Siti di scommesse legali 2026: due strade, e una sola ha l'ADM dietro
Un bookmaker può servire i giocatori italiani solo se ha una concessione dell’ADM per il gioco a distanza, rilasciata sito per sito. È l’unica condizione che conta, ed è anche l’unica che il giocatore può controllare da solo in pochi minuti.

*Dati verificati al 31 Ottobre 2026; le concessioni e i numeri di licenza sono stati confrontati con l’elenco ufficiale dei concessionari pubblicato dall’ADM.*
Ci sono due modi di leggere la stessa domanda. Il primo è chiedersi se un sito è legale: risposta binaria, elenco pubblico, nessuna interpretazione. Il secondo, più utile, è chiedersi quale strada convenga a chi gioca: un concessionario ADM con il suo conto di gioco identificato, i suoi limiti imposti in registrazione e il Registro Unico degli Autoesclusi alle spalle, oppure un sito estero che compare nei risultati di ricerca con una licenza che in Italia non vale nulla. Sono due percorsi con costi diversi e tutele diverse, e la scelta si fa una volta sola, prima del primo deposito.
Un mercato fatto di concessioni, non di licenze
La parola «licenza» circola ovunque nelle pagine promozionali, ed è la prima cosa da togliere di mezzo. Il gioco a distanza con vincite in denaro in Italia si offre soltanto con una concessione dell’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, quella che tutti continuano a chiamare AAMS, sigla che l’Agenzia ha lasciato alle spalle ma che il mercato non ha mai smesso di usare. Una concessione non è un permesso che si compra e si appende al muro: è un titolo assegnato per gara pubblica, con requisiti di capitale, un piano di investimenti e impegni precisi sui limiti di deposito.

Il testo che governa la materia è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Chi vince la gara può gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico, e le condizioni della concessione come il regime fiscale restano fissate per tutta la durata.
La gara bandita a settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce per esempio Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.
Qui c’è il punto che quasi nessuno mette in chiaro: la concessione è per sito, non per azienda, e l’elenco non ha una colonna che dica quali giochi. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Che l’offerta sportiva esista davvero lo dice il sito dell’operatore, non l’elenco.
Se questo sembra un dettaglio burocratico, non lo è. Significa che «è nell’elenco ADM» e «accetta la mia schedina sul derby» sono due affermazioni diverse, e che la seconda va verificata guardando il palinsesto.
Come si controlla un operatore, in pratica
La verifica è banale e richiede due minuti. Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e si cerca il nome. Non basta però fermarsi lì, perché il concessionario raramente porta il nome del marchio: dietro Bwin c’è Eurobet Italia, dietro Lottomatica c’è Goldbet Better Organization Italy, dietro Betsson e StarCasinò la stessa società, Azzurri Limited. Il nome della società va letto nella riga di licenza, non dedotto dal marchio.
Il secondo passaggio è il conto di gioco. Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del servizio, ed è la dichiarazione che vale più di qualsiasi sigillo grafico: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il sito AdmiralBet. Numero, Agenzia, dominio. Se in fondo ai termini non c’è niente di simile, la domanda successiva è perché.
Il terzo passaggio è il dominio. Un operatore con concessione italiana gira su un sito .it: non è folklore, è la conseguenza dell’assegnazione sito per sito. Un marchio noto che apre ai giocatori italiani da un .com con licenza di Malta, Curaçao o Gibilterra sta lavorando fuori dal perimetro, e nessuna delle tutele descritte più avanti gli si applica.
E poi c’è la lista dei siti inibiti. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, rediga la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, rendendole pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS, quindi qualche provider arriva in ritardo, e un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, con aggiornamenti del 2026 che aggiungono decine o centinaia di domini alla volta. Le specularità ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», che descrive una lotta, non una vittoria definitiva.
I limiti di questo controllo vanno detti. Le modifiche successive al decreto del 2024 non sono note, e le regole dell’ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono ricostruibili da qui. Un giocatore che vuole la certezza assoluta su un singolo mercato la trova nel palinsesto approvato, non in un articolo.
Il .it, il palinsesto e ciò che si può giocare
L’articolo 2, lettera s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno alla volta: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa specializzata. Quali sport e quali tipi di giocata contenga il palinsesto di un singolo operatore non è dato sapere dall’esterno, e chi vuole una disciplina particolare farà prima a controllare che compaia nel programma.
Gli eventi simulati hanno una definizione propria, all’articolo 2, lettera v): scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro tipo simulati al computer e mostrati tramite animazione o un evento reale preregistrato. Sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Chi pensa che le corse virtuali siano un gioco diverso dalle scommesse si sbaglia di categoria: sono scommesse.
L’ippica, invece, è due cose distinte nella legge. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’articolo 6, comma 1, lettera a). I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili — stanno alla lettera c) e richiedono una concessione propria. Se un marchio online prenda oggi i totalizzatori di ippica nazionale non è dato sapere.
Il betting exchange è la strada meno battuta e la più interessante da spiegare. L’articolo 6, comma 1, lettera e), con la definizione dell’articolo 2, lettera u), lo ammette come gioco separato: il giocatore può fare la punta o la banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sui vincitori non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028. Quali marchi gestiscano oggi un exchange, e con quali commissioni, non è noto.
Nessun tetto legale in euro sulle puntate sportive risulta esistere. Le leve che il giocatore ha davvero sono i propri autolimiti e il limite di deposito scelto in registrazione. È una differenza che conta più di quanto sembri: senza un tetto statale, la barriera al gioco eccessivo è quella che il giocatore si costruisce da sé, e va costruita mentre si è lucidi, cioè prima di iniziare.
Sul fronte dei minori, la legge tiene fermo il principio della tutela all’articolo 3, comma 1, lettera a), le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la maggiore età italiana fa il resto: 18 anni. Esiste una delibera di un direttore dell’ADM sulle scommesse e i minori che richiama il DM 111/2006, ma il suo contenuto non è ricostruibile qui. Se il palinsesto includa gli esport è parimenti ignoto.
Concessione o no: cosa cambia per chi gioca
La differenza tra le due strade non è estetica, e non sta nel catalogo delle partite. Sta in tre cose che il giocatore scopre solo quando gli servono.
Su un operatore con concessione ADM valgono il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano per qualsiasi controversia. Su un marchio .com senza concessione non vale nessuna delle quattro: non è collegato al RUA, non ha vigilanza italiana, non è tenuto agli strumenti di autolimitazione, e dal punto di vista del diritto italiano non esiste come offerta di gioco.
La seconda cosa è il blocco. Un sito senza concessione è esposto all’inibizione DNS e alla lista pubblica dell’ADM, con il conto che può diventare irraggiungibile senza preavviso. Il saldo non sparisce per magia, ma il percorso per recuperarlo diventa un problema privato con una società estera.
La terza è la più scomoda, ed è l’ADM stessa a scriverla. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero; e, sempre nella lettura dell’Agenzia, anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda non è noto, e non risulta qui alcun procedimento penale contro un singolo giocatore. Resta il fatto che la regola lato giocatore esiste ed è scritta dall’autorità che la applicherebbe.
Sul fronte fiscale le due strade divergono in modo netto. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: è quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, con la formula «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica e non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la chiusura corretta è la solita: consultare un commercialista.
Dall’altra parte, l’Agenzia delle Entrate con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. Detta senza avvocatese: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e questa non è consulenza fiscale.
Vale la pena soffermarsi su quanto sia asimmetrica la faccenda. Sulla strada lecita il fisco si arrangia da solo e al giocatore non si chiede nulla. Sull’altra, il giocatore si trova a fare il lavoro di un sostituto d’imposta, con una qualificazione del reddito che non conosceva e nessuna ritenuta che gli abbia già tolto il dovuto.
L’imposta che sorregge il sistema, per chiarezza, non è quella del giocatore: è l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa disciplinata dall’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025. L’aliquota è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, dopo essere state al 43 % e al 47 %. Gli eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le prime due al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.
Identificarsi, e perché la registrazione è già una scelta
Il conto di gioco richiede un’identificazione piena. È una seccatura per chi vuole depositare dieci euro in due minuti, ed è esattamente ciò che rende possibile tutto il resto: senza un’identità accertata non esiste il collegamento al Registro Unico degli Autoesclusi, non esistono limiti personali, non esiste alcun modo di far valere un diritto.
Le strade per identificarsi sono due, e per il giocatore italiano non sono equivalenti. La prima è la registrazione classica, con l’invio di una copia di un documento. La seconda è l’identità digitale.
Admiralbet apre il conto con registrazione classica caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. In entrambi i casi il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
La differenza tra le due strade è tutta nella noia. Con SPID i dati arrivano già verificati e non c’è nulla da caricare; con il documento si apre una fase di validazione, e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Chi si registra in fretta un venerdì sera e non guarda più il profilo per tre settimane si ritrova un conto congelato e un saldo bloccato, senza aver fatto nulla di male. Non è una trappola: è il calendario.
C’è un effetto collaterale che vale la pena notare, perché cambia le condizioni di un’offerta. William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale prevede un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Lo stesso marchio, la stessa persona, il doppio del valore: la strada scelta per identificarsi determina quanto vale il benvenuto prima ancora di aver giocato.
Se la differenza tra 10 € e 5 € sembri poca cosa, mettila accanto al fatto che una delle due cifre arriva subito e l’altra dipende da una scadenza di 96 ore. Chi ha il documento pronto ma non ha voglia di caricarlo perderà la metà.
Prevenzione: gli strumenti ci sono, vanno accesi
Gli strumenti di tutela previsti per legge non sono un servizio gentile che l’operatore concede. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 li elenca: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Poi c’è l’obbligo di informazione dell’articolo 15, comma 2: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
La cosa interessante è che il primo strumento si attiva prima ancora che il giocatore entri. In registrazione si sceglie un limite di deposito su base settimanale o mensile; le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale in fase di iscrizione, con un abbassamento che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per rialzarlo. Admiralbet chiede in registrazione un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa regola: un limite ridotto ha effetto subito, uno aumentato dopo 7 giorni.
Quella finestra di sette giorni è il dettaglio meglio progettato di tutta la materia, e vale la pena guardarla per quello che è. Se il limite fosse modificabile all’istante, il primo sabato sera di perdite lo spazzerebbe via. Una settimana di attesa obbligata è esattamente la distanza tra la decisione presa dal giocatore calmo e quella presa dal giocatore che ha appena perso tre volte di fila. La leva è lenta per costruzione.
Il rialzo ritardato funziona solo su un limite che esiste. Il momento in cui sceglierlo è la registrazione, quando il conto è vuoto e nessuno ha ancora provato a vincere qualcosa. Chi salta quel campo e si fida della propria disciplina si ritrova con l’unico meccanismo a prova di impulso spento.
C’è poi la questione dei limiti fissati dall’operatore in base all’età e al comportamento. Un giocatore che ha scelto un limite proprio può trovarsi anche un tetto imposto dal concessionario secondo il protocollo approvato dall’ADM. Non è una violazione della privacy: è la lettura letterale della norma.
L’autoesclusione e il RUA, spiegati senza giri di parole
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è la sola cosa in questa materia che attraversa tutto il mercato. Chi è registrato non può fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma può prelevare il saldo prelevabile. La portata è quella: non un singolo marchio, l’intero settore legale, online e nelle sale.
Le forme sono tre. L’autoesclusione può essere trasversale, cioè verso tutti i concessionari con blocco dei nuovi conti; può riguardare un singolo concessionario; oppure una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. La norma è più fine di quanto la parola suggerisca: chi vuole uscire dal casinò ma non dal calcio può farlo.
Le durate sono cambiate di recente, e la modifica è recente abbastanza da non essere ancora entrata nelle abitudini. Le condizioni di Admiralbet prevedevano l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La pagina dell’ADM sull’autoesclusione dal gioco a distanza conferma l’impianto: fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi, e quella a tempo determinato non revocabile prima della scadenza.
Il tetto dei 270 giorni è il numero su cui conviene fermarsi. Sette giorni sono una pausa, 270 sono otto mesi e mezzo, e la differenza tra le due cifre non è una sfumatura: è la differenza tra prendere fiato e uscire. Chi sceglie la forma indeterminata si mette in una posizione da cui può uscire solo dopo nove mesi, mentre la forma a tempo determinato, in compenso, non si revoca prima della scadenza. Nessuna delle due è progettata per il pentimento dell’indomani, ed è il motivo per cui funzionano.
La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. La seconda strada è più comoda e leggermente ironica: si chiede di chiudere l’accesso proprio all’operatore che si vuole lasciare. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, ed è il riferimento che bet365 indica esplicitamente ai residenti in Italia.
Un’ultima cosa vale la pena dirla in modo piano: un sito senza concessione non è collegato al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com estero non trova nessuno che gli dica di no, e non trova nemmeno la protezione che aveva appena chiesto. Il registro è potente quanto il perimetro che copre.
Il margine, quella voce che non compare mai nel bonus
Prima della classifica, un numero che vale per tutti e dieci allo stesso modo. Ogni quota contiene il margine del bookmaker: la quota non è la probabilità di un evento, è la probabilità più il compenso del banco. La quota di ritorno di un mercato si calcola come 1 diviso la somma degli inversi delle quote di tutti gli esiti; il margine è 100 % meno quella quota di ritorno.
Prendiamo un mercato a due esiti con quote illustrate di 1,90 e 1,90. Non è un prezzo quotato da nessuno dei dieci operatori qui sotto: è l’esempio aritmetico su cui si legge il meccanismo. Gli inversi sono 0,5263 e 0,5263, la somma è 1,0526, la quota di ritorno è 0,95, cioè il 95 %, e il margine è il 5 %.
Detto in soldi: su 100 € puntati su quel mercato, il bookmaker ne restituisce 95 in media e ne tiene 5. Nessun bonus, nessuna quota maggiorata, nessuna promozione cambia quella riga, perché il margine è incorporato nel prezzo prima che qualsiasi offerta entri in scena. Un «bonus del 100 %» che raddoppia un deposito da 50 € porta sul conto 50 € di credito, e su quei 50 € il banco continua a prelevare la sua parte a ogni giocata.
Il margine varia per mercato, per sport e per operatore, quindi il 5 % dell’esempio non è il margine di una partita di Serie A su un marchio specifico. È il costo di struttura del gioco, e serve a ricordare che la domanda giusta davanti a un’offerta non è quanto vale il bonus, ma quanto costa giocarlo.
Quanto costa davvero giocarlo: un conto illustrativo
Il calcolo prescritto per questa pagina parte da due ingredienti: un volume di gioco settimanale illustrativo di 100 € puntati una volta — cioè il limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione — e il mercato a due esiti a quota 1,90 / 1,90 appena visto, anch’esso un esempio e non un prezzo quotato.
La perdita attesa è il volume richiesto moltiplicato per il margine del mercato. Su 100 € di volume e un margine del 5 %, l’esito è un costo atteso di circa 5 € alla settimana.
Da qui si ricava la banda, perché la cifra dipende da quante volte quei 100 € girano. Con una tornata sola, il costo medio atteso è di circa 5 €. Su due tornate settimanali, cioè 200 € di volume, si arriva a circa 10 €. Su quattro, intorno ai 20 €. Su un anno intero a una tornata a settimana, il costo atteso si avvicina ai 260 €. Sono stime statistiche su molte giocate nelle condizioni indicate, non il risultato di una singola settimana: chi punta 100 € in una sera può chiudere in attivo, e chi punta 100 € per trenta settimane di fila può chiudere peggio del numero.
Il punto è che il limite di deposito non è un limite di spesa. Mille euro depositati non sono mille euro giocati, perché una parte rientra come vincita e può essere rigiocata, e il margine si applica a ogni passaggio, non al deposito. Chi si fissa un tetto di 100 € a settimana e punta tutto, tutte le settimane, spende in media il 5 % di tutto ciò che fa girare. Il tetto dice quanto entra sul conto; non dice quanto esce.
Su un bonus la questione si fa più dura. Il margine non si applica una volta, ma a ogni giro di puntate che il requisito di giocata impone. Nessun tetto statale sui requisiti di puntata è noto, e nessun tetto statale sui bonus esiste: importi, giocate richieste e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore, e sono lì che vanno letti.
C’è un vincolo di sistema che vale la pena aggiungere, perché limita l’offerta più di quanto sembri: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni singola scommessa è di 100 €, e William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Un bonus da 500 € su una singola scommessa non esiste, e non per scelta del bookmaker.
Dieci concessionari a confronto
Le schede che seguono raccolgono dieci marchi presenti nell’elenco ADM con codice di concessione e sito .it, ciascuno con fatti sulla propria offerta sportiva. L’ordine rispetta i codici di concessione, non un giudizio: non è una classifica e non è una raccomandazione, anche perché la concessione è rilasciata sito per sito e l’elenco non dice quali giochi un concessionario possa offrire. L’elenco non esaurisce il mercato: altri concessionari esistono, e un marchio assente da questa lista non è per questo privo di concessione.
Diversi marchi sono nati come casinò e hanno aggiunto il bookmaker dopo. È una cosa che si vede subito nei palinsesti, ed è il criterio con cui conviene leggere le schede.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Autoesclusione e limiti nei termini dell’operatore |
|---|---|---|
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | strumenti di autolimitazione non indicati nei termini consultati |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | strumenti di autolimitazione non indicati nei termini consultati |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | strumenti di autolimitazione non indicati nei termini consultati |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | autoesclusione da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca dopo 9 mesi; limiti di ricarica, spesa e tempo giornalieri, settimanali e mensili; rialzo dopo 7 giorni |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | bonus non prelevabili subito; massimo 100 € di bonus per singola scommessa |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | strumenti di autolimitazione non indicati nei termini consultati |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | strumenti di autolimitazione non indicati nei termini consultati |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | strumenti di autolimitazione non indicati nei termini consultati |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | strumenti di autolimitazione non indicati nei termini consultati |
La tabella va letta per quello che è. Due righe su dieci hanno qualcosa da dire su autoesclusione e limiti, e questo non significa che i dieci marchi si comportino diversamente: significa che le fonti consultate qui coprono quella materia solo per AdmiralBet e bet365, e che per gli altri il punto va verificato nei termini del servizio prima di aprire il conto. La colonna dei codici, invece, è piena per tutti, ed è la ragione per cui il controllo si fa lì.
Il numero di concessione non dice nulla sulla qualità dell’offerta. Dice che il marchio ha un titolo, e che quindi, in caso di controversia, esiste un’autorità italiana a cui rivolgersi. È un minimo, non un merito, e va trattato come tale.
Le dieci schede, una per una
StarCasinò, il casinò che ha imparato a quota
Il marchio Azzurri Limited arriva con la concessione n. 16026 e si presenta, già nel nome, per quello che è: l’app offre slot e Live Casinò, e accanto a questi permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva.
Chi cerca un bookmaker puro troverà il calcio in seconda fila, dietro le slot. Chi però usa una piattaforma sola per tutto apprezza il fatto che la sezione scommesse sia integrata nello stesso conto, senza dover cambiare applicazione per una serata.
La concessione copre il marchio, non certifica la profondità del palinsesto. È un bookmaker dentro un casinò: se la vostra settimana di scommesse è una multipla la domenica, basta; se sono dieci mercati su una partita di Serie C, il palinsesto è la prima cosa da guardare prima di registrarsi.
Betfair, l’unico exchange della lista
Con la concessione n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., questo è l’unico marchio delle dieci schede per cui la legge prevede una categoria di gioco propria. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.
Il punto non è la Supercombo. Il punto è che l’articolo 6, comma 1, lettera e) ammette il betting exchange come gioco separato: il giocatore può fare la punta o la banca, e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. È un modo di scommettere strutturalmente diverso da quello di un bookmaker, e per un giocatore che sa leggere una quota cambia il costo di ogni giocata, perché il prelievo del gestore è una commissione, non un margine incorporato nel prezzo.
La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sui vincitori non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Le commissioni praticate oggi non sono note.
Una puntata minima da 200 centesimi con passi da 50 è una specifica che dice molto su a chi è rivolto lo strumento: chi pensa di giocare due euro a evento la trova larga. Chi lavora con decine di euro per giocata la trova irrilevante, e in cambio ottiene una meccanica che nessun altro marchio della lista può offrire.
Eurobet, il palinsesto che va oltre lo sport
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione n. 16012 e controlla anche Bwin e Gioco Digitale, il che la dice lunga sulla scala del gruppo. L’app Eurobet Sport copre calcio, tennis e basket, ma anche Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.
Un palinsesto che arriva alle elezioni non è una curiosità da bar. È la risposta a una domanda precisa: se l’evento che vi interessa non è sportivo, qui esiste. Nessun altro marchio di questa lista dichiara una copertura che esca così nettamente dal perimetro sportivo, e la ragione sta probabilmente nella dimensione del concessionario, che può permettersi un’offerta non sportiva senza doverla giustificare con i volumi.
Il rovescio è la dispersione. Chi vuole solo la Serie A resta su un’app che ha molte più voci del necessario, e in un palinsesto enorme la quota di nicchia non è automaticamente competitiva.
AdmiralBet, la scheda con più regole scritte
La concessione n. 16048 è di Admiral Bet S.r.l., ed è il marchio con più dettagli verificabili di tutta la lista. Apertura del conto con registrazione classica e caricamento di fronte e retro di un documento in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2 con OTP e importazione automatica dei dati.
Sui limiti la scheda è la più esplicita: in registrazione si impostano limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e sette giorni di attesa per uno aumentato. Sull’autoesclusione i termini prevedevano 30, 60 o 90 giorni o il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
C’è anche la dichiarazione di titolo, che è la ragione per cui questo marchio finisce spesso citato negli esempi: i termini scrivono di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 e di fornire il servizio tramite il sito AdmiralBet. Numero, Agenzia, dominio in una riga sola.
La conseguenza pratica è che chi apre un conto qui sceglie i propri limiti nel momento della registrazione, con le regole già scritte e non da scoprire dopo. Per un giocatore che vuole sapere in anticipo cosa sta firmando, questa trasparenza vale più di una quota decimale in più.
William Hill, il marchio dove identificarsi cambia il bonus
La concessione n. 16044 appartiene a William Hill Malta Plc, e il marchio ha una particolarità che merita attenzione: il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale prevede un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Vale la pena leggerlo come una presa di posizione. Il marchio paga il doppio per non dover controllare dei documenti, e paga la metà a chi gli fa fare il lavoro di verifica. Chi ha lo SPID attivo incassa 10 € senza caricare nulla; chi non ce l’ha deve decidere se 5 € valgano la gestione di un documento e di un conteggio di 96 ore.
Sui bonus la documentazione del marchio è quella che chiarisce il vincolo di sistema: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni singola scommessa è di 100 €, e i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Un tetto di 100 € per giocata su un credito più grande significa che il bonus va spezzato su più scommesse, e ogni scommessa consumata paga il margine del mercato. Il credito è generoso sulla carta; il numero di giocate necessarie a smaltirlo è la parte che nessuno pubblicizza.
Sisal, il volume e la diretta
Sisal Italia S.p.a. con la concessione n. 16020 punta su due numeri che non lasciano spazio a interpretazioni: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. L’app Sisal Matchpoint permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.
Quindicimila eventi live non sono una promessa di qualità, sono una dichiarazione di ampiezza. La differenza tra un catalogo pre-match e uno live si sente sul pomeriggio di un martedì, quando di partite interessanti ce ne sono tre e qualcuno deve proporvi comunque qualcosa. Un catalogo live profondo è anche quello che rende la diretta streaming utile invece che decorativa: guardare una partita di volley che nessun altro trasmette è un vantaggio concreto per chi gioca su sport diversi dal calcio.
Il Touch ID è un dettaglio da poco che risolve un problema reale, cioè digitare una password complessa sul telefono mentre la quota si muove. La scommessa live non aspetta nessuno.
bet365, il partner globale e la sua contraddizione
Hillside (New Media Malta) Plc con la concessione n. 16030 porta un marchio che si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live.
Qui c’è un’ironia che vale la pena raccontare, perché è un pezzo di questa materia. Il Decreto Dignità, cioè l’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. Un partenariato globale con la massima competizione europea di club e una pubblicità vietata in casa propria convivono nello stesso marchio senza che nessuno dei due abbia torto.
Sul gioco responsabile bet365 è la scheda più esplicita della lista: pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia. Un bookmaker internazionale che manda i clienti italiani a un numero verde italiano sta dicendo in che regime opera.
La portata del divieto pubblicitario è più larga di quanto il marchio lasci intendere, e conviene saperlo: l’AGCOM ne cura l’applicazione con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione; nel 2025 l’Autorità non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, mentre il TAR Lazio con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte Costituzionale il minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla notifica della norma. Una proposta di modifica al bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese, non risulta approvata, e il divieto è in vigore alla data della verifica. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile e consente ai concessionari messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo.
Planetwin365, il calcio di casa più il resto del mondo
Pwo S.p.a. detiene la concessione n. 16007, e l’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — insieme a competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La Serie C in elenco non è un riempitivo. È l’unica scheda della lista che nomini esplicitamente il terzo livello del calcio italiano, e per chi segue una squadra di provincia quella voce vale più di dieci mercati sulla Premier. Il calcio minore è anche quello su cui un margine tende a essere meno generoso, quindi la presenza dell’evento non garantisce la convenienza della quota: garantisce che l’evento ci sia.
Le oltre 20 discipline con risultati in diretta fanno il resto, e collocano il marchio nella fascia dei palinsesti larghi, senza la deviazione verso eventi non sportivi che caratterizza Eurobet.
NetWin, il bonus che si legge in una riga
Netwin Italia S.p.a. con la concessione n. 16035, e un’offerta che si distingue per essere raccontata senza giri di parole: l’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e il codice promo SPORT-50 da inserire al primo versamento.
«Bonus reale» è una formula che nel settore è tutto e niente, e qui conviene tradurla: è un bonus pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, il che significa che con il deposito minimo di 20 € si ottiene un credito di 20 €, e per arrivare ai 50 € pieni servono altrettanti euro versati. Un tetto di 50 € è modesto in un mercato di bonus che sulla carta arrivano a cifre molto più alte, ed è anche il motivo per cui la verifica del conto è la condizione che più conta: senza conto verificato, il credito resta dove sta.
Chi ha poco da mettere dentro trova un’offerta proporzionata, non gonfiata. Chi punta a un credito importante guarderà altrove, sapendo però che i crediti importanti arrivano sempre con requisiti di giocata più pesanti che il bonus modesto non ha.
Betsson, il catalogo di mercati per chi vuole la voce in più
Azzurri Limited detiene anche la concessione n. 16027 di Betsson, che l’app Sportsbook & Casinò riempie con scommesse pre-match e live su migliaia di eventi e mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Il valore di questa scheda non sta nel numero degli eventi, che non è dichiarato, ma nella struttura dei mercati. 1X2 e Under/Over sono il pane di chiunque; Goal/NoGoal è il mercato che la letteratura italiana chiama GG/NG e che molti giocatori occasionali cercano per primo; i marcatori e le combo sono quelli che richiedono un bookmaker disposto a prezzare una scommessa più difficile.
Un bookmaker che quota i marcatori è un bookmaker che accetta di esporsi su un mercato a bassa probabilità e alta quota, e per un giocatore che vuole uscire dalla singola sul risultato esatto questa è la differenza tra aver scelta e non averla. Il costo di quella scelta è il margine, tipicamente meno generoso sui mercati secondari che sull’1X2.
Domande frequenti
Come verifico che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?
Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e si cerca la società, che di norma non porta il nome del marchio. Il secondo controllo sono i termini del conto di gioco, dove l’operatore dichiara numero di concessione e dominio.
Perché un marchio regolare apre ai giocatori italiani da un sito .it?
Le concessioni sono assegnate per singolo sito: l’Elenco lega ogni codice a un dominio .it. Un marchio che serve l’Italia da un .com con licenza estera lavora fuori dal perimetro e non è collegato al RUA, alla vigilanza dell’ADM né ai limiti obbligatori.
Cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi blocca depositi, giocate e nuovi conti su ogni piattaforma con concessione ADM, lasciando libero il prelievo del saldo. La richiesta si fa dal portale ADM con SPID o presso un concessionario, e può riguardare tutti i concessionari o una sola categoria di gioco.
Che limiti di deposito si impostano su un operatore con concessione ADM?
Il limite si sceglie in registrazione, su base settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per alzarlo si attendono sette giorni; l’articolo 15, comma 1 prevede inoltre autolimiti su tempo, spesa e perdita.
Quali rischi comporta un sito di scommesse senza concessione ADM?
Nessuna delle tutele italiane è operativa: niente RUA, niente vigilanza, niente strumenti di limitazione obbligatori. Il dominio è esposto all’inibizione DNS decisa dall’ADM con la Guardia di Finanza e, come scrive l’Agenzia citando la Legge 401/1989, il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Le vincite delle scommesse sportive si tassano in Italia?
Sui concessionari ADM no: il prelievo cade sull’operatore e il giocatore riceve la somma netta senza dichiarare nulla, secondo quanto riporta la stampa di settore. Sui siti esteri, invece, l’Agenzia delle Entrate con risoluzione n. 141/E del 2010 le considera redditi diversi, da dichiarare: serve un commercialista.
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