Scommesse mobile in Italia, app e operatori con concessione ADM
Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre 2026. Le concessioni dei dieci operatori esaminati in questa pagina sono state riscontrate sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM.

Verso la soglia: com’è fatto lo sport autorizzato in Italia
Il punto di partenza di ogni ragionamento serio sulle scommesse da smartphone non è l’app. È la concessione. In Italia chi accetta scommesse da un giocatore che si trova sul territorio nazionale ha bisogno di una «concessione» per il gioco a distanza, rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che tutti continuano a chiamare «AAMS». La parola «concessione» pesa più di «licenza», e non è un dettaglio da burocrati: la licenza si compra, la concessione si vince. Si ottiene per gara pubblica, non a sportello, e sotto c’è un piano industriale da presentare, una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’Agenzia fissa nel bando.
Il quadro attuale sta nel Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. All’art. 6, comma 1, il decreto elenca cosa può essere offerto in remoto sotto concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i totalizzatori sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Chi vince la gara può gestirne uno o più, per un massimo di nove anni e senza rinnovo — l’art. 6, comma 3 non lascia scampatoie. Termini della concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata, come precisano l’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3: sono regole scritte per non far cambiare le carte a partita in corso.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società, su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Tradotto per il lettore: chi resta fuori dalla lista resta fuori, e non c’è un secondo turno per rientrare con comodo.
Cosa vuol dire, in pratica, «concessione per sito e non per società»
L’elenco che ADM pubblica — «Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», consultato il 25 ottobre 2026 — ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di uno: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La conseguenza è meno banale di quanto sembri. Firmare con un marchio non significa firmare con una concessione generica: significa che quel preciso sito, con quel preciso codice, è autorizzato.

E c’è un secondo effetto, che molti lettori scoprono solo quando cercano una partita e non la trovano. La lista non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: a dimostrarlo è il palinsesto dell’operatore, la sua app, il suo listino. La presenza in una classifica, di questa o di qualunque altra pagina, non è una concessione e non la sostituisce. Chi vuole verificare da sé ha lo strumento in mano: ogni concessionario dichiara numero di concessione e ragione sociale nelle proprie condizioni, e il numero si confronta con la riga dell’elenco.
Vale l’inverso, ed è un’informazione che serve. Un marchio che non compare tra le 52 righe non è per ciò stesso irregolare: quell’elenco non è il catalogo completo del mercato, e altre concessioni esistono. Al 25 ottobre 2026, per dire, Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non sono fra le 52 righe. Sono brand che il lettore italiano incontra cercando, ed è bene sapere dove si trovano rispetto all’elenco.
Il palinsesto: chi decide cosa, e perché una partita può non esserci
L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi — sportivi, corse di cavalli incluse, e non sportivi — e delle tipologie di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può accettare solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. ADM aggiunge eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore.
Per il giocatore questo si traduce in un’esperienza quotidiana precisa. Se una partita di un campionato minore non c’è, il motivo più probabile non è una svista dell’app: è che quell’evento non è nel palinsesto, o non lo è ancora. Non esiste una lista pubblica delle tipologie di scommessa ammesse dentro il palinsesto, quindi l’unico modo per sapere cosa un operatore offre davvero è aprire la sua app e guardare.
Le scommesse su eventi simulati — l’art. 2, lett. v) le definisce come eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — stanno dentro la concessione per le scommesse sportive, e infatti i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica, invece, è due cose diverse nella legge: le scommesse sulle corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i «giochi di ippica nazionale» dell’art. 6, comma 1, lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, i totalizzatori dell’art. 2, lett. h) — che richiedono una concessione propria. Se un marchio online accetti oggi i totalizzatori di ippica nazionale è una domanda a cui nessuno risponde con certezza.
Il betting exchange merita una riga a parte, perché è il prodotto che più spesso viene descritto male. L’art. 6, comma 1, lett. e) lo ammette come gioco separato, e l’art. 2, lett. u) lo spiega: il giocatore può fare la punta o la banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Non è un bookmaker che espone una quota, è una piazza che incrocia due giocatori. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 dice che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è, di nuovo, materia da verificare caso per caso.
E gli eSports? Se il palinsesto li comprenda non risulta. Non è una lacuna da riempire con una supposizione: è una domanda da girare all’assistenza dell’operatore, che risponde su questo più rapidamente di qualunque riassunto.
La partita del minorenne che nessuno può accettare
L’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Non è una raccomandazione: è un requisito di concessione.
Il conto di gioco richiede identificazione piena, e qui il lettore incontra il primo costo in tempo. La registrazione si fa con modulo e copia di un documento oppure con SPID, e Goldbet consente anche la via CIE attraverso un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dichiarano le pagine degli operatori. Chi apre il conto di venerdì sera per giocare il derby e non ha SPID lo scopre nel modo peggiore: la procedura è rapida solo se il documento è già pronto.
Su questo capitolo la legge resta volutamente generica e lascia all’operatore il compito di tradurla in schermate. L’art. 15, comma 1 prescrive gli strumenti: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Nessuno dei dieci operatori esaminati è esentato, perché la norma vale per chi opera con concessione ADM.
Pubblicità, bonus e il malinteso che tiene in piedi un mercato
Qui conviene essere netti, perché è il punto in cui il marketing e la legge si scontrano da anni. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. La citazione che ADM riporta il 28 febbraio 2024 è senza margini: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».
A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso, però, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità di operatori senza concessione può attirare provvedimenti AGCOM sui mezzi che la ospitano.
Lo stato dell’arte, per chi vuole capire dove sta andando la regola: nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). È stata proposta, non approvata, una modifica Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, per esempio le sponsorizzazioni: l’esito non risulta e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Il malinteso da sciogliere è questo: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Un «bonus di benvenuto» può esistere benissimo in un mercato dove nessuno può farne la réclame. Non esiste una soglia statutaria ai bonus e nemmeno un tetto ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore. È esattamente lì che il lettore trova, se legge, la parte che costa.
Le due domande che decidono: quanto puoi perdere, quanto sei tassato
Prima di parlare di app, depositi e margini, ci sono due numeri che il giocatore mobile italiano tende a non guardare. Il primo riguarda la sua disponibilità dell’ultimo minuto. Il secondo l’Agenzia delle Entrate.
Quanto puoi rimetterci, e quando il limite si abbassa subito
Il lettore immagini una scena normalissima: è lunedì, ha perso sabato più del previsto, apre l’app in pausa pranzo e vuole alzare il limite di deposito settimanale. Il sistema non glielo concede sul momento. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale in fase di iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. Sette giorni sono, in pratica, una settimana di raffreddamento, e sono il tipo di regola che sembra piccola finché non la si incontra di persona. Chi vuole alzare il tetto prima di un weekend di partite importanti lo scopre troppo tardi.
La logica è asimmetrica di proposito: scendere è gratis e istantaneo, salire costa una settimana. Un limite di deposito non è un limite di puntata, e vale la pena dirlo perché le due cose vengono spesso confuse: il giocatore può depositare 200 € e giocarseli in una sera, oppure giocare domenica dopo domenica con lo stesso deposito, perché il tetto guarda quanto entra nel conto, non quanto si scommette. Il tetto statutario in euro alle puntate sportive non è noto, e gli strumenti vincolanti sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito che sceglie all’iscrizione.
Autoesclusione: l’interruttore che spegne tutto, o quasi
L’autoesclusione è la leva più potente, e anche quella che il giocatore capisce peggio. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme online autorizzate ADM e le sale fisiche. Un giocatore che entra nel RUA non chiude un conto: si fa chiudere fuori da ogni porta legale italiana in una volta sola. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede infatti strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore. Un sito di stampa riporta che dal 1° febbraio 2026 partono forme parziali di esclusione, e periodi e forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina ADM indicano.
Il rovescio della medaglia ha un nome preciso: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un dominio estero è, su quel dominio, un giocatore come tutti gli altri, senza alcuna protezione. È il motivo per cui un lettore che ha un problema reale con il gioco non dovrebbe considerare l’autoesclusione un pulsante italiano fra tanti: è un perimetro, e come ogni perimetro ha un dentro e un fuori.
Sul versante dei doveri degli operatori, l’art. 15, comma 2 stabilisce che ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è uno strumento del giocatore, ma dice dove il legislatore ha messo il confine tra promozione e avvertenza.
Depositi, ricariche e i binari che contano
Il capitolo pagamenti ha un pezzo di legge che quasi nessuno conosce. I «punti vendita ricariche» dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024 sono i tabaccai e le ricevitorie: ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione all’apposito registro costa 100 € all’anno. Chi entra in tabaccheria pensando di poter incassare una vincita in contanti deve saperlo prima, non dopo.
I binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepaid, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria. È un elenco largo e variegato, ma la lista effettiva di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non è nota una norma che nomini binari approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione: l’entrata in vigore non è confermata.
Le vincite non si dichiarano: il regalo e il conto che arriva dopo
La tassa sulle scommesse sportive a quota fissa in Italia la paga il concessionario, non il giocatore. L’operatore versa l’imposta unica (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, che prima erano 43 % e 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se le somme dei bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Sul lato del giocatore la conclusione pratica è semplice e, per una volta, piacevole: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario. La stampa lo riassume con «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi merita la chiusura di ogni discorso fiscale serio: prima di decidere, consultare un commercialista.
Il regalo finisce lì. Per le vincite ottenute su siti privi di concessione o esteri il quadro cambia del tutto: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione si enuncia nella forma corretta: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Il lettore che sceglie un sito estero perché «non paga la tassa» sta quindi facendo il ragionamento esattamente al contrario: la tassa che crede di risparmiare non grava mai su di lui, e in cambio si prende gli obblighi dichiarativi di un reddito diverso.
Autoesclusione, pausa, limite: cosa dice il termine di ogni marchio
Si arriva così a quello che una classifica onesta dovrebbe fare e quasi mai fa: guardare le condizioni nella parte che non si legge, cioè quella scritta in piccolo. La tabella qui sotto confronta i dieci concessionari esaminati su due soli aspetti, il numero di concessione con la ragione sociale e ciò che le condizioni dell’operatore dichiarano sul tema degli strumenti di protezione.
| Marchio | N. concessione ADM e concessionario | Strumenti nelle condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| SNAI | 16032, Snaitech Spa | — |
| BetFlag | 16008, Betflag S.p.a. | — |
| Betsson | 16027, Azzurri Limited | — |
| Sisal | 16020, Sisal Italia S.p.a. | — |
| StarCasinò | 16026, Azzurri Limited | — |
| AdmiralBet | 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi |
| bet365 | 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Pause di gioco, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione |
| Lottomatica | 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | — |
| Goldbet | 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | — |
| Planetwin365 | 16007, Pwo S.p.a. | — |
La prima cosa che la tabella mostra è che la colonna di destra somiglia alla prima per struttura, non per contenuto. Le licenze sono ordinate, progressive, anonime: competenza, non qualità. I limiti no. Due operatori su dieci documentano nelle proprie condizioni un impianto nominato di strumenti, e vale la pena leggere cosa dicono davvero.
AdmiralBet prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il dato interessante non è la scala, è il cambio: il vecchio impianto offriva tre gradini e l’eternità, il nuovo apre una forbice molto più fine e mette una data di uscita anche sulla forma indeterminata. Un giocatore che si esclude a tempo indeterminato sapendo di poter chiedere la revoca dopo nove mesi si comporta diversamente da uno che si esclude credendo di essersi chiuso la porta alle spalle per sempre. Nessuno dei due comportamenti è sbagliato; sono due cose diverse, e adesso sono scritte.
Bet365 elenca pause di gioco, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È la combinazione più articolata fra quelle documentate, e va letta per quello che è: un elenco di strumenti, non la prova che siano i più efficaci. La differenza fra «c’è» e «funziona bene» non si misura da una pagina di condizioni.
Delle altre otto righe non si scrive nulla in questa colonna, e non è un’omissione del confronto: è il punto. Chi vuole sapere come Lottomatica o Sisal trattino l’autoesclusione ha un posto solo dove guardare, ed è il proprio conto di gioco prima di averne bisogno — non un motore di ricerca, non la pagina che promette il bonus più alto. Le condizioni sono lì, in ogni conto, e si leggono gratis. Il momento giusto è adesso, non la sera in cui il limite settimanale stringe.
Vale la pena giocare da uno smartphone, e cosa costa farlo
Un telefono ha reso le scommesse più comode e, insieme, più pericolose. La comodità è evidente: la schedina si compila in treno, la quota live si controlla mentre la partita gira, il biglietto giocato in ricevitoria si verifica con la fotocamera. Il pericolo non è l’app in sé: è il fatto che una pausa di riflessione, prima, richiedeva di alzarsi dal divano, e adesso non richiede più niente.
Quello che cambia davvero sul piccolo schermo
La differenza tra il sito mobile e il desktop non è la grafica. È la densità del momento di decisione. Su uno schermo da sei pollici il pulsante «gioca» sta a due centimetri dal pollice, il saldo è sempre visibile e il cash out è a un tocco di distanza — ed è proprio questa la funzione che ha cambiato il modo in cui si perde. Chiudere una schedina prima della fine dell’evento non è solo un’opportunità: è una decisione che va presa cento volte in novanta minuti, ogni volta con un pollice che risponde più in fretta del ragionamento.
Attenzione anche a un equivoco di vocabolario che circola parecchio. Le parole «mobile per centro scommesse», «mobile per sala scommesse» e simili sono il vocabolario di chi cerca arredamento o allestimento per punti vendita, non app di scommesse. Chi cerca un fornitore di banconi per una ricevitoria e si trova davanti a una comparativa di app perde dieci minuti; chi cerca un’app e legge di mobili per sale scommesse perde gli stessi dieci. Sono due mercati diversi con lo stesso aggettivo davanti, e vale la pena separarli subito.
QUI, quota, mercato: come un numero detto in TV diventa la tua puntata
Il meccanismo del gioco su app poggia su tre parole che conviene smontare una per una. La quota è il prezzo di un esito, espresso in forma decimale: 1,85 significa che ogni euro puntato ne restituisce 1,85 in caso di vincita, comprensivo della puntata. «Migliore app scommesse mobile» e «miglior sito scommesse mobile» sono espressioni che nei motori di ricerca convivono con «punto scommesse mobile» e «quigioco scommesse mobile», ed è utile chiarirne una: QUI è il marchio di un’agenzia di scommesse con rete fisica e canale online, non un metodo di puntata né una funzione dell’app. Chi lo cerca per capire come si gioca su un’app sta confrontando due cose che non si paragonano.
Il mercato è l’insieme degli esiti su cui si può puntare per un evento. Il vocabolario di casa comprende 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal (o GG/NG), il DNB che in italiano si chiama «rimborso in caso di pareggio», l’handicap, le combo e i marcatori. La singola è una puntata su un solo esito, la multipla mette insieme più eventi in una giocata sola, il sistema combina più selezioni in gruppi di scommesse. Il cash out chiude una schedina prima della fine dell’evento, al prezzo che il bookmaker offre in quel momento.
Un dettaglio sul numero di mille. Le descrizioni degli operatori parlano di schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport: è il linguaggio commerciale dell’app, non una garanzia di margine o di velocità di pagamento. Il margine del bookmaker è il numero che decide se quella comodità vale il prezzo, e la sezione appena sotto spiega come leggerlo da soli.
Il margine: quel 5 % dentro ogni quota che nessuno pubblicizza
Il modo per misurare il margine di un mercato senza aiuti esterni sta in due passaggi. Si prendono tutte le quote dello stesso mercato, per esempio i tre esiti di un 1X2, si somma il reciproco di ciascuna (1 ÷ quota) e si divide 1 per quella somma. Quello che esce è la quota di payout, cioè quanto il mercato restituisce su ogni unità puntata; il margine è 100 % meno quella quota. Se la somma dei reciproci è 1,05, il 5 % di ogni euro giocato su quel mercato non torna mai indietro: non è una commissione addebitata, è il ticchettio incorporato nel prezzo, e nessun operatore lo mostra in home page.
Perché una quota sembri alta senza esserlo basta poco. Un mercato con meno esiti e più liquidità, come il 1X2 di una partita di cartello, tende a un margine più basso; un mercato di nicchia, tipo i cartellini o le scommesse su un campionato che guardano in pochi, tende a un margine più alto, e lo stesso vale per una combo costruita a mano dall’app. Il confronto tra due bookmaker fatto sui pronostici altrui non dice niente: il confronto vero si fa sulle quote dello stesso mercato per lo stesso evento, e si fa prima di puntare. Una quota scritta accanto a un risultato non è un prezzo se non si sa a quale mercato, a quale evento e a quale data appartiene, ed è il motivo per cui in questa pagina non si troveranno quote isolate di comodo.
Puntata, quota e vincita: il conto che l’app fa per te
Il calcolo della vincita, per la singola, sta tutto nella definizione di quota decimale: la restituzione è il prodotto tra puntata e quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la differenza tra la quota e 1. Dieci euro a 1,85 restituiscono 18,50 €, dei quali 8,50 € sono guadagno. Sulla multipla le quote delle singole selezioni si moltiplicano in un prezzo unico: tre selezioni a 1,85, 2,00 e 1,90 portano a un prezzo combinato di circa 7,03, e dieci euro diventano 70,30 € — con l’accortezza di notare che la probabilità di azzeccarle tutte scende insieme al prezzo che sale. Sulla multipla il margine non si somma: si moltiplica, perché ogni selezione porta il proprio.
Dieci app concesse, una per una
Ecco le dieci carte che compongono il panorama ADM. Ogni riga nasce da quello che l’operatore e l’app store dichiarano, e ogni scheda si chiude con un giudizio. Due avvertenze prima di entrare. La prima: il concessionario quasi mai porta il nome del marchio — Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò sono Azzurri Limited — e la ragione sociale si legge dalla riga della licenza, non dal logo. La seconda: diversi di questi marchi sono casinò prima che bookmaker, con il book nello stesso conto. Per chi cerca solo scommesse sportive è la differenza tra un conto costruito intorno alla schedina e un conto in cui la schedina è un’ala della casa.
SNAI: il biglietto di carta che diventa una riga in app
SNAI è la prima carta del gruppo, con concessione ADM n. 16032 intestata a Snaitech Spa e sito proprio Snai. La sua app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Il conto di gioco si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità, e SNAI indica un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7. Per i nuovi utenti dell’app è previsto un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche.
Il pezzo che distingue SNAI è il ponte tra i due mondi: con l’app si verifica un biglietto giocato in un punto vendita SNAI inquadrando il QR Code stampato sul ticket. Chi ha ancora l’abitudine della ricevitoria e vuole tenere il controllo digitale delle proprie giocate trova qui la cucitura meno fastidiosa del gruppo. Le tipologie di mercato arrivano fino a rigori e cartellini, cioè ai mercati dove il margine tende a salire — un appunto da tenere presente per chi punta spesso sui dettagli invece che sull’esito. La profondità dei mercati è reale; la convenienza di quei mercati va verificata quota per quota, perché è lì che il prezzo si difende o si arrende.
BetFlag: SPID in registrazione e un deposito che vale doppio, con condizioni
BetFlag ha concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a., e il sito proprio Betflag. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.
Qui l’angolo del costo ha una spiegazione precisa. Un bonus accreditato su saldo significa che diventa saldo vero, spendibile come denaro: non è un bonus in gettoni vincolati, non è un bonus con scadenza di pochi giorni, non è un bonus che si giocherà solo su alcuni eventi. È, insieme, la ragione per cui è una delle forme di benvenuto più attraenti e la ragione per cui il 100 % va letto con calma: il tetto a 5.000 € dice che la promozione è pensata per chi deposita somme consistenti, e chi mette sul tavolo 20 € prende 20 €, non un biglietto da mille. Il vantaggio competitivo di BetFlag su questa pagina, però, sta altrove e non si vede in nessuno slogan: SPID e CIE subito in registrazione significano un conto pienamente operativo dal primo giorno, senza la trappola del documento da caricare entro 30 giorni. Per chi apre il conto di venerdì per la partita di domenica è la differenza tra giocare e guardare.
Betsson: due tipi di mercato che rendono il conto spendibile
Betsson opera con concessione ADM n. 16027 di Azzurri Limited sul proprio sito Betsson.it. La sua app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. L’elenco è quello del vocabolario di base, senza fronzoli: chi cerca varianti esotiche non è il lettore di questa scheda.
Vale la pena notare la ragione sociale: Azzurri Limited compare due volte in questa lista, perché è il concessionario anche di StarCasinò, che arriva più sotto. Non è una nota di colore, è una conseguenza pratica: due marchi, un’unica società concessionaria, con numeri di concessione distinti perché la concessione è per sito. Chi pensa di «cambiare gestore» passando da un marchio all’altro restando dentro la stessa struttura societaria non cambia niente dal punto di vista di chi concede. Sul piano del prodotto, Betsson paga la sua completezza con una certa mancanza di carattere: i mercati ci sono tutti, e nessuno è il motivo per cui sceglierlo. La casella casinò accanto al book va letta come parte dell’offerta, non come dettaglio da ignorare: su un conto dove il casinò sta in home page, la probabilità di spendere in slot il deposito destinato al calcio non è zero.
Sisal: 15.000 eventi live e il conto che si riassume in tre strumenti
Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16020 sul sito Sisal. Per le scommesse sportive l’app Sisal Matchpoint permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile; Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.
Il dato che salta all’occhio è la copertura live, che nella sua categoria è la più ampia fra quelle descritte in questa pagina, con lo streaming gratuito come ciliegina. Al lettore che gioca soprattutto in-play interessa soprattutto un’altra cosa: il volume non è la qualità del prezzo, e un catalogo di 15.000 eventi non dice nulla sul margine applicato a ciascuno. C’è poi l’integrazione con la rete, che qui ha un risvolto concreto: con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si scansiona con l’app per sapere subito se è vincente. Chi ha la ricevitoria sotto casa ha un servizio in più; chi gioca solo da smartphone ha semplicemente più modi per fare la stessa cosa.
StarCasinò: il book accanto alle slot, per chi non vuole due conti
La concessione ADM n. 16026 è di Azzurri Limited, con sito proprio Starcasino.it, ed è la seconda volta che questa ragione sociale compare nel gruppo. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Mettiamo le carte in tavola: questo è il caso in cui il nome promette una cosa e il prodotto ne fa un’altra, e non c’è da girarci intorno. Chi cerca un’app di scommesse sportive trova qui un casinò online con un book dentro. Non è un difetto in sé, è un posizionamento, e per una fetta precisa di lettori è una comodità: chi già gioca alle slot su StarCasinò non deve aprire un secondo conto per una puntata sul derby. Per chi invece non tocca il casinò, il book resta un’ala della casa, e la home page lo ricorda ogni volta che si apre. Va detto anche il resto: in questa pagina StarCasinò non ha né limiti né cifre di mercato documentate, quindi un lettore che cerca specifiche sulle scommesse non ne troverà. Le condizioni dell’operatore restano l’unico posto dove guardare, e vale la pena aprirle prima di caricare, non dopo.
AdmiralBet: autoesclusione in giorni, limiti in registrazione
Admiral Bet S.r.l. opera con concessione ADM n. 16048 sul sito AdmiralBet, e la sua app indica un’assistenza clienti attiva tutti i giorni dalle 08:00 alle 21:00 e un Bonus prima ricarica Scommesse fino a 500 € di Real Bonus. Su questa scheda, però, il materiale che conta sta nelle condizioni, ed è il più dettagliato del gruppo. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
Il giudizio su questa carta è più semplice di quanto sembri. AdmiralBet è l’unico dei dieci, tra quelli documentati, a mettere per iscritto un impianto completo: tre tipi di limite su tre orizzonti temporali, chiesti al momento dell’iscrizione, non nascosti in un menu. La finestra di sette giorni per alzare un limite è il prezzo che quel vantaggio fa pagare, ed è un prezzo che molti lettori scopriranno di malavoglia. Ma c’è un altro dato da pesare: il bonus prima ricarica fino a 500 € è dichiarato come Real Bonus, cioè un credito con una natura particolare, e la sua composizione conta più del tetto. Un lettore che vuole sapere cosa può farci con quei 500 € deve leggere le condizioni della promozione prima di depositare. Per chi ha bisogno di un conto che si autolimita in modo strutturato, questa resta la scheda più ricca della lista.
Bet365: mercati a valanga, e un numero di telefono accanto
La concessione ADM n. 16030 è di Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito Bet365. Nell’app si trovano decine di migliaia di mercati live e la Diretta TV con centinaia di migliaia di eventi ogni anno, tra cui calcio, NBA e NFL, oltre a statistiche sportive, notifiche personalizzate e Live Golf Tracker. Tra i metodi di pagamento bet365 indica carta di debito, PayPal e Apple Pay; il conto si usa dal sito o tramite l’app. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Due cose vanno dette con chiarezza, e la prima riguarda la profondità del prodotto. Decine di migliaia di mercati live sono una montagna di scelte, e una montagna di scelte è anche una montagna di occasioni per puntare su cose che non si conoscono: la profondità è comodità per il giocatore preparato e un rischio per chi apre l’app senza un’idea precisa. La seconda riguarda il numero verde: la sua presenza è un merito, ma è anche la conferma che il prodotto ha un profilo di intensità che l’operatore stesso riconosce. Chi cerca un limite esterno al proprio pollice, una linea da chiamare prima che sia troppo tardi, questa è la scheda in cui la trova scritta.
Lottomatica: Serie A, MotoGP e il Biglietto che si controlla con la fotocamera
Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) detiene la concessione ADM n. 16010 per il sito Lottomatica. L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita. I Virtuali dell’app comprendono calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Il conto gioco accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri; l’accesso dall’app avviene con username e password.
Il palinsesto è quello del lettore medio italiano: chi guarda il campionato e la MotoGP trova tutto, chi cerca sport minori trova meno. La nota davvero utile è nei pagamenti. PostePay e PayPal sono due binari che non tutti offrono, e per una certa fetta di giocatori sono la differenza tra un conto che si ricarica in due minuti e uno che richiede di tirare fuori la carta. Vale la stessa avvertenza di sopra: l’elenco è dichiarato dall’operatore, e le condizioni specifiche di ciascun metodo — tempi, commissioni, limiti — stanno nelle sue pagine, non nella descrizione dell’app. Il Bet Scanner, dal canto suo, è un servizio che interessa chi compra ancora biglietti in ricevitoria: trasforma il controllo della vincita in due secondi di fotocamera.
Goldbet: gli stessi numeri del vicino, un pubblico diverso
Goldbet ha concessione ADM n. 16009, sempre di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sul sito Goldbet. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Il conto gioco si può ricaricare e prelevare con PostePay, PayPal e altri metodi di pagamento; l’accesso all’app avviene con le credenziali di Goldbet.
Guardando la riga della licenza si capisce subito una cosa: 16009 e 16010 sono due concessioni, una per Goldbet e una per Lottomatica, entrambe di GBO Italy, e distano un numero. È l’esempio più pulito del principio per cui la concessione è legata al sito: due portali concorrenti tra loro, sotto un solo concessionario. Per il giocatore la conseguenza è concreta: il fatto che i due marchi condividano la società non li rende lo stesso prodotto, e scegliere tra loro è una scelta reale su palinsesto e promozioni, non una questione di pelle. Sul versante tecnico, Goldbet ripete la combinazione di pagamenti di Lottomatica — PostePay e PayPal — e questo lo rende comodo per chi usa già quegli strumenti. La descrizione dell’app si ferma lì: chi vuole dettagli su copertura live e mercati non li trova in questa pagina, e deve andarli a cercare nelle condizioni e nel palinsesto del sito.
Planetwin365: calcio europeo in profondità, e sport oltre il pallone
Pwo S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16007 sul sito Planetwin365. L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La scheda si giudica dal suo punto di forza: la profondità sul calcio è la più ampia del gruppo, e comprende cose che altrove mancano, come la Serie C e la Coppa Italia. Per il lettore che segue il calcio minore italiano questo è un vantaggio pratico e raro, perché la copertura delle serie inferiori è il primo posto dove un operatore taglia. Le «più di 20 tipologie di sport» confermano un catalogo largo anche fuori dal pallone, ma vanno lette come un dato di varietà, non di profondità: quanti mercati per sport sia offerto, la descrizione non lo dice, e la risposta sta nel palinsesto dell’app. Chi punta su uno sport di nicchia farà bene ad aprire l’app e verificare quanti mercati trova davvero prima di caricare il conto, perché è lì che il catalogo largo si rivela spesso sottile.
Come scegliere senza farsi scegliere
Il filo che tiene insieme tutto quello che sta sopra è uno solo: in questo mercato il costo non è il deposito. Il costo è il tempo che serve a capire le regole, più la parte di ogni quota che non torna mai indietro. Un lettore che sceglie l’app con l’interfaccia più bella e il bonus più grande ha scelto la cosa che costa meno guardare.
Qualche criterio che regge nel tempo, applicato a quello che le carte di questa pagina dichiarano. Il primo è la concessione: il numero ADM nell’elenco pubblico è l’unica prova che quel sito specifico può accettare la tua scommessa, e verificarlo costa due minuti sul sito dell’Agenzia. Il secondo sono gli strumenti di autolimite al momento dell’iscrizione: chi te li chiede subito sta facendo il suo mestiere, chi te li nasconde in un menu sta facendo il suo interesse. Il terzo è la trasparenza sulla promozione: un bonus «fino a 500 €» e un bonus «100 % del deposito fino a 5.000 €» sono due prodotti diversi, e il massimo dichiarato dice per chi è stato pensato.
Poi c’è la questione del margine, che è quella che nessuna classifica racconta. Il payout di un mercato è la fetta di ogni euro giocato che il mercato restituisce, e il margine è quello che resta al bookmaker. Un lettore che punta dieci volte a settimana con cinquanta euro di turnover settimanale e un margine del 5 % lascia al mercato 2,50 € alla settimana come prezzo della partita — circa 130 € in un anno, molto più del bonus che ha incassato all’apertura. È l’argomento per cui il bonus è una tantum e il margine è per sempre, e per cui conviene confrontare le quote dello stesso mercato, non le offerte di benvenuto di brand diversi.
Sul lato della sicurezza vale la pena ricordare una cosa che il RUA rende evidente: l’autoesclusione funziona su tutte le piattaforme autorizzate ADM, e non tocca minimamente i siti esteri. Un giocatore che sta provando a smettere e ha ancora un conto su un dominio senza concessione non ha smesso. E non è solo una questione di protezione: ADM ricorda che la Legge 401/1989, art. 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e precisa che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda, in euro, non è noto: la regola è scritta, la sua applicazione concreta a un singolo giocatore no.
Dove sta, allora, la scelta ragionevole? Chi gioca poco e vuole un conto che si apra in fretta e si autolimiti da solo ha in AdmiralBet la scheda più documentata su limiti e autoesclusione, con l’impianto SPID di BetFlag come alternativa per chi vuole un conto operativo dal primo giorno. Chi passa molto tempo in-play trova in Sisal e in bet365 le due esperienze più dense, con la differenza che bet365 aggiunge un numero verde e Sisal lo streaming gratuito. Chi segue il calcio italiano minore guarda a Planetwin365, e chi usa già PayPal o PostePay trova in Lottomatica e Goldbet i due conti che non gli chiedono di cambiare abitudini. Chi vuole tenere il rapporto con la ricevitoria ha in SNAI e in Sisal i due ponti più solidi verso il punto vendita. E chi gioca anche al casinò ha in StarCasinò e Betsson i due conti dove la schedina vive accanto alle slot.
Nessuna di queste indicazioni dice chi vincerà una partita, e nessuna promette un guadagno. Dicono quali strumenti, quali condizioni e quali tutele il lettore si trova davanti quando apre un conto e quando prova a smettere.
Domande frequenti sulle scommesse mobile in Italia
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si confronta il numero di concessione che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni con l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» di ADM. L’elenco al 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici 16000–16051, e ogni riga è legata a un solo sito .it. La concessione è per sito: un posto in una classifica non la sostituisce.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Con la quota decimale la restituzione è puntata per quota e il profitto netto è puntata per quota meno uno. Dieci euro a 1,85 restituiscono 18,50 €, con 8,50 € di guadagno. Nella multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo, e la probabilità di azzeccarle tutte scende.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano i reciproci di tutte le quote dello stesso mercato — per un 1X2, 1 diviso 1, 1 diviso X e 1 diviso 2 — e si divide 1 per quella somma. Il risultato è la quota di payout del mercato; il margine è 100 % meno quella quota. Un margine del 5 % significa che quel 5 % di ogni euro giocato non torna indietro.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 impone al concessionario autolimiti su tempo, spesa e perdita, più messaggi automatici. Le pagine degli operatori mostrano un abbassamento del limite con effetto immediato e un’attesa di 7 giorni per alzarlo.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Sulle scommesse a quota fissa il prelievo cade sul concessionario: l’imposta unica è del 20,5 % sulla rete fisica e del 24,5 % a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Le vincite da un concessionario ADM non sono quindi tassate in capo al giocatore. Per ogni caso concreto conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta esposto, non ha gli obblighi ADM su limiti e messaggi, ed è soggetto a blocchi DNS. ADM ricorda che la Legge 401/1989 sanziona anche il partecipante con l’arresto fino a tre mesi, oltre che con un’ammenda.
Come iniziare e app – sitiscommlicenza.com
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