Scommesse sportive con bitcoin in Italia: la scorciatoia che nessuno ti fattura

Updated Ottobre 2026
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31 Ottobre 2026 — concessioni e riferimenti normativi verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM (ex AAMS) e sui termini e condizioni pubblicati dagli operatori.

Una moneta fisica di bitcoin accanto a uno smartphone con una schedina sullo schermo, su un tavolo scuro
Il blocco genesi di Bitcoin è stato estratto il 3 gennaio 2009 dal suo creatore pseudonimo, Satoshi Nakamoto.

Chi cerca scommesse sportive pagate in bitcoin cerca, quasi sempre, due cose insieme: un portafoglio che non passi dal conto corrente e un bookmaker che non chieda il documento. In Italia la seconda cosa non esiste, e la prima non esiste presso nessun operatore legale. Un sito di scommesse che accetta puntate da chi risiede in Italia ha bisogno di una concessione ADM, rilasciata sito per sito; l’elenco ufficiale dei concessionari è l’unica prova che quella concessione esista, e su quell’elenco non c’è un solo nome che risulti pagare in criptovaluta. Le piattaforme che nella ricerca si presentano come «bitcoin bookmaker» stanno fuori da quel perimetro, con licenze straniere che in Italia non valgono nulla.

Il costo di quella scorciatoia non è una commissione. È l’insieme delle cose che smettono di funzionare: il Registro Unico degli Autoesclusi non copre un sito senza concessione, quindi un giocatore che si è escluso da tutte le piattaforme autorizzate può riaprire lì senza che nessuno lo fermi; i limiti di deposito che l’operatore italiano è tenuto a farti impostare in registrazione non esistono; lo Stato non vigila sui payout, sul palinsesto, sulle quote. In cambio arriva, come l’ADM stessa scrive, un illecito penale per chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari — ammenda e arresto fino a tre mesi — con l’importo dell’ammenda che le fonti non quantificano.

Vale la pena dirlo subito, perché è il punto che manda all’aria la premessa di partenza: su un conto di gioco italiano la ricarica si fa con carta, PostePay, PayPal, Skrill, Neteller, Satispay, bonifico, voucher o contanti al tabaccaio. Non con bitcoin. Chi vuole entrambe le cose — cripto e legalità — deve scegliere quale delle due gli serve davvero, e questa pagina prova a mettere il prezzo su ciascuna.

Cosa dice la normativa: concessioni, elenco ADM e siti oscurati

Il primo equivoco da smontare riguarda il nome del regolatore. Il mercato continua a dire «AAMS», ma l’autorità che rilascia e revoca le concessioni di gioco a distanza è l’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il quadro di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile dello stesso anno, che riordina il settore dei giochi pubblici a distanza. Non è una licenza aperta a chiunque la chieda: le concessioni si assegnano per gara pubblica, e l’articolo 6, comma 3 fissa in nove anni il massimo di durata, senza rinnovo automatico. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Bitcoin usa un meccanismo di consenso a prova di lavoro (proof of work) basato sull'hashing SHA-256 per convalidare le transazioni.

Che cosa comporta quella concessione, in concreto, è la parte che interessa a chi cerca un bookmaker in bitcoin. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza sotto concessione: alla lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi — anche simulati — e su corse di cavalli; alla lettera b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lettera c) i giochi di ippica nazionale; alla lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; alla lettera f) il bingo. Un concessionario può gestirne uno o più in qualsiasi combinazione.

Da qui discende il controllo che conta, e che nessun sito «bitcoin» può superare. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it. La concessione è per sito, non per azienda: Eurobet Italia S.r.l. compare con Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. E qui arriva la trappola che frega chi legge le classifiche: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome su quella lista dimostra che quel sito è autorizzato a qualcosa, non che offra scommesse sportive. Che l’offerta sportiva esista lo dicono il sito e l’app dell’operatore, non certo la riga dell’elenco. Un posto in una classifica, poi, non è una concessione: sono due cose diverse, e la seconda è l’unica che conti.

Il rovescio è la zona offshore. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 affida ad ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, la tenuta di due liste pubbliche: quella dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti inibiti. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso.

Quanto funzioni il blocco è la parte scomoda. L’oscuramento agisce a livello di DNS e alcuni provider sono più lenti di altri. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta, mentre i mirror ricompaiono nel giro di ore. Un sito oscurato che riappare con un indirizzo nuovo è la norma, non l’eccezione: se la legalità della tua puntata dipendesse dal fatto che il sito si apra o no, saresti in balia di un ritardo del tuo operatore telefonico.

Il nodo del pagamento in criptovaluta, infine, resta aperto in modo diverso da come lo raccontano le pagine di comparazione. Non risulta una norma che elenchi i mezzi di pagamento ammessi per il conto di gioco, e il tema cripto presso i concessionari ADM è semplicemente irrisolto. Le piattaforme che le pagine di comparazione mostrano sugli operatori ADM sono altre: carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti ai punti vendita. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.

Il timbro sulla carta: quello che una concessione vera contiene

C’è una data che vale più di qualunque logo. L’elenco ADM non è un pdf decorativo: è il registro in cui ogni riga corrisponde a un sito .it e a una concessione. Il controllo che un lettore può fare da solo richiede due minuti e nessuna iscrizione — apri l’elenco, cerca il nome del sito, confronta con il numero di concessione che l’operatore dichiara nei propri termini e condizioni. Se le due cose non combaciano, hai la risposta.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Satoshi Nakamoto ha pubblicato il white paper di Bitcoin il 31 ottobre 2008.

Un dettaglio che sfugge spesso: il nome del concessionario quasi mai coincide con il marchio. Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò fanno capo ad Azzurri Limited. Chi cerca il marchio nell’elenco può concludere per errore che non ci sia. Si cerca la società, non il brand.

Vale anche la pena ricordare che le concessioni non sono eterne. Nove anni senza rinnovo, i requisiti economici fissati nel bando — società di capitali con sede nello SEE, piano di investimenti, impegno sui limiti di deposito che ADM stabilisce — e il termine che decorre, per il regime attuale, dal 13 novembre 2025. Un operatore che oggi ha la concessione la avrà ancora per parecchio; fra qualche anno la partita si riapre, e con essa i parametri di quello che sarà ammesso.

Gioco responsabile: i limiti che un sito senza concessione non ti dà

Dell’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 conviene leggere l’elenco come una lista di cose che si perdono insieme alla concessione. La norma prevede gli auto-limiti su tempo, spesa e perdita; i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento di gioco del giocatore, dentro protocolli approvati da ADM; i messaggi automatici su durata e spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Il punto pratico è che quasi nessuno di questi strumenti è una gentilezza dell’operatore. Sono obblighi. Su un sito senza concessione non esistono come obblighi, e nella migliore delle ipotesi esistono come funzioni che l’operatore si è dato da sé, revocabili quando vuole.

Limiti di deposito e autoesclusione: dove finisce la tua rete di sicurezza

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già al momento dell’iscrizione, con una asimmetria che vale la pena capire: una riduzione del limite ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni. È una regola pensata per l’impulso, e funziona: se il venerdì sera decidi che il limite ti sta stretto, quella decisione arriva la settimana dopo, quando probabilmente non la pensi più così. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nel bando non è nota, e resta il fatto che il limite te lo scegli tu.

L’autoesclusione è l’altro strumento, e a differenza dei limiti ha una infrastruttura. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche. La norma richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni, oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Su un sito non collegato al RUA — cioè su qualunque piattaforma senza concessione — questa rete semplicemente non c’è, e un giocatore che si è escluso da tutto può riaprire lì con un altro indirizzo email.

L’identificazione che molti chiamano fastidio e che è una ricevuta

Il conto di gioco italiano richiede identificazione piena. L’operatore offre la registrazione con modulo e copia del documento oppure con SPID, e Goldbet consente anche il CIE tramite un fornitore SPID. Per aprire il conto, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. L’età di 18 anni non è una policy commerciale: l’articolo 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» fra i principi, e le condizioni di concessione impongono di escludere i minori dal gioco.

Chi cerca un bookmaker in bitcoin cerca spesso l’opposto di questo passaggio: nessun documento, nessun codice fiscale, un indirizzo di portafoglio e via. È esattamente il vantaggio che si compra rinunciando a tutto il resto. Con un documento caricato, il prelievo è riconducibile a una persona e c’è un’autorità a cui rivolgersi se qualcosa non torna; senza, l’unica identificazione del tuo credito è la chiave di un portafoglio, e nessuna autorità italiana ha giurisdizione su un operatore che non ha concessione.

Il 0,2 % che gli operatori spendono in informazione

C’è un obbligo che pochi conoscono e che vale la pena citare perché è il contrario del marketing: l’articolo 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa. Non è pubblicità del bookmaker camuffata da messaggio sociale: è una voce di bilancio vincolata, con un tetto, e riguarda temi decisi da altri. Un sito senza concessione non ha questo obbligo, e non ha nemmeno il tetto.

Blockchain, pseudonimato, portafoglio: cosa resta di vero

La promessa cripto poggia su tre parole — blockchain, pseudonimato, portafoglio — e ognuna merita di essere presa sul serio prima di essere smontata. Bitcoin usa un meccanismo di consenso a prova di lavoro, il proof of work, basato sull’hashing SHA-256 per convalidare le transazioni. Un nuovo blocco viene creato in media circa ogni 10 minuti. L’offerta totale è limitata a 21 milioni di monete, con l’emissione completa prevista intorno al 2140, e la ricompensa di mining si dimezza ogni 210.000 blocchi — il meccanismo noto come «halving» — partendo da 50 BTC per blocco.

Il blocco genesi è stato estratto il 3 gennaio 2009 dal creatore pseudonimo Satoshi Nakamoto, che aveva pubblicato il white paper il 31 ottobre 2008; l’identità reale del creatore non è mai stata verificata. Che il fondatore di un sistema costruito sul pseudonimato sia tuttora anonimo è, in un certo senso, la migliore illustrazione del problema: un indirizzo non dice chi c’è dietro, e nessuno può dirlo al posto tuo.

Il punto è che «pseudonimato» non significa «irrintracciabile», e nel contesto delle scommesse significa qualcosa di più preciso. Una transazione in bitcoin è pubblica e permanente per costruzione; quello che manca è il collegamento fra l’indirizzo e una persona. Quel collegamento si ricostruisce con i dati che circondano la transazione — e un bookmaker che ti identifica con SPID, per definizione, il collegamento ce l’ha già. Il pseudonimato protegge dalla sorveglianza di un osservatore esterno, non dall’operatore con cui stai giocando, che è esattamente la controparte con cui hai un contenzioso se le cose vanno male.

Sul portafoglio vale la stessa logica. Un portafoglio è uno strumento, non una tutela: se la piattaforma chiude, se il prelievo non arriva, se l’operatore cambia indirizzo, non esiste un’autorità italiana a cui portare la questione, perché non esiste un rapporto autorizzato da nessuna concessione. Con un concessionario ADM, il prelievo è un’operazione su un conto identificato e c’è un regolatore con il potere di intervenire. La differenza non sta nella tecnologia: sta in chi risponde quando qualcosa non funziona.

Classifica: i dieci concessionari a confronto

Ordine e selezione seguono criteri fissi: l’esistenza di una concessione ADM verificabile sull’elenco ufficiale, la presenza di fatti documentati sull’offerta sportiva nelle condizioni e nelle schede degli operatori, e la coerenza fra numero di concessione e società concessionaria. Nessuno dei dieci paga in criptovaluta, e nessuno di questi dieci è qui perché accetta bitcoin: sono qui perché sono l’alternativa legale a chi lo promette.

Operatore Concessione ADM e concessionario Cosa dicono i suoi termini sul pagamento
Eurobet n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Carte, portafogli elettronici, bonifico e ricariche ai punti vendita; nessuna criptovaluta
Betfair n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. Nessun mezzo di pagamento in criptovaluta indicato
SNAI n. 16032 — Snaitech Spa Nessun mezzo di pagamento in criptovaluta indicato
Goldbet n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Nessun mezzo di pagamento in criptovaluta indicato
William Hill n. 16044 — William Hill Malta Plc Nessun mezzo di pagamento in criptovaluta indicato
StarCasinò n. 16026 — Azzurri Limited Nessun mezzo di pagamento in criptovaluta indicato
Planetwin365 n. 16007 — Pwo S.p.a. Nessun mezzo di pagamento in criptovaluta indicato
Lottomatica n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Nessun mezzo di pagamento in criptovaluta indicato
NetWin n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. Nessun mezzo di pagamento in criptovaluta indicato
Sisal n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. Ricariche e prelievi anche al punto vendita; nessuna criptovaluta

La tabella dice una cosa che vale più di tutte le sue righe: la colonna dei pagamenti è vuota nella stessa direzione per tutti e dieci. Non è un caso, ed è il motivo per cui questa pagina non può promettere quello che chi legge cerca. Nessun concessionario ADM risulta accettare bitcoin, e nessuna norma conosciuta lo vieta o lo consente in modo esplicito — la questione è semplicemente irrisolta. In un quadro del genere, un operatore prudente non introduce un mezzo di pagamento su cui non esiste una regola, e i fatti mostrano esattamente questa prudenza.

Va detto anche l’altro lato della colonna. Le concessioni 16009 e 16010 appartengono alla stessa società, Goldbet Better Organization Italy, e questo non è un dettaglio burocratico: due siti, due palinsesti, una sola struttura societaria dietro. Chi confronta Goldbet e Lottomatica per capire quale sia «più solido» sta confrontando due prodotti commerciali dello stesso concessionario.

I criteri di valutazione, in chiaro

La concessione è il primo filtro e non ammette sfumature: o il sito è sull’elenco con un codice, o è fuori. Il secondo criterio è la coerenza fra la società dichiarata nei termini e la riga dell’elenco, perché il marchio non coincide quasi mai con il concessionario. Il terzo è la presenza di fatti verificabili sull’offerta sportiva — palinsesto, mercati, funzioni — nelle condizioni e nelle schede degli operatori, che è l’unico modo di sapere se il sito offre davvero scommesse sportive e non solo casinò.

Il quarto criterio riguarda ciò che in questo confronto conta più che altrove: quali strumenti di tutela e di controllo il concessionario mette a disposizione, e con quali tempi. Un’app che consente di abbassare il limite all’istante e di alzarlo solo dopo sette giorni vale, per chi ha un problema di controllo, più di qualunque quota di richiamo.

Panoramica: come funziona davvero, e cosa resta scoperto

Chi arriva da bitcoin si aspetta un mercato opaco, e trova invece un sistema costruito per lasciare tracce. La ricarica in contanti è l’esempio più chiaro: l’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche, tabaccai e ricevitorie registrati in un apposito elenco ADM. Quegli esercizi ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti per un massimo di 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né consentire prelievi, e l’iscrizione all’elenco costa 100 € l’anno all’esercente. È l’opposto di un sistema anonimo: contanti sì, ma dentro un tetto settimanale, con identificazione e senza uscita di denaro.

Palinsesto, Virtuali e Ippica: che cosa si può davvero giocare

Il palinsesto è il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM: l’articolo 2, lett. s) lo definisce così, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stiano dentro il palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno — a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga è un’informazione che il giocatore trova sul sito dell’operatore, non in una lista pubblicata altrove.

Gli eventi simulati hanno una definizione propria: l’articolo 2, lett. v) li chiama «scommesse su eventi simulati» — eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — ammessi dentro la concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica è invece due cose separate nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’articolo 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono una concessione propria, e se un marchio offra oggi i totalizzatori di ippica nazionale online è cosa che le fonti non chiariscono.

Il live, poi, non ha regole documentate su ritardi e mercati: ADM non pubblica un elenco dei mercati live, e ogni grande operatore lo offre. Il betting exchange ha una disciplina a sé: l’articolo 6, comma 1, lett. e) e l’articolo 2, lett. u) lo ammettono come gioco separato, con il giocatore che può essere puntatore o banco e il concessionario che si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava alcunché, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è cosa che le fonti non dicono.

La tassa la paga l’operatore, e per te cambia tutto

Qui c’è la differenza economica più concreta fra un concessionario ADM e un sito offshore, e quasi nessuno la mette in cima al confronto. L’operatore versa l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, disciplinata dall’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504 come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % precedenti. Le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile è cosa che le fonti non chiariscono.

Per il giocatore la conseguenza è netta: sui siti con concessione ADM le vincite incassate non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è alla fonte e arriva all’operatore. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e in ogni caso la materia va verificata con un commercialista. Fuori da quel perimetro cambia tutto, e cambia in peggio: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.

La pubblicità è vietata, il bonus no

Il Decreto Dignità, all’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore, e ADM lo richiama così: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. L’AGCOM vigila sul divieto, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (articolo 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (articolo 3, lett. m; articolo 15, comma 3).

Sul terreno pratico: nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, il TAR Lazio con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta Forza Italia di emendamento alla legge di bilancio per il 2026, volta a togliere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, è allo stato una proposta e non una norma.

E qui va fatta una distinzione che le pagine di confronto saltano sempre. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e non risulta né un tetto statutario ai bonus né un tetto ai requisiti di rigioco: importi, requisiti di puntata e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore, che è l’unico documento che li fissa.

Le dieci piattaforme, una per una

Le dieci schede che seguono raccolgono solo quello che le condizioni e le schede degli operatori dichiarano, con il numero di concessione e la società concessionaria come punto di partenza. In nessuna delle dieci compare un mezzo di pagamento in criptovaluta: chi legge questa parte per trovare il bookmaker in bitcoin non lo troverà, e troverà invece le ragioni per cui la concessione cambia il modo in cui si perde una serata al tavolo virtuale.

Eurobet: il palinsesto più largo del gruppo, con Concessione 16012

Eurobet opera con la concessione n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito Eurobet. La sua app sportiva offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

Quella coda del palinsesto è la parte più interessante, e anche la più divisiva. Un bookmaker che quota le elezioni non sta allargando il calcio: sta vendendo un prodotto diverso, in cui il «tifoso» e il «giocatore» non coincidono, e in cui la competenza sportiva del giocatore non serve a nulla. Per chi cerca un palinsesto ampio è un argomento a favore; per chi cerca il contrario, cioè meno occasioni di giocare su cose che non conosce, è esattamente il contrario. Da notare anche la coincidenza societaria: Eurobet Italia gestisce Eurobet.it insieme a Bwin.it e giocodigitale.it, e chi confronta i due marchi sta confrontando siti dello stesso concessionario.

Da qui il giudizio: Eurobet è il posto giusto per chi vuole provare un numero molto alto di sport ed eventi speciali da un’unica app, accettando in cambio un catalogo che sconfina volentieri fuori dallo sport. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale opera sul sito Eurobet.it con la concessione n. 16012.

Betfair: concessione 16028 e un exchange che quasi nessun altro ha

Betfair è titolare della concessione n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., sul sito Betfair. La sua app sportiva propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.

La vera differenza di Betfair non sta nella sezione Supercombo, ma nel fatto che il betting exchange è un gioco separato nella legge italiana, ammesso dall’articolo 6, comma 1, lett. e) e definito dall’articolo 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava alcunché, con il prelievo a carico del concessionario. Nessun altro operatore di questa lista è descritto come exchange, e Betfair è indicato come il primo a introdurlo con quella concessione.

Il limite sta nella stessa cosa: la struttura dell’exchange è diversa da quella di un bookmaker tradizionale, e chi non l’ha mai usata ci mette qualche sessione a capire come funzionano il banco e la copertura. Le regole minime sulle puntate back, in centesimi e a passi, sono il tipo di dettaglio che va letto prima e non dopo.

Verdetto: per un giocatore disposto a studiare il meccanismo, la licenza 16028 offre un prodotto che nel resto di questo elenco non esiste; per chi cerca la schedina semplice, la curva di apprendimento è un costo reale.

SNAI: concessione 16032, risultato esatto e cash out

SNAI opera con la concessione n. 16032, intestata a Snaitech Spa, sul sito SNAI. La sua app sportiva offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, più la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Il Cash Out merita una spiegazione che di solito non riceve. Chiuderla prima significa incassare (o perdere) qualcosa di diverso da quello che il moltiplicatore sulla schedina promette: la quota di uscita la fa il bookmaker, sul margine che si è già tenuto, e non è un favore tecnico concesso al giocatore. È una comodità che ha un prezzo incorporato, ed è un prezzo che si paga solo quando la si usa.

La profondità dei mercati sui tiri, sui cartellini e sui rigori è una nicchia dentro la nicchia, e non è la stessa cosa di un palinsesto enorme: sono mercati con liquidità e limiti propri, e chi punta su un singolo tiro di un singolo giocatore lo scopre in fretta. Per il resto la copertura di base — singole, multiple, sistemi — è quella che serve a chi non vuole imparare un’interfaccia nuova.

Il giudizio: SNAI convince chi vuole concludere una giocata prima del fischio finale e chi gioca mercati statistici, sapendo che la comodità del Cash Out non è gratuita e che i mercati sottili non si comportano come l’1X2.

Goldbet: concessione 16009, Concessione 16010 e due siti in una società

Goldbet opera con la concessione n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sul sito Goldbet. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e già la registrazione con l’app apre la strada al bonus di benvenuto.

Il fatto che riguarda questa scheda più di ogni altro è societario: la stessa Goldbet Better Organization Italy detiene anche la concessione n. 16010 di Lottomatica. Due marchi, due siti, due palinsesti, una sola struttura societaria e contrattuale dietro. Chi sceglie fra Goldbet e Lottomatica pensando di diversificare il rischio di controparte non sta diversificando nulla, e questo è il tipo di informazione che un confronto per marchi tende a nascondere.

Sul prodotto, la copertura è quella classica del calcio — tutti i campionati, tutte le tipologie — senza squilli particolari. Non è un difetto: è un’offerta che fa una cosa prevedibile.

Verdetto: Goldbet è una scelta ragionevole per chi vuole un’app ordinata sul calcio, ma chi la affianca a Lottomatica per «distribuire» il proprio conto scoprirà presto che la controparte è la stessa. La concessione n. 16009 è quella di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. sul sito Goldbet.

William Hill: concessione 16044 e un bonus legato al modo in cui ti registri

William Hill opera con la concessione n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, sul sito William Hill. Il suo Benvenuto Sport accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale è invece previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

È il caso più chiaro, in questa lista, di come un requisito di identificazione si traduca in denaro. La differenza fra 10 € immediati e 5 € subordinati a una verifica documentale entro un termine preciso non è una preferenza tecnica: è il prezzo, in euro, della scelta di registrarsi con SPID invece che con il modulo e la copia del documento. Chi si registra manualmente deve ricordarsi della scadenza delle 96 ore, perché oltre quella finestra il bonus di verifica semplicemente non arriva.

Da segnalare anche la denominazione societaria: la concessione italiana fa capo a William Hill Malta Plc. La concessione è per sito e vale per William Hill, con tutto quello che comporta in termini di RUA, supervisione ADM e strumenti di limite che la pagina ha descritto nella sezione dedicata.

Il giudizio: la differenza fra 10 € e 5 € è il modo in cui William Hill rende visibile il valore dell’identificazione SPID, e per chi ha già SPID è la strada che costa meno.

StarCasinò: concessione 16026, un casinò con il bookmaker accanto

StarCasinò opera con la concessione n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, sul sito StarCasinò. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò.

L’ordine di quella frase non è casuale, ed è il motivo per cui questa scheda è utile. StarCasinò è un casinò con un bookmaker, non un bookmaker con un casinò: chi arriva cercando una piattaforma di scommesse sportive trova un prodotto che fa il suo lavoro ma che è chiaramente il secondo piano dell’offerta. Azzurri Limited è anche il concessionario di Betsson, altro dato che riduce l’effetto di «scegliere fra marchi diversi».

Questo conta più che mai su una pagina che parla di bitcoin. Chi cerca criptovalute cerca spesso anche casinò, e su quel terreno la tentazione di andare offshore è forte; il fatto che questa sia una struttura con concessione ADM, con RUA e strumenti di limite, non cambia l’ordine dei suoi prodotti ma cambia chi risponde se qualcosa va storto.

Verdetto: StarCasinò va bene a chi vuole un conto unico per slot e scommesse, ma chi cerca un bookmaker con un palinsesto profondo e vuole valutare solo quello fatica a trovare qui la sua piattaforma principale.

Planetwin365: concessione 16007, calcio europeo e oltre 20 sport

Planetwin365 opera con la concessione n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., sul sito Planetwin365. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La lista dei campionati è la parte più concreta di questa scheda, perché dice a chi punta serie minori se il prodotto è fatto per lui. La presenza della Serie C accanto alla Premier League è una scelta precisa: c’è un pubblico che gioca il campionato che conosce davvero, e non tutti i bookmaker lo coprono con la stessa attenzione. Le oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta fanno il resto, e il Live diventa utilizzabile solo se i risultati arrivano aggiornati.

Il limite è il rovescio di ogni palinsesto profondo: la copertura dichiarata non dice nulla sulle quote di quei mercati, e le serie minori sono esattamente dove lo spread si allarga. Chi gioca Serie C abitualmente lo sa già; chi ci arriva pensando di trovare le stesse condizioni della Serie A resterà sorpreso.

Il giudizio: Planetwin365 è la scelta di chi ha un campionato minore nel cuore e vuole trovarlo nell’app, accettando che la profondità del palinsesto non significhi automaticamente condizioni migliori su ogni mercato.

Lottomatica: concessione 16010 e lo streaming per giocare in diretta

Lottomatica opera con la concessione n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sul sito Lottomatica. La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Lo streaming è la funzione che cambia il modo di giocare in diretta, e vale la pena dire perché. Vedere la partita mentre si punta significa reagire a quello che succede in campo, e significa anche puntare molto più spesso: il live è il formato in cui il margine del bookmaker lavora più volte sulla stessa serata. Chi ha un problema con la frequenza delle giocate lo scoprirà qui prima che altrove.

Come già osservato, la concessione n. 16010 e la n. 16009 di Goldbet fanno capo alla stessa società: le due piattaforme sono due vestiti della stessa controparte. Chi apre un conto su entrambe non moltiplica le tutele, le raddoppia soltanto sulla carta.

Verdetto: Lottomatica si rivolge a chi guarda le partite e vuole giocarci sopra, con un catalogo motoristico che pochi altri espongono allo stesso modo; chi cerca calma, la funzione di streaming è la prima che dovrebbe disattivare.

NetWin: concessione 16035 e un bonus con il deposito minimo

NetWin opera con la concessione n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., sul sito Netwin. La sua offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

Tre condizioni in una riga, e ognuna ha un costo. Il deposito minimo di 20 € fissa la soglia sotto la quale l’offerta non esiste; il conto verificato significa che il bonus arriva dopo l’identificazione, non prima; e «bonus reale» è la qualifica con cui l’operatore indica la natura del credito, da leggere nei suoi termini per capire come si libera. Il tetto di 50 € è la cifra che trasforma il «100 %» in un importo preciso: a fronte di un deposito da 100 €, il bonus resta 50 €.

È l’offerta più leggibile di questa lista, e va detto a suo merito: un importo massimo dichiarato, una soglia minima dichiarata e una condizione di verifica dichiarata sono esattamente le tre cose che permettono a un lettore di decidere senza aprire un conto.

Il giudizio: NetWin ha senso per chi vuole provare la piattaforma con un impegno contenuto e ha già i documenti pronti; chi deposita molto più di 50 € non troverà nell’offerta una proporzione.

Sisal: concessione 16020, oltre 1.000 eventi al giorno e prenotazione

Sisal opera con la concessione n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., sul sito Sisal. La sua app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. L’app permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID. Fra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Per il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto.

I numeri sono la prima cosa da maneggiare con cura: 1.000 eventi al giorno e 15.000 eventi live sono grandezze dichiarate dall’operatore, non una classifica di qualità, e un catalogo enorme comprende per definizione moltissimi eventi su cui il giocatore non sa nulla. La larghezza del palinsesto è un’arma a doppio taglio, e chi ha problemi di controllo lo scopre prima con 15.000 eventi che con 200.

La parte davvero singolare è l’integrazione con la rete fisica: prenotare una giocata, ricaricare o prelevare in un punto vendita, scansionare una schedina giocata in negozio per sapere subito se è vincente. È l’unico operatore di questa lista per cui il punto vendita non è un canale di ricarica, ma un pezzo del prodotto. Per chi preferisce gestire i contanti senza passarli per un conto, è una via d’accesso che gli altri non offrono allo stesso modo.

Verdetto: Sisal è la scelta di chi vuole la rete fisica dentro l’esperienza digitale e un’app veloce da aprire, accettando che un palinsesto di quelle dimensioni chieda più disciplina di un catalogo piccolo.

Prima di aprire un conto, guarda queste tre cose

La prima è il numero di concessione nei termini e condizioni, confrontato con l’elenco ADM: se le due cose non combaciano, la conversazione finisce lì. La seconda è il limite di deposito che imposti in registrazione — e conviene impostarlo basso, perché alzarlo richiede sette giorni mentre abbassarlo è immediato. La terza è la pagina dei prelievi, dove si legge quanto tempo serve per riavere i propri soldi, che è la domanda che nessuno fa al momento dell’iscrizione e tutti fanno al momento del primo prelievo.

Domande frequenti

Si può pagare con criptovalute su un sito di scommesse in Italia?

Nessun operatore con concessione ADM risulta accettare bitcoin o altre criptovalute, e non risulta una norma che le elenchi fra i mezzi di pagamento ammessi. Sui conti di gioco italiani si usano carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti ai punti vendita autorizzati.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si apre l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca la società concessionaria, non il marchio: Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy. Il numero dichiarato nei termini dell’operatore deve corrispondere alla riga dell’elenco. L’elenco non indica i giochi offerti.

Perché un bookmaker con concessione chiede l’identificazione con documento o SPID?

Il conto di gioco richiede identificazione piena, e la tutela dei minori è un principio di legge. SPID o CIE velocizzano la procedura; con la registrazione manuale il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. L’identificazione è anche ciò che rende il prelievo riconducibile a una persona.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede anche auto-limiti su tempo, spesa e perdita, messaggi automatici e strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso può riaprirvi il conto, e non ha gli strumenti di limite previsti per i concessionari. È soggetto all’oscuramento DNS e, come scrive ADM richiamando la legge 401/1989, chi partecipa a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui siti con concessione ADM il prelievo è alla fonte a carico del concessionario e il giocatore non dichiara nulla, secondo la ricostruzione riportata dalla stampa di settore. Fuori da quel perimetro l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 2010, le tratta come redditi diversi da dichiarare. Non è consulenza fiscale: serve un commercialista.

Quello che resta dopo aver tolto la promessa

Il bookmaker in bitcoin che accetta giocate dall’Italia non è una versione più veloce di quello legale. È un prodotto diverso, e il conto finale si fa su ciò che manca. Non c’è il RUA, quindi l’autoesclusione che hai attivato altrove non vale. Non ci sono gli auto-limiti obbligatori dell’articolo 15, comma 1, quindi il limite te lo dai da solo, e solo se vuoi. Non c’è un’autorità italiana che intervenga su un prelievo che non arriva, e non c’è il meccanismo che rende le vincite non dichiarabili perché il prelievo è già stato pagato a monte. In cambio arriva un blocco DNS che può scattare domani, e un articolo di legge che parla di ammenda e arresto fino a tre mesi per chi partecipa a scommesse di operatori non concessionari.

Dall’altra parte, i dieci concessionari di questa lista hanno una cosa che nessun sito offshore può replicare: una riga su un registro pubblico, con un codice e una società identificabile, e un regolatore con il potere di togliere loro la concessione. Non è una garanzia di vincita — nessuno può darla, e chi la promette sta mentendo — ma è una garanzia su chi risponde quando qualcosa non funziona.

Chi cerca anonimato e pagamenti in criptovaluta ha una strada, ed è quella offshore, con i costi appena elencati. Chi cerca un bookmaker italiano con quote competitive su calcio, live, mercati statistici e cash out ha dieci nomi che funzionano davvero. Le due cose non stanno insieme in Italia, e chi dice il contrario sta vendendo la prima spacciandola per la seconda.

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