soldi: casinò e scommesse sportive sono permessi separati con regole separate. Un limite di deposito pensato per le slot non è un limite pensato per le scommesse, e un autoesclusione per un prodotto non chiude automaticamente l’altro allo stesso modo. Chi apre StarCasinò per una schedina e ci trova un casinò deve essere consapevole di quale dei due sta alimentando.

Il giudizio: StarCasinò è una piattaforma di casinò con un bookmaker funzionante accanto, e va bene così per chi ci arriva per il casinò; per i punti cartellino non offre nessun argomento, e chi apre il conto per lo sport deve tenere i due prodotti separati anche nella propria testa.

NetWin: il bonus più corto da sbloccare, e il più selettivo

Concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Per sbloccare il bonus Sport-50 NetWin chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.

Mettiamo le condizioni in fila, perché è l’unico bonus dei dieci di cui conosciamo il moltiplicatore del giro. Tre volte il deposito è un requisito leggero in assoluto — su questa piazza è la parte facile. Il difficile è il resto: tre eventi minimi per multipla, quota minima 2.00 per evento, quota totale almeno 10.00, tutto entro 7 giorni, tutto con denaro reale.

Facciamo il conto su un deposito da 50 €, cioè il tipo di importo che un bonus «Sport-50» evoca. Il giro richiesto è di 150 € di puntate. Con un vincolo di quota totale almeno 10.00 e tre eventi minimi, ogni giocata ammessa è una multipla a tre o più, con quota media per evento intorno a 2,15 per arrivare al 10.00. Con una puntata minima di 5 € a giocata servono trenta giocate ammesse per completare il giro, e ogni giocata deve essere viva contemporaneamente su tre esiti con quota almeno 2.00 l’uno. La finestra è di sette giorni. Chi non trova trenta triple di quel tipo in una settimana — e trovarle è il vero ostacolo, non giocarle — non sblocca il bonus.

Il costo atteso del giro segue il margine di mercato. Sul mercato a due esiti del nostro esempio, intorno al 5,3 %, il costo medio di 150 € di giocate ammesse è di circa 8 €, assunzione che tutto il giro sia completato alle condizioni dichiarate. Non è molto in assoluto, ma il bonus si sblocca solo se le triple arrivano, e la probabilità che una tripla con quota minima 10.00 arrivi è quella che il numero racconta: bassa. Il vero prezzo di questo bonus è la selezione forzata verso le multiple, non il giro.

Il giudizio: il moltiplicatore più onesto dei dieci, agganciato al tipo di puntata più costoso che esista; chi gioca normalmente triple di quota alta troverà il bonus alla propria portata, chi gioca singole lo troverà irraggiungibile in una settimana e farà meglio a non contarci.

Il confronto, colonna per colonna

Messe una accanto all’altra, le dieci offerte mostrano una cosa che nessuna descrive: le condizioni cambiano molto più delle proposte. Tre operatori dichiarano la propria concessione con una ragione sociale che non porta il nome del marchio — GBO Italy per Lottomatica, Azzurri Limited per Betsson e StarCasinò, Eurobet Italia per il marchio che porta il nome della società. È normale, ed è anche il motivo per cui il numero di concessione va letto nei termini e non dedotto dal logo.

Sui cartellini, la colonna più stretta è anche la più onesta: solo due dei dieci nominano il mercato in un documento che abbiamo potuto leggere, e la tabella lo dice con un trattino invece di riempire il buco. Un lettore che vuole quel mercato ha una lista di dieci nomi e due conferme: le altre otto vanno verificate una per una nel palinsesto, e la verifica richiede un minuto.

Sui bonus, la distanza tra le condizioni è il vero discrimine. William Hill paga fino a 50 € ma impone cinque selezioni e quota minima 5.00 per ogni tranche; NetWin chiede tre volte il deposito ma solo su triple con quota totale 10.00 e in sette giorni. Sono due filosofie diverse dello stesso regalo: la prima compra volume di giocate, la seconda compra il tipo di giocata. Entrambe comprano qualcosa, e in nessuno dei due casi il regalo è il numero scritto nel titolo.

La nota finale riguarda il margine. Nessuno dei dieci pubblica il proprio margine di mercato, e non è un caso: è il costo che il giocatore non vede. Il modo per stimarlo è quello dell’esempio sopra, e si applica a qualunque operatore con due quote e una calcolatrice.

Fondamenti: come funziona una scommessa a quota fissa

Prima delle classifiche e dei bonus, c’è una meccanica che vale la pena mettere in chiaro, perché tutto il resto ne discende.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Per i punti cartellino di William Hill un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti.

Puntata, quota e vincita

In Italia la scommessa sportiva si scrive in forma decimale con la virgola: 1,85, non 1.85 e non 17/20. La vincita si calcola con una moltiplicazione sola — puntata per quota — e la parte che è guadagno è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Dieci euro su una quota di 1,85 restituiscono 18,50 €, di cui 8,50 € sono profitto. Su una multipla, le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico: due selezioni a 1,85 e 2,10 danno una quota di 3,885, che la schedina mostrerà arrotondata.

Il referto segue la quota fissata quando la scommessa è stata piazzata. Non è un dettaglio: la quota che hai in mano è quella, e non cambia se il mercato si muove dopo. È anche la ragione per cui conviene piazzare quando si è deciso, e non aspettare «un’altra occhiata».

Quello che il numero non dice

Una quota è un prezzo, non una profezia. Se la quota è 1,85 su un esito, quel prezzo incorpora una probabilità implicita di poco superiore al 54 % più il margine dell’operatore. La probabilità che il bookmaker stima è più bassa del numero che ricavi dividendo uno per la quota, e la differenza è quello che si è visto nella sezione sul margine.

C’è poi una cosa che vale per ogni mercato, e che sul calcio è la prima da sapere per chi scommette sul risultato: in una partita di campionato il pareggio non è l’esito improbabile che l’occhio suggerisce. È la ragione per cui il DNB, il «rimborso in caso di pareggio», esiste come mercato a sé: elimina il pareggio dal conto e abbassa la quota. E la ragione per cui l’1X2 resta il mercato più giocato e il meno generoso.

Singola, multipla, sistema: tre modi di pagare il margine

La singola paga il margine una volta. La multipla lo paga tante volte quante sono le selezioni, e per questo la quota finale è sempre meno generosa di quanto il prodotto delle quote sembri promettere.

Il sistema è la via di mezzo: un insieme di multiple costruite da un gruppo più largo di selezioni, dove non serve indovinarle tutte. Chi gioca un sistema su quattro selezioni a gruppi di tre copre tutte le combinazioni possibili di tre, e incassa se almeno tre arrivano. Il costo è che ogni combinazione è una multipla a sé, con il proprio margine incorporato, e la puntata totale è la somma delle combinazioni. È lo strumento giusto per chi ha un’opinione su diversi esiti ma non vuole giocarsi tutto su una schedina sola.

Le tipologie che il giocatore italiano ha in mano

Il repertorio che gli operatori italiani propongono è abbastanza stabile: 1X2, Under/Over, GG/NG, DNB, handicap, marcatori, combo. A cui si aggiungono, per chi cerca mercati laterali, i tiri in porta, i rigori, le espulsioni e i cartellini. Accanto ci sono le funzioni: cash out, live, pre-match, streaming.

Su tutto questo, la concessione di riferimento resta quella: le scommesse a quota fissa su eventi sportivi sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore. Gli eventi simulati hanno una sezione a parte sui siti, i «Virtuali», e sono una cosa diversa dalle scommesse su eventi reali anche quando il nome del mercato è identico. Le scommesse su eventi di minori hanno una delibera dirigenziale ADM che cita il DM 111/2006, di contenuto non noto. Se il palinsesto includa gli esports non è dato sapere da qui.

Una schedina che vale 3 punti, in pratica

Mettiamo tutto insieme su una schedina tipo. Un giocatore vuole giocare i punti cartellino di una partita di Serie A, decide di giocare il totale dei punti delle due squadre, e mette dieci euro. Sa che un giallo vale 1 punto e un rosso 2, con il tetto di 3 punti per giocatore, e sa che i cartellini della panchina e quelli dopo il fischio finale non contano nel mercato sui gialli e rossi.

Se la partita finisce con sette ammonizioni e nessuna espulsione, il conto è sette punti. Se una delle ammonizioni è un doppio giallo con rosso, quel giocatore vale 3 punti invece di 2: il totale diventa otto. Se la stessa partita avesse un rosso diretto, il giocatore vale 2 punti, cioè meno del doppio giallo. Il regolamento conta, e conta in un modo che nessun commento televisivo riporta.

Il resto della schedina è aritmetica. Dieci euro a quota 1,90 restituiscono 19 €; dieci euro a quota 1,85 ne restituiscono 18,50. La differenza tra le due quote, su dieci euro, è 50 centesimi; su cento schedine è 50 €, ed è esattamente il margine che si è visto prima. Il giocatore che sceglie il mercato sui cartellini perché «pagano di più» dovrebbe chiedersi di più rispetto a cosa, e quanto.

Domande frequenti sui cartellini scommesse

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga porta un codice e un sito .it, e si confronta con il numero di concessione e la ragione sociale che l’operatore scrive nei propri termini. L’elenco non indica quali giochi il concessionario offra.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Si moltiplica la puntata per la quota: dieci euro a 1,85 restituiscono 18,50 €, di cui 8,50 € sono profitto. Nelle multiple le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico, e il prodotto è meno generoso di quanto la somma delle singole quote lasci pensare.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Su un esempio illustrativo a due esiti quotati 1,90 e 1,90 la somma fa circa 1,0526, cioè un margine intorno al 5,0 % e una quota di payout di circa il 95,0 %: è la parte che il mercato restituisce.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e alcuni operatori chiedono anche limiti di ricarica, spesa e tempo su base giornaliera. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa. Admiralbet consente anche l’autoesclusione da 7 a 270 giorni dal 1° febbraio 2026.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo ricade sul concessionario: la stampa di settore parla di tassazione alla fonte, ma la conferma su una pagina dell’amministrazione finanziaria non c’è, quindi conviene consultare un commercialista. Diverso il caso delle vincite da siti esteri.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non è soggetto alla vigilanza ADM e non espone gli strumenti di limitazione obbligatori; rischia l’oscuramento a livello DNS e, come scrive ADM citando la Legge 401, anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

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