Vip scommesse in Italia: chi può davvero accettare la tua giocata

Updated Ottobre 2026
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31 Ottobre 2026 — dati verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e sui termini e le condizioni degli operatori citati.

Tre palloni di sport diversi allineati uno accanto all'altro su una panca di legno
Le condizioni di Admiralbet prevedono l'autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.

C’è una domanda che precede tutte le altre, e non è quale bookmaker paghi di più. È chi ha il diritto di prendere la tua giocata. In Italia quel diritto non si compra al mercato, non si ottiene presentando un modulo e non si eredita da una licenza straniera: si vince a una gara pubblica, si paga, e dura al massimo nove anni. Chi cerca un «vip scommesse» immagina un club riservato con quote migliori degli altri. La realtà è più prosaica e, per il portafoglio, più interessante: la parte «vip» del gioco italiano non sta nei trattamenti di favore, sta nella protezione che nessun sito senza concessione può offrirti.

Il percorso esiste, ma si biforca subito. Da una parte un concessionario ADM, con un conto di gioco identificato, un limite che scegli tu, l’autoesclusione che vale su tutte le piattaforme autorizzate e un fisco che si arrangia da solo. Dall’altra un dominio estero che compare in ricerca con una licenza di un altro paese, nessuno dei quattro strumenti appena elencati e, secondo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, una sanzione penale in capo a chi ci scommette. Le due strade non sono due gusti. Sono due esiti diversi della stessa sera.

Sotto ci sono dieci concessionari, ognuno con il suo numero di concessione e la sua società, confrontati su ciò che i loro stessi termini e le loro schede dichiarano. Nessuno di loro è un consiglio, e nessuno di loro è il migliore in assoluto: il migliore dipende da cosa fai con la schedina.

Che cosa cambia, in concreto, scegliere un concessionario ADM

La differenza non si vede nella quota. Si vede quando qualcosa va storto: un prelievo, un accesso, un limite che vuoi abbassare e non riesci, una sera in cui decidi che hai giocato abbastanza.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Il conto di gioco italiano è un conto identificato. Non è un formalismo burocratico: è ciò che rende possibile tutto il resto — il limite di deposito scelto in registrazione, il collegamento al Registro Unico degli Autoesclusi, la tracciabilità che il fisco usa per tassare alla fonte invece che a te. Un sito senza concessione non ha nessuno di questi agganci perché non li ha per legge, non perché abbia scelto di non averli.

Poi c’è il palinsesto. Secondo l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024, il palinsesto è il programma di eventi e tipi di giocata che il concessionario prepara e che ADM approva, e si può scommettere solo su eventi che stanno lì dentro. ADM aggiunge eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Il palinsesto non è un catalogo infinito che si aggiorna da sé, è una lista autorizzata. Questa è la ragione per cui a volte un mercato che vedi su un sito internazionale non esiste su nessun sito italiano — e non è una dimenticanza dell’operatore.

Il terzo punto è il prezzo. Ogni quota contiene il margine del bookmaker, e il margine è ciò che rende confrontabili due offerte che sembrano identiche. Più avanti lo faccio con i numeri. Per ora basti questo: due siti che espongono la stessa quota su una partita di Serie A possono trattenere percentuali diverse dello stesso volume, e la quota che vedi non te lo dice.

Il nome sul listino conta meno di quanto sembri

Una precisazione che vale un capitolo, perché è il fraintendimento più diffuso tra chi cerca un bookmaker italiano.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e auto esclusione.

ADM tiene un «Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», letto il 25 ottobre 2026, con 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. La concessione è per sito, non per azienda: una stessa società può gestirne diversi. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, per esempio, corre su Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. E il rovescio della medaglia: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere in combinazione diritti su scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, betting exchange e bingo. Stare su quella lista non dimostra da solo che un’offerta di scommesse sportive esista. Lo dimostra il sito dell’operatore, con il suo palinsesto.

Da qui una conseguenza pratica. Se trovi un nome in una classifica e vuoi sapere se quel nome accetta scommesse sportive, la classifica non ti basta. Il numero di concessione e la società concessionaria li trovi nei termini dell’operatore, e il resto lo vedi aprendo il palinsesto.

E una seconda conseguenza, meno comoda: la lista non è tutto il mercato. Esistono altri concessionari oltre ai dieci trattati qui, e un marchio che non compare in un confronto non è per questo privo di licenza. Un posto in una lista redazionale non è una concessione, e una concessione non è una raccomandazione.

Chi non c’è, e cosa significa

Alla lettura del 25 ottobre 2026 Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non stanno tra le 52 righe. È il dato più utile di tutta la pagina, perché sono esattamente i nomi che il pubblico italiano associa alle scommesse internazionali, e la loro assenza non è un dettaglio anagrafico: significa che verso quei domini non esiste né RUA, né vigilanza ADM, né obbligo di strumenti di limite, né foro italiano.

Un’ultima nota sul vocabolario, che è anche una nota sostanziale. Il mercato dice ancora «AAMS», e lo dice perché l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha assorbito la vecchia Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. «Siti non AAMS» e «siti non ADM» descrivono la stessa cosa. Se un sito si presenta come «non AAMS» per distinguersi da un altro, sta usando una sigla vecchia per dire che non ha la concessione italiana.

La concessione ADM: come si ottiene, quanto dura, cosa obbliga

L’Italia non rilascia licenze a chi le chiede. Assegna concessioni con gara pubblica, e questo cambia tutto: chi entra lo fa con un impegno pluriennale, un capitale, un piano di investimento e un pacchetto di regole fissate prima che il primo cliente si registri.

La cornice è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, eventi simulati compresi, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e bingo. Sei famiglie di prodotto, e un concessionario può vincerne una o più.

La durata è la parte che sfugge a tutti. Ai sensi dell’art. 6, comma 3, i vincitori della gara possono gestire i giochi vinti per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Nove anni non sono una formalità: sono il motivo per cui la gara del settembre 2025 è stata un evento. Ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

I requisiti li fissa l’art. 6, comma 5: una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimento, e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara. E una clausola che protegge chi opera: i termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la concessione, come prevedono l’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3. In un mercato dove l’aliquota è cambiata più volte, sapere che il regime non si muove per nove anni è un’informazione che vale per chi pianifica e per chi scommette.

Una concessione, un sito. È il principio che genera la confusione più grande: quando leggi che un gruppo «ha la licenza italiana», la frase vera è che una sua società controllata ha la concessione su un dominio specifico.

Concessione per sito, non per gruppo

Le carte dei dieci operatori lo mostrano meglio di qualunque spiegazione. Lottomatica corre su Lottomatica con la concessione n. 16010 intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., cioè GBO Italy: il marchio più identitario del gioco italiano sta su una concessione che porta il nome di un’altra società. William Hill Italia usa la n. 16044 di William Hill Malta Plc. Sisal la n. 16020 di Sisal Italia S.p.a. Planetwin365 la n. 16007 di Pwo S.p.a. SNAI la n. 16032 di Snaitech Spa. Betsson la n. 16027 di Azzurri Limited, che è la stessa società dietro Starcasino. Eurobet la n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. NetWin la n. 16035 di Netwin Italia S.p.a. Betfair la n. 16028 di Betfair Italia S.r.l. BetFlag la n. 16008 di Betflag S.p.a.

Il concessionario che porta il nome del marchio è l’eccezione, non la regola. Chi vuole verificare un operatore trova il numero e la società nei suoi termini e condizioni, non nella comunicazione promozionale — che infatti non li mette quasi mai in evidenza.

C’è poi un livello di dettaglio che nessun confronto può colmare e che conviene dire una volta sola. Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro il palinsesto approvato di un singolo concessionario, ADM non lo pubblica in forma consultabile. Lo si vede dall’offerta dell’operatore, che è l’unica fonte pratica. Vale anche per i mercati live: le regole ADM su mercati in diretta, ritardi ed eventi non sono qui definite in un elenco. E vale per le scommesse su eventi simulati, che l’art. 2, lett. v) definisce come eventi sportivi, ippici e di altro tipo simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato: sono ammesse dentro una concessione per scommesse sportive, e infatti i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali».

Un gioco separato: il betting exchange, e la sorpresa Betfair

L’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) trattano il betting exchange come gioco a sé. Il giocatore può fare la punta o la banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Non è una variante delle scommesse: è un prodotto che richiede un diritto specifico.

Betfair è descritto come il primo operatore con questo strumento, con la concessione n. 16028. La sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi da 50 centesimi. E un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è noto da qui.

Su un punto il quadro normativo è più silenzioso di quanto ci si aspetti: un tetto statale in euro alle puntate nelle scommesse sportive non risulta. Gli strumenti che legano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione. Detto altrimenti: in Italia la frenata è nelle tue mani, non in un massimale di legge.

Limiti, identificazione e RUA: le regole che restano anche quando smetti di giocare

Questa è la parte che gli operatori mettono in fondo ai termini, e che vale più di tutte le altre messe insieme.

Maggiorenni, identificati, con un conto che è tuo

L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 pone la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino, le condizioni di concessione escludono i minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Non è un’età indicativa: è il confine tra un conto e un reato.

Per aprire il conto di gioco serve l’identificazione piena, e le strade sono due. La registrazione classica con il modulo e la copia di un documento, oppure l’identificazione digitale. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dichiarano le pagine degli operatori. SPID e CIE sono i metodi che alcuni operatori offrono; Goldbet passa anche per CIE tramite un fornitore SPID.

Un dettaglio che sfugge: la differenza tra i due percorsi non è solo comodità. William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale prevede un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Cinque euro, e 96 ore di attesa. L’identità digitale è diventata anche un incentivo economico.

Il limite di deposito lo scegli tu, e alzarlo richiede una settimana

Qui sta il meccanismo più intelligente del sistema italiano, e anche il più scomodo da raccontare, perché va contro l’istinto.

L’art. 15, comma 1 prevede una cassetta di strumenti: limiti autonomi su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile.

Il punto è l’asimmetria. Un limite abbassato ha effetto immediato; per alzarlo si aspetta sette giorni. Admiralbet lo scrive nei propri termini: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato arriva dopo 7 giorni. Sette giorni sono un’ottima idea travestita da scocciatura: sono il tempo in cui una decisione presa di venerdì sera può ancora essere ripensata.

La cifra del limite di deposito che ADM stabilisce nella gara non è nota. Il che significa, in pratica, che il limite che ti riguarda è quello che vedi nel tuo conto, non quello che leggi in un articolo.

Il RUA non dimentica, e vale su tutti i siti autorizzati

Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale sul territorio. Non è una lista di buoni propositi: è un interruttore.

Admiralbet prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il quadro cambia, la logica no: una decisione presa su un sito vale su tutti gli altri.

L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore. Un sito di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e i periodi e le forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina ADM indicano.

Qui c’è il punto che rende il resto di questa sezione obbligatorio. Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Chi si autoesclude da un concessionario italiano e poi apre un conto su un dominio estero non ha aggirato un blocco: ha lasciato il perimetro in cui il blocco esiste. Nella zona offshore l’autoesclusione è una propria promessa, senza nessuno che la faccia rispettare.

Tra gli strumenti di gioco responsabile di bet365 compaiono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero è il canale più diretto che esista, e non passa dal bookmaker.

L’informazione è un obbligo contabile

L’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è pubblicità dell’operatore: è una quota di ricavo vincolata a un contenuto deciso altrove. Il meccanismo ha un pregio — l’informazione sul gioco non dipende dalla sensibilità di un ufficio marketing — e un limite evidente, perché quel budget non può essere speso per dire quanto costa giocare se il messaggio deve passare dal logo di chi lo paga.

La legge italiana tra pubblicità vietata, tasse e siti oscurati

Il Decreto Dignità, in vigore mentre scriviamo

L’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è la norma che ha cambiato il modo in cui il gioco si racconta in Italia. ADM la cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».

L’applicazione spetta ad AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il decreto stesso, all’art. 3, lett. l), promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile, e l’art. 3, lett. m) e l’art. 15, comma 3 consentono a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. La linea è più sottile di come la racconta chiunque: il divieto colpisce l’invito a giocare, non l’informazione su come farlo.

Sul fronte sanzionatorio ci sono tre cose che conviene tenere distinte. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. E due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Proposto e non legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, per esempio le sponsorizzazioni; l’esito non risulta, e alla data della verifica il divieto è in vigore.

Una cosa che il divieto non tocca: l’esistenza dei bonus. Vieta la pubblicità, non il bonus di benvenuto. E non esiste un tetto statale ai bonus né ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore. È esattamente il motivo per cui quei termini vanno letti.

L’imposta la paga il bookmaker, non tu

L’operatore versa l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima il 43 % e il 47 %. Le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti derivanti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Per il giocatore le cose stanno diversamente, e questa riga vale più di qualunque confronto tra quote. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore ne parla come di importi «tassati alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione ovvia: consultare un commercialista per la propria posizione.

La situazione cambia del tutto fuori dal perimetro. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati od ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione corretta da scrivere è che andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e che questo non è consulenza fiscale.

Il paradosso merita di essere detto chiaramente, perché ribalta il senso comune secondo cui i siti esteri sono «più leggeri». Qui è il contrario: sul sito con concessione non dichiari nulla, sul sito estero la somma è interamente imponibile.

I soldi che entrano ed escono dal conto

L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche». ADM tiene un registro di questi punti — tabaccai e ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta dell’intestatario, dopo identificazione, con gli strumenti che l’intestatario ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

Le rotaie che i confronti mostrano sui concessionari ADM sono queste: carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Le criptovalute presso i concessionari ADM sono una questione aperta, e non risulta una norma che nomini canali approvati.

C’è infine un meccanismo pensato per togliere ossigeno all’offerta illegale: l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di maneggiare denaro di gioco per operatori senza concessione. La data di entrata in vigore non è confermata. La tensione è evidente: le rotaie sono lo stesso collo di bottiglia sia per chi vuole pagare in contanti in tabaccheria sia per chi vuole strozzare i siti abusivi.

Siti inibiti: come funziona davvero il blocco

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e di pagamento che violano un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.

Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo un resoconto di stampa sull’ordinanza del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati». Chi cerca un sito bloccato e lo trova comunque non ha scoperto un’eccezione: ha trovato che il blocco è una misura in corsa, non un muro.

Poi c’è il lato che nessuno mette in prima pagina. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come la cita ADM il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore nella formulazione dell’autorità stessa. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Il confronto onesto, allora, è questo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza ADM, strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, nella lettura di ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nelle ricerche con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore.

Diamanti, ori e tricolori: la lezione di «GF Vip»

C’è un motivo per cui chi cerca questo tema scrive spesso «vip» accanto a «scommesse», e non è la volontà di un trattamento esclusivo.

Il legame sta nella televisione. Il formato «Grande Fratello Vip» ha reso familiare l’idea di un gruppo ristretto di concorrenti, e nel linguaggio del pubblico «vip» ha finito per significare sia il programma sia i suoi protagonisti sia, per traslato, qualunque cosa sembri riservata a pochi. Attorno al programma sono nate leghe di fantasia tra amici, schedine di quartiere su chi esce e chi resta, e un modo di seguire la partita più da vicino di quanto faccia la tv. È lo stesso desiderio che porta a cercare una piattaforma «vip»: stare più vicino all’evento.

Quella parte del desiderio il gioco con concessione la soddisfa, e la soddisfa meglio di un sito oscuro. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno e un’offerta di streaming gratuito. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita. Non serve uscire dal perimetro legale per stare dentro la partita.

Va detto con pari chiarezza cosa non è «vip». Non lo è una quota più alta senza motivo. Non lo è un sito che accetta chiunque senza identificazione, perché quella non è selezione, è assenza di controlli. E non lo è un marchio che compare in classifica accanto a marchi con licenza straniera senza distinguere i due casi: una lista che mescola concessionari e siti offshore non sta facendo una classifica, sta facendo un elenco.

Un chiarimento sui giochi che richiamano i «vip» nelle proprie sigle. Nel gergo dei giocatori le tre lettere precedono qualunque cosa, e i mercati che ne derivano — chi esce, chi vince la prova, quanto dura un dibattito — sono giocate su eventi di spettacolo. Eurobet porta nel palinsesto eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Non è una stranezza: è il palinsesto approvato, e conferma che in Italia il perimetro di ciò su cui si può scommettere è deciso da ADM evento per evento, non dall’appetito del bookmaker.

Valutazione e criteri: come si legge una classifica di scommesse

Che cosa rende un bookmaker adatto a te, e non «migliore»

Una classifica di scommesse ordinata per bontà complessiva è un esercizio di stile. La domanda utile è diversa, e ha tre risposte possibili a seconda di chi sei.

Per chi gioca poco e vuole capire il funzionamento, contano la chiarezza dei termini, la presenza di un limite facile da impostare e la varietà dei mercati di base. Per chi punta su un singolo sport, conta la profondità di quel palinsesto: un operatore che copre venti discipline in superficie è meno utile di uno che copre bene la tua. Per chi vuole seguire l’evento mentre accade, contano streaming, quote in tempo reale e una funzione di chiusura anticipata che risponda in fretta.

Nessuna di queste tre cose si legge da una quota. Si legge dai termini dell’operatore, dal suo palinsesto e dalle funzioni della sua app. Per questo la griglia di confronto qui sotto porta il numero di concessione accanto a quello che i termini dichiarano: sono le due colonne verificabili.

La griglia: concessione, società e ciò che i termini dichiarano

Alcuni marchi sono casinò-first con un bookmaker accanto, e questo spiega la forma della colonna di destra: su alcuni la dichiarazione riguarda il prodotto sportivo in senso pieno, su altri si ferma agli strumenti di protezione o alla presenza di un’offerta di scommesse.

Marchio Concessione ADM e concessionario Ciò che i termini dell’operatore dichiarano
Lottomatica n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Bonus per i nuovi iscritti che aprono un conto di gioco e promozioni settimanali; conto gioco con ricariche e prelievi anche via PostePay e PayPal
William Hill n. 16044 — William Hill Malta Plc Bonus Sport da 10 € accreditato subito con registrazione SPID; con registrazione manuale bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore
Sisal n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. Bonus di benvenuto per i titolari di conto di gioco dopo registrazione e prima ricarica, spendibile su tutti gli eventi in palinsesto
Planetwin365 n. 16007 — Pwo S.p.a. Palinsesto con i principali campionati nazionali ed europei e oltre 20 tipologie di sport
SNAI n. 16032 — Snaitech Spa Bonus di benvenuto per i nuovi utenti dell’app, promozioni settimanali e offerte periodiche; assistenza 7 giorni su 7 e ricariche dal conto di gioco tramite app
Betsson n. 16027 — Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Eurobet n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Depositi e prelievi gestibili direttamente dall’app; lo storico delle schedine in corso e concluse è raccolto in una pagina dedicata
NetWin n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. Offerta Sport-50: bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata a nuovi giocatori con conto verificato e deposito minimo di 20 €
Betfair n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. Mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate
BetFlag n. 16008 — Betflag S.p.a. Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €

La colonna di destra non è omogenea, e non potrebbe esserlo. Su NetWin porta una cifra precisa con un deposito minimo; su BetFlag porta un massimale molto alto; su Sisal e SNAI descrive un bonus senza importi pubblicati; su Lottomatica e Eurobet riguarda la gestione del conto più che l’incentivo; su Planetwin365 e Betsson resta sul prodotto. Chi legge due righe vicine e crede di confrontare lo stesso oggetto sbaglia: sono cinque tipi di dichiarazione diversi.

Il terzo punto della griglia è quello che pesa di più, e non si vede dalle cifre. Un bonus «pari al 100 % del primo deposito» suona come denaro che entra nel conto e diventa tuo. Non lo è mai del tutto. Il deposito lo versi tu, il bonus è credito separato, e la strada per trasformarlo in saldo prelevabile passa da requisiti di puntata che l’operatore fissa nei propri termini e che qui — per la maggior parte di questi marchi — la documentazione pubblica non quantifica. Quando un importo grande si accompagna a requisiti non pubblicati, la trasparenza sta dalla parte dei numeri piccoli e chiari.

Il margine: perché 1,90 e 1,90 non sono il 100 %

Questa è la parte che nessuna classifica calcola e che ogni giocatore dovrebbe sapere.

Immagina un mercato a due esiti, con entrambe le quote a 1,90. È un esempio illustrativo, non un prezzo realmente quotato su un evento. Le due quote sono identiche, quindi verrebbe da dire che il bookmaker non ci guadagna nulla. Il conto dice altro.

La quota è il rapporto tra quanto riscuoti e quanto giochi. Il reciproco della quota — uno diviso la quota — è la probabilità che quel bookmaker attribuisce all’esito. Su due esiti lo stesso conto dato due volte. Con la formula del margine, la quota di payout è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90). Il risultato è circa 0,95, cioè il 95 %. Il margine è 100 % meno il payout, quindi all’incirca il 5 %.

Tradotto per il portafoglio: su ogni 100 € puntati su quel mercato, il bookmaker restituisce in media circa 95 € e trattiene circa 5 €, indipendentemente da chi vince. Con questo margine, il costo atteso di una puntata da 10 € è di circa 0,50 €, non perché la giocata sia destinata a perdere, ma perché il prezzo è costruito per lasciare quella fetta sul tavolo.

Ecco la ragione per cui il margine è l’informazione che manca a chi confronta solo le quote. Due operatori possono esporre entrambi «1,90» su un mercato a due esiti e trattenere lo stesso 5 %, oppure uno può esporre 1,92 e trattenere meno. La quota migliore non è quella più alta in assoluto su un singolo esito: è quella che, sommata al suo complementare, lascia meno al banco. Su mercati a tre esiti il conto cambia, e cambia ancora su totalizzatore, handicap e combo — il margine dell’1X2 non è il margine degliUnder/Over, e il margine di un bookmaker non è quello del vicino. Nessuna tabella può salvarti da questo: il conto va fatto sul mercato che stai giocando, con le quote che hai davanti.

Un secondo conto, che nessuno fa mai e che cambia la percezione di un bonus. Dove i requisiti di puntata sono pubblicati, il costo atteso di un’offerta si misura sul volume che devi muovere: il margine del mercato moltiplicato per il fatturato richiesto. Più alto il requisito, più quella fetta del 5 % viene pagata molte volte. È l’unico modo per confrontare due bonus di importo diverso, e spiega perché un bonus più piccolo con requisiti leggeri può valere più di uno grande con requisiti pesanti.

Questi sono valori medi su molte giocate, sotto le ipotesi indicate, non un pronostico su una singola schedina, e non dicono nulla sulla probabilità che una puntata vinca.

I criteri che non compaiono nelle classifiche

Un confronto per quote non sa dirti tre cose che contano nella pratica, e sono le prime che guarderei al posto tuo.

La prima è dove si alza il limite e quanto si aspetta. Un operatore con un limite settimanale che si abbassa in un clic e si alza in una settimana ti ha dato uno strumento; uno che ti fa chiamare l’assistenza per ridurlo ti ha dato un ostacolo. La seconda è Dove i prelievi incontrano attriti: un conto non validato entro 30 giorni ha i prelievi bloccati, e questa è una condizione che scopri sul momento peggiore, cioè quando vuoi incassare. La terza è la profondità reale del palinsesto sul tuo sport, che si verifica aprendo il sito e contando i mercati, non leggendo un elenco di discipline.

Un’ultima considerazione sui numeri di concessione. Tutti e dieci i marchi qui sopra stanno nell’elenco ADM, e questo dice che sono dentro il perimetro legale. Non dice quanto sia solida la loro macchina, quanto rapidi siano i pagamenti o quanto sia ampio il palinsesto. Quelle tre cose le trovi altrove: nei termini, nella propria esperienza, nelle recensioni di chi ha prelevato davvero.

I dieci concessionari, marchio per marchio

Ordine e selezione sono quelli degli operatori in esame, e ogni voce è confrontata su profili diversi. Leggere dieci giudizi identici non aiuterebbe nessuno.

Lottomatica: la concessione che porta il nome di un’altra società

Il numero è 16010, e la società è Goldbet Better Organization Italy S.p.a. — GBO Italy. È la sorpresa della lista: il marchio che gli italiani identificano con il gioco regolamentato corre su una concessione che nel registro porta il nome di un’altra azienda. Chi verifica Lottomatica partendo dal marchio e non dai termini non trova il collegamento.

L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita, e i Virtuali comprendono calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Il conto di gioco accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password. Per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco sono previsti bonus, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali.

Il collegamento tra app e rete fisica è il vero carattere di questo marchio. Non è una piattaforma digitale con un negozio come appendice: è un sistema dove il biglietto cartaceo e quello digitale si parlano. Chi gioca abitualmente in ricevitoria e vuole usare il telefono senza cambiare abitudini trova qui la continuità più naturale.

William Hill: cinque euro per chi compila il modulo a mano

Concessione n. 16044, William Hill Malta Plc. Il numero non è l’unica curiosità: la società è maltese, il dominio è italiano e la concessione è italiana. È la dimostrazione pratica che in questo mercato la nazionalità della capogruppo non dice nulla sull’essere fuori regola.

Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Dieci euro contro cinque, e quattro giorni di attesa contro zero. L’identità digitale diventa una discriminante economica, e la differenza non è solo di importo: il percorso con SPID salta il controllo documentale e con esso l’attesa.

La scelta tra i due percorsi è la scelta che questo operatore mette in mano al giocatore nuovo, e va fatta prima di premere «registrati». Chi ha SPID non ha motivo di scegliere il modulo. Chi non ce l’ha e sceglie il modulo deve sapere che i 5 € arrivano dopo la verifica, non al momento dell’iscrizione: sono due promesse con due tempi diversi.

Sisal: la scommessa prenotata e i 15.000 eventi in diretta

Concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a. — qui la società e il marchio coincidono, cosa che in questa lista è più l’eccezione che la regola.

L’app per le scommesse sportive permette di accedere al conto di gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Sono indicati oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita più vicino, e una schedina giocata in negozio si scansiona con l’app per sapere subito se è vincente. Per il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.

Il numero che salta all’occhio è la finestra del Virtual: dalle 7 del mattino alle 3 di notte. È un palinsesto costruito per chi gioca quando gli altri dormono, non per l’orario d’ufficio.

Planetwin365: venti discipline e nessun incentivo pubblicato

Concessione n. 16007, Pwo S.p.a. Il marchio con il numero in cifre è anche quello che, su questo tema, resta il più silenzioso: sui termini dell’offerta sportiva non c’è una dichiarazione, mentre la copertura del palinsesto è tra le più ampie del gruppo.

L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Venti discipline non significa venti discipline giocate allo stesso livello: significa che chi cerca un mercato laterale lo trova, e che chi cerca profondità nei mercati secondari su un campionato minore deve verificarla di persona.

Un confronto onesto con i due marchi precedenti mette in luce due atteggiamenti opposti. William Hill ti paga per registrarti in fretta. Planetwin365 copre di più e non ti dà nulla per entrare. È una scelta legittima, ma è l’unica riga della griglia in cui la colonna di destra resta vuota per davvero, e chi apre un conto solo per incassare un bonus lo scoprirà dopo.

SNAI: il bonus sta dentro l’app, e il ticket di carta si legge col QR

Concessione n. 16032, Snaitech Spa.

L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Ci sono oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito. Con l’app si verifica un biglietto giocato in un punto vendita inquadrando il QR Code stampato sul ticket. Per i nuovi utenti dell’app è previsto un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche. Il conto di gioco si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità, e l’assistenza è indicata a disposizione 7 giorni su 7.

La My Combo è la funzione che distingue questo marchio dalle altre combinazioni sul mercato, perché unisce pronostici dello stesso match senza costringere a scegliere tra calcio e basket. Se il tuo modo di giocare è costruire un biglietto a mano pezzo per pezzo, qui hai lo strumento giusto. Se preferisci una singola secca, non ti serve.

Betsson: il bookmaker dietro una concessione che non porta il suo nome

Concessione n. 16027, Azzurri Limited. La concessionaria è la stessa che gestisce Starcasino.it: un solo soggetto, due domini, due marchi con identità molto diverse — uno dei due fa casinò première, l’altro porta il bookmaker. È il caso più chiaro di come la licenza per sito produca una mappa in cui conta il dominio, non il gruppo.

L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Oltre a questo, sui termini dell’offerta sportiva non c’è una dichiarazione pubblicata.

Il carattere di questo marchio sta nella separazione tra i due mondi. Chi arriva cercando un bookmaker puro trova una piattaforma che fa anche casinò, e questa convivenza ha un effetto pratico: il saldo è uno solo e la tentazione di spostarlo dal palinsesto al casinò è a portata di un clic. Non è un difetto di Betsson, è la struttura di ogni operatore che fa entrambe le cose, e va tenuta presente quando si imposta un limite: un limite di deposito valido su tutto il conto è più solido di una promessa che riguarda solo le scommesse.

Eurobet: l’unico del gruppo che porta la concessione con il proprio nome

Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. È il caso in cui marchio, società e concessione coincidono, e non è un dettaglio da poco: in questa lista è l’eccezione. La stessa società compare più volte nell’elenco ADM perché corre anche su Bwin e Gioco Digitale — la concessione è per sito, la titolarità è una.

L’app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Dall’app si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. Nella sezione Virtual si scommette su partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0.

Scacchi ed elezioni sono la parte da guardare due volte. Sono la prova che il perimetro di ciò su cui si può scommettere non lo decide l’appetito commerciale: lo decide il palinsesto approvato, che comprende eventi non sportivi. Chi cerca qualcosa che non sia la solita partita trova qui l’offerta più eclettica delle dieci.

NetWin: il cento per cento più piccolo della lista, con le condizioni scritte

Concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a.

L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. L’ultima parte della frase è quella che distingue questa riga da tutte le altre: il conto deve essere verificato, e la verifica è il passaggio che decide quando il bonus arriva.

Cinquanta euro non competono con i cinquemila di BetFlag, e non è il punto. Il punto è che qui sono dichiarati il tetto, il deposito minimo e la condizione di verifica, mentre altrove si legge una percentuale e un massimale senza le condizioni che determinano se il bonus arriva davvero. Un’offerta scritta per intero, per piccola che sia, è più utile al giocatore di una grande con le regole in fondo al regolamento. Chi ha un budget di partenza contenuto e vuole sapere in anticipo cosa deve fare trova qui la voce più leggibile della tabella.

Betfair: l’exchange che gli altri non hanno

Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l.

L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Ma il prodotto che distingue Betfair sul mercato italiano è un altro, ed è regolato come gioco a sé: il betting exchange, dove il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima. La documentazione dell’operatore riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi da 50 centesimi. Un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario.

Su questo terreno l’ignoto è più grande del noto, e vale la pena dirlo: quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta da qui. Chi è interessato a punta e banca trova in Betfair l’unico punto di partenza documentato tra questi dieci, ma le commissioni vanno lette nei termini del conto exchange, perché non sono quelle di un bookmaker tradizionale e cambiano il conto finale di ogni operazione.

BetFlag: il massimale più alto, e la scorciatoia per non aspettare

Concessione n. 16008, Betflag S.p.a.

Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Cinquemila euro di tetto sono un numero che va letto al contrario di come suona. Un massimale alto non dice nulla su quanto sia facile arrivare a incassarlo: dice solo che l’operatore non ha fissato un limite più basso. La parte dichiarata che conta davvero è quella sull’identificazione: SPID e CIE accanto al modulo tradizionale significano che chi ha un’identità digitale non aspetta la validazione documentale — cioè evita il passaggio da cui dipendono i prelievi.

Dopo dieci schede, la cosa che resta è che i marchi si somigliano nelle promesse e differiscono nei dettagli. Chi cerca il bonus più grosso lo trova, e troverà anche le condizioni. Chi cerca il conto che si comporta bene quando vuole incassare o quando vuole smettere guarderà la riga che nessuno mette in vetrina: come si alza un limite, quanto si aspetta, e cosa serve per avere un conto pienamente operativo.

Domande frequenti

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si parte dall’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che alla lettura del 25 ottobre 2026 riporta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Poi si confrontano numero di concessione e società concessionaria con quelli scritti nei termini dell’operatore.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, accanto ai limiti su tempo, spesa e perdita previsti dall’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni, come dichiarano i termini degli operatori.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore parla di importi tassati alla fonte. Per la propria posizione conviene consultare un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione?

Nessun accesso al RUA, nessuna vigilanza ADM e nessun foro italiano. I domini vengono oscurati a livello DNS e, come scrive ADM citando la Legge 401/1989, anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci di tutte le quote dello stesso mercato, si divide uno per quella somma e si ottiene la quota di payout. Il margine è 100 % meno il payout. Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 il payout è circa il 95 % e il margine circa il 5 %.

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